A dank aych

31 gennaio 2006
Cari amici di Anne's Door,
non so quanti siate. Sono certa che siete persone di cuore. Ed è al vostro cuore che desidero parlare. Sapete sicuramente della mostra e del libro Chi vuole vedere la mamma faccia un passo avanti - I 20 bambini di Bullenhuser Damm, Proedi Editore, 2006.
Ho curato questo lavoro gratuitamente, continuerò nella ricerca come faccio da quasi quaranta anni e non potrò chiedere niente, perchè la "Memoria" per me è sacra e il sacro non ha prezzo. Però il mio grande desiderio è un giardino di rose bianche a Gerusalemme e costa, allora vi chiedo di comperare il libro e di regalarlo ai vostri amici, di aiutarmi nella realizzazione di un sogno: una carezza ai miei 20 jeladim . Come si dirà grazie nella lingua del cuore? Mariapia Bernicchia

La ricerca storica e l'amore di Mariapia devono essere sostenuti e il libro merita un posto di riguardo in qualsiasi biblioteca.
A dank aych : un grazie a ognuno di voi in Yiddish (la lingua del cuore?). R.M.

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Sosteniamo il Pitifest, punto di riferimento per la cultura ebraica e dell'Olocausto

31 gennaio 2006
Il Comune di Pitigliano, la Provincia di Grosseto e la Regione Toscana decideranno nei prossimi giorni il destino del Pitifest, Festival del Cinema e della Cultura Ebraica di Pitigliano. Si tratta di un appuntamento unico e importantissimo non solo per la cultura e il cinema italiani, ma anche e soprattutto per i valori educativi che rappresenta. Gli episodi di intolleranza e antisemitismo, il riaffiorare di oscuri fantasmi da un tragico passato possono essere contrastati solo dalle idee, dall'impegno, dalla celebrazione del ricordo. La cinematografia e la cultura ebraiche, il cinema, l'arte e la letteratura dedicate ala Shoah trovano nel Pitifest un punto di riferimento necessario. Il cortometraggio Binario 21, dopo aver ricevuto importanti riconoscimenti proprio a Pitigliano, è divenuto uno strumento primario per la cultura dell'Olocausto non solo in Italia (dove quest'anno è stato proiettato in decine di eventi pubblici), ma anche all'estero (la Casa Italiana e il Centro Primo Levi di New York l'hanno scelto per il 2006 come emblema della memoria, proiettandolo davanti a un pubblico nutrito e alle più importanti autorità cittadine). Dal 1998, grazie al Festival di Pitigliano, il cinema di Israele è stato portato a conoscenza del pubblico e della critica italiani: vi è una grande urgenza di universalizzare i messaggi di pace che giungono da quel paese e il Pitifest si è dimostrato particolarmente sensibile a quel tema.   Non possiamo immaginare che Pitigliano, la Piccola Gerusalemme, possa perdere il suo respiro vivo e internazionale, che smetta di battere il piccolo grande cuore italiano della cultura ebraica!

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Binario 21 a New York

31 gennaio 2006
Non é troppo tardi per scoprire la verità, renderla pubblica e ottenere giustizia dei crimini nazisti”. Con queste parole Elizabeth Holtzman, ex Congresswoman e membro dell’“Interagency working group” per la classificazione dei documenti del governo americano relativi ai crimini nazisti,  ha concluso lo scorso giovedì il suo intervento alla Casa Italiana Zerilli Marimò della New York University, in occasione della celebrazione del “Giorno della  memoria”, istituito dal governo italiano nel 2001 per ricordare le vittime della Shoah.

Il 27 gennaio di 61 anni fa gli alleati arrivarono per la prima volta ad Auschwitz e la Casa Italiana, assieme al Centro Primo Levi, all’Istituto di cultura italiana, e sotto la protezione del consolato generale italiano a New York (presenti Stefano Albertini, direttore della Casa Italiana, Natalia Indrimi, direttore del Centro Primo Levi, e il viceconsole Giovanni Favilli) hanno voluto ricordare le sofferenze e il dolore di milioni di ebrei dando la parola a chi ha fatto di questa ingiustizia una vera e propria questione morale e civile.
Dopo la proiezione del documentario “Binario 21”, che racconta la testimonianza di Liliana Segre, deportata bambina in un campo di concentramento, e del trailer del film “Dear Anne, the Gift of Hope”, di prossima uscita, le dichiarazioni e la tenacia della Holtzman hanno tenuto l’uditorio con il fiato sospeso per più di mezz’ora, a partire dalla lettura della poesia di Primo Levi “Se questo é un uomo”, fino alla rivelazione di due documenti inediti scoperti durante il suo lavoro di ricerca decennale. Gaia Torzini (America Oggi). Nella foto, una giovanissima Liliana Segre. Nella sezione Eventi

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Nasce Yad Vashem Society in Italy

31 gennaio 2006
Presso la Sala Reale della Stazione Centrale di Milano la neonata Yad Vashem Society in Italy si è presentata in una conferenza stampa. Andrea Jarach, presidente dell'associazione, ha illustrato gli obiettivi e i programmi didattici relativi al nostro paese.


Fotografie © Steed Gamero

"La Yad Vashem Society in Italy promuoverà nuove iniziative nel campo dell'educazione alla Shoah ," ha detto agli intervenuti, "lavorando a stretto contatto con il più importante istituto mondiale per la ricerca e la memoria dell'Olocausto. Nella sezione Eventi

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Cimiteri senza tombe

Mi sono fermata a ricordare
i sei milioni di voci private del diritto di parola
i sei milioni di cuori che sono stati fermati
un assassinio di dimensioni non immaginabili
un dolore da oscurare il sole
ho rivisitato in ginocchio
cimiteri senza tombe
dove l'erba è sfacciatamente verde.

Mariapia Bernicchia

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Apriamo i cancelli

28 gennaio 2006
Se ne stava in piedi da solo, e guardava verso l’orizzonte senza colore, algido… il vuoto!

Sono aperti, i cancelli. Nessuno esce. Non c’è nessuno, qui. Vuoto. Il Pianeta Auschwitz – la sfera di fuoco che lo circondava – ora giace senza vita, gelido, e lui se ne sta lì – da solo. Proprio da solo – un sopravvissuto. Nella sezione Ricordare

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Il film di animazione "L'uovo" in una lettura cristiana

28 gennaio 2006
Il primo lungometraggio italiano di animazione 3D sceglie la via della poesia: nel soggetto, tratto da una novella in versi di Roberto Malini, e nella grafica computerizzata che riesce ad ottenere delicatissimi effetti cromatici e la particolare impressione di paesaggi ad acquerello.

Poetico ed impegnativo è il percorso offerto allo spettatore, che accompagna Maria e Fabio dalla gioia esplosiva dell’attesa all’attonito stupore per la nascita di una creatura inimmaginabile che li pone di fronte a modi diversi di reagire di fronte alla diversità. Nella sezione Cinema

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Yad Vashem in Italia

28 gennaio 2005
30 Gennaio 2006 alle ore 16.30, conferenza stampa presso la Sala Reale della Stazione Centrale di Milano (Piazza Luigi di Savoia, 1/26 - 20124 Milano)
All’inizio del 2005 il principale istituto mondiale sulla memoria della Shoah, Yad Vashem di Gerusalemme, si è completamente rinnovato e ha aperto i propri archivi online a chiunque li voglia consultare (www.yadvashem.org).
David Metzler, responsabile della didattica di Yad Vashem, presenterà i programmi didattici destinati al nostro  Paese, che partiranno dal 20 febbraio 2006, con un importante seminario nazionale. Verrà, inoltre, presentata la nuova Yad Vashem Society in Italy presieduta da Andrea Jarach, editore e produttore, che per l’occasione, presenterà il nuovo periodico Tra Storia e Cronaca e l’utilizzo del film, Dear Anne. The Gift of Hope (www.dearannemovie.com) all’interno di un grande progetto didattico realizzato con la collaborazione dell’Unione Europea. Nella sezione Eventi

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Hamas ha vinto le elezioni in Palestina

27 gennaio 2006
Hamas ha vinto le elezioni in Palestina, smentendo i primi exit poll, che vedevano Al Fatah in vantaggio. Confermando la disponibilità della sua organizzazione a cooperare con Al Fatah e annunciando imminenti consultazioni con il presidente Abu Mazen per la formazione del nuovo governo, Mushir al Mazsri, alto dirigente di Hamas, ha ribadito che "Non riconosceremo Israele e nella nostra agenda non sono contemplati negoziati con gli israeliani. Questa vittoria dimostra che siamo sulla strada giusta, una strada che non cambieremo, per non tradire il nostro popolo".

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La mia Giornata della Memoria

26 gennaio 2006
Per commemorare la Giornata della Memoria ho seguito una tradizione yiddish. Ho "aperto" a caso quel grande, preziosissimo libro virtuale che è l'archivio delle vittime della Shoah costituito presso il museo memoriale Yad Vashem di Gerusalemme (www.yadvashem.org) e, sempre a caso, ho scelto un nome. Oggi, 27 gennaio 2006, voglio ricordare una bambina ebrea cui l'odio razziale rubò i sogni dell'infanzia e la vita. Aviva Kadysz nacque a Varsavia (Polonia) il 27 agosto 1937. Fu internata nel campo di transito di Drancy, in Francia, e quindi deportata ad Auschwitz, il 30 maggio 1944, sul convoglio n° 75 (fonte: Le Memorial de la deportation des juifs de france, Beate et Serge Klarsfeld, Paris 1978). Morì quasi sicuramente in una camera a gas, avvelenata dai vapori dello Zyclon B. Aveva solo sei anni (Ti addormentasti, Aviva, / in una notte senza stelle, / ma ti svegliasti in un mondo vivo). Roberto Malini.

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Passo le mattine con venti bambini

26 gennaio 2006
Passo le mie mattine con 20 bambini! Ho il tempo per ripassare le notizie sulla loro infanzia, per guardare il fiocco nei capelli di Ruchla, i riccioli  morbidi, forse color dell'oro, di Jacqueline. Mi interroga il piccolo Roman, è fra le braccia della mamma. Quelle braccia sognate, che lo hanno calamitato... guardo i piedini di Roman in quei sandalini estivi, lo stringe la mamma, ma Roman guarda verso di noi, è serio, sembra darci una consegna. Sono tutti seri i miei bambini.

Solo Sergio mi ride, mi ride a crepapelle, risuona la splendida sala della Comunità Ebraica della sua risata. E io lo guardo e non trattengo le lacrime. Incredibile, mi fa piangere la mostra "Chi vuole vedere la mamma...." quasi non la conoscessi. Mi invento giochi stando lì con loro, gioco a bandiera: è un trucco per chiamarli per nome! Mariapia Bernicchia.

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Premio Amici di Milano a Dario Picciau

26 gennaio 2006
Martedì 24 gennaio 2006 il regista Dario Picciau ha ricevuto a Palazzo Marino, nel Salone d'onore (Sala Alessi), il Premio Internazionale Amici di Milano - Targa d'argento del Presidente della Repubblica Italiana (Anno 2006). Il sindaco Albertini ha spiegato le motivazioni del premio, riservato ai "giovani che fanno grande Milano e sono l'orgoglio della città".

Il regista di Dear Anne è stato premiato per la sua ricerca nell'àmbito cinematografico. Insieme a lui hanno ricevuto il prestigioso riconoscimento quattro giovani ricercatori nel campo della medicina, della matematica e della fisica, un'imprenditrice, un'attrice di teatro e un giornalista. Gianni Vallardi, che ha consegnato il premio a Dario, ha messo in rilievo come il regista milanese dedichi il suo lavoro a temi etici: la memoria della Shoah , la difesa della vita, l'impegno contro il pregiudizio e la guerra. (Nella foto, da sinistra: Gianni Vallardi e Dario Picciau).

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Sei milioni: un numero tatuato sullo spirito

24 gennaio 2006
Cari amici miei, ci sono primati che non nobilitano, nè chi li raggiunge e tanto meno chi li subisce. Si parla di unicità della Shoah e mai così tanto come in questi giorni.Chi sa di me conosce il mio sentire. Mi considero testimone senza avere visto, io credo senza aver toccato con mano,  ho passato così tanti anni, notti insonni con la tragedia dello sterminio di 6.000.000 di esseri umani, di cui 1.500.000 di bambini solo perchè EBREI, da considerarmi vicina ai testimoni oculari.

Mi sento parente dei sopravvissuti, li cerco, li vado a trovare, coltivo l'amicizia, raccolgo i loro indirizzi, resto legata a loro come posso: questo mi consola e mi aiuta. Sono una testimone per scelta  Sono tatuata non sulla carne, ma nell'anima, la Shoah ha procurato ferite profonde anche a me. Vedere la Mostra dei "miei 20 bambini" questa mattina mi ha lacerato. Incrociare il loro sguardo,   lasciarmi avvolgere dalla dolcezza vellutata della meravigliosa Jacqueline, guardare la piccola Mania, tuffarmi nella risata di Sergio... per uscirne viva devo buttarmi a capofitto nelle parole di Anne: " Credo, nonostante tutto, nell'intima bontà dell'uomo!"
Ancora una volta è Anne che mi indica la via. Mariapia Bernicchia

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Il Giorno della Memoria

23 gennaio 2006
"Quando non ci saremo più noi, sarà un disastro, perché noi moriamo, noi testimoni. E questo senza contare che non tutti sanno farlo, non tutti sanno portare testimonianza. Diventerà una data noiosa o trascurata. Quando moriremo... come se la caveranno allora, non ci voglio pensare".
Giuliana Tedeschi.

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A Sissel Vogelmann (1935-1944)

Un fiore vivo
Nei giardini della memoria
E fuori è il gelo.

Roberto Malini
A Sissel

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Segrate ha ricordato i 20 bambini di Bullenhuser Damm

21 gennaio 2006
Il 20 gennaio 2006 si è svolta a Mlano Due, presso l'Auditorium Civico, la cerimonia di inaugurazione della mostra Chi vuole vedere la mamma faccia un passo avanti, curata da Mariapia Bernicchia e dedicata alla memoria di uno degli eventi più tragici della Shoah: lo sterminio dei 20 bambini ebrei di Bullenhuser Damm, fra i quali l'italiano Sergio de Simone. Nella sezione Eventi

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Incontro con Tatiana Bucci e Ruth Steindler Pardo, testimoni dell’Olocausto

21 gennaio 2006
Il 19 gennaio 2006 due testimoni della Shoah, Ruth Steindler Pardo (nata a Praga nel 1920) e Tatiana Bucci (nata a Fiume nel 1938) hanno visitato gli studi della 263 Films di Milano Due. Un incontro indimanticabile raccontato nella sezione Eventi

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A Gallarate, testimonianze inedite dal mondo di Anne Frank

21 gennaio 2006
La mostra "Dedicata ad Anne" che si terrà dal 24 gennaio al 10 febbraio 2006 presso il Liceo Scientifico Statale Leonardo da Vinci di Gallarate presenterà per la prima volta nel mondo alcune testimonianze che provengono dal mondo di Anne Frank. Nella sezione Eventi

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Anne Frank, la Shoah tra arte e tecnologia

di Giovanni Gagliardi

19 gennaio 2006
ROMA - Emily e Anne. Due vite distanti decine di anni e centinaia di chilometri. Una è una ragazza dell'America di oggi, l'altra è una giovane ebrea olandese che in una Amsterdam oppressa dai nazisti dal 9 luglio 1942 al 4 agosto 1944, rimane nascosta per tentare di sfuggire all'orrore dei rastrellamenti. "Dear Anne, the gift of hope" è un film che mette sullo schermo "l'eredità morale che ci hanno lasciato sei milioni di vittime", dicono i produttori. Racconta la paura e la speranza di Anna Frank nella sua piccola soffitta dai vetri oscurati e di Emily, che come la scrittrice Emily Dickinson, è reclusa nella sua stanzetta.

Storie che prendono vita grazie ad una sofisticatissima e nuova tecnologia tutta made in Europe: il Digital reality. "Abbiamo inventato questa tecnica per riuscire a rappresentare nel modo più morbido e pittorico e non in modo freddo documentaristico. Nel trailer abbiamo utilizzato le luci di un quadro di Jan Vermeer", spiega il regista trentenne Dario Picciau, già pluri-premiato per il film 3D "L'uovo", che dirige un team di 60 artisti che provengono dalle più grandi produzioni: da Star Wars a Harry Potter. Continua su La Repubblica.it

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Brokeback Mountain trionfa ai Golden Globe

18 gennaio 2006
Brokeback Mountain, il film tratto dalla novella omonima di Annie Poulx, che racconta l'amore gay di due cowboy del Wyoming, ha trionfato alla 63a edizione dei Golden Globe.

Il lungometraggio si è aggiudicato ben quattro trofei: miglior film, miglior regia (Ang Lee), miglior sceneggiatura (Larry McMurtry e Diana Oss) e miglior canzone (A Love That Will Never Grow Old). Nella foto, Ang Lee con il prestigioso trofeo.

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La romanza di Rika Kuriel

In memoria della distruzione
degli ebrei sefarditi della Grecia

Strada buia di morte,
laggiù la neve è nera
come carbone arso.
Il sole sale in cielo;
né alberi né passeri
né fiori né giardini.
Rika Kuriel, promessa
sposa di sangue, giunco
delicato e ferito.
Usignolo accecato,
canta mesto il suo cuore;
senza voce o parole
per sempre canterà.
Rika Kuriel, corolla
di sangue, il tuo promesso,
che è affogato alla porta
di Ganeden, ti aspetta.

Trad. dal ladino di Roberto Malini.
Foto: Fuga dal villaggio ebraico,
di Jacob Vassover.

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Dio è amore

17 gennaio 2006
La prima enciclica di papa Benedetto XVI, Dio è amore, invita i fedeli a riflettere sull'amore cristiano. Se le azioni degli esseri umani devono essere improntate all'amore divino e alla carità (agape), nell'esistenza umana ha un valore primario anche l'amore sentimentale (eros), che si deve comporre di generosità e desiderio di unione.

Sotto questa luce, la sessualità ispirata all' agape è una rappresentazione del rapporto fra Dio e il suo popolo. Sono concetti altissimi, degni di un religioso saggio e ispirato. Speriamo che poi Ratzinger non rovini tutto con le solite distinzioni fra amore eterosesuale e omosessuale, perché il Dio degli uguali è al di là di ogni dubbio "bisessuale". R.M.
(Nella foto, Dio)

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Dedicata ad Anne: Gallarate ricorda il mondo di Anne Frank

16 gennaio 2006
Il Liceo Scientifico Statale Leonardo da Vinci ha allestito, presso la propria sede di Viale dei Tigli, 38 a Gallarate, una Mostra documentaria in occasione della Giornata della Memoria.

L’iniziativa, che si colloca nell’ambito delle manifestazioni cittadine sulla Memoria, consiste in una mostra è dedicata alla figura di Anna Frank e alla risonanza etica della sua tragica esperienza: in essa confluisce il lavoro degli studenti della classe V sez. D dell’Istituto oltre a materiale d’epoca del tutto inedito e rarissimo, messo a disposizione dalla collezione costituita dalla 263 Films (produttore del film in animazione digitale Dear Anne, il dono della speranza) e dall’Associazione Watching The Sky. Nella sezione Eventi.

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Una mostra e giardini di rose per i bambini di Bullenhuser Damm

16 gennaio 2006
Il 20 gennaio 2006 dalle ore 10.30 il sindaco di Segrate Adriano Alessandrini farà gli onori di casa presso il Centro Civico di Milano Due, in occasione dell'inaugurazione della mostra Chi vuole vedere la mamma faccia un passo avanti, a cura di Mariapia Bernicchia (autrice del'omonimo libro), organizzata dall'Associazione culturale Ponte Azzurro.

Dopo il giardino di rose inaugurato nel 1985 presso la scuola in cui furono assassinati i piccoli ebrei (nella foto, fiori di quel giardino), due nuovi Rosengarten vengono istituiti a Milano Due e Gerusalemme, su iniziativa del Comune di Segrate e dell'Associazione Yad Vashem Italia. Nella sezione Eventi.

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Morte di Janusz Korczak

16 gennaio 2006
Il 6 agosto 1942 intorno alle 10 del mattino i nazisti costrinsero l’educatore Janusz Korczak (nella foto), alcuni suoi collaboratori, fra cui la fidata assistente Stephania Wilczynska e i duecento bambini della casa degli Orfani di Varsavia a uscire in strada. Un testimone li vide davanti al numero civico 16 di via Sienna, sede dell'orfanotrofio.

"Nessuno può dire se avesse spiegato ai piccoli orfani a che cosa dovevano prepararsi e dove sarebbero stati condotti," scrisse l'autore di un diario anoninmo ritrovato nel ghetto. "Sappiamo solo che quando gli assassini assalirono la casa di Via Sienna 16, i duecento innocenti condannati a morte non piansero. Ognuno di loro cercava di stringersi all'amato maestro". Nella sezione Ricordare.

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Si ferma per sempre "Orso che corre"

15 gennaio 2005
Domani in California, Clarence Ray Allen, indiano Choctow conosciuto presso i discendenti del suo popolo come “Orso che corre”, compirà 76 anni. E' gravemente malato, quasi cieco e costretto su una sedia a rotelle. "Non ho rimpianti," ha detto, "perché ho raggiunto la vecchiaia e non ho alcun delitto sulla coscienza. La mia colpa è la mia razza". Dopodomani, 17 gennaio, sarà attuata l'esecuzione della sua condanna a morte, tramite iniezione letale. Anche l'estremo tentativo di ottenere la grazia dal governatore Schwarzenegger è fallito. "Terminator" ha detto no. Secondo i suoi legali Allen è stato condannato a morte dopo un processo improntato al pregiudizio razziale. R.M.

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Dalla parte dei profughi di via Lecco

di Roberto Malini

15 gennaio 2005
Viviamo in un paese fondato sulla mediocrità e sull'inconsistenza dei valori. Ieri la Corte di Cassazione ha stabilito che l'espressione "lei non sa chi sono io" è "lesiva della dignità della persona". Devono essere proprio intelligenti, quei giudici, perché noi comuni mortali non raggiungeremmo quella conclusione neanche dopo anni di meditazione. Sempre ieri, un'alta personalità politica ha affermato pubblicamente che i profughi di via Lecco andrebbero "cacciati a calci dall'Italia". Ma quell'espressione pare non sia lesiva di alcun diritto. Nel frattempo, i rifugiati sudanesi, sono riusciti a varcare le frontiere italiane per raggiungere il Canton Ticino, dove hanno chiesto di parlare con un rappresentante dell'Onu, a cui denunciare le molte violazioni dei diritti umani che hanno subito nella "civile" Milano. Vi è chi dice che siano strumentalizzati da gruppi politici e centri sociali, ma i profughi hanno raggiunto la Svizzera a piedi, rischiando di morire assiderati, segno che la loro protesta non beneficia di alcun supporto. Dopo aver interrotto lo sciopero della fame, grazie alla mediazione del consigliere di stato e responsabile del dipartimento delle istituzioni del Canton Ticino Luigi Pedrazzini, i profughi hanno incontrato Hans Lundshof dell'Onu, cui hanno riferito le fasi della loro vicenda. Altri incontri si stanno svolgendo nella "neutrale" Svizzera.   C'è qualcosa di eroico nell'odissea dei profughi di via Lecco, che da una posizione di assoluta debolezza sfidano l'arroganza dei potenti, i quali utilizzano i media per diffondere calunnie e istigare odio razziale nei loro confronti. La realtà è che quegli uomini, quelle famiglie fuggite da un paese in cui è in atto uno sterminio, hanno subito in Italia un trattamento indegno. Sono stati costretti a passare notti all'aperto con la temperatura sotto zero, quindi è in squallidi container (la memoria corre inevitabilmente ai vagoni di treni merci che percorsero l'Europa sessant'anni fa) e poi negli stanzoni di miserabili dormitory pubblici. Le loro richiese di alloggi decorosi sono state costantemente disattese. Il medico ticinese che li ha visitati, ha constatato le cattive condizioni di salute in cui versano. Uno di loro è stato subito ricoverato perché gravementre malato di tubercolosi; ad altri sono stati riscontrati i sintomi della stessa malattia. In Italia, a Milano, nessuno si è accorto del loro stato di denutrizione né della grave patologia di cui soffrono, segno che anche sotto l'aspetto sanitario sono stati trattati come bestie. Hanno sopportato ogni genere di pressione e adesso sono lì, sfiniti, ma determinati, per protestare contro la persecuzione subita, chiedendo che i loro diritti, i diritti delle loro mogli e dei loro piccoli   siano rispettati. E' opportuno ricordare a tutti - da coloro che hanno violato in questa vicenda ogni fondamentale diritto umano ai cittadini che seguono lo svolgersi dei fatti senza levare, per paura o pigrizia, voci di dissenso -   il paese da cui provengono "gli eroi di via Lecco".

Nel Darfur, un'area a ovest del Sudan, grande il doppio dell'Italia, è in corso una guerra interna che ha provocato devastazioni, saccheggi, abusi, settantamila morti, duecentomila rifugiati nel vicino Ciad e più di un milione di profughi all'interno del paese. Noi siamo il paese della "brava gente", ma sembriamo la Germania degli anni Trenta, quando tutti - intellettuali, politici e gente comune - parlavano di "diritti umani", senza accorgersi che accanto a loro cresceva un mostro che si nutriva di pregiudizi e indifferenza e che presto avrebbe incenerito un popolo innocente. Quando la nebbia della discriminazione, che ha offuscato la vista e la ragione di tutti, si dissiperà, sarebbe giusto non solo porgere le scuse ufficiali agli eroi di via Lecco, non solo dare una risposta concreta e soddisfacente alle loro richieste, ma anche portare la loro testimonianza nelle scuole, sulle pagine dei giornali e sugli schermi televisivi. Parleranno a tutti noi, offrendoci una lezione necessaria e indimenticabile, dell'Olocausto che si svolge nel loro paese e di come il diffondersi della discriminazione e dell'odio, purtroppo, non conosca confini. (Nella foto: bambini del Darfur in un campo profughi)

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Schwarzenegger nega la grazia a Clarence Ray Allen

14 gennaio 2006
Il governatore dello stato della California Arnold Schwarzenegger ha negato la grazia a Clarence Ray Allen (nella foto), 76 anni, diabetico, cardiopatico e costretto a vivere su una sedia a rotelle. Condannato per quattro omicidi, Clarence Ray Allen si è sempre protestato innocente.

I suoi legali e associazioni per i diritti umani hanno sottolineato più volte che l'uomo è ormai in condizioni di salute disperate e che ucciderlo con un'iniezione letale rappresenterebbe un'inutile, crudele vendetta.

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I bambini sono il respiro del mondo

di Mariapia Bernicchia

14 gennaio 2006
Cari amici di Anne, vi racconto una mattina speciale. Martedì 10 alle 8.30 mi aspettavano dei ragazzini di una classe quinta elementare. Il nostro incontro era programmato da diverso tempo per parlare della tragedia dei 20 bambini di Bullenhuser Damm. Un promemoria grande sul calendario a ricordarmelo, ma soprattutto un appunto sul cuore! Mi preparo appunti, fotografie, tabelle, poi chiudo tutto in una cartellina del colore che preferisco, una cartellina gialla. Ho lavorato a scuola per oltre 30 anni, eppure mi sembrava di essere analfabeta: un colpo d'occhio alla classe, li conto in silenzio: sono 14, fra loro tre hanno i capelli ricci e la pelle scura: che gruppo classe meraviglioso per parlare di rispetto. Il tempo è volato, le manine alzate a chiedere, a voler sapere... poi c'era l'intervallo, ma loro non andavano via, mi hanno portato il diario, hanno voluto una dedica, e io ho scritto con il cuore: resta come sei; sii sempre attenta come oggi; grazie per la tua partecipazione... Anche domani incontrerò bambini.

I bambini, sono il respiro del mondo!
Anche oggi ho incontrato bambini. Roberto ieri sera mi suggeriva di portare del cioccolato. Mi incoraggiava, perchè confesso, avevo paura. Raccontare a dei bambini è una responsabilità enorme... ma la verità è preziosa, non si può mascherarla di bello. E' il come racconto, è il come li preparo, serve che io li prenda per mano, che lasci filtrare le parole, che le passi una per una dal cuore prima di farle uscire dalle labbra... per fortuna ho avuto quaranta minuti di tempo, in un traffico tremendo, prima di arrivare. Mi aspettavano, li ho accarezzati con lo sguardo, li ho contati.... non mi lasciavano più. Alla fine mi hanno baciato tutti, ci siamo scambiati   l'indirizzo. Abbiamo dei testimoni sicuri. Il seme della cultura della vita è ben riposto

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I diritti del bambino

13 gennaio 2006
Desidero ricordare agli educatori e a tutti gli utenti del nostro portale la base della pedagogia di Janusz Korczak, parole che sprigionano saggezza. Quanti saranno gli educatori che somigliano a questo modello? Mariapia.


 
Premessa

(Vogliamo) un educatore che non schiaccia ma libera, non trascina ma innalza, non opprime ma forma, non impone ma insegna, non esige ma chiede (…)
L’educatore, se si è preparato a questo momento per lunghi anni, osservando attentamente il bambino, può proporgli un programma su come arrivare a conoscersi, come vincersi, quali sforzi affrontare, come cercare la propria strada nella vita. Ritengo che molti bambini crescano nella repulsione per la virtù proprio perché gliela inculcano senza pausa, fanno indigestione di parole nobili. Nella sezione Club

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Il terzo libro scritto da Anne Frank

13 gennaio 2006
Nel 2004 è uscito in Olanda il terzo libro scritto da Anne Frank, che si aggiunge al celebre Diario e ai Racconti dell'alloggio segreto.

Si tratta di Mooie-zinnenboek, il "Libro delle belle frasi": un'antologia di citazioni realizzata nel nascondiglio di Prinsengracht 263, dietro consiglio del padre Otto. L'edizione è stata curata dal professor Gerold van der Stroom. R.M. (Nella foto: Amsterdam, Prinsengracht in un'immagine d'epoca).

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Vietare i Pacs e il matrimonio gay sono violazioni della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

12 gennaio 2006
Mauro di Ancona chiede a Roberto Malini: "Che cosa pensi dei Pacs e del matrimonio gay?"

Risponde Roberto Malini. Non è questione di opinioni personali. Vietare o anche solo limitare alle persone omosessuali qualsiasi patto o forma di unione che sono invece riconosciuti alle persone eterosessuali rappresenta una gravissima violazione della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Nella sezione Club

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Brokeback Mountain censurato negli Usa

12 gennaio 2006
Brokeback Mountain
, il film che narra l'amore fra due cow-boy del Wyoming (Usa), è stato ritirato in molte città degli Stati Uniti. Vincitore del Leone d'oro al Festival del cinema di Venezia, candidato a sette Golden Globe - anticamera dei premi Oscar - il film subisce una campagna censoria che ha pochi precedenti, considerato il valore artistico riconosciuto all'opera. "Programmazione sospesa": sempre più frequentamente un cartello con questa scritta sostituisce all'ultimo momento le locandine del film di Ang Lee.

Presentato a dicembre 2005 in 250 sale, Brokeback Mountain aveva registrato incassi record, incorrendo però nella disapprovazione di associazioni religiose poco tolleranti verso l'omosessualità, prima fra tutte la chiesa mormone dello Utah, che ha messo al bando l'opera a Salt Lake City e in tutto lo stato. L'associazione per i diritti gay Equality Utah ha protestato formalmente, definendo la presa di posizione dei mormoni come "una vergognosa violazione dei diritti umani basata su un meschino pregiudizio". R.M.

(Nella foto, i due cow-boy nella natura incontaminata del Wyoming).

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La Tensione

La Tensione - è più Ostile della Morte -
La Morte - per quanto sia Vasta,
È solo Morte, e non può crescere -
La Tensione - non si conclude -
Ma perisce - per vivere ancora -
Ma solo ancora per morire -
Annientamento - rivestito di fresco
Con l'Immortalità -

Emily Dickinson (traduzione di Roberto Malini)

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Una voce autorevole in difesa dei diritti umani

11 gennaio 2005
Scrive Karina Rossi di Roma: "Di solito i politici usano le parole senza esporsi, per fini elettorali o per sostenere ciecamente la causa del proprio partito. Fra di loro, però, c'è chi ammette con franchezza che nel campo dei diritti umani si deve sempre 'ripartire da zero' e dice a se stesso, ai suoi colleghi e a tutti gli uomini liberi che 'si deve fare molto, molto di più'. Un grazie di cuore". Nella sezione Club.

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Da Dear Anne ai Diritti Umani: incontro in 263 Films

11 genaio 2006
Gli studi della 263 Films ricevono la visita di importanti personalità pubbliche. Si parla di innovazione e Realtà Digitale, ma anche di diritti umani e del ruolo della memoria nella vita dell'uomo d'oggi. Fanno gli onori di casa Andrea Jarach e Micaela Goren Monti - presidente e vicepresidente della 263 Films -, Dario Picciau e Roberto Malini. Gli ospiti sono (in ordine alfabetico) il sindaco di Segrate Adriano Alessandrini, il direttore generale culture, identità e autonomie della Lombardia Pietro Petraroia e il senatore Enrico Pianetta, presidente della Commissione per i diritti umani. Picciau ha presentato agli ospiti il film Dear Anne , illustrandone le tecnologie e i contenuti.


Foto Steed Gamero - 263 Films

"Se la Digital Reality e le scelte artistiche (sul confine fra realismo fotografico e realismo pittorico)   hanno destato l'interesse dei "maestri" americani, la poetica delle immagini, la ricerca storica e i valori educativi alla base dell'opera hanno conseguito i patrocini e il sostegno delle più importanti istituzioni di studio sulla Shoah : Yad Vashem, Beit Lohamei Haghetaot, ITF". Durante l'incontro, Andrea Jarach ha annunciato la nascita dell'Associazione Yad Vashem Italia, di cui è presidente. Micaela Goren (che è anche vice presidente del CEDEC, Centro di documentazione ebraica contemporanea) ha parlato della necessità di trasmettere l'eredità dell'Olocausto attraverso il cinema, che è il medium più importante e popolare del mondo.


Foto Steed Gamero - 263 Films

Il sindaco Alessandrini ha manifestato autentico orgoglio per la realtà della 263 Films, che fa di Segrate la capitale dell'innovazione italiana. Pietro Petraroia ha sottolineato le analogie fra la bottega d'arte rinascimentale e il team internazionale di artisti che stanno realizzando Dear Anne . Ha mostrato inoltre grande interesse verso il progetto Watching The Sky, la cui raccolta d'arte proveniente dai luoghi dell'Olocausto è unica in Europa. Il senatore Enrico Pianetta e Roberto Malini hanno parlato a lungo di diritti umani, una priorità drammatica del nostro tempo: dove non vi è rispetto dei diritti umani, in Italia e negli altri stati, crescono gli "olocausti invisibili". "Ogni conquista in questo campo è un passo in avanti della civiltà umana," ha detto il senatore. "Ma si ha sempre la sensazione di partire da zero. Tutti noi dobbiamo fare molto, molto di più".  

(Foto di gruppo, da sinistra: Pietro Petraroia, Roberto Malini, Dario Picciau, Andrea Jarach, Micaela Goren Monti, Enrico Pianetta, Adriano Alessandrini. Nell'altra foto, da sinistra, Roberto Malini e il senatore Enrico Pianetta).

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Giornata della Memoria 2006: Segrate ricorda i bambini di Bullenhuser Damm

Il Comune celebra il 27 gennaio, "Giornata Nazionale della Memoria" istituita dal Parlamento Italiano con la Legge 211 del 2000, e ricorda la Shoah con due iniziative che intendono essere per tutti, in particolare per i giovani, occasione di riflessione, nell'impegno comune e condiviso a non dimenticare.
Il 20 gennaio alle 10.30 presso il Centro civico di Milano Due - Residenza Campo sarà inaugurata la mostra "Chi vuole vedere la mamma faccia un passo avanti - I 20 bambini di Bullenhuser Damm, una carezza per la memoria", ispirata al libro omonimo curato da Maria Pia Bernicchia  che racconta la storia di venti bambini deportati da ogni parte d'Europa ad Auschwitz  e impiegati dai nazisti per esperimenti medici fino alla loro uccisione nella scuola Bullenhuser Damm di Amburgo.
Nel corso della mattinata l'auditorium del Centro sarà intitolato a Sergio De Simone, unico italiano tra le venti innocenti vittime dell'odio razziale sacrificate al culto della razza ariana.La mostra sarà allestita fino al 2 febbraio e potrà essere visitata dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 12.30.

Il 23 gennaio alle 10 gli alunni delle scuole cittadine sono invitati a Cascina Commenda allo spettacolo teatrale, "Destinatario Sconosciuto", tratto dal romanzo epistolare di Katherine Kressman Taylor, la storia di un'amicizia tra un ragazzo tedesco e uno americano ebreo minata e piano piano sgretolata dall'imperversare del Nazismo. Una produzione del Teatro del Buratto in cartellone al Teatro Verdi di Milano lo scorso ottobre.

Per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi alla Direzione Relazioni Esterne, tel. 02-26.902.282-318.

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L'Ape non ha paura

L'Ape non ha paura di me.
Conosco la Farfalla -
La gente graziosa dei Boschi
Mi accoglie cordialmente -
I Ruscelli ridono più sonori
Quando vengo -
Le Brezze giocano più pazze;
Perché il tuo argento mi annebbia lo sguardo,
Perché, O Giorno d'Estate?

Emily Dickinson (traduzione di Roberto Malini)

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Un film per raccontare ai ragazzi l'Olocausto

9 gennaio 2006
Cabaret
ha ottenuto otto premi Oscar strameritati, fra cui miglior regia (Bob Fosse), miglior attrice protagonista (Liza Minnelli) e miglior attore non protagonista (Joel Grey).

Se Liza Minnelli conquista i ragazzi grazie a una performance senza confronti nella storia del cinema, la geniale interpretazione di Joel Grey - il suo ruolo è quello del "presentatore" - è una straordinaria allegoria di quegli anni terribili, in cui il mondo smise di cantare e ballare per celebrare la vita. Nella sezione Cinema

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C'è differenza fra partigiani e repubblichini!

9 gennaio 2006
I rigurgiti nazifascisti si fanno sentire a tutti i livelli: ecco perché bisogna vigilare. E' stato riproposto al Senato il progetto di un provvedimento legislativo tendente al riconoscimento della qualifica di militari belligeranti per coloro che nel periodo 1943-45 prestarono servizio sotto le bandiere della Repubblica sociale. "Belligeranti tutti uguali," recita la proposta di legge, il cui obiettivo è far sancire al parlamento l'equiparazione tra repubblichini e partigiani. Riabilitare i soldati della Rsi vuol dire calpestare la memoria degli innocenti che persero la vita sotto di loro. R.M. - Segnalazione di Rebeldia - Laboratorio delle disobbedienze.

Breve cronologia

23 settembre 1943. Costituzione di un nuovo governo fascista sotto la guida di Mussolini, che assume l'amministrazione dell'Italia settentrionale (escluse le Operationszonen: Trieste, Gorizia, Udine, Trento, Belluno e Bolzano) e centrale. Il governo italiano si trasferisce a Brindisi fino all'11 febbraio 1944, quando Salerno diventerà capitale. Il nuovo stato si chiamerà Repubblica sociale italiana (Rsi).

23 settembre 1943. Disposizioni delle autorità tedesche prevedono che gli ebrei italiani vengano deportati nei campi di concentramento e sterminio.

16 ottobre 1943. La grande razzia degli ebrei di Roma. Trecento tedeschi rastrellano il Vecchio Ghetto.

1024 cittadini ebrei, bambini, donne e uomini vengono deportati ad Auschwitz. Ne sopravviveranno 15.

14 novembre 1943. A Verona il nuovo Partito fascista repubblicano approva il "manifesto programmatico". Recita il punto 7: "Gli appartenenti alla razza ebraica sono stranieri. Durante questa guerra appartengono a nazionalità nemica".

30 novembre 1943. Ordine di polizia n. 5 del Ministero dell'interno della Rsi, che prevede l'arresto degli ebrei di ogni nazionalità, il loro internamento prima in campi provinciali e poi in campi nazionali, la confisca dei loro beni.

Dicembre 1943. Apre il campo nazionale di Fossoli; a fine mese vi sono internati i primi ebrei.

4-14 dicembre 1943. I tedeschi affidano alla Rsi organizzazione e gestione degli arresti e degli internamenti nei campi provinciali.

5 febbraio 1944. Il capo della polizia della Rsi ordina al prefetto di Reggio Emilia di consegnare ai nazisti gli ebrei arrestati dalle autorità italiane. Il prefetto risponde che i prigionieri ebrei saranno trasferiti a Fossoli.

19 e 22 febbraio 1944. Partenza dei primi treni da Fossoli verso Bergen Belsen e Auschwitz. Nel campo di Fossoli Rsi e tedeschi organizzano insieme le deportazioni.

23 marzo 1944. A Roma si verifica la strage delle Fosse Ardeatine: 335 è il numero delle vittime; fra di loro, 75 ebrei.

4 giugno 1944. Liberazione di Roma. Gli Alleati avanzano nel Centro Italia.

fine luglio-inizi agosto 1944. Fossoli chiude; gli internati sono trasferiti nel campo   nazionale di Bolzano (nella foto).

24 febbraio 1945. Da Trieste parte l'ultrimo treno di deportazione dall'Italia, con destinazione Bergen Belsen).

aprile 1945. Liberazione dell'Italia settentrionale.

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I 20 bambini di Bullenhuser Damm: una carezza

9 gennaio 2006
Agli amici di Anne's Door offro il cuore del "piccolo libro" che narra di 20 angeli. Sarà fra pochi giorni in libreria la nuova edizione e anche una Mostra parlerà di loro.

Cosa non farei perchè le mie carezze arrivassero fino a loro, fino alle stelle?! Mariapia. Nella sezione Ricordare

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Un consiglio ai giovani

8 gennaio 2006
"Nessuno può diventare saggio senza fare esperienze. Nessuno può diventare sapiente senza dedicarsi allo studio.

Andate a casa e cercate di meritare con un po' di sacrificio quello che speravate di ottenere troppo facilmente". Isaac Bashevis Singer. (Nella foto: Jacob Vassover, La Mitzvà dei Tefillin)

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La prefazione di Rabbi Michael Whitman all'opera Naran, Riflessi ed echi della Kabbalah

8 gennaio 2006

La Kabbalah e il valore della pace

L'opera Naran, riflessi ed echi della Kabbalah ci induce a riflettere su temi fondamentali. La mia concezione della Kabbalah è quella dell'ebraismo tradizionale. I fondamenti della tradizione ebraica, riguardo alla spiritualità, invitano a cercare, oltre la superficie, il valore fondamentale della pace. L'eco della Kabbalah ci invita a cercare un equilibrio fra i bisogni dell'individuo e quelli della comunità.


Steed Gamero - Watching The Sky

Rabbi Michael Whitman

Rabbi Michael Whitman è nato a Menphis, nel Tennessee (U.S.A.) e ha servito come rabbino a New Orleans, Louisiana e a New Haven, Connecticut. Quindi si è trasferito con la moglie e i quattro figli a Montreal, in Canada, , dove è responsabile e leader spirituale della congregazione ortodossa Adath Israel Poale Zedek Anshei Ozeroff. Rabbi Michael Whitman insegna presso importanti università, accademie e istituti per la cultura ebraica. Ha pubblicato decine di articoli e saggi ed è un'importante guida spirituale per la comunità ebraica canadese.

Nella sezione Kabbalah

(Foto di Steed Gamero)

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Ariel, il valore di un nome

8 gennaio 2006
So che dal profondo ognuno di noi è chiamato forte per nome. So che non è casuale il nome che ci viene dato.
Per questo mi soffermo sul nome Ariel. Sa di "speciale" per me. E' sinonimo di forza e di straordinaria dolcezza, unisce potenza fisica  a quella spirituale. Non passano inosservati gli Ariel sulla faccia della terra.

Lasciano un solco sul quale le persone sono chiamate a camminare dopo di loro. Non a caso si chiama "avanti" il partito polico che tu, Ariel, hai pensato per coloro che dovranno camminare dopo di te. Mariapia.

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Shabbat

Le cose che abbiamo lasciato sono Shabbat.
I luoghi della nostra sofferenza sono Shabbat.
Il nostro fumo è Shabbat.
Le nostre ceneri sono Shabbat.
Il nostro spirito è Shabbat.
Il ricordo di noi è Shabbat.
I nostri eredi sono Shabbat.

Roberto Malini.

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Krazy Kat e Ignatz: un amore a fumetti

7 gennaio 2006
Mancano pochi giorni all'uscita nelle fumetterie e librerie specializzate del 1° volume delle avventure a fumetti di Krazy Kat (Free Books, 28 pagine rilegate in brossura,11.90 euro).

Gli "eroi" di Coconino County - Krazy Kat, Ignatz Mouse e Offisa Pupp - meritano di essere riscoperti, perché sono icone di una cultura e di uno stile di vita scomparsi. Nella sezione Arte e Cultura

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Il coraggio di Anne

7 gennaio 2006
"Il
Diario di Anne Frank dimostra quanto coraggio, quanta saggezza e quanta innocenza ci fossero in quella ragazza, deportata come me a Bergen-Belsen. La sua forza e la sua determinazione di continuare a vivere nonostante le circostanze devastanti sono un esempio per le future generazioni".

Emmie Arbel, testimone sopravvissuta a Westerbork, Ravensbrück e Bergen-Belsen, in un'intervista rilasciata a Roberto Malini.

(Nella foto: sopravvissuta a Bergen-Belsen).

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Sharon è grave

5 gennaio 2006
Ariel Sharon sta combattendo contro la morte. Il primo ministro dello stato di Israele è stato ricoverato poco dopo la mezzanotte presso l'ospedale Hadassah Ein Karem di Gerusalemme, dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico in seguito a un'emorragia cerebrale.

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Munich di Steven Spielberg

5 gennaio 2006
Il nuovo film di Steven Spielberg, Munich, uscito negli Usa il 23 dicembre scorso, ha suscitato non poche polemiche negli Stati Uniti e in Israele.

Il soggetto è delicatissimo, perché si riferisce all'operazione contro i terroristi cha sequestrarono undici atleti israeliani nel villaggio olimpico di Monaco, in occasione dei Giochi del 1972. Nella sezione Cinema

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Gli zingari si sono fermati

Ho camminato in equilibrio
sulla lama di un coltello.

Mi ha posseduto il gelo, come pietra.
Il mio cuore ha tremato:
sono crollato sul filo della lama.

Mi sono rimasti una mano, la destra
e un occhio, il sinistro.

Ho pianto molte lacrime
ad Auschwitz, dove si fermarono gli zingari.

La lacrima è caduta,
la mano ha preso la penna
e scrive parole che tutti capiscono.

Rasim Sejdic, poeta Rom

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Mostra su Anne Frank a Gallarate

4 gennaio 2006
In occasione della Giornata della Memoria 2006, presso il Liceo Scientifico "Leonardo da Vinci" di Gallarate si terrà la mostra Il mondo di Anne Frank.

Si tratta di un evento di notevole interesse storico, culturale e testimoniale, perché lo spazio espositivo dell'istituto accoglierà una collezione che comprende le rare prime edizioni del Diario e dei Raccont dell'alloggio segreto , i libri che leggeva Anne Frank, gli opuscoli originali della ditta che suo padre Otto dirigeva ad Amsterdam e molti altri documenti che provengono dai luoghi in cui Anne visse e fu travolta dalla Shoah. Nella sezione Eventi.

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Preghiera per i nostri bambini

di un sopravvissuto all'Olocausto

Dio onnipotente, pieno di misericordia,
ricordati della generazione di bambini ebrei
che sono scomparsi nel grande sterminio.
Ricordati dei milioni di bambini
che nelle loro brevi esistenze
non hanno conosciuto la felicità,
ma solo la fame, le privazioni e la paura.

Dio onnipotente, ricorda a noi che anche oggi
milioni di bambini sono in pericolo
e muoiono di fame.
Aiutandoli, Dio onnipotente, manterremo vivo
il ricordo dei nostri bambini morti.
Amen.

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Perché amiamo la poesia?

3 gennaio 2005

"Che cos'è la poesia? Perché ci commuove, perché ci inganna, al punto che perfino una brutta poesia, quella del "falso Neruda" finisce per piacerci, per il solo fatto che è una poesia? Che cos'è una poesia, se l'amiamo senza neanche leggerla, se ci affidiamo a lei e ne facciamo dono a chi ci è caro?". Nella sezione Club.

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Binario 21 a New York per il Giorno della Memoria

3 gennaio 2005

Il cortometraggio Binario 2 - diretto da Dario Picciau, premiato da importanti festival del cinema ebraico (fra cui il Pitifest 2004) per il valore artistico dell'opera e l'interpretazione/testimonianza di Liliana Segre, trasmesso in prima serata sulla RAI nella Giornata della Memoria 2005 - sarà ospite speciale, in occasione del Giorno della Memoria 2006, del Centro Primo Levi e dell'Istituto italiano di Cultura di New York. Nella sezione Cinema.

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Falsa e vera poesia

2 gennaio 2006
Cari amici di Anne's Door, merita un grazie, il nostro portale, rivelando la beffa del falso Neruda (nella foto, il "vero" Neruda). Non ci si prende gioco così delle persone: visto come scherzo è proprio di cattivo gusto. Chi ha creduto in quel messaggio lo ha considerato un dono. Chi, poi, è generoso, lo ha donato a sua volta. Ma il falso Neruda non ha fatto i conti con la cultura in difesa della vita, non ha previsto che qualcuno lo avrebbe smascherato. Agli amici di Anne's Door auguro un Anno buono e dolce, senza falsi versi! Mariapia.

Per tutti gli uomini chiedo pane e regno,
chiedo terra per il contadino senza fortuna,
nessuno speri tregua dal mio sangue o dal mio canto.

(Para todos los hombres pido pan y reinado,
pido tierra para el labrador sin ventura,
que nadie espere tregua de mi sangre o mi canto).

Pablo Neruda, tre versi dal Sonetto LXXX (Cento sonetti d'amore).

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Negata ad Anne Frank la "citadinanza postuma"

1 gennaio 2005
Il ministro dell'Immigrazione olandese, dopo consultazioni legali, non ha accolto la richiesta di "cittadinanza postuma" per Anne Frank, presentata dal parlamento.

La concessione della cittadinanza ad Anne costituirebbe, secondo il ministro, un "pericoloso precedente". Non essendo cittadina olandese, la giovane vittima della Shoah non può essere adottata ufficialmente come simbolo dell'Olocausto nei Paesi Bassi. Nella sezione Anne's World.

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La rivolta di Varsavia in un fumetto di Joe Kubert

1 gennaio 2006
Recentemente il volume cartonato Yossel: 19 aprile 1943 è stato pubblicato anche in Italia (128 pagine in bianco e nero, formato 17 x 26, euro 11,40, Free Books Edizioni, distribuito nelle fumetterie e in alcune librerie).

E' una delle più importanti opere a fumetti mai realizzate, al pari di Maus di Art Spiegelmann e de Il complotto di Will Eisner. Nella sezione Arte e cultura.

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Un falso Neruda

1 gennaio 2006
Da qualche tempo circola in rete una poesia attribuita a Pablo Neruda. Nell'ultima settimana, gli amici me l'hanno inviata tre volte (in tre varianti diverse), ritenendola autentica. Si tratta di uno dei tanti scherzi che diventano in breve tempo "tormentoni" o "Catene di sant'Antonio". Qui di seguito, una delle varianti del "falso", che si diffonde anche in lingua spagnola, inglese e francese. Ispirata alla "Lettera al figlio" di Kipling, la poesia fa leva su frasi fatte e luoghi comuni. Un espediente che ha permesso al goliarda autore della burla di "sedurre" un pubblico vastissimo, assetato di valori primari ed essenziali. Per confondere ulteriormente le idee agli utenti di internet, l'autore ha dato alla sua "opera" lo stesso titolo di una celebre, stupenda lirica del maestro cileno (nella foto): "Oda a la vida". Ecco il testo della "bufala":

Ode alla vita

di goliarda anonimo (che si firma "Pablo Neruda")

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e non cambia il colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle i
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza
per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta
nella vita di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge, chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio,
chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna
o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande su argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli si chiede qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore
del semplice fatto di respirare.

Soltanto l'ardente pazienza porterà
al raggiungimento di una splendida felicità.

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Louise parla di scarpe

1 gennaio 2006
Sento di dover confidare che le scarpe mi spaccano il cuore. Al museo dell'orrore di Auschwitz davanti alla vetrata che chiude al tatto quella montagna di scarpe io mi ero sentita mancare Per questo ieri sera, quando, con il mouse ho sfiorato quelle righe del Diario di Louise mi si è fermato il cuore. Scarpe, Louise parla di scarpe!  E io mi ritrovo davanti alla vetrata che racchiude scarpe ad Auschwitz. Vorrei accoppiarle, vorrei pulirle, vorrei mettere un fiocco al posto del laccio che manca...

"Quelle" scarpe seguono le nostre orme e giudicano le nostre azioni, ci tormentano perché vogliono il nostro amore, il nostro ricordo, il conforto della nostra umanità. Camminano sulle vie degli Olocuasti invisibili, invitandoci a seguirle. Ci chiedono di essere idealmente indossate, perché la verità è una sola: nel buio o sotto il sole, percorriamo tutti lo stesso cammino...

Nella sezione Club.

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