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Il comico Dieudonné, neonazista di sinistra
30 dicembre 2005
Fra i candidati alle presidenziali francesi del 2007 ci sarà probabilmente l'attore Dieudonné. Dieudonné M'bala M'bala, 39 anni, nato a Parigi da madre francese e padre camerunense, è celebre in Francia per i suoi monologhi comico-politici antisemiti e filoterroristi. Dieudonné è un Beppe Grillo visto in uno specchio oscuro; dove l'italiano si pone come fustigatore dei costumi, il francese inneggia al presidente dell'Iran Ahmadinejad e al propagandista antisemita David Irving, a Hitler e al fondamentalismo islamico. Nonostante le molte denunce ricevute, Dieudonné può contare su appoggi forti e riesce a uscire pulito dalle vicende giudiziarie che lo riguardano.

"Sono antisionista, non antisemita," afferma, irridendo le vittime delle sue performance che invitano all'odio razziale. "Ho strappato dal libro di storia di mia figlia le pagine dell'Olocausto," ha detto qualche giorno fa, "perché si tratta solo di 'pornografia della memoria' di cui si serve la piagnucolosa comunità ebraica per la sua politica diabolica. Ebrei... bisogna fermarli. E' una lobby che ha in mano denaro, giornali, televisione". Dieudonné non è musulmano, ma cavalca il malcontento degli immigrati ed è uno strumento politico molto utile ai "neonazisti di sinistra", una categoria che conta molti rappresentanti anche nel nostro paese, i quali come lui giustificano gli attacchi al mondo ebraico aprendo le braccia e sottolineando di essere "antisionisti, non antisemiti". R.M. |
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Quando il razzismo si maschera da "legge"
30 dicembre 2005
a cura dei Movimenti dei Migranti e Antirazzisti
www.retimigranti.org
con il sostegno di Anne's Door ("impariamo a vedere gli Olocausti invisibili")
La vita di molte migliaia di persone è quotidianamente negata da una legislazione razzista, dalle politiche proibizioniste e repressive, dalle logiche emergenziali.
Donne e uomini migranti continuano a morire in un’Europa sempre più disseminata di carceri: nel rogo di Amsterdam, sulle frontiere di Ceuta e Melilla, nelle tragedie del mare.
Donne e uomini migranti vengono quotidianamente privati della propria libertà e di ogni diritto nei centri di permanenza temporanea: il diritto speciale dei migranti, la detenzione amministrativa, sono l’espressione massima di quello “stato di eccezione” che sta minando la democrazia.
Sui migranti si sperimenta oggi la costruzione di una società dell’esclusione in cui si intrecciano precarietà del lavoro e della vita, autoritarismo e repressione.
La legge Bossi-Fini, che subordina il rinnovo dei permessi di soggiorno a un contratto di lavoro ha reso ancora più evidente quello che era chiaro già da tempo: i migranti non sono considerati persone, soggetti che vogliono affermare i propri diritti sociali e politici, ma mera forza lavoro, da usare, costringere nei centri di detenzione o espellere a seconda delle esigenze del mercato e di un modello economico e sociale sempre più iniquo.
L’intreccio con la legge 30 sul mercato del lavoro non ha fatto altro che aumentare drammaticamente la precarietà, imponendo di ripetere le pratiche per il rinnovo del permesso di soggiorno sempre più spesso, aggravando i tempi di attesa, mentre il vincolo della certificazione delle condizioni abitative dà ai datori di lavoro un ulteriore strumento di ricatto sulla vita di donne e uomini migranti.
Le vicende degli ultimi mesi con l’acuirsi delle logiche emergenziali, l’approvazione del pacchetto Pisanu e la proposizione dell’equazione fra immigrazione clandestina e terrorismo, non hanno fatto che aggravare questa condizione. Le logiche di guerra hanno sempre bisogno di capri espiatori. Allo stesso tempo centinaia di persone subiscono con sempre maggiore accanimento le conseguenze penali delle legittime azioni, portate avanti in questi anni per cancellare dai nostri territori i CPT e i Centri di Identificazione e per chiederne la chiusura dentro e fuori l’Europa. E’ parte del nostro percorso la rivendicazione dell’amnistia per i reati legati alla clandestinità e alle lotte sociali.
Ma è cresciuta anche la consapevolezza dell’inaccettabilità di tutto questo, della necessità di aprire una stagione nuova che conquisti diritti e libertà per i migranti, che ponga fine all’imbarbarimento della società.
Le mobilitazioni dei migranti contro la legge Bossi Fini, per i propri diritti, le iniziative delle realtà sociali e sindacali che hanno costruito vertenze contro la precarietà, le esperienze istituzionali partecipative hanno contribuito in maniera decisiva ad affermare la necessità di un cambiamento radicale delle scelte politiche e legislative.
La netta opposizione alla legge Bossi-Fini, a qualsiasi ipotesi di ritorno della Turco Napolitano, al legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro, ai CPT e alle espulsioni e deportazioni di massa, la rivendicazione della libertà di muoversi e di restare per i migranti potranno trovare forza solo se uomini e donne migranti saranno ancora una volta, in massa, protagonisti delle loro lotte.
Per questo chiamiamo il movimento dei migranti, il movimento antirazzista, antiliberista e pacifista, a una nuova mobilitazione generale, a una settimana di iniziative territoriali a novembre contro il decreto di attuazione della Bossi-Fini, alla manifestazione nazionale il 3 dicembre a Roma:
- per la chiusura definitiva dei Centri di Permanenza Temporanea e dei Centri di Identificazione
- per l’abrogazione della legge Bossi-Fini, senza che si torni alla precedente Turco-Napolitano e alla cultura che l’ha ispirata
- per la rottura netta del legame tra il permesso di soggiorno e il contratto di lavoro
- per una legge in materia di asilo politico che tuteli realmente i richiedenti e i rifugiati
- per la cittadinanza di residenza e il diritto di voto per tutti i migranti
- per il rilascio e il rinnovo immediati di tutti i permessi di soggiorno, per la regolarizzazione permanente di tutti i migranti in Italia, per la libertà di circolazione
- per fermare tutte le espulsioni e gli accordi di riammissione
- per l’abrogazione di tutti i reati connessi alla clandestinità, la non punibilità, ovvero per l’amnistia-indulto per tutti i reati connessi alle lotte socialii
- contro la guerra e per l’abrogazione della legge Pisanu. |
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Sciopero della fame a Guantanamo
30 dicembre 2005
Nel carcere di Guantanamo, dove "le celle somigliano a gabbie per animali", 84 detenuti stanno protestando contro il trattamento inumano cui sono sottoposti attuando lo sciopero della fame.

Ne ha dato laconico annuncio il tenente colonnello Jeremy Martin, portavoce della base navale degli Usa. La contestazione, cui si alternano gruppi di prigionieri, è iniziata l'8 agosto scorso, nell'indifferenza generale. |
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Quelle piccole scarpe
30 dicembre 2005
Louise chiede un paio di scarpe, spera, sogna la liberazione, per quel grande giorno vuole vestirsi bene. Mi fa sanguinare il cuore la "speranza" di Louise. Per il suo viaggio verso le nuvole non ha avuto bisogno di scarpe. Nella sezione Ricordare.

(Nella foto, scarpe di una bambina: Doris Mathes, nata il 14 giugno 1942 e gassata ad Auschwitz il 17 gennaio 1944). |
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Karel Svenk: lunga vita alla vita!
30 dicembre 2005
Karel Svenk, poeta, cantante, musicista, attore ebreo di Praga che nel 1942 fu deportato nel ghetto di Theresienstadt, dove scrisse, allestì e interpretò spettacoli di cabaret.

Karel era un genio, un artista che riuscì ad esprimere il proprio talento anche nelle condizioni estreme della prigionia. “Ci aiutò a soprvvivere,” ha detto un sopravvissuto agli orrori del ghetto. Nella sezione Ricordare. |
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Neonazisti in Alto Adige
29 dicembre 2005
Armin Sölva e sette ragazzi dai 18 ai 26 anni del gruppo di estrema destra Südtiroler Kameradschaftsring, che lotta per la liberazione del Sudtirolo, sono stati arrestati su disposizione della procura di Bolzano con l'accusa di istigazione all'odio razziale, minacce, lesioni, saccheggio.

Due di loro sono stati subito scarcerati. Il gruppo Skr si ispira agli ideali nazisti e venera le figure di Adolf Hitler e dei suoi gerarchi, che considera modelli di pensiero ed eroi. Secondo la procura, gli arresti preludono a nuove azioni di polizia, perché il fenomeno del neonazismo è più diffuso di quanto non si creda e ha connessioni con altri paesi. Il gruppo tirolese è in contatto con i tedeschi dell'Aktionsfront Süd, della Skinheads Sächsische, della Fränkische Aktionsfront, organizzazioni giovanili che fanno dell'antisemitismo una bandiera. R.M. |
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In un paio di scarpe bellissime
29 dicembre 2005
Cara Anne, ci permetti di sbirciare nella tua vita, ci regali immagini che scorrono come in un film.
Ci fissi una scena, ci offri dettagli, alterni pennellate di banale routine a riflessioni profonde.

Oggi mi piace guardarti i piedi:
... " tutti guardano ammirati i miei piedi, chiusi in un paio di scarpe bellissime, di pelle svedese rosso-scura, e tacchi abbastanza alti. Ci cammino come sui trampoli..."
Ti guardo i piedi, Anne , e immagino i tuoi movimenti in quello spazio stretto, troppo stretto per una libellula.
E ti propongo un passo di danza. Mariapia Bernicchia |
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L'hockey su ghiaccio dice no al razzismo
28 dicembre 2005
La Federghiaccio ha radiato a vita dalla nazionale l'attaccante dell'Alleghe Daniele Veggiato, che ha coperto di insulti razzisti il giocatore di colore Luca Zandonella durante la partita con il Cortina, nella venticinquesima giornata di campionato.

(Nella foto: Luca Zandonella). |
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E' Chanukà
26 dicembre 2005
Si stanno spegnendo le luci di Natale, sul mio balcone è accesa la prima candela di Chanukà. Quanto spreco di luci in questi giorni, che incredibile quantità di regali. Ma agli Amici di Anne che sono sulla soglia di Anne's Door e guardano dentro si apre una scena dolce, sa di risparmio, di cose essenziali, di sapori antichi. E' Chanukà nel rifugio segreto, ma le candele restano accese solo per poco, c'è la guerra, non ci sono candele . "Di candele c'è scarsità, perciò non le abbiamo tenute accese che dieci minuti, ma è andato tutto bene... i canti rituali sono continuati a lungo"... Non si lamenta Anne , non impreca contro la guerra, anzi ci fa un dono, ci accarezza con il suo ottimismo. E' felice Anne il 7 dicembre 1942, eppure non è stata una festa ricca... riceve solo un regalino solo una bamboletta.

Sarà stata la tua ultima bambola, Anne? Ti vedo mentre la culli e la porti con te quando ti sposti saltellando nel rifugio segreto. Un solo regalino, solo una bamboletta, ma la tua felicità arriva fino a noi sulle note del canto di Chanukà. Mariapia Bernicchia |
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No, signor Berlusconi!
23 dicembre 2005
Lei non ha ragione, non può dire che " il fascismo era una dittatura... nata e finita con se stessa".

Non è così semplice, così scorrevole, così banale la verità. Il fascismo, o meglio il nazifascimo come preferisco chiamare io quel maledetto periodo storico, è stato un male atroce, un tumore maligno, un buco nero senza uscita. Quel periodo maledetto ci lascia in eredità una colpa imperdonabile, una tragedia metafisica, apocalittica.... non semplicemente una cosa nata e finita con se stessa come la definisce Lei. Studio la storia del nazifascismo da quaranta anni. Mai ho letto di questo periodo una definizione tanto riduttiva come la Sua. Alle nuove generazioni bisogna raccontare la storia, quella vera se vogliamo che facciano scelte giuste. Hitler e Mussolini erano stati indottrinati da un esperto in materia che li ha condizionati e direi stregati. Si trattava di Gustave Le Bon. Lì, nelle pagine del trattato "Pscicologia delle folle" del 1895, i due 'piccoletti' hanno trovato la sorgente per soddisfare i loro sogni segreti, entrambi volevano il potere assoluto, entrambi erano disposti a tutto! Non sono responsabili in misura diversa, avevano talenti (negativi!) diversi, potenzialirà diverse, ma entrambi li hanno sfruttati al massimo, e meritano, a mio avviso, lo stesso giudizio. Mi arriva, signor Berlusconi, proprio ora una risposta che ho atteso un mese, si tratta di un numero: A 15723, gli "addetti ai lavori" saranno già impalliditi. Per chi non capisse, dietro a questo numero tatuato c'è una persona, una donna, una madre, una mamma, una mamele morta di Auschwitz. Sì, ha letto bene, era una mamma, ed è morta per le ferite nel cuore riportate in quell'Inferno. Perchè di Shoah si muore anche a distanza di anni. Altro che una cosa nata e finita in se stessa!
Però sono una persona educata, sono stata una educatrice per decenni, perciò Le auguro Buon Natale, e, anche se forse non ci crederà, glieLo auguro di cuore. Per gli ebrei, per gli ebrei dentro, per tutti coloro che hanno nove strati che ricoprono la pelle del cuore è Chanukà... che sia piena di luci! Mariapia Bernicchia
(Nella foto, Gustave Le Bon, 1841-1931). |
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Il dreidel
Versione in italiano del canto ebraico Sevivon,
a cura di Roberto Malini e Rami Lavitzki.
Il dreidel va, va e va,
Chanukah felice sarà!
Chanukah felice sarà,
il dreidel va, va e va!
Quanta gioia per la gente,
è un miracolo e si sente!
E' un miracolo e si sente,
quanta gioia per la gente!

Sevivon
Sevivon sov sov sov,
Chanuka hu chag tov
Chanuka hu chag tov
Sevivon sov sov sov,
Chag simcha hu la'am
Neis gadol haya sham
Neis gadol haya sham
Chag simcha hu la'am.
(Nella foto, Chanukiah in argento appartenuta a Mordechai Chaim Rumkowski, capo del Consiglio ebraico del ghetto di Lodz, e ritrovata fra le rovine della sua abitazione dopo la Seconda guerra mondiale. Museo Yad Vashem, Gerusalemme). |
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Un cartone animato per "educare" i bambini alla guerra santa
23 dicembre 2005
Il quotidiano arabo (pubblicato a Londra) al-Hayat, "La via", e il sito Al Arabyya annunciano il cortometraggio di animazione Irhabi, che ha una durata di cinque minuti e presenta la jihad come una guerra di eroi e i terroristi come modelli positivi per i bambini arabi. I media del mondo islamico ipotizzano che il cartone animato sia opera di autori vicini ad Al Quaeda e rientri in un programma di "educazione" alla guerra santa. Gli attacchi contro obiettivi americani e di altri paesi dell'occidente sono realizzati con estrema cura e verosimiglianza. Nelle immagini appaiono scontri fra palestinesi e militari israeliani, la partenza di un giovane kamikaze per una missione suicida, scene di un attentato e scontri fra terroristi e autorità di polizia. Seconoo Al-Hayat, Irhabi - termine che significa "terrorista - è opera di animatori esperti, con un sonoro curato in cui le zaioni violente sono accompagnate da versetti coranici. |
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Jimmy Carter: "Noi americani che torturiamo i bambini"
22 dicembre 2005
"Dopo aver visitato sei dei circa venticinque campi di prigionia statunitensi, la Commissione Internazionale della Croce Rossa ha rilevato la presenza di 107 detenuti sotto i diciotto anni, alcuni addirittura di otto anni. Il giornalista Seymour Hersh ha rivelato nel maggio scorso che il Segretario della Difesa Donald Rumsfeld aveva ricevuto un rapporto nel quale si segnalava l’esistenza di 800-900 detenuti pakistani di 13-15 anni.
La Croce Rossa, Amnesty International e il Pentagono hanno raccolto numerose testimonianze di torture nei confronti di bambini rese da soldati che hanno assistito o partecipato agli abusi.

Oltre alle testimonianze degli stessi bambini circa i maltrattamenti sia fisici che mentali subiti,in un rapporto il Generale Janis Karpinski, ex comandante di Abu Ghraib, descrive la visita fatta ad un bambino di undici anni detenuto nell’ala della prigione destinata ai prigionieri ad elevato rischio. Il generale ricorda che il bambino stava piangendo, che voleva sua madre, e che lo pregava insistentemente di fargliela vedere. A questi bambini è negato il diritto di vedere i loro genitori, un avvocato o chiunque altro e non viene loro spiegato perchè sono detenuti. Un portavoce del Pentagono ha detto ad Hersh che l'età non è un fattore determinante per la detenzione". Jimmy Carter, Our Endangered Values. Grazie a Daniele Dellerba. |
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Mussolini e l'Olocausto
21 dicembre 2005
Alcune affermazioni di Silvio Berlusconi costituiscono uno spunto per tornare su una questione storica su cui si discute ancora: quali furono le responsabilità di Mussolini e del fascismo italiano nello sterminio di sei milioni di ebrei, durante la Shoah? "Il fascismo in Italia non è mai stato una dottrina criminale," ha detto il primo ministro. "Ci furono le leggi razziali, orribili, ma perché si voleva vincere la guerra con Hitler. Il fascismo in Italia ha quella macchia, ma null’altro di paragonabile con il nazismo e il comunismo. Era una dittatura, però nata e finita con se stessa". Silvio Berlusconi, conferenza stampa a Palazzo Chigi, 21 dicembre 2005. Nella sezione Ricordare. |
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Un altro "olocausto invisibile"
21 dicembre 2005
Nei paesi industrializzati, è opinione comune che oggi si stia "meglio" rispetto alle epoche precedenti. La sensazione generale è che ci siano migliori condizioni abitative, migliore alimentazione, farmaci e assistenza medica per tutti, meno conflitti. La realtà è diversa. L'esuberanza di cibo, di intrattenimento cinetelevisivo, di servizi di comunicazione, di beni voluttuari riguarda solo una piccola percentuale dell'umanità. La maggior parte degli esserti umani vive, al contrario, un'esistenza difficile. Un miliardo e mezzo di persone cercano di sopravvivere con meno di un dollaro al giorno. Più della metà degli abitanti del pianeta Terra si vede negati i diritti che spettano a pochi "fortunati". Medici senza frontiere si batte da anni per il problema dell'accesso ai farmaci essenziali. E' un altro "olocausto invisibile".
Quindici milioni di persone muoiono ogni anno a causa di malattie infettive. Il 97% dei decessi avviene nei Paesi in Via di Sviluppo. La maggior parte di queste morti sono morti evitabili.
Polmonite, tubercolosi, malaria, diarrea e HIV/AIDS sono le malattie infettive responsabili della metà dei decessi L'AIDS è la prima causa di morte nei paesi dell'Africa sub-sahariana.
Secondo l'OMS (World Health Report 2004), queste sono le cifre di mortalità per le principali malattie infettive:
? infezioni respiratorie: 4 milioni di morti;
? AIDS/HIV: 2,8 milioni;
? diarrea: 1,8 milioni;
? tubercolosi: 1,6 milioni;
? malaria: 1,3 milioni;
? malattie infantili prevenibili: 1,1 milioni
? meningite: 173.000;
? leishmaniosi: 51.000
? tripanosomiasi (malattia del sonno): 48.000.
• Le morti materne (correlate alla gravidanza o al parto) sono ancora 510.000 all'anno (World Health Report 2004).
• Nel Sud del mondo e nei paesi in transizione dell'Est europeo ci sono circa due miliardi di persone che non hanno accesso alle cure adatte.
• I Paesi a reddito più basso portano il peso dell'85% del carico globale di malattie, ma ancora incidono solo per l'11% della spesa sanitaria globale (fonte : World Bank Development Indicators 2002-publications.worldbank.org/WDI)
www.medicisenzafrontiere.it |
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Prima della tempesta
20 dicembre 2005
Si mangia, si beve, si intonano canti. Tutti si sentono a proprio agio, allegri, spensierati, pieni di speranza e fiducia nel futuro.

Davanti a loro si apre un mondo idilliaco, accogliente, che appartiene a loro. Non si sentono in pericolo. Possono caminare per le vie del loro mondo con passo sicuro. Nella sezione Ricordare. |
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Roma come Washington
di Oscar Bartoli
20 dicembre 2005
"Lei è di Roma?", ti chiedono con tono tra il divertito e l'interessato ai parties che si susseguono a ritmo incalzante in questi giorni a Washington. E non si tratta della solita malcelata ammirazione che prende gli americani quando scoprono che chi parla con loro è italiano. Tanto interesse è determinato dal fatto che il serial Rome, messo in onda da Hbo che l'ha coprodotto con la Bbc e la Rai, è diventato uno dei temi preferiti di discussione intorno a un tavolo con l'aiuto di qualche bicchiere di vino. Le prime dodici puntate hanno spopolato in termini di audience. The word of mouth, il passaparola, ha avuto un impatto incredibile sconvolgendo le più rosee previsioni di Hbo. I commenti della stampa specializzata e dei quotidiani sono stati e continuano a essere ispirati all'entusiasmo.
La storia è ambientata nel 52 prima di Cristo. Roma è la città più ricca del mondo, una metropoli cosmopolita di un milione di abitanti e centro dell'impero. Il plot si dipana intorno a due figure di legionari, Lucius Vorenus e Titus Pullo, le cui avventure personali sono inserite in quadri di vita caratterizzati da corruzione, degrado politico, adulterio, strumentalizzazione religiosa. Una Roma ben diversa da quella da cartolina delle epiche produzioni di Cinecittà come Quo Vadis e Ben Hur , ma senza dubbio più convincente. Difatti tra i commenti degli americani appassionati a questa serie una frase si ripete: "Come oggi!". Per loro Rome è lo specchio dell'attuale società americana. O meglio occidentale. Falso moralismo diffuso in quantità industriali a ogni livello, al quale fa da contrappeso una concezione ipermaterialistica della vita quotidiana. Il sesso inteso come prestazione ginnica, magari davanti agli occhi degli schiavi o, ai tempi nostri, davanti agli amici e conoscenti occasionali nei fine settimana di scambio delle coppie. La corruzione politica, la crudeltà dei conquistatori nei confronti dei popoli conquistati, l'ingordigia di chi amministra ricchezze, il populismo sfrenato dei tribuni, la falsità costante negli atteggiamenti dei politici, la presenza della criminalità organizzata.
"Come oggi!", ripetono convinti gli americani di tendenza liberal. Quanto ai conservatori, si chiudono a riccio in un no comment che parla più di tante frasi fatte. |
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Un canto per il nuovo anno
19 dicembre 2005
Un nuovo canto ridesta gli animi:
Veajù shosaich limshissà:
non temere,
i tuoi nemici,
coloro che ti perseguitano
saranno colpiti e annientati.
Non disperarti, figlio di antichi martiri!
E l'uomo sente rinascere il coraggio,
crescere la fede,
rinnovarsi la speranza che il domani
sarà meglio dell'oggi.

Dimentica il presente,
si abbarbica a quel futuro
in cui gli sembra di vedere un po' di luce.
L'ottimismo diviene linfa
che scorre nelle sue vene
e gli restituisce vigore e forza d'animo.
Salmen Gradowski.
(Nella foto: Jacob Vassover, Musica Klezmer). |
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Vorrei andare a salutare Stanley
19 dicembre 2005
Vorrei fare un volo straordinario, a Los Angeles!
Vorrei andare a salutare un uomo che la "non-giustizia" ha deciso di uccidere.
Vorrei andare a salutare Stanley che non conoscevo, ma che sento vicino da quando ha lasciato questo mondo per andare ad illuminare il cielo.
Vorrei saper cantare per intonare una melodia per lui.
Vorrei intrecciare corone di fiori per ricordare che Stanley da un rottame è diventato un uomo.
Vorrei interrogare chi ha osato autorizzare l'esecuzione della condanna a morte.

Vorrei complimentarmi con i cittadini di quella piazza in Austria che non vogliono più leggere il nome di Schwarzenegger, perchè lo considerano un insulto ai Diritti Umani.
Vorrei prendere a prestito le parole di Primo Levi e augurare al californiano Schwarzenegger che... "gli si sfaccia la casa,... che i suoi nati torcano il viso da lui".
Stanley se sei nelle stelle mandaci scintille di saggezza!
Mariapia Bernicchia |
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Gli uomini sono innamorati della morte
18 dicembre 2005
Giorgio di Trapani chiede a Roberto Malini: "Perché, secondo te, l'uomo preferisce dimenticare piuttosto che ricordare, chiudere gli occhi di fronte agli 'olocausti invisibili' piuttosto che osservarli e sentirsene responsabile, notare che siamo 'diversi' e non che siamo 'uguali' Perché?".

Risponde Roberto Malini. Non esiste un perché. Tutti insieme, noi esseri umani arriveremmo molto più lontano di quanto non abbiamo fatto, non facciamo e non faremo individualmente o muovendoci in piccoli gruppi. Ognuno è convinto che la verità sia da preferirsi alla menzogna, l'altruismo all'egoismo, l'amore all'odio. Ognuno, però, segue nella propria vita la strada opposta alle proprie convinzioni. Gli uomini sono innamorati della morte. Gli uomini sono servi devoti del la menzogna. Gli uomini respirano, insieme all'aria, livore e pregiudizio. Gli "olocausti invisibili" non sono eventi naturali, ma scelte consapevoli dell'umanità. E' come se ognuno sottoscrivesse, raggiunta l'età della ragione, un contratto con il puro male, sacrificando - quale contropartita di un'esistenza senza troppe privazioni - non solo la propria anima, ma la vita di tutti gli altri. "Il mondo è lo stesso per tutti noi," scrisse Oscar Wilde (un sottile e profondo conoscitore dei suoi simili), "e il bene e il male, la colpa e l'innocenza lo attraversano tenendosi per mano. Chiudere gli occhi davanti a metà della realtà per vivere tranquilli è come cavarsi gli occhi per poter camminare con più sicurezza in un terreno costellato di burroni e fossati". |
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Addio, caro Stanley
17 dicembre 2005
I funerali dello scrittore Stanley Williams, assassinato (e non "giustiziato": la giustizia è tutt'altra cosa) con un'iniezione mortale nel carcere di San Quintino, in California, saranno celebrati a Los Angeles martedì prossimo, 20 dicembre. Alle esequie del leader pacifista, candidato cinque volte al premio Nobel per la Pace e quattro volte a quello per la Letteratura, sarà presente una grande folla.

Ci saranno centinaia di ragazzi che sono riusciti a costruirsi un'esistenza onesta e pacifica grazie ai libri di Stanley e al loro monito: "Rifuggite la violenza, la legge del più forte, la morale distorta delle gang. Coltivate dentro di voi la pace, il rispetto degli altri, la fede nella compassione e nel dialogo". Saranno presenti i leader neri Jesse Jackson, Muhammad Ali e Louis Farrakhan, personalità della cultura, dello sport e dello spettacolo. La gente potrà assistere alla cerimonia su alcuni maxischermi installati all'esterno della chiesa. R.M. |
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Olocausto 2006 (Buon Natale?)
17 dicembre 2005
E' in corso un Olocausto invisibile, che riguarda CENTINAIA DI MILIONI DI BAMBINI che vivono senza essere registrati, senza diritti, senza alcuna protezione contro la fame, le malattie, la schiavitù, le guerre, gli abusi, le violenze. E' una tragedia che non commuove nessuno, che non interessa a nessuno. Una realtà che vede morire fra mille stenti, ogni anno, milioni di piccoli innocenti. Il rapporto Unicef sull'infanzia nel mondo del 2006 ha divulgato le cifre attuali e le conseguenze future di un orrore senza limiti.
Il sito dell'Unicef (www.unicef.it) consente di conoscere le attività dell'organizzazione che aiuta l'infanzia nei paesi in via di sviluppo e di donare anche online. Anne's Door propone a tutti voi, amici del portale, di effettuare una donazione pari all'importo che avreste speso per i soliti, futili regali natalizi. I destinatari potranno ricevere una copia dalla ricevuta relativa all'offerta. Suggeriamo di scrivere a chiare lettere nella sezione "note" presente nel modulo online "Usate questo denaro per i bambini e non per altre attività".
Unicef, una donazione che fa la differenza. Per milioni di bambini l'aiuto dell'UNICEF è di importanza vitale: vaccinazioni, cure mediche, istruzione, nutrizione, protezione dallo sfruttamento e dalla guerra possono rappresentare la vita e il futuro di un bambino.
Per realizzare tutto questo l'UNICEF ha a disposizione esclusivamente fondi di natura volontaria.
Infatti, l'UNICEF - a differenza di quasi tutte le altre agenzie delle Nazioni Unite - non gode di contributi obbligatori da parte degli Stati né del bilancio dell'ONU.
Se vuoi, anche tu puoi contribuire a questa azione: effettuando una donazione on line, acquistando i nostri biglietti di auguri e regali, confezionando una Pigotta, unendoti ai nostri volontari presenti sull'intero territorio nazionale per organizzare manifestazioni e iniziative di raccolta fondi.
E, se desideri fare di più, con una donazione mensile puoi diventare "Amico dell'UNICEF" ed entrare a far parte del gruppo dei sostenitori sui quali possiamo fare il massimo affidamento.
Scopri come ogni tuo contributo può essere prezioso, e ricorda che una donazione all'UNICEF comporta anche dei benefici fiscali. Qualunque cosa tu scelga di fare, i bambini di tutto il mondo e l'UNICEF te ne saranno grati!
Per donare online: http://dona.unicef.it/aiuta_unicef/tu/donazione_tu.asp |
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Antichi dei al tramonto
17 dicembre 2005
L'Olimpo abbandonato, di Lucio Felici (Marsilio Editore, 2005). Il "codice del'anima" di Giacomo Leopardi. «Favole antiche» e «disperati affetti» sono due posizioni della mente e dell'animo che, intrecciandosi dinamicamente nel pensiero e nell'opera di Leopardi, coinvolgono questioni relative non solo alla storia dell'uomo, ma anche al senso stesso dell'essere in generale, alla direzione del suo destino. Perché l'essere? Perché il male? Perché il nulla? E ancora: di fronte all'irrompere dilagante dell'ottimismo razionalista, che ne è della poesia? Quali le sue possibilità in un mondo, come quello moderno, incapace di narrare ancora "favole", ma che, nella "disperazione" dell'affetto, non può tuttavia rinunciare alla memoria? Nella sezione Arte e cultura. |
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I ragazzi
17 dicembre 2005

La giovinezza! Nulla può esserle paragonato. Che senso ha parlare dell'ignoranza dei ragazzi? Le sole opinioni che ascolto con attenzione sono quelle di coloro che sono molto più giovani di me. Sembra che mi precedano: la vita ha svelato loro l'ultimo mistero. Oscar Wilde |
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Autoritratto di Anne
16 dicembre 2005

La pagina del Diaro di Anne Frank di martedì 7 marzo 1944 è un autoritratto.
Anne ci presenta se stessa, e lo fa con un acume da analista esperto, vaglia il suo passato con serietà, scandaglia il suo comportamento e ci dona riflessioni di alto valore etico. Nella sezione Anne's World. |
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Centinaia di milioni di bambini abbandonati
16 dicembre 2005
L'Unicef divulga il rapporto "Condizione dell'infanzia nel mondo 2006". Ancora una volta i dati pubblicati parlano di una tragedia di proporzioni incredibili. Ogni anno 50 milioni di bambini non vengono registrati alla nascita. Questo significa che crescono - quando sopravvivono - senza diritti e senza futuro. Centinaia di milioni di bambini sono vittime di guerre, povertà, malnutrizione. Subiscono abusi, vengono sfuttati (anche dai paesi "civili") fino allo sfinimento, muoiono nell'indifferenza del mondo, che (chissà perché?) si commuove, si indigna e si ribella solo davanti ai "casi singoli" che vengono periodicamente portati all'attenzione generale dai media. Il rapporto dell'Unicef parla chiaro: centinaia di milioni (repetita juvant) di bambini conducono esistenze miserevoli, senza alcuna protezione, invisibili nelle legislazioni, nelle lotte civili, nelle statistiche, nell'informazione.

Centinaia di milioni di esseri umani in tenera età muoiono, mentre il mondo dei "grandi" continua a girare, sospinto più dall'avidità e dalla menzogna che dall'amore (una parola che è - chissà perché? - sulla bocca di tutti). Il rapporto - cui non seguiranno, come sempre, azioni concrete - afferma che "se non si dedicherà a questo problema un'attenzione prioritaria, i bambini resteranno prigionieri e dimenticati in un'infanzia contraddistinta da abbandono e abusi, con conseguenze devastanti a lungo termine, sia per i bambini che per lo sviluppo delle nazioni". R.M. |
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Che cos'è la vita

15 dicembre 2005
Oggi la gente sembra guardare alla vita come a una speculazione. Si sbaglia. La vita non è una speculazione, ma un sacramento. Il suo ideale è il puro amore, la sua purificazione il sacrificio.
Oscar Wilde. |
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Stanley andava salvato
15 dicembre 2005
Spero che in molti ieri si siano fermati a riflettere sulla "pena di morte".
Di Stanley "Tookie" Williams non sapevo niente, e da ieri so molto di lui, della sua vita di stenti, dei suoi atti omicidi, del suo percorso di espiazione.

Dopo 25 anni viene giustiziato. Perchè non si sono mosse le autorità religiose del mondo, perchè non c'è stata una mobilitazione generale? Stanley andava salvato. (Nella foto: Stanley con il ministro Farrakhan). Nella sezione Club. |
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53 chilometri di devastazione
15 dicembre 2005
C'è chi in Val di Susa, dove già passano un fiume, due strade statali,
un'autostrada e una linea ferroviaria passeggeri e merci a doppio binario,
vorrebbe traforare per 53 km una montagna piena di amianto e uranio per
consentire il passaggio dei cosiddetti "Treni ad Alta Velocita'".
Un progetto condiviso da centro-destra e centro-sinistra: 20 miliardi di
euro di denaro pubblico, almeno 15 anni di lavoro sulla carta (e chissà
quanti nell'italica realtà), devastazione ambientale per un'intera valle.
Un'opera faraonica e inefficiente, destinata a portare vantaggi
economici solo nelle tasche di pochi grandi speculatori..
Tutto questo mentre il trasporto pubblico italiano e' lasciato allo sbando
per sicurezza, efficienza, puntualità. La TAV non toglierà traffico dalle
strade (l'industria automobilistica italiana non lo permetterebbe!), né
aumenterà davvero velocità o volume delle merci trasportate. E il
fantomatico corridoio Lisbona-Kiev, di cui la Val di Susa sarebbe uno snodo,
a est dell'Italia semplicemente, non esiste.
La popolazione della valle è insorta: vecchi, bambini, amministratori
locali hanno bloccato i cantieri della TAV. Non sono bastate le ruspe, i
manganelli, i lacrimogeni e gli assalti notturni per sconfiggerli.
La rivolta della Val di Susa, come quella di Scanzano contro le scorie
nucleari, come le lotte contro il Ponte sullo Stretto, dimostra ancora una
volta che non è possibile imporre dall'alto progetti sbagliati e dannosi
per l'ambiente e gli esseri umani, che ribellarsi è giusto e possibile.
Respingiamo con forza ogni tentativo di criminalizzazione del legittimo dissenso.
Laboratorio delle disobbedienze Rebeldia
TORINO - SABATO 17 DICEMBRE h. 14.00
MANIFESTAZIONE NAZIONALE NO-TAV
al termine: tutti in piazza con Dario Fo e Beppe Grillo
Da Pisa: ritrovo Stazione Centrale h. 8.30
www.rebeldia.net - www.notav.it |
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C'è chi non ama la pace
15 dicembre 2005
Nuovi decreti di condanna per "manifestazione non autorizzata" sono stati notificati a diversi attivisti del movimento pacifista pisano. Il primo episodio riguarda la prima moblitazione del trainstopping, avvenuta la notte del 22 febbraio 2003 alla stazione di San Rossore, quando arrivarono da Vicenza i primi convogli carichi di armi e mezzi diretti alla base di Camp Darby. Il secondo per il presidio davanti alla BNL, durante le mobilitazioni "contro le banche armate", avvenuto il 20 marzo 2003 giorno dell'inizio della nuova guerra in Iraq. Ribadiamo che due recenti sentenze, quelle del 27 settembre e del 27 ottobre, non solo ci hanno assolti ma hanno sancito il nostro diritto a manifestare, riconoscendo pienamente molte di quelle azioni attuate dai tanti che in questi anni si sono opposti alla guerra e alle politiche neoliberiste. In questo continuo stillicidio di presunte condanne vediamo una sorta di tentativo persecutorio contro il movimento su azioni oramai approvate dalla Storia. Laboratorio delle disobbedienze Rebeldía.
Ragazzi, tenete duro. I "fautori di pace" come voi danno fastidio a molti. Si vuole la guerra, la divisione fra i popoli, l'odio verso lo "straniero" e il "diverso". Si investe in armamenti e non per lo sviluppo dei paesi in cui la gente soffre e muore. Nessuno sembra accorgersi di come si innalzino da braci che sembravano spente fiammate di nazionalismo, xenofobia, pregiudizio. Difendere la pace, la verità e la giustizia fa di voi dei bersagli, ma dà un senso glorioso e necessario alle vostre vite. R.M. |
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A Stanley "Tookie" Williams
(29 dicembre 1953 - 13 dicembre 2005)
Come una stella o un sogno,
così muore un uomo
e diviene vento sull'oceano.
La verità è nel cuore
di chi è buono,
la vendetta avvelena
la giustizia.
Il sangue è vita
e le mani di un uomo
servono per proteggere.
Ogni parola adesso
tace nel mondo.
Roberto Malini

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E' morto un uomo di pace
13 dicembre 2005
Stanley "Tookie" Williams (nato il 29 dicembre 1953 a New Orleans) è stato ucciso con un'iniezione di veleno martedì 13 dicembre 2005 a mezzanotte (le 9.01 in Italia) dopo vent'anni di detenzione nel braccio della morte del carcere di San Quentin, in California. Il governatore della California, Arnold Schwarzenegger, non ha accolto la sua domanda di grazia.

Stanley fondò insieme a Raymond Washington la gang dei Crips, che seminò il terrore e si macchiò di crimini particolarmente violenti. Fu condannato alla pena capitale nel 1981, per l'omicidio di quatro persone, delitto di cui si è sempre proclamato innocente. Durante la prigionia cambiò, prese coscienza del valore della vita umana e si trasformò in un uomo di pace. Rinnegò ogni istante del suo passato e divenne un attivista contro il fenomeno delle gang di strada, scrivendo libri per ragazzi che convinsero almeno 100.000 di loro a non intraprendere la via del crimine. Stanley "Tookie" Williams è stato candidato sei volte al Premio Nobel per la Pace. Sulla sua vita è sto girato un film, uscito nel 2004: Redemption: The Stanley "Tookie" Wiliams Story", con Jamie Foxx nel ruolo del protagonista. |
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Un filmato in cui si vede Anne Frank
12 dicembre 2005
La giovane studentessa Loredana Rocchi di Milano chiede ad Anne's Door: "Una mia compagna di classe mi ha detto di aver visto alla televisione un filmato in cui appare Anne Frank. E' una notizia fondata?". Puoi vedere il video nella sezione Club. |
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La poesia di Paola Astuni
11 dicembre 2005
Ho conosciuto centinaia di persone che scrivono in versi, ma pochissimi veri poeti, veri eroi. Fra loro, ricordo con grande affetto Paola Astuni. Nata "Adolfo", Paola si era operata, divenendo una donna di piacevole aspetto e piena di grazia. Nella sezione Arte e cultura. |
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Nell'Alloggio Segreto
10 dicembre 2005
Mi piace il carattere di Anne, è una donna anche se ancora bambina. Mi affascina il suo straordinario spirito di osservazione, il suo modo di descrivere il suo vissuto.
Anne è la vita per quel rifugio segreto. Nella sezione Anne's World.

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In memoria delle vittime di Netanya
9 dicembre 2005
Uso le parole della giornalista Deborah Fait per rendere un giusto ricordo alle vittime dell'attentato del kamikaze palestinese a Netanya, avvenuto il 5 dicembre verso le 11.30:
...siccome i giornali italiani non hanno trovato lo spazio per parlare delle vittime, troppo ne hanno dedicato al loro assassino, le voglio onorare io e che la terra sia loro lieve:
Daniel Golani, 45 anni, lascia la moglie e due figli di 17 e 14 anni.
Sia benedetta la sua memoria.
Keinan Tzoami, 20 anni, lascia mamma e papa', due fratelli e tanti amici.
Sia benedetta la sua memoria.

Alexandra Garmitzki, 65 anni. Lascia il marito, i figli, i suoi pazienti. Era venuta in Israele otto anni fa.
Sia benedetta la sua memoria.
Chaim Amram, 26 anni. Il nostro coraggioso ragazzo che ha bloccato il terrorista. Lascia i genitori e tre fratelli.
Sia benedetta la sua memoria.
Eliyah Rosen, 39 anni. lascia il marito e tre bambini, Gal di 12 anni, Noam di 10 anni, e Ro'i di 5 anni.
Sia benedetta la sua memoria.
Il piccolo Ro'i ha chiesto al papa' :"Adesso chi sara' la mia mamma?".
M.B.
(Nella foto: Daniel Golani, 45 anni, una delle vitime dell'attentato). |
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Siamo tutti soldati in guerra
9 dicembre 2005
La guerra non è fatta di onore, eroismo e coraggio, ma di prevaricazioni, abusi, violenze, assassini a sangue freddo, sadismo. Durante la guerra uomini armati massacrano senza alcuna pietà altri uomini, donne e bambini. La guerra è una malattia mentale e spirituale che affligge da sempre l'umanità e trasforma ragazzi qualsiasi in carnefici sanguinari. Non è ipocrita sorprendersi per il contenuto del film di Nassiriya, con le scene della "Battaglia dei ponti"? Non è ipocrita voler credere che vi sia qualcuno che alzi le armi a baluardo della giustizia e della verità? Chiudere gli occhi davanti a quello che l'uomo è, a quello che l'uomo diventa significa stare dalla parte di quel tipo d'uomo, essere complice di tutti i suoi crimini. Gli eserciti occidentali e le autorità che li guidano sono solo più forti, non moralmente migliori degli estremisti, dei kamikaze, dei propagandisti che seminano odio e morte. Il mondo non è teatro di una guerra fra il bene e il male: sono due fronti del male a contendersi il potere, mentre il bene combatte un'oscura, pacifica lotta con le armi dell'esempio, della parola, degli ideali. I soldati del bene non sparano, non brandiscono baionette, non nascondono bombe sotto gli abiti, non pilotano aerei né carri che portano la morte. Ii soldati del bene si riconoscono in una fratellanza segreta e appartengono a tutte le razze, le etnie, le religioni, le civiltà. E' la loro avanzata, è la vittoria delle loro legioni la sola speranza che abbiamo. R.M. |
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Un'associazione di genitori... contro i loro stessi figli
8 dicembre 2005
Negli Emirati Arabi ventisei omosessuali sono stati arrestati il mese scorso e condannati a curarsi attraverso una severa rieducazione e terapie ormonali. L'omosessualità è fuori legge nella maggior parte dei paesi islamici, dove le persone gay sono condannate al carcere, soggette a fustigazione pubblica e a torture di ogni genere. Fino a trent'anni fa, l'omosessualità era considerata una patologia psichiatrica e le cure ormonali erano ammesse anche nei paesi più civili dell'Occidente. Durante il nazismo, le SS cercarono di sradicare l'omosessualità dal tessuto sociale attraverso una repressione spietata, che prevedeva l'arresto, l'incarcerazione, la tortura, la deportazione nei campi di concentramento, la pratica delle più estreme (e letali) terapie ormonali, la pena capitale. Himmler e lo stesso Hitler furono i portavoce del sanguinoso Olocausto dei "triangoli rosa". Nonostante le campagne per i diritti delle persone omosessuali condotte dalle associazioni di tutto il mondo, si assiste al riaffiorare di pregiudizi, che spesso colpiscono i ragazzi omosessuali all'interno delle loro stesse famiglie. L' humus omofobico dell'area cattolica favorisce la nascita di associazioni repressive che promuovono la discriminazione. Ne è un esempio Famiglia Italiana (www.famigliaitaliana.org), il cui manifesto è un condensato della più abominevole forma di odio: quella di un genitore verso il suo stesso figlio:
"Famiglia Italiana è un'associazione formata da genitori afflitti e umiliati della decisione dei propri figli di essere omosessuali. Crediamo che l'omosessualità sia una condizione del tutto immorale, che necessita di essere corretta perché frutto di una scelta irrazionale, e pertanto non condivisibile.

Famiglia Italiana promuove tutte quelle iniziative volte al recupero di una sana identità morale, per guidare le nuove generazioni nella costruzione di una società migliore. Incoraggia la presa di coscienza sull'avanzante dissolutezza dei costumi, accettata e sfruttata senza moralità e indugi dai media, per indurre gli individui a partecipare attivamente allo sviluppo di idee e regole capaci di preservare l'integrità del nostro Paese.
Famiglia Italiana considera la famiglia, concepita come "società naturale fondata sul matrimonio" (art. 29 Cost.), il cardine per la preservazione della nostra società, il punto fermo per una sana educazione, il garante della salvaguardia e trasmissione delle nostre tradizioni. Per queste ragioni Famiglia Italiana si oppone a tutte quelle forme sociali che minano l'equilibrio naturale della convivenza familiare, e ai tentativi di legittimazione giuridica delle stesse.
Famiglia Italiana sostiene la ricerca da parte dell'Italia di una via propria alla scrittura del diritto, via che tenga conto delle tradizioni e dei costumi che connotano il nostro Paese. Pertanto non appoggiamo operazioni di traduzione e adattamento delle politiche messe in atto già in altri Paesi, considerabili come un regresso piuttosto che uno sviluppo naturale dei nostri modelli culturali".
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Il nemico della verità
8 dicembre 2005
La corretta divulgazione della storia del'Olocausto ha un nemico che nasce dall'ignoranza e dal pregiudizio, si nutre di menzogne e risorge sempre - come una nera fenice rabbiosa - dalle proprie ceneri. Contestare l'infondatezza del dati su cui si basa il revisionismo attraverso l'evidenza delle prove sembra inutile, contro una propaganda così ottusa e in mala fede. David Irving, un divulgatore senza cultura storica, si presenta come "storico" e i sui suoi libri, spazzatura come i Protocolli dei Savi di Sion, diventano una sorta di vangelo dei neonazisti. Le camere a gas non sono mai esistite, lo Zyklon B serviva contro pulci e pidocchi, gli ebrei uccisi sono stati centomila e non sei milioni, Hitler era all’oscuro di ciò che aveniva nei lager: le tesi di Irving, Faurisson e compagni affiorano continuamente in internet, sulla stampa e attraverso il tam-tam di un esercito che si nutre di antisemitismo e razzismo e resta sordo alla voce dei fatti e della verità incontestabili.

Da alcuni giorni è tornata a far clamore la "sensazionale" scoperta che il Krematorium I di Auschwitz non è originale, ma ricostruito dai russi dopo la liberazione del campo di morte. Una notizia che in realtà è di pubblico dominio, riportata anche nel sito ufficiale del Museo di Auschwitz (www.auschwitz-muzeum.oswiecim.pl). Richard Lynn, professore emerito dell'Università dell'Ulster torna a mettere in dubbio l'esistenza delle camere a gas, affermando addirittura che mancherebbero pubblicazioni scientifiche che attestino la loro realtà. Gli basterebbe dare una scorsa a uno dei 70.000 libri di storia - pubblicati in tutto il mondo - conservati nella biblioteca del Museo Yad Vashem. Riguardo ai numeri della Shoah, prima di diffondere scoperte e rivelazioni basate sul nulla, potrebbe cominciare con la consultazione dell'archivio delle vittime dello stesso Museo Yad Vashem. Troverà già due milioni e mezzo di nomi. Un numero che cresce ogni giorno, grazie alla ricerca basata sui documenti storici e alla raccolta di testimonianze. R.M.
(Nella foto: Auschwitz, il Krematorium I) |
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Vorrei...
7 dicembre 2005
Quando viene qualcuno di fuori, col vento negli abiti e il freddo in viso, vorrei ficcare la testa sotto le coperte per non pensare... Vorrei andare in bicicletta, ballare, fischiettare, guardare il mondo, sentirmi giovane, sapere che sono libera... Nella sezione Anne's World. |
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Gli assassini colpiscono ancora in Israele
5 dicembre 2005
In un momento nel quale il popolo palestinese vede aperte le migliori prospettive di pace e progresso, i suoi veri nemici colpiscono ancora: un attentatore suicida si è fatto esplodere nel centro commerciale Hasharon di Netanya, uccidendo e mutilando persone innocenti. L'ennesimo vile episodio di violenza è stato rivendicato dalle Brigate dei martiri di Al Aqsa e dalla Jihad islamica. La spirale di morte in cui gli assassini stanno trascinando interi popoli non sembra avere fine. L'Islam moderato, che ricorda le parole di giustizia del Corano, non ottiene ascolto.

Una minoranza di uomini in preda all'odio e privi di scrupoli impone le ragioni della morte sulla compassione e sui propositi di pacifica convivenza. "Chiunque uccida un uomo che non abbia ucciso a propria volta, è come se uccidesse l'umanità intera," recita il testo sacro dei musulmani. Abu Mazen e Fatah condannano l'attentato con le solite parole di circostanza, ma non sembra che prendano le distanze in modo radicale dalle Brigate, le quali sono, anzi, pericolosamente vicine al partito di maggioranza. A.B.
(Nella foto: Netanya). |
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Cara Helga Weissova
Scelgo la strada di Anne's Door per arrivare a Lei. Vorrei abbracciarLa con le parole, vorrei riuscire a farLe sentire il calore delle mie lacrime.
I bambini , i bambini di Terezin , è un capitolo nella storia tremenda della Shoah che mi ha sempre ammutolita.

15.000 bambini. Quando insegnavo cercavo di immaginarmeli e per rendere l'idea ai miei alunni cominciavo a far fare calcoli: quanti siete in questa classe? quante classi ci sono in questo istituto?... ma l'idea non si rende, il dolore raccontato fa poco male.
Nel Suo scritto ci sono passaggi che fanno impallidire anche il più valido trattato di didattica educativa.
Splendido il Suo ricordo della con-divisione, della tolleranza.
Quella fetta di pane, ne sento il profumo, sa di Amore.
La ringrazio carissima signora Helga per aver sopportato tanto fino ad arrivare a noi, grazie per il dono del Suo cuore ferito!
Mariapia Bernicchia

Helga Weissova nacque a Praga lo stesso anno di Anne Frank (1929). Fu deportata nel ghetto di Terezin poco dopo il suo dodicesimo compleanno. Restò internata lì per quasi tre anni, quindi fu trasferita ad Auschwitz, Freiburg e Mauthausen dove venne liberata nel maggio 1945.
Artista e testimone della Shoah, realizzò a Terezin una preziosa serie di disegni, che documentano la vita quotidiana degli ebrei nel ghetto. (Nelle foto: disegni di Helga Weissova). |
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Ombre rosa
4 dicembre 2005
La discriminazione contro le persone omosessuali, che assume sempre più i contorni di una persecuzione nei paesi islamici e nelle dittature, riaffiora a diversi livelli della società occidentale. Il pregiudizio contro le persone omosessuali va combattuto, nonostante sia fomentato da personalità politiche, magistrati, intellettuali e autorità religiose. Benedetto XVI tuona da qualsiasi pulpito contro ogni forma di riconoscimento giuridico delle unioni gay. Proprio ieri è intervenuto su questo tema durante il discorso al presidente delle commissioni episcopali per la famiglia e la vita dell'America Latina. Ci si sarebbe aspettato un discorso contro i crimini che gli "squadroni della morte" e i mercanti di organi compiono nei confronti dei bambini e dei ragazzi di strada. Invece no, la "minaccia" verso cui Joseph Ratzinger ha puntato il dito sono le nuove famiglie, quelle che in Olanda e in Belgio hanno visti riconosciuti, i propri diritti, i diritti di un amore che finalmente - anche se timidamente - "osa dire il suo nome".

"In America Latina, come in tutte le altre parti del mondo," ha detto il papa, "i bambini hanno il diritto di nascere e crescere nel seno di una famiglia fondata sul matrimonio, dove i padri siano i primi educatori dei figli e questi possano raggiungere la loro piena maturità umana e spirituale. A scapito della vita, stanno però nascendo nuove impostazioni che mettono a rischio un diritto fondamentale". R.M. |
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La mia borsa magica
3 dicembre 2005
Ho lavorato con giovani studenti per tanti anni. Che lavoro meraviglioso, un'arte! Ogni giorno potevo scrivere una pagina di storia sulla lavagna della vita delle mie classi. Ad accompagnare il mio andare: una borsa enorme, era tutto il mio sapere! Nella sezione Ricordare. |
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La Cina e i diritti umani
3 dicembre 2005
Manfred Nowak, responsabile della missione delle Nazioni Unite che dal 21 novembre si trova in Cina per indagare sulla condizione dei detenuti negli istituti di pena, rilascia le prime osservazioni. "La tortura è ancora molto diffusa," dichiara l'investigatore, "e i detenuti sono sottoposti a ogni genere di abuso fisico e psichico. Gli oppositori politici sono sottoposti a trattamenhti durissimi e in molti casi sottoposti a 'rieducazione' presso istituti psichiatrici". Nonostante la tortura sia ufficialmente proibita dal 1996, quando fu approvata una legge a tutela dei diritti dei prigionieri, la pratica è utilizzata regolarmente dalle autorità.

Nowak ha constatato che i detenuti vengono umiliati, percossi, seviziati e che spesso perdono la vita sotto tortura. L'Occidente si pone in una posizione critica verso quei paesi in cui sono ancora praticati sistemi repressivi disumani, "medievali": c'è da augurarsi che ai rapporti seguano riforme e che i diritti dell'uomo recuperino un valore perduto. E' auspicabile, inoltre, che guardare in casa d'altri - rendendosi conto dell'orrore e dell'inciviltà da cui hanno origine gli abusi - serva al cosiddetto "mondo civile" per fare un po' di autocritica. Perché le condizioni di vita dei detenuti in Italia e negli altri paesi che si definiscono "democratici" sono tutt'altro che umane. Che dire poi dei centri d'accoglienza per extracomunitari o delle comunità per minori? Homo homini lupus : quanto "aspramente" deve gridare il debole, perché il forte ascolti il suo dolore? R.M. |
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Coppie gay: il Belgio dice sì alle adozioni
3 dicembre 2005
Dopo l'Olanda, anche il Belgio ha approvato in Parlamento (con una maggioranza ristretta: 77 voti a favore e 62 contrari) la proposta di legge che autorizza le adozioni da parte di coppie omosessuali. Entro sessanta giorni, la proposta dovrebbe superare anche il parere del Senato. Dopo l'entrata in vigore della legge, le coppie di omosessuali sposati o conviventi saranno soggette alle stesse disposizioni relative alle coppie eterosessuali, sia per l'adozione di bambini belgi sia di stranieri. A.B. |
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Persone con le ali
2 dicembre 2005
Caro Roberto, il tuo Raccontafavole fa il solletico alla fantasia! E credo che tutti gli "amici di Anne's Door" siano persone con le ali. Io adoro il sogno, è il piano di appoggio nel quale mi muovo meglio. Vivo fra la gente, purtroppo nel disordine, ma sono leggera come una farfalla. Credo sia la formula magica di chi ha dedicato buona parte delle notti del proprio esistere a raccogliere fiori recisi. Nella sezione Club. |
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1000 delitti in nome della giustizia
2 dicembre 2005
"E' impossibile che un uomo possa sapere tutto su un altro essere umano, tanto da poter GIUDICARE ciò che costui si meriti". Moshe Flinker.
Nonostante le manifestazioni di protesta, Kenneth Lee Boyd, ex marine che combatté la guerra del Vietnam, è stato giustiziato con un'iniezione letale nel carcere di Raleigh (North Carolina) alle 2.15 del 2 dicembre 2005. Boyd era stato condannato a morte per aver ucciso la moglie e il suocero. Secondo i legali e gli psichiatri che si sono occupati del suo caso, Boyd avrebbe commesso i delitti a causa di gravi turbe sopravvenute nella sua psiche dopo le terribili esperienze vissute durante il conflitto.

Kenneth Lee Boyd, cui il governatore del North Carolina Mike Easley ha negato la grazia, è il millesimo condannato a porte negli Usa la cui pena sia stata eseguita. La pena capitale è una barbarie indegna non solo di una democrazia, ma di qualsiasi civiltà. Negli Usa i carnefici assassinano indiscriminatamente ragazzini, uomini e donne, compiendo nel nome del popolo lo stesso crimine di cui si sono macchiati i condannati. Esistono altre forme di pena, esistono altri esempi di giustizia - anche estrema - da offrire alle nuove generazioni. La nazione che toglie la vita a un essere umano, per consumare una vendetta, non avrà pietà di migliaia, di milioni di esseri umani, perché la vita in sé è sacra. Gli assassini diventano vittime. I criminali diventano martiri, perché chi li giudica non è diverso da loro. Anzi, è più freddo e spietato di loro, poiché gli sono offerte molte occasioni di ripensamento. R.M. |
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Noi topi delle favole
1 dicembre 2005
"La maggioranza di noi topi è particolarmente versata in due attività: degustare formaggi e interpretare ruoli da protagonisti nelle fiabe.

Gli autori di letteratura per l'infanzia, però, sembra che si siano messi d'accordo per renderci difficile, anzi difficilissima la vita. Affamati, deboli e inermi come siamo, ci mettono di fronte avversari come elefanti, leoni e famelici gattacci". Nella sezione Club. |
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La favola del Raccontafavole
di Roberto Malini
C'era una volta un Raccontafavole.
Aveva ricevuto dal Cielo il più prezioso dei doni: sapeva parlare al cuore dei bambini. Conoscere il linguaggio dei bambini è una qualità meravigliosa, ma anche la più grande delle responsabilità. Le azioni dei Raccontafavole, infatti, sono sempre sotto gli occhi degli angeli.
Scrivere libri di favole non è come vendere la merce sui banchi del mercato!
Un saggio, che si chiamava Nachman e visse in Polonia fra il 1700 e il 1800 diceva che Dio ascolta solo la voce di chi prega come un bambino, di chi pensa con l'innocenza di un bambino. Ecco perché i Raccontafavole hanno sui loro piccoli lettori e ascoltatori la stessa influenza dei maestri e dei genitori.
Il nostro Raccontafavole si chiamava Mino Tito. I suoi personaggi erano topolini e coniglietti, che i bambini amavano con la purezza dei loro cuori.
Un giorno il Topo Inglese - il personaggio più conosciuto fra quelli creati dal nostro Raccontafavole - uscì (per volontà divina? per magia? Grazie all'amore dei bambini?) dalle pagine di un libro e disse al suo creatore: "Tu mi hai regalato un'esistenza e te ne sono riconoscente. Grazie a me, però, sei diventato ricco e famoso, hai una bella casa e tante comodità nella vita. Migliaia e migliaia di bambini desiderano i libri che scrivi e quando li ricevono in dono, leggono avidamente le avventure di cui mi fai protagonista. I loro genitori compiono molti sacrifici per acquistarli. Ora, come vedi, mi sono liberato dalle pagine che mi imprigionavano e posso parlarti liberamente".
"Ti sentivi così infelice," lo interruppe Mino, "anche se eri il protagonista di tante avventure nel mondo della fantasia? Forse non ti rendi conto che ci sono personaggi che appaiono solo una volta, come stelle cadenti, e poi scompaiono per sempre. E ci sono i 'cattivi', che non ottengono mai neanche la più piccola soddisfazione...".
"E' vero," rispose il Topo Inglese. "Ma neanche loro sono liberi di decidere da quale perte stare. Sei stato tu a decidere che io fossi 'buono' e sei sempre tu a stabilire chi sia 'cattivo'!".
"Non sono contento che tu sia fuggito da uno dei miei libri di maggior successo," proruppe il Raccontafavole. "Cosa penserà il mio editore? E i bambini? Senza di te, chi comprerà più i libri che scrivo? Ti ordino di rientrare a pag. 172, da dove sei fuggito!".
"Non vuoi ascoltare le ragioni della mia fuga?" chiese timidamente il topo.
"Va bene, ma fai in fretta, che il tempo è denaro. Ho appena firmato un contratto con il più grande produttore di croccanti (i libri fanno vendere i croccanti e i croccanti fanno vendere i libri, lo sapevi?) e ogni minuto del mio tempo vale oro zecchino!".

"Ecco... è proprio per questo che sono scappato. C'erano, una volta, Raccontafavole che desideravano solo insegnare ai bambini i valori della vita: l'onestà, la lealtà, la sincerità, il coraggio. Io... io vorrei essere uno dei loro personaggi. Vorrei essere un personaggio di Fedro, di Esopo, dei fratelli Grimm o di Andersen. Vorrei raccontare ai bambini le favole della Storia, per insegnare loro la differenza fra il bene e il male. Non voglio aiutarti a vendere libri colorati né croccanti. E poi... i croccanti fanno male ai denti e allo stomaco dei bambini..."
"Ma come ti permetti?" tuonò Mino Tito. "Tu sei mio, mio, mio, mio, mio!". Mentre gridava, strabuzzava gli occhi come un pazzo e sputacchiava continuamante, tanto che il Topo Inglese, tremando come una foglia, dovette ripararsi con l'ombrello che portava sempre con sé. "Tu sei una mia creatura e obbedirai ai miei ordini. Anzi, sai che ti dico? Nel prossimo libro dedicato alle tue avventure, chiederò al mio editore di profumare le pagine con aroma di croccanti! Non ti sembra una grande idea? Venderemo dieci volte tanti libri e tu, caro il mio Topo Inglese, diventerai più famoso del Big Ben!".
"Ma... i bambini? La loro salute?".
"Daremo loro la possibilità di ritagliare colorati buoni sconto per acquistare nelle migliori farmacie 'Il Digestivo del Topo Inglese' e offriremo a tutti una 'Convenzione Topo Inglese' per le cure dentistiche. Che cosa potremmo fare, più di così, per quegli adorabili mostriciattoli dei nostri lettori? Uah-ah-ah! Uah-ah-ahahah!".
Il povero Topo Inglese dovette, a questo punto, rientrare a pagina 172 del libro da cui era fuggito, con la lunga coda rosa fra le zampe. Una lacrima cercò di sgorgare dagli angoli dei suoi occhi rotondi, ma non poté uscire, perché il Raccontafavole aveva stabilito che il Topo Inglese non piangesse mai.
Ancora oggi vi sono bambini che riescono a vederlo, il luccichìo di quella lacrima che non può sfogarsi.
La favola del Raccontafavole termina qui. E il lieto fine? Non sempre le fiabe ne hanno uno.
Questa è una favola triste, forse perché è una favola vera. Si può solo aggiungere che i personaggi di tanti altri libri di favole (anche quelli poco conosciuti come i Topini dello Shtetl) ascoltarono la conversazione fra il Topo Inglese e il Raccontafavole. Chissà che un giorno, grazie all'amore dei bambini, che è un'energia molto potente (quasi come la Polvere di Fata), non riescano anche loro a uscire dalle pagine dei libri e a interpretare le mille favole nuove che mancano al nostro tempo e di cui c'è tanto, tanto bisogno!
(Nell'immagine, il Topo Nero di Tony Wolf). |
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Il grido delle vittime
1 dicembre 2005
Benedetto XVI, durante l'udienza del mercoledì in Piazza san Pietro, ha ricordato lo sterminio di 6 milioni di ebrei sotto il nazismo, definendo la Shoah "una vergogna della storia umana". Il pontefice ha definito il Salmo 136, Sui fiumi di Babilonia , che ricorda l'esilio e la schiavitù del popolo ebraico dopo la distruzione del Tempio di Gerusalemme (nel 586 a.C.) come una profezia "simbolica" dell'Olocausto. Papa Raitzinger ha terminato così il suo commento: "Dio è l'arbitro ultimo della storia e saprà capire e accogliere, secondo la sua giustizia, anche il grido delle vittime, al di là degli accenti aspri che a volte assume".
E' strano che il capo della chiesa cattolica sia turbato dall'asprezza della voce dei martiri, che ci raggiunge dagli anni della loro sofferenza. Il grido delle vittime è ASPRO perché fu aspro il loro cammino verso la morte. Erano bambini, uomini e donne innocenti, cui un tempo senza pieta né coscienza strappò i sogni, i sentimenti, la dignità e infine la vita stessa. Erano bambini, uomini e donne che reclamano ancora memoria e giustizia: il tono delle loro voci sarà aspro, straziante, penetrante e riecheggerà in tutto il mondo per sempre. R.M. |
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L'incantesimo
1 dicembre 2005
Il Bene è un incantesimo, il Bene strega, il Bene lenisce, consola.
Il Bene contagia solo persone vere, speciali, capaci di donarsi senza misura, senza riserve, senza falsi pudori.
Il Bene non conosce età, è un filo d'oro che lega per sempre. Nella sezione Club. |
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