Se i muri smetteranno di parlare

di Roberto Malini

30 giugno 2006
Le grandi città dichiarano guerra ai graffiti. Il graffitismo - denominato anche Aerosol art - è contemporaneamente una performance e uno stile pittorico del nostro tempo.

Seguo da anni l'evoluzione dell'Arte dei Muri, che considero una delle migliori espressioni della creatività urbana, una forma d'arte che si oppone all'avanzata del pensiero autoritario, monocromo e repressivo. Perseguitare gli artisti dei muri significa imbavagliare la vera arte popolare. Nella sezione Arte e cultura

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Delizie

Troppo poche sono le mattine,
insufficienti le notti.
Non si può avere alloggio
per le delizie
che giungono sulla terra per fermarsi,
ma non trovano casa
e fuggono via.

Emily Dickinson (trad. Roberto Malini)

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Xenofobia? No, si chiama "legalità"

Rimini, 24 giugno 2006. Provengono da paesi come il Senegal, dove il 70% della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà, o il Sudan, dove è in corso da quattro anni un genocidio. Vivono in Italia, ma il loro status di profughi non è riconosciuto. La loro unica fonte di sostentamento è il commercio ambulante. Stendono teli sulle spiagge e vendono cinture, cappellini, magliette, pantaloni. Ogni giorno, a Rimini, città delle vacanze e del piacere per antonomasia, vengono perseguiti con un rigore che sconfina nella ferocia da squadroni di poliziotti municipali che percorrono la costa a bordo di veicoli motorizzati, alla caccia del migrante. Quando sentono i motori dei mezzi a tre ruote, in lontananza, i mercanti avvolgono in tutta fretta la loro merce nei teli e fuggono all'interno delle spiagge. Gli agenti impiegano ogni genere di tattica per intercettarli e quando non vi riescono, si accaniscono a calci contro i cartoni abbandonati in prossimità del mare, tavoli improvvisati su cui i venditori espongono i loro articoli. La gente, che ogni giorno conversa con i commercianti - che sono abusivi sì, ma solo per necessità - prende intimamente le loro parti, anche se non ha il coraggio di opporsi alle autorità.

Oggi però riesco a convincere alcuni turisti - con poche parole improntate all'umanità e al buon senso - a esprimere la loro indignazione di fronte a una squadra motorizzata, otto uomini che sfogano a calci contro scatole e teli una rabbia cieca. "Basta!" diciamo loro con fermezza, "lasciateli in pace. Lasciateli vivere". Gli agenti ci guardano con sorpresa e stizza: non sono abituati a veder messa in discussione la loro autorità. "Lasciateli in pace. Quello che fate è immorale, è una persecuzione". "Sono bravi ragazzi. Che male fanno?" chiede loro un'anziana signora. Nessuna risposta. Obbediscono alla disposizione di non turbare la folla dei bagnanti, lucro della città. Solo i commercianti in regola, con i loro prezzi ogni anno più osceni, hanno il privilegio - riconosciuto dalla legge - di attingere alle risorse economiche dei turisti. E' la "legalità", un termine che, nella lingua italiana, sostituisce ormai quello di "xenofobia", caduto in disuso. R.M.

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Anne Frank, simbolo violato

di Alessandro Matta

29 giugno 2006
Anne Frank è un simbolo forte e puro dell'Olocausto. Ecco perché la sua immagine è stata più volte denigrata o irrisa, attraverso la divulgazione di vignette di gusto atroce, da negazionisti, neonazisti e antisemiti. Non vi sono commenti per descrivere lo scempio nei confronti dell'autrice del famoso diario, che rappresenta milioni di vittime innocenti della Shoah. E' apparso in questi giorni in internet un cartone animato a dir poco spregevole, intitolato "Anne Frankenstein", che mostra Anne Frank in una parodia del celebre film dell'orrore: un mostro tornato dalla morte per "vendicare" le vittime dell'Olocausto con il proposito di assassinare sei milioni di tedeschi. Sono solo disegni di cattiva qualità, ma significativi di una crisi di valori. Ovviamente "l'ebreo che preferisce restare anonimo", autore di tale irrispettoso cartone animato (se così si può definire, perché di animazione non ne ha proprio), non esiste, è solo una invenzione di una persona ignorante e insensibile, autrice di uno sgorbio miserevole.

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L'Olocausto si fermò anche a Rimini

Rimini, meta vacanziera per turisti spensierati, in cerca di lunghe notti all'insegna del divertimento. Sembra impossibile, assistendo alle interminabili processioni di giovani e meno giovani in calzoncini e canottiere o t-shirt, che anche lì, nella città della musica, del ballo, delle sale gioco e delle piadine, possa essere passato il vento gelido dell'Olocausto. Il 13 agosto 1939 il comune di Rimini (come tutti i comuni del forlivese) ricevette una comunicazione da parte della pretura di Forlì, in cui si ordinava "una delicata ed eccezionale rilevazione" mirata a identificare nelle liste dell'anagrafe "quelle persone che per il cognome e nome propri e dei loro discendenti, potessero far supporre l’appartenenza e la discendenza a razza ebraica".

Una parte significativa della popolazione riminese condivise gli ideali antisemiti del fascismo. Il comune stilò un elenco in cui figuravano quattordici famiglie appartenenti alla razza ebraica. Nel 1943 ventitré ebrei, secondo le autorità, risiedevano a Rimini. Numerose furono le deportazioni. La presenza ebraica a Rimini risale al 1015. Nel 1548 fu istituto in città uno dei ghetti più antichi e nel corso della storia gli ebrei di Rimini subirono periodicamente misure restrittive e persecutorie. R.M.
Nella foto, Palazzo Massani, sede della prefettura di Rimini.

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Il Sole

Il Sole declinò - nessun Uomo lo guardava -
La Terra e io, in solitudine,
Eravamo presenti alla Maestà -
Trionfò, e andò oltre -

Il Sole risalì - nessun Uomo lo guardava -
La Terra e io e Uno
Un Uccello senza nome - uno Straniero
Fummo Testimoni all'Incoronazione -

Emily Dickinson (trad. Roberto Malini)

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Non si condanni a morte Saddam Hussein

20 giugno 2006
Non si condanni a morte Saddam Hussein, non si condanni più nessuno a morte. Si condanni alla vita chi la vita tradì. Non uccidere, lo si ripeta sempre, ad alta voce, senza cedere all'odio né al dolore. Non uccidere, è scritto nel libro degli Uomini, è tatuato sui polsi delle anime.

Non si condanni a morte nessuno, perché ogni vita è legata ad altre vite, perché ogni vita appartiene solo al futuro. Ogni essere umano è una luce, una stella che trema nel vivo firmamento. E chi spegne una stella ha decretato il buio. R.M.

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Fragole

Anne Frank, la sorella Margot, il giovane Peter e gli altri ospiti dell'alloggio segreto ricevettero un giorno dagli amici che li nascondevano e aiutavano numerose cassette di fragole mature, con cui decisero di preparare e conservare una marmellata squisita. Quel giorno molti dei rossi frutti finirono nella pentola di cottura, molti altri vennero gustati freschi dagli otto clandestini. Furono ore serene, in cui dimenticarono la persecuzione e la paura. Le fragole sono simboli della gioia pura anche nei versi di Emily Dickinson.

Sopra il recinto
Fragole - dolci -
Sopra il recinto
Potrei arrischiarmi - provandoci, lo so -
I frutti sono squisiti!

Ma - se macchiassi il mio Grembiule -
Dio di sicuro mi sgriderebbe!
No! - Immagino che se fosse un ragazzo -
Lui - salirebbe a coglierle - se potesse!

Emily Dickinson (trad. Roberto Malini)
Nella foto, "Fragole" di Carles Piles

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Il ladro

Nessuno sarà mai depredato dal Cielo -
Anche se si comporta come un ladro
Restituisce in una dolce misura
Che si cela nella sua volontà -

Emily Dickinson (trad. Roberto Malini)

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Barbara Pollastrini e la via dell'uguaglianza

17 giugno 2006
Barbara Pollastrini (nella foto), ministro per le pari opportunità, esprime un concetto semplicissimo, che dovrebbe essere alla base del rispetto dei diritti di ogni essere umano, eterosessuale o gay, bianco o nero, cristiano, ebreo, musulmano, laico o non credente. Eppure viene giudicata con parole dure e invitata a ritrattare le sue affermazioni sia da destra (con toni inquisitoriali), sia da una parte della sinistra, come se avesse proferito un'eresia... Il ministro ha scritto una lettera aperta agli organizzatori del Gay pride di Torino. Appoggia la manifestazione e gli ideali di uguaglianza che il Gay pride rappresenta.

Accenna a un progetto che inizierebbe a garantire autentiche "pari opportunità": «Sto pensando ad una legislazione umana e saggia per le unioni di fatto, omosessuali e non, cosa che sta a cuore a voi e a molti di noi...». La Dichiarazione universale dei diritti umani recita che nessuna distinzione debba essere imposta, per quanto riguarda i diritti umani, ai membri della comunità civile. Razza, sesso, religione, condizione sociale non devono essere in alcun caso motivi di discriminazione. I Pacs sarebbero solo un piccolo passo, ma l'unico punto d'arrivo, in una società civile, è un identico istituto del matrimonio per tutti. Il ministro Barbara Pollastrini non ha "esternato" un ideale utopico, ma ha indicato l'unica via percorribile, in un mondo che abbia l'uguaglianza di tutti fra le priorità. R.M.

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Cristiano e gay

17 giugno 2006
Simone, giovane studente torinese, scrive a Roberto Malini: "Oggi pomeriggio qui a Torino parteciperò al Gay Pride. Essere gay, per un ragazzo come me, è molto difficile ed è ancora più difficile essere gay ed essere cristiano. Quando ascolto la messa, sembra che la Bibbia sia stata scritta contro di noi. Dammi un po' di coraggio..."

Cenacolo

Gesù ha i capelli lunghi
e un'espressione dolce.

Il banchetto è occasione di gioia,
anche se il mondo vuole la sua morte.

Quelli che mangiano con lui
lo amano, si amano
e perdonano il mondo.

Rendono grazie per il cibo e il vino.
pregano per il pane e per la pace.

Giovanni guarda l'amato,
i suoi occhi di fanciulla
sono pieni di lacrime.

E' proprio lui, il più giovane,
il più bello, il più virtuoso,
che porta nel cenacolo il mistero del dolore.

"Non sono pronto, amore.
Non lasciarmi"
dice a Gesù.

Il divino e l'umano sono nell'aria
come fragranze miste di pane e vino.

Il destino di Adonai e Dionysos
si compie.

Chi resta sono undici uomini stanchi,
un ragazzo che non sorriderà mai più
e tredici calici vuoti.

Roberto Malini

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Non amo chi gioca d'azzardo

17 giugno 2006
Non amo chi gioca d'azzardo, perché si tratta di persone che hanno sacrificato il sentimento al caso. Se il destino è una dimensione dello spirito, l'azzardo riguarda sempre la materia, il calcolo, la brama. Il giocatore è l'opposto del filosofo: la struttura del suo pensiero è rigida e non concede spazio alla commozione. Non lo giustifica la sua malattia, la sua personalità impulsiva-compulsiva, il suo costante delirio di persecuzione che lo conduce a identificare il "male" con la coscienza e l'anima. Giudice di se stesso, si è condannato all'inferno del gioco, relegando le parole e i numeri - cha fanno parte del linguaggio simbolico dell'umanità - all'umilissimo ruolo di balocchi, di strumenti per ottenere l'effimero. Il giocatore sovrappone il desiderio all'essere e vive nel terrore di perdere. Perdere la giovinezza, la salute, i rapporti stretti (nonostante la scarsa dedizione sentimentale che è in grado di dedicare loro), la sicurezza economica. Il fatto però di "perdere" al gioco e di sentirsi in colpa lo illudono di essere comunque una persona "buona", capace di soffrire. E' dispotico e possessivo, ma non ha stima reale di sé. Si pone facilmente in situazioni spregevoli, per aver poi la possibilità di disprezzarsi. Si copre, tuttavia, di simboli di successo e potere, surrogati dell'autostima di cui è deficiente e ultimo scoglio cui aggrapparsi per evitare l'abisso o la deriva. R.M.

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Un Fiore o un Libro

Da Imprese così esigue,
Un Fiore o un Libro,
Sono piantati semi di sorrisi
Che sbocciano nell'oscurità.

Emily Dickinson (trad. Roberto Malini)

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Tutti i film su Anne Frank

14 giugno 2006
Anne Frank, la vita e non solo il Diario. Ecco una filmografia sintetica utile a conoscere le opere cinematografiche dedicate alla giovane scrittrice tedesca vittima e simbolo dell'Olocausto, in attesa del lungometraggio di animazione tridimensionale di Dario Picciau. A cura di Alessandro Matta. Nella sezione Cinema

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77° compleanno di Anne Frank in 263 Films

12 giugno 2006. La 263 Films al gran completo commemora il 77° anniversario della nascita di Anne Frank. Il volto dell'autrice del Diario sorride dai monitor, dipinto con la tecnica della Digital Reality dal più straordinario team di artisti digitali che si sia mai visto. "Anne Frank è con noi," dice prima del brindisi Dario Picciau, "e noi dobbiamo impegnarci con il talento e il cuore per essere degni di rappresentare il suo esempio".

"Oggi avrebbe 77 anni," ricorda il presidente Andrea Jarach, commosso. "E noi leggeremmo i suoi libri," aggiunge Roberto Malini, "perché aveva un talento cristallino e non aveva paura della verità". C'è emozione e qualche occhio diventa lucido, ma non è una giornata triste, perché Anne non amava la malinconia. "Solo chi è felice," scrisse nel Diario, "renderà felice gli altri". A.B.
Nella foto, spumante per Dario Picciau, Andrea Jarach e Roberto Malini. Un bicchiere, da cui nessuno berrà, è riempito per Anne Frank.

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Anne Frank compie 77 anni

12 giugno 2006. E' l'anniversario della nascita di Anne Frank. Se non fosse stata assassinata durante l'Olocausto, oggi sarebbe una donna - probabilmente una famosa scrittrice - di 77 anni. Ricordiamola con nostalgia e amore. Ecco un brano della seconda versione del testo del dramma teatrale Anne in the sky.

Anne Frank: Per quale colpa siamo stati giudicati e condanati a morte e da chi? I soldati e le autorità che ci perseguitano credono di fare solo il loro dovere. Non si chiedono se sia giusto mandare a morte tanti esseri umani innocenti, ma si ritengono persone per bene che obbediscono alla legge. Gli ebrei hanno dovuto subire molte ingiustizie e violenze, durante i secoli, cercando di non rispondere al male con il male. Così sono diventati più forti. Sono ebrea.   Vivrò o morirò da ebrea. Ho pietà per quelli che hanno le mani macchiate del nostro sangue: non cambierei per nessuna ragione al mondo la mia vita con la loro. Roberto Malini

Nella foto: Anna Cocumarolo, Auschwitz, acrilici su carta, 2004

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Perché Enzo Biagi ce l'ha con Andrea Jarach?

11 giugno 2006
Samuele di Bollate (Milano) chiede a Roberto Malini: "Secondo te, perché Enzo Biagi ha attaccato con tanta veemenza il presidente di Yad Vashem Italia e produttore del film Dear Anne ? Come può un uomo della sua esperienza lasciarsi trascinare dall'irrazionalità e affermare cose non vere?" Nella sezione Club

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Silenzio

C'è silenzio.
Un silenzio che ti avvolge,
che incute timore.
Ma non c'è nulla da fare
di fronte al silenzio
della morte.

Giulia Di Rocco (poetessa Rom)

Nella foto, "Ragazza zingara" di Theodor Aman (1884)

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Superman è gay?

9 giugno 2006
Mancano poche settimane all'uscita del film Superman returns, attesissimo dai milioni di fan del supereroe dal mantello rosso. L'ultimo numero della rivista Advocate ha proposto un quesito che divide i cultori dei fumetti di tutto il mondo: Superman è gay? I legami strettissimi con papà e mamma, i rapporti difficili con le donne, la scelta di un costume aderente che mette in mostra le sue forme e la sua virilità, l'eleganza delle sue movenze indicherebbero una propensione all'omosessualità dell'Uomo d'acciaio.

Del resto, i supereroi targati DC Comics (colosso editoriale del fumetto made in Usa) non sono campioni dell'eterosessualità. Su Batman e Robin, sul loro rapporto "greco" si è detto e scritto moltissimo. Batwoman ha fatto recentemente outing, rivelando di essere lesbica, mentre Catwoman manifesta gusti per entrambi i sessi. Brandon Routh, che interpreterà l'eroe cresciuto nella campagna di Smalville e divenuto un mito a Metropolis, è considerato un'icona gay. Una scelta della produzione e del regista Bryan Singer che avvalora l'ipotesi della diversità di Clark Kent. Alfred Breitman

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L'eclissi dell'uomo

9 giugno 2006
Roberto Colasanti, giovanissimo studente di Roma particolarmente sensibile alle vicende della Shoah scrive ad Anne's Door: "Più ci penso e più mi sembra che in quegli anni l'umanità intera sia impazzita. I tedeschi, gli italiani, i polacchi hanno perso la loro umanità e sono diventati improvvisamente dei mostri, dei cannibali. Hitler, per giustificare l'Olocausto, paragonò diverse volte gli ebrei ai vermi. Come è possibile che un essere umano arrivi a tanto disprezzo?". Nella sezione Club

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Gioia zingara

Quando le tende sono piantate
e i cavalli pascolano liberi,
a piedi nudi corrono fra gli alberi
i Rom e insieme cantano nel verde.

Maria Mihai, poetessa Rom (Romania)

Nella foto, George Morland, "Paesaggio con famiglia zingara"

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Daniele ha quattro anni...

Daniele ha quattro anni e soffre di una rarissima forma di tumore, le sue poche speranze di sopravvivenza dipendono da una cura molto costosa a New York. Per maggiori informazioni: www.aiutiamodaniele.com. La famiglia Uliana

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Enzo Biagi contro Andrea Jarach: c'è fumo di pregiudizio

di Roberto Malini

Andrea Jarach, intellettuale ebreo impegnato in molte attività di ricerca e memoria dell'Olocausto, si candida per il consiglio comunale di Milano nella Lista Moratti. Moni Ovadia, candidato per L'Ulivo, uomo di spettacolo e paladino della cultura yiddish , lo critica dalle pagine de La Repubblica: "La Lista Moratti accoglie Fiamma tricolore; ergo Andrea Jarach sostiene i nuovi fascisti". Jarach risponde: "La mia famiglia conta vittime nell'Olocausto. Nessuno più di me combatte fascismo e neonazismo. Letizia Moratti mi ha garantito la sua distanza da qualunque estremismo". Un botta e risposta che appartiene alla dialettica politica. Ovadia e Jarach si incontrano in Comunità ebraica, parlano insieme e si rispettano. Moni sa che Jarach è un uomo molto impegnato nell'educazione alla Shoah e nella difesa dei diritti umani (Osce, Task Force dell'Olocausto, Save The Children, Lotta contro la leucemia, No Racism ecc.). Inaspettatamente, però, Enzo Biagi, 86 anni, ci mette... la coda e da L'Espresso traccia un infelice paragone: Jarach va verso il fascismo come il figlio di Goering si converte all'ebraismo ( e vuole andare a vivere in Israele). Due moti uguali e contrari, secondo lo scrittore. Se non fosse stato scritto da Biagi, il pezzo sarebbe passato inosservato. Mio padre conosceva il decano dei giornalisti italiani e ricordo che, quand'ero ragazzino, diceva di lui: "E' un uomo intelligente, ma intransigente. Valuta le persone secondo simpatia e a volte coglie i loro aspetti più segreti, mentre altre prende abbagli clamorosi e si fa dei nemici proprio perché è incapace di tornare sui propri passi e chiedere scusa". Oggi Biagi, eminenza grigia dell'informazione e dell'opinione, dimostra di non essere cambiato.

 

Il suo errore, nei confronti di Andrea, è marchiano. Il fatto stesso che, a suo avviso, un ebreo debba stare necessariamente a sinistra, come se non avesse gli stessi diritti di scelta degli altri cittadini, appare come un rigurgito senile di pregiudizi e discriminazioni. Biagi non lancia i suoi strali contro Letizia Moratti (se proprio questo gioco al massacro deve trovare un capro espiatorio, non dovrebbe essere lei, "rea" di alleanze ambigue?), non lancia i suoi anatemi contro gli altri candidati della Lista Moratti o degli altri gruppi di centro-destra e neanche contro quelli della destra estrema. Non si scaglia contri gli uomini di Fiamma Tricolore, loro sì, in qualche modo, "eredi" delle ideologie fasciste. No. Biagi si scaglia contro l'EBREO. Biagi non distingue fra candidati democratici e candidati antidemocratici. No. Distingue "EBREI buoni" ed "EBREI cattivi". Anche Moni Ovadia, che è uomo di intuito acuto, dovrebbe riflettere su questa presa delle sue parti, che è solo apparente. Ci si chiede come sia possibile che in una società dinamica come la nostra (una candidata è passata con disinvoltura da Rifondazione a Forza Italia: perché scandalizzarsi? tutto passa, anche le idee e le posizioni) possa essere messo in dubbio il diritto costituzionale di un cittadino di candidarsi per un partito democratico. Se fossi nei panni di Letizia Moratti, stigmatizzerei con durezza il giornalista: "Ma come? Fai pressione su un gruppo importante di cittadini milanesi, i membri della Comunità Ebraica, affinché si tengano lontani da me e dalla mia lista, come se fossi una neonazista? E questa non sarebbe discriminazione? Ma conosci me, mio padre, i miei ideali? Hai offeso me, la città di Milano, la Comunità Ebraica, l'Italia intera, la Dichiarazione dei Diritti Umani e il mio candidato Andrea Jarach, che mentre tu sputi sentenze sta realizzando film, documentari, mostre, eventi, progetti educativi con le più importanti organizzazioni di ricerca e memoria della Shoah, proprio per combattere la DISCRIMINAZIONE". E potrebbe anche, per concludere, mandarlo in quel di Marengo (o era Ramengo?). E non c'è pregiudizio, nel paragonare Andrea Jarach, Presidente di Yad Vashem Society in Italy, produttore del film sulla Shoah Dear Anne, uomo che piange ancora morti di famiglia nei lager a un personaggio di nessun peso culturale e sociale come il figlio di Goering. Goering diventa EBREO e Jarach sarebbe diventato (per una "stregoneria" politica) nazista, per essersi candidato nella Lista Moratti? Che sciocchezza, Enzo Biagi! Jarach è uno dei più fieri nemici del fascismo e del nazismo. Milano, allora, dovrebbe essere considerata, in virtù della Sua strampalata intuizione, una città fascista? Personalmente credo che Andrea non avrebbe neanche dovuto perdere tempo a scrivere una querela, ma dedicare quei cinque minuti a uno dei suoi tanti progetti per la Memoria e la lotta al pregiudizio. Perché la grandezza di un nome, caro Biagi, non è proporzionale alla grandezza del potere, ma alla quantità di giustizia, di verità e di bene che si riesce a creare al termine di ogni giornata.

Nella foto, Andrea Jarach presenta Yad Vashem Society in Italy. Alla sua destra, Alessandra Chiappano e Roberto Malini. Alla sua sinistra, David Metzler, responsabile didattico del memoriale Yad Vashem di Gerusalemme).

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Due poesie Rom

Le tue mani

Vedevo le tue mani imprigionate,
immobilizzate nel ferro,
rondini dolorose dalle ali tagliate.

Sterna Weltz Zigler, poetessa Rom (Francia)

Quando arriva la carovana zingara

Quando arriva la carovana zingara
e si ferma sulla sponda del fiume,
il campo verde, il cielo
e l’intera natura prendono vita.

Maria Mihai, poetessa Rom (Romania)

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Diritti gay : Danimarca docet

3 giugno 2006
La discriminazione contro i gay è ancora tenacemente radicata sia in occidente che in oriente. L'omofobia, la paura di chi è diverso, rende ciechi intellettuali, politici, educatori, religiosi e persone comuni, che giustificano il pregiudizio in nome della tutela della famiglia tradizionale.

Un ragazzino gay mi ha posto qualche giorno fa una domanda semplicissima, che dimostra quanto la verità sia alla portata di tutti: "Ma che cosa togliamo noi gay , quando formiamo una coppia, alle famiglie eterosessuali?" (Nella foto, Eldorado Nuova Apertura, mostra contro l'omofobia al Caffé Letterario Bizzeffe di Firenze, maggio 2006).

Nella sezione Club

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Il valore della parola data

3 giugno 2006
Non vi è niente di più vicino al male che il mancato rispetto della parola data. L'ingiustizia, la prevaricazione, la violenza hanno origine nel tradimento della promessa, che è l'aspetto sacro e universale della parola. Quando ci facciamo garanti della parola di un altro, ci assumiamo piena responsabilità di quanto promesso. Recentemente mi sono trovato di fronte a questo dilemma: adempiere alla promessa di una persona di cui mi sono fatto garante, nonostante quella promessa fosse stata tradita o   lavarmente le mani - tenendo conto che mantenere quell'impegno avrebbe comportato per me un enorme sacrificio - gettando interamente la colpa sul debitore inadempiente?

Ho scelto la prima via, quella virtuosa, ricordando contemporaneamente al fedifrago, non senza durezza, il valore supremo della parola pronunciata, che equivale a un giuramento. Nell'ebraismo la parola equivale all'onestà, all'integrità e al concetto supremo di giustizia, che deve essere esercitata senza eccezioni nella vita quotidiana. L'uomo ha l'obbligo di mantenere il proprio impegno e di prestare la massima attenzione alle proprie parole. Si può affermare che la parola è il principio primo dell'ebraismo. Rashi (nel dipinto) distingue due "spiriti" diversi della parola: lEmor e leDabber . LEmor (dire) è un'espressione familiare e bonaria del parlare. LeDabber è il parlare che deriva dalla legge: la promessa, l'impegno, la parola data: quella che non deve mai essere ritratta. R.M.

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Rivelazione

Il fulmine è una Forchetta gialla
Da Tavole celesti
Caduta e da incerte dita
La tremenda posata

Di manieri mai del tutto svelati
E mai completamente nascosti
L'Apparato dell'Oscurità
All'ignoranza è rivelato -

Emily Dickinson (trad. Roberto Malini)

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Roberto Malini dona "Le 100 Anne Frank" al comune di Belgirate, nel cui consiglio siedono i neonazisti

31 maggio 2006
A Belgirate (Verbania), sul lago Maggiore il Movimento nazionale socialista dei lavoratori Nsab-Mins, dichiaratamente neonazista, ha ottenuto, dopo il voto alle amministrative, ben quattro consiglieri: Osvaldo Carmellino, Alice Siragusa, Antonio Ferdinando Palillo e Massimo Torrioni. Sono stati sufficienti 23 voti (in paese hanno votato in 287) per conseguire un risultato che desta grande preoccupazione. Il Movimento, razzista e antisemita, si ispira all'ideologia di Hitler. Il suo leader afferma che l'Olocausto non si è mai verificato, che i campi di sterminio sono una leggenda nata dopo il 1948 e che le vittime ebree "sono solo presunte". Il sindaco uscente, Giorgio Pollini, si è riconfermato con il 92% dei voti. A lui Anne's Door ha inviato in omaggio una copia del saggio di Roberto Malini "Le 100 Anne Frank", con l'invito a leggerlo e soprattutto a consigliarne la lettura ai quattro neonazisti che siederanno nel suo consiglio. La dedica recita le seguenti parole: "Al comune di Belgirate e agli uomini che rappresentano in consiglio i cittadini di una zona funestata dall'Olocausto, il Verbano, dove, fra il 15 e il 23 settembre 1943 le SS arrossarono le acque del Lago Maggiore con il sangue di oltre 50 innocenti, assassinati perché ebrei. Nessuno, neanche chi è accecato dall'odio razziale, può cancellare anche uno solo dei milioni di nomi di martiri della Shoah. Roberto Malini".

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Ad Auschwitz, sotto l'arcobaleno

31 maggio 2006
Anne's Door riceve ancora un intervento della scrittrice Mariapia Bernicchia riguardo al viaggio del pontefice in Polonia, nei luoghi della Shoah.
E' un evento su cui è utile soffermarsi, perché sintomatico dell'incapacità che hanno i potenti, nella nostra epoca, di trascendere le ideologie di fazione per recuperare l'universalità dei valori. Nella sezione Club

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Considerazioni sul discorso di papa Ratzinger pronunciato a Birkenau

30 maggio 2006
E' stato un discorso preparato, scritto e tradotto in varie lingue, quindi pesato e soppesato, non è stato un discorso a braccio al quale si possono concedere sbavature.

Considerazioni personali

Primo: l'analisi storica che ha fatto del nazismo è stata assolutamente riduttiva e assolvente. Sembrerebbe essere stato un uso e un abuso del popolo tedesco e non una catastrofe apocalittica alla quale buona parte del popolo tedesco ha aderito e partecipato con totale obbedienza, con scarso spirito critico e con troppo leggero senso di colpa.

Secondo: non ha calcato sufficientemente sulla presenza ebraica fra i milioni di morti. Ha parlato al mattino di 6.000.000 di morti polacchi di cui 3.000.000 erano ebrei. Questo ha detto al mattino, ma ha ripetuto, per ben due volte il nome di Edith Stein e di padre Kolbe   tralasciando i milioni di morti senza nome....Nel pomeriggio, all'interno di Birkenau sarebbe stato doveroso il ricordo che lì, a Birkenau, sono stati sterminati soprattutto ebrei, che Birkenau è stato aperto proprio per lo sterminio di massa, per la "soluzione del problema ebraico". 
All'interno di Birkenau avrei preferito una semplice e chiara lezione di storia a tanti voli di filosofia!!!
Terzo e secondo me, punto di importanza epocale: papa Ratzinger ha perso l'occasione di far vibrare le corde del cuore, avrebbe poturo recitare a Birkenau il salmo in ebraico in memoriam di tutti i bambini ebrei e Rom sterminati lì.
Non so quanti bambini Rom sono stati sterminati a Auschwitz.
So che 220.000 bambini ebrei sono entrati a Auschwitz Birkenau
219.960 sono diventati cenere.
Solo 40 di quei bambini sono tornati.
....Sotto i   piedi di chi cammina nel lager di Birkenau si nascondono perle di cenere di vite spezzate.
Janusz Korczak, credo direbbe, ieri, a Birkenau, non si è sentito abbastanza il cuore! Mariapia Bernicchia

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La Germania di Hitler fu colpevole di genocidio

30 maggio 2006
La visita di Benedetto XVI ad Auschwitz, al termine del suo viaggio in Polonia, è stata un'occasione perduta ed è bene rilevarlo, perché ci saranno altre occasioni, altri momenti in cui capi religiosi e politici renderanno omaggio ai milioni di innocenti assassinati dai tedeschi di Hitler e dai loro complici. La verità storica, i numeri del massacro devono venire prima di tutto. "Tirarsi fuori", se si hanno responsabilità, è un atto inutile e vile che finisce col mancare di rispetto alla memoria e sminuire l'eroismo dei pochi giusti. Uno dei fondamenti dell'educazione alla Shoah è proprio il riconoscimento del crimine dell'indifferenza, che è sorella gemella della complicità ed equivale a omertà e tacito accordo. Se giudichiamo "innocente" il popolo tedesco che esaltò e seguì Adolf Hitler nella "sua battaglia" , vuol dire che non abbiamo appreso niente dalla lezione della Storia e che altri Olocausti si susseguiranno all'infinito, in seno a società "innocenti" come quelle che consentirono il massacro degli ebrei, dei Rom, degli omosessuali, dei testimoni di Geova, degli obiettori di coscienza, degli stranieri, dei dissidenti, dei cosiddetti "asociali". Nessun dittatore, nessun gerarca potrebbe organizzare e mettere in atto lo sterminio di milioni di esseri umani senza la complicità di altri milioni di esseri umani. Riconoscere questa verità innegabile è un principio primo, una condizione basilare per celebrare la memoria del'Olocausto o anche solo per parlarne. R.M.

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Olocausto: Ratzinger assolve i tedeschi di Hitler

Benedetto XVI ha ricordato ad Auschwitz, da un podio vicino al Crematorio II, le vittime della Shoah. "Perché Signore hai taciuto?" si è chiesto, "perché hai potuto tollerare tutto questo? Non possiamo scrutare il segreto di Dio, vediamo solo frammenti e ci sbagliamo se vogliamo farci giudici di Dio e della storia".

Il pontefice ha espresso dolore per i martiri e orrore per lo sterminio. Il suo discorso, però, ha cercato di sottrarre il popolo tedesco alle responsabilità della Storia: "Io sono qui oggi come figlio del popolo tedesco, figlio di quel popolo sul quale un gruppo di criminali raggiunse il potere mediante promesse bugiarde... un popolo usato ed abusato come strumento della loro smania di distruzione e di dominio".   Il popolo tedesco portò Hitler al potere, collaborò alla messa in atto dell'Olocausto, beneficiò degli espropri delle proprietà dei deportati. La Hitlerjugend , in cui Ratzinger militò, cantava inni ispirati all'odio antisemita (uno di tali inni è riportato, in parte, nello straordinario film di Agnieszka Holland Europa Europa ) e partecipava a spedizioni punitive contro le minoranze invise al nazismo, con pestaggi e uccisioni. Gli altri, i grandi, acclamavano il loro condottiero quando gridava a chiare parole il suo odio contro ebrei, zingari, omosessuali, dissidenti. Ratzinger sbaglia. Non fu certo usato, quel popolo, ma - salvo pochi "Giusti fra le nazioni" - partecipò consapevolmente alla Soluzione Finale e nessuno ha il diritto di lavare le mani tedesche dal sangue delle vittime. Roberto Malini

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Aborto e dichiarazione dei diritti umani

"Ad ogni individuo di sesso femminile spetta il diritto e la libertà di abortire ovvero di togliere la vita a un embrione umano in gestazione nel proprio grembo entro il periodo che intercorre fra l'atto del concepimento e il suo sviluppo entro un periodo di tre mesi".

E' in atto una consultazione all'interno di Amnesty International per decidere se il diritto all'aborto debba essere inserito a pieno titolo fra quelli previsti dalla Dichiarazione universale dei diritti umani . Personalmente, sono assolutamente certo che i diritti dell'uomo abbiano valore solo se si rivolgano alla tutela della vita. Considerare inalienabile facoltà dell'uomo un'azione che percorre il senso inverso e conduce alla soppressione della vita significherebbe togliere senso sia al termine "diritto" che a quello "umano". Questo, al di là della questione morale relativa all'inizio della vita dell'uomo, anche se la scienza non ha dubbi riguardo al fatto che nel momento in cui lo spermatozoo, con i suoi 23 cromosomi, si unisce all'ovulo femminile, che possiede un ugual numero di cromosomi, il risultato è costituito dai 46 cromosomi caratteristici dell'essere umano completo. Roberto Malini

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Impedito il primo Gay Pride a Mosca

Mosca. Una "santa alleanza" composta da naziskin , vecchie babushke , poliziotti, cristiani ortodossi, musulmani ed ebrei ha impedito lo svolgimento del primo corteo gay in Russia. L'attivista Nikolaj Alekseyev è stato arrestato prima ancora che potesse mettersi alla testa della sfilata, composta da duecento persone.

Sotto gli occhi delle autorità, i rappresentanti di movimenti gay provenienti da Germania, Francia, Italia e altri stati sono stati minacciati, insultati e - nei casi estremi, come quello del deputato verde tedesco Volker Beck - picchiati a sangue. A.B.

Nella foto di Malini e Gamero, l'Eldorado, simbolo della perseuzione contro gli omosessuali.

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Smettere di fumare all'inglese

Inizia nel Regno Unito una nuova iniziativa contro il fumo. Il governo propone ai cittadini 42 immagini che mostrano con crudo realismo i danni causati dalla sigaretta. 14 fotografie verranno stampate sui pacchetti di sigarette. Anne's Door fa propria la campagna e invita i fumatori ad osservare alcune di quelle immagini e a riflettere se sia il caso di gettare via la propria salute e la propria vita in cambio di qualche effimero e illusorio momento di relax o non, piuttosto, di gettare via per sempre il pacchetto di sigarette. R.M.

Guarda i danni del fumo

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Hadita, Iraq: un altro crimine di guerra

Il Pentagono riconosce le gravi responsabilità americane nel massacro di Haditha, nella provincia sunnita di Anbar in Iraq, già definito "la nuova My Lai" in riferimento alla strage di civili vietnamiti perpetrata da militari Usa nel 1968. Il 19 novembre 2005 dodici marines, guidati dal sergente Frank Wuterich, hanno trucidato a sangue freddo, durante una caccia all'uomo indiscriminata durata cinque ore, ventiquattro civili iracheni, fra i quali undici donne e bambini. L'azione criminale avvenne in reazione all'esplosione di un ordigno posto da guerriglieri sul ciglio di una strada, che esplodendo aveva ucciso il caporale Miguel Terraza. A.B.

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Il papa tedesco in Polonia su ceneri ebree

Potessi suggerire qualcosa a papa Ratzinger gli direi di scegliere per il suo discorso ufficiale da tenere a Auschwitz un lungo, profondo, tremendo silenzio. Lo pregherei di non andare a cercare parole, non ci sono parole di spessore, di portata, di tale grandezza che possano essere pronunciate.

Gli chiederei di scendere dalla macchina papale e di andare a piedi fino a Birkenau, di andare avanti da solo fino in fondo a quell'Inferno, di arrivare dove ci sono le fosse comuni, di coricarsi a braccia aperte su quel prato troppo verde e di piangere. Le sue lacrime varrebbero più di mille encicliche, di parole di circostanza, sarebbero un balsamo sulle ferite dei sopravvissuti. Se proprio deve scegliere di parlare, allora a gli consiglierei di scegliere l'ebraico. Mariapia Bernicchia

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MixedMedia: miracolo digitale a Milano

Dal 25 al 28 maggio 2006 si svolge a Milano la prima edizione di MixedMedia, appuntamento con la New Media Art e la cultura elettronica. Nell'Hangar Bicocca, vicino all'opera poderosa di Anselm Kiefer I sette palazzi celesti , il pubblico ammira installazioni multimediali, software e video art, architetture digitali, performance audiovisive elettroniche.

Di fronte alle immagini del film Dear Anne , i visitatori si meravigliano: lì i pixel sono particelle del linguaggio universale e potente dell'arte e i luoghi e i personaggi che rinascono fanno battere il cuore. Picciau ha raccontato la genesi di questa formidabile avventura digitale; Malini ha riassunto la magia di 20 anni di computer art e di esperienze digitali nel mondo delle idee, sospeso fra la realtà fisica e quella metafisica. MixedMedia risponde così a chi cerca risposte leggendo tutti i futuri possibili non più all'interno di una sfera di cristallo, ma di schermi altrettanto profetici. Nella sezione Eventi

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Infinito 2006

Si può "tradurre" Leopardi, per renderlo attuale, vicino alla sensibilità dei ragazzi? Lo studioso Amedeo Quondam, che a volte ha intuizioni formidabili, pensa di sì. Nella forma del canto poetico, si nasconde l'anima del poeta, che non ha tempo. E i ragazzi si incantano, davanti a quella grande anima...

Amo questa collina, solitaria come la mia vita.
E questa siepe che mi impedisce di vedere
tutto l'orizzonte, è come un sipario aperto
sul lontano palcoscenico del mondo,
dove l'umanità recita da sempre la sua Storia.
Ogni tanto mi siedo qui e contemplo
lo spettacolo della realtà,
non con lo sguardo, ma - chiusi gli occhi -
con un senso sottile, quello dell'intuizione.
Ed ecco che vedo distese senza confini e vedo,
sì, vedo la sagoma soprannaturale del silenzio
e l'ombra antica della pace, fantasmi spaventosi
che mi stringono il cuore con gelide dita.
Vedo, e ascolto - chiudendomi le orecchie con le mani -
la vera voce del vento che si insinua fra gli alberi,
identica al silenzio. In quella nota, che è il canto dell'eterno,
l'eco dei giorni morti si fonde al grido del presente,
che è pura vita. E come l'universo, la mia anima si espande,
annega dolcemente nella luce.

Giacomo Leopardi (trad. Roberto Malini)

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Gli ebrei devono portare la stella

I bei tempi finirono nel maggio 1940; prima la guerra, l'invasione tedesca, poi cominciarono le sventure per noi ebrei.
Le leggi antiebraiche si susseguivano l'una all'altra.

Gli ebrei debbono portare la stella giudaica.
Gli ebrei debbono consegnare le biciclette.
Gli ebrei non possono salire in tram.
Nella sezione Club

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La Campana

La Campana nella torre selvaggia
Raccontava le alate novità -
Quel che può raggiungerci
E quel che se ne va,
E intanto il Mondo va avanti!

Da Emily Dickinson (versione Roberto Malini)

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Quando l'amore fa male

23 maggio 2006
L'uomo che ama se stesso, si pone sopra tutti gli altri ed è disposto ad annichilirli, pur di preservare la supremazia del sé, oggetto esclusivo d'amore.

L'amor proprio, nel pensiero leopardiano, distrugge il singolo, ponendolo contro l'intera società, e distrugge la società, negando il valore del bene comune. Nella sezione Arte e cultura

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Anne in the Sky simbolo del dialogo in Medio Oriente

23 maggio 2006
Il dramma teatrale Anne in the Sky , opera di Roberto Malini e Angelica Calò, prodotto da Andrea Jarach e rappresentato dai Ragazzi dell'Arcobaleno , ha ottenuto uno straordinario successo di pubblico e critica in Israele. La soirée al celebre teatro Tsavta di Tel Aviv ha consacrato la giovanissima compagnia di recitazione e danza come una delle realtà più promettenti del teatro nello stato di Israele.

Il convincente messaggio di pace e convivenza che propone (la compagnia è formata da ragazzi ebrei, arabi e cristiani che lavorano in perfetto affiatamento) è portato ad esempio da importanti personalità della politica e della cultura israeliane, che vedono nel dialogo e nella volontà di costruire insieme la pace le sole "armi" efficaci per risolvere la situazione israelo-palestinese. Il Network of Organizations for Jewish-Arab Coexistence in Israel , creato nel 2002 per promuovere la cooperazione fra ebrei e arabi e presieduto da Rabbi Michael Melchior - già ministro nel governo Barak e nel recente governo di unità nazionale - patrocina la pièce teatrale, "libera interpretazione del Diario di Anne Frank", come un vero e proprio simbolo della coesistenza fra i popoli che vivono in Medio Oriente. A.B.

Nella foto, Rabbi Michael Melchior.

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Assolti a Pisa i "disobbedienti" contro la guerra

La mattina del 22 maggio 2006 il Giudice di Pace di Pisa ha emesso la
sentenza che, come già successo in passato per fatti analoghi, ha
accolto l'opposizione dei manifestanti: completamente annullate le
multe per un totale di 45.000 euro comminate ai disobbedienti che hanno
partecipato a una manifestazione contro i carichi di armi provenienti
dal porto di Livorno e diretti alla base USA di Camp Darby, materiale
trasportato per essere impiegato in teatri di guerra come l'Iraq.
La sentenza ribadisce il nostro diritto costituzionale a manifestare e
a disobbedire contro una guerra ingiusta e disumana che ancora oggi, a
tre anni dalla fine dichiarata da Bush, si fa sentire coi suoi
quotidiani bollettini di morte. La prefettura continua a denunciarci per migliaia
di euro e per i reati piu' improbabili (ricordiamo lo "spionaggio militare" di cui siamo
accusati per una manifestazione all'aeroporto di Pisa), ma ogni giudice
risponde smontando i teoremi accusatori. In tutta Italia, per azioni simili a
quella per cui siamo stati assolti, molte persone sono state condannate.
Azioni che sono sempre state sostenute da un movimento sociale,
dalle occupazioni di case sfitte a quelle di autoriduzione o contro la guerra.
Per tutte queste persone, a cui ci sentiamo vicini, chiediamo
l'amnistia per i reati sociali. Condannare qualcuno per una
manifestazione politica lede i piu' elementari diritti civili sanciti
dalle convenzioni internazionali sui diritti dell'uomo nonche' dalla
nostra Costituzione.

Laboratorio delle disobbedienze Rebeldía

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Il Codice da Vinci, allegoria del libero pensiero

Il Codice da Vinci è un buon film, ma solo se lo spettatore vi assiste tenendo conto che si tratta di un'opera di fantasia. Come il romanzo di Dan Brown, la sceneggiatura è costruita sulla base di un pastiche storico, ove gli indizi non sono "tratti", ma semplicemente "ispirati" a documenti del passato. Le incongruenze e le inesattezze storiche e iconografiche sono infinite, a partire dall'interpretazione dell' Ultima Cena , in cui alla destra del Cristo apparirebbe Maria Maddalena, presunta compagna del Redentore.

Il personaggio più giovane del capolavoro leonardesco è in realtà, senza ombra di dubbio, San Giovanni, in   abiti maschili ed effeminato - o meglio "dionisiaco" - come il Battista dipinto dallo stesso Leonardo in Francia fra il 1513 e il 1515. In un'ottica più precisamente iconografica, si potrebbe allora interpretare un nuovo codice vinciano, in cui il Graal rappresenterebbe - come l'idolo Baphomet dei Templari - l'androginia, il matrimonio alchemico e... quello gay , così inviso alla chiesa. Tornando al film di Ron Howard, accettata la premessa che non si tratta di un film storico, ma di un giallo "fantateologico", è opera godibile e intrigante. Il suo messaggio più forte, se proprio se ne debba trovare uno, è l'invito a rileggere le vicende della storia - anche quella religiosa - senza farsi vincolare da tabù o ipse dixit di alcun genere. Il Codice da Vinci è, in questo senso, un'allegoria del libero pensiero. R.M.

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Alla ricerca del bene

Che cos'è il bene? Me lo chiede una giovanissima studentessa che ama la poesia e la filosofia. "E' 'non fare' il male? E' il perdono? E' Dio?". Che grande, terribile, meravigliosa domanda! Se la pongono i ragazzi, mentre i grandi affidano la risposta alla religione, alla politica, alla morale comune. Tutti - o quasi tutti - ritengono di essere buoni, di seguire la via del bene o quantomeno di fare del proprio meglio. E allora perché, si chiedono i più giovani, il mondo sembra dominato in realtà da egoismo, ingiustizia, indifferenza, ipocrisia e violenza? Secondo Platone i veri buoni sono visti dai più come forsennati o invasati.

Se il bene coincide con la vita, come si fa ad attribuirgli un colore, una fazione, una legge? Se il bene coincide con giustizia e armonia, come si fa a poggiare una pietra su un piatto o sull'altro della bilancia che ne è il simbolo? Se il bene è divino, antico e misterioso come l'universo stesso, come segnarlo con un nome o un numero? Il bene è uno? No, il bene è infinito! Ai giovani mi sento di dire che il bene è scandaloso e non riceve amore in cambio dell'amore. E' ribellione, disobbedienza, diversità, sfida, raccolta, ribaltamento delle norme. E alla domanda conseguente: dove cercare, allora, coloro che fanno il bene, i buoni? cosa si può rispondere? Non in sale e salotti, non in aule o camere. Non fra coloro che la maggioranza stima come persone ineccepibili, dal contegno esemplare. I buoni vivono dove c'è dolore e dove i valori sono capovolti. Sono nei luoghi in cui la vita e la verità gridano. Sembrano forsennati o invasati e hanno un "segno" segreto che solo i loro simili possono riconoscere. R.M.

Nella foto: Roberto Malini, "La raccolta".

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La porta della memoria

Perché i nazisti costrinsero gli ebrei a portare sugli abiti una Stella di Davide gialla? Quale fu l'episodio più glorioso della resistenza ebraica contro i tedeschi, durante la Seconda guerra mondiale? Quali autori incorsero nella censura nazista e videro le proprie opere bruciate sulla Obernplatz di Berlino? Mariapia Bernicchia, autrice del libro I 20 bambini di Bullenhuser Damm e collaboratrice di Anne's Door ha aperto un blog per rispondere a queste e altre domande: www.laportadellamemoria.blogspot.com

"E' un modo semplice di fare storia," spiega l'autrice, "ricco di ricordi, di brevi cenni, di spunti. Non vuole essere niente di pretenzioso, ma solo un legame fra ieri e oggi".

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Qualcosa di Leopardi

Nei Canti e nei pensieri filosofici di Giacomo Leopardi non c'è spazio metafisico. Le sue immagini ideali del mondo e dell'infinito, non sono che sublimi spazi fisici.

Il sembiante della realtà, nel suo animo, fu sempre mutilo dei tentacoli che stanno in genere attorno alla mente: le illusioni, membra della cieca speranza. Nella sezione Arte e cultura

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Anne in the Sky trionfa a Tel Aviv

19 maggio 2006
Il dramma in Teatro Danza Anne in The Sky , di Roberto Malini e Angelica Calò, fortemente voluto e prodotto da Andrea Jarach, interpretato dai giovani e bravissimi artisti del Teatro dell'Arcobaleno è attualmente rappresentato con grande successo in Israele, al Teatro Tsavta di Tel Aviv.

Il pubblico è entusiasta e al plauso generale si è unito quello del nuovo Ministro dell'educazione, che si è commosso davanti alla rappresentazione simbolica della vita di Anne Frank. Nella sezione Eventi

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Una Corda

Un Filo non ti salverà da un Abisso
Ma lo farà una Corda -
Però una Corda come Ricordo
Non si addice -

Ma ti dico che ogni passo è un Solco -
E ogni fermata un Pozzo -
Ora vorresti la Corda o il Filo?
Prezzi modici -

Emily Dickinson (trad. Roberto Malini)

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L'arte a Firenze ricorda l'Olocausto dei "triangoli rosa"

19 maggio 2006
Presso il Salotto Letterario Bizzeffe-Vallecchi di Firenze, la sera del 17 maggio si è tenuta la vernice della mostra fotografica Eldorado Nuova Apertura . Gli artisti Roberto Malini e Steed Gamero hanno illustrato al pubblico il significato artistico, storico e umano del progetto.

"Nel celebre cabaret dell'Eldoradosi esibirono le più grande stelle dell'epoca, da Marlene Dietrich a Paul O'Montis" ha ricordato Malini. "Quest'ultimo era autore di canzoni e celeberrime, diffuse in tutto il mondo dalla casa discografica Odeon. Paul, però, era gay... Nella sezione Eventi

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Quaranta lapidi

Quaranta lapidi vacillano
sulla pace del cimitero ebraico:
chi vuole che si sveglino
e muoiano ancora una volta,
schiacciati dalla pietra,
i morti ebrei?
Quaranta lapidi cadono
nel silenzio del cimitero ebraico;
i defunti si destano e chiedono:
"Chi turba il nostro riposo?"
Dal profondo della terra,
le loro voci salgono
all'orecchio del cielo,
che le ascolta.
Quaranta lapidi giacciono
sulla terra del cimitero ebraico,
ma sotto il cielo muto
sono i vivi che non si destano
e non pensano a quello che fanno.

Roberto Malini

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Il cuore dell'Eroe

Nessuna malattia tocca l'Eroe
E nessun Dardo
Né il Dubbio della prossima Scena,
Ma un Cuore che rimanda -

Emily Dickinson (trad. Roberto Malini)

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Voci nella notte a Recanati

15 maggio 2006
Sabato 20 maggio 2006 dalle ore 21 si terrà a Recanati presso il Centro mondiale della poesia e della cultura, ingresso Centro studi leopardiani il recital "Voci - nella notte dei musei", letture poetiche con Francesco Scarabicchi e Norma Stramucci.

Interventi musicali dell'ensemble "I Lanafina": Elisa Buontempo (voce), Simone Giorgini (contrabbasso), Matteo Corvatta (voce), Luca Giardini (tromba e flicorno), Giacomo Tombesi (chitarra). Ospite d’onore Esther Badin della Cattedra Leopardiana dell’Università di Buenos Aires.

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Un cuore feroce

Chi ha un'anima fredda dentro di sé,
antica e dura come i ghiacci dell'Antartide,
è un uomo senza luce negli occhi e non vede
che il dono prezioso dell'amore
appartiene a chi ama.

Chi ha uno spirito arido dentro di sé,
sterminato come il Sahara,
ma abbandonato dal principio eterno del vivere,
vede sabbie assetate dove ci sono limpide fonti
e prova vero odio per il vero amore,
quello che non è incatenato alla norma
e che è dolce e divino, non debole.

Chi ha un cuore feroce dentro di sé,
si chiami Himmler, Vaernet,
Kaczyinski o Ratzinger,
cospira contro il canto della vita
che unisce le creature che si amano.

Roberto Malini

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Gli storici Gerard Koskovich e Louis-Georges Tin sostengono la mostra di Malini e Gamero

Il sociologo e scrittore Louis-Georges Tin, autore del Dictionnaire de l'homophobie e ideatore dell'IDAHO ( International Day Against Homophobia , in italiano "Giornata mondiale contro l'omofobia") scrive a Francesco Piomboni e Matteo Pegoraro dell'Arcigay Firenze, complimentandosi   per il valore artistico, storico, sociale e umano della mostra Eldorado Nuova Apertura, il cui Vernissage si terrà a Firenze presso il Caffè Letterario Bizzeffe il prossimo 17 maggio.

Contemporaneamente lo storico Gerard Koskovich, conosciuto e rispettato in tutto il mondo per le sue ricerche sulla storia omosessuale e in particolar modo sulla persecuzione attuata dai nazisti contro i "triangoli rosa", membro direttivo del Mémorial de la Déportation Homosexuelle (Parigi) e della GLBT Historical Society (San Francisco), invia un messaggio a Roberto Malini e Steed Gamero, offrendo il suo sostegno, il patrocinio degli importanti istituti che dirige e del portale www.triangles-roses.org. Nella sezione Eventi

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Maggio, mese di sogni, colori e speranza

13 maggio 2006
Il raccontino di Elena la fata è terminato. L'ho ricopiato in bella carta da lettere, decorato con inchiostro rosso, e ho cucito insieme i fogli.

Si presenta bene, ma non è un po' poco per il compleanno di papà?... Oh, Kit, che bel tempo, se potessi uscire!

Era martedì 9 maggio 1944. Continua nella sezione Anne's World

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India dell'est

Il mio occhio è più colmo del mio vaso -
Il suo carico è - Rugiada -
Il Cuore - poi - è più grave dei miei occhi -
India dell'est - per te!

Emily Dickinson (trad. Roberto Malini)

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Save the Children. Bambini che nascono e muoiono in un giorno

10 maggio 2006
Il panorama delle organizzazioni che promuovono la tutela dei diritti umani è desolante. Il Consiglio dei diritti umani dell'Onu accoglie paesi come Cina, Nigeria, Cuba, Arabia Saudita, Pakistan, dove esistono i più gravi e reiterati abusi sui cittadini. Save the Children , l'ente non governativo che si pone a baluardo dei diritti dell'infanzia sembra un'eccezione alla regola. E' grazie ai suoi rapporti che tornano a galla ogni anno le condizioni di vita dei bambini e le vessazioni cui sono sottoposti. Dopo gli orrori della Liberia, nei cui campi profughi caschi blu e personale umanitario commettono da anni abusi sessuali su minorenni, Save the Children denuncia il dramma delle aspettative di vita dei neonati nel mondo.

Due milioni di bambini muoiono nelle prime 24 ore di vita. "Solo un piccolissimo numero di neonati nei paesi poveri riceve cure e assistenza appropriate durante questo periodo così delicato," dichiara Carlotta Sami di Save the Children "mentre semplici precauzioni e misure sanitarie che da noi diamo per scontate, potrebbero fare la differenza fra la vita e la morte per questi bambini". La situazione più drammatica è quella dei paesi dell'Africa subsahariana. Altri due milioni di neonati, sempre a causa dell'impossibilità di ricevere una minima assistenza sanitaria, muoiono entro un mese dalla nascita. Il Rapporto sullo stato delle madri nel mondo pubblicato dall'organizzazione umanitaria pone ai primi posti dell'elenco dei paesi in cui le mamme e i loro bambini vivono meglio i paesi scandinavi, agli ultimi le nazioni dell'Africa subsahariana. Il tasso di mortalità alla nascita in Liberia è il più alto nel mondo. R.M.

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Giacomo Leopardi e l'ebraismo

10 maggio 2006
Giacomo Leopardi scrisse nello Zibaldone: "La nazione Ebrea così giusta, anzi scrupolosa nell’interno, e rispetto a’ suoi, vediamo nella scrittura come si portasse verso gli stranieri.

Verso questi ella non avea legge; i precetti del Decalogo non la obbligavano se non verso gli Ebrei: ingannare, conquistare, opprimere, uccidere, sterminare, derubare lo straniero, erano oggetti di valore e di gloria in quella nazione (...)" Nella sezione Arte e cultura

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Oggi è il giorno ideale per amare

Oggi è il giorno ideale per amare,
perché ieri è solo un pensiero
e domani, un'idea.
Oggi lo puoi toccare
allungando una mano,
il sogno.
Oggi sono così vicini e in luce
il sorriso del mondo, la sua tenerezza.
Ora, ora è il momento giusto
per dire "ti amo" a chi amiamo,
perché un momento fa
eravamo distratti e fra un momento,
avremo perso l'attimo.

Roberto Malini

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Silenzio

Il Silenzio è tutto ciò che paventiamo.
C'è Riscatto in una Voce -
Ma il Silenzio è Infinito.
Non possiede una Faccia.

Emily Dickinson (trad. Roberto Malini)

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Fotografare l'Olocausto. Intervista a Steed Gamero

A cura di Alfred Breitman. In occasione della mostra fotografica Eldorado Nuova Apertura, che racconterà - attraverso un percorso artistico costituito da venti immagini - la persecuzione e lo sterminio degli omosessuali in Germania sotto il regime nazionalsocialista, ho posto alcune domande al giovanissimo fotografo peruviano (ma ormai italiano di adozione) Steed Gamero.

Domanda : Inanzitutto, complimenti. Le foto che tu e Roberto Malini esporrete a Firenze sono evocative ed emblematiche. Il loro linguaggio estetico ci riporta alla città di Berlino durante gli anni '20 e '30: la Bauhaus, l'espressionismo maturo, l'apertura a ogni stile di vita da parte di una società che guardava al progresso, le idee di Magnus Hirchsfeld. Come è nata l'idea della mostra?

Risposta : Sono interessato all'Olocausto, a cui mi sono avvicinato grazie all'amicizia con Roberto Malini, che studia questo argomento da tanti anni, pubblica ricerche, incontra testimoni, va nelle scuole a parlare con i ragazzi. Credo che sia molto importante comunicare ai giovani come me, ma non solo, quello che è successo pochi decenni fa: una persecuzione e un massacro di milioni di esseri umani che non avevano colpe, ma erano diversi rispetto alla maggioranza. Se non eri ariano, cristiano, eterosessuale, disposto a seguire la follia omicida di Hitler, Himmler e degli altri criminalii che governavano la Germania, ti arrestavano e ti spedivano nei campi di concentramento.

Nella sezione Arte e Cultura

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Ragazza rumena incinta espulsa dall'Italia

6 maggio 2006
In questi giorni abbiamo assistito a un episodio di eccezionale gravità:
una giovane donna incinta, di nazionalità rumena, è stata trattenuta in
Questura per un controllo sui documenti, quindi inviata al Centro di
Permanenza di Roma per essere espulsa benchè la legge vieti
espressamente l’espulsione per le donne in stato di gravidanza. Nella sezione Club

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Fra Noi e il Cielo

Perché non sia realmente questo il Cielo
Un Ostacolo è dato
Che misura sempre un Grado
Fra Noi e il Cielo.

Emily Dickinson (trad. Roberto Malini)

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Non puoi

Non puoi spegnere un Rogo -
Una Cosa che si accende
Poi divampa da sola, senza un Alito -
Nella più lenta notte -

Non puoi piegare un'Onda -
E riporla in un Cassetto -
Perché il Vento la scoprirebbe -
E lo direbbe al tuo Pavimento di Cedro -

Emily Dickinson (trad. Roberto Malini)

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Contro l'omofobia, rinasce a Firenze il gay club Eldorado

4 maggio 2006
Di Matteo Pegoraro. Nata su iniziativa di Louis-Georges Tin, curatore del Dictionnaire de l'homophobie (Presses Universitaires de France, 2003), si celebra il 17 maggio di quest'anno la seconda Giornata Mondiale contro l'omofobia.

Sono più di trenta le nazioni che hanno aderito con varie iniziative alla giornata dello scorso anno, e quest'anno il supporto è arrivato anche dal Parlamento europeo, con una Risoluzione sull'omofobia in Europa .

Visions Milano (www.visions.it) e Arcigay Firenze (www.arcigayfirenze.it), in occasione della ricorrenza, hanno organizzato per mercoledì 17 maggio 2006 un evento culturale senza precedenti, patrocinato dal Comune di Firenze e dal Comune di Scandicci : Eldorado Nuova Apertura - Un simbolo di libertà contro il pregiudizio , la mostra fotografica del noto scrittore e sceneggiatore milanese Roberto Malini e del giovanissimo talento peruviano Steed Gamero . Nella sezione Eventi

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Perché si spendono milioni per la guerra...

4 maggio 2006
...e nemmeno un centesimo per l'assistenza medica, per gli artisti, per i poveri?

Perchè gli uomini debbono soffrire la fame, quando in altre parti del mondo si lasciano marcire i cibi sovrabbondanti? Perchè gli uomini sono così pazzi? Nella sezione Club

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Il teaser trailer di Dear Anne nei cinema italiani

Dal 1° maggio il teaser-trailer dell'attesissimo Dear Anne sarà proiettato in ben 700 sale cinematografiche Italiane, grazie al sostegno che Opus Proclama dedica al lungometraggio in digital reality.

Il pubblico avrà modo di scoprire la frontiera del cinema di animazione tridimensionale grazie a cui il regista milanese Dario Picciau sta ricostruendo in ogni dettaglio la città di Amsterdam sotto il giogo nazista e tutti i luoghi in cui visse e morì Anne Frank, una ragazza coraggiosa e intelligente che coltivava il sogno di scrivere, ma che ebbe la sorte di nascere in un'epoca di intolleranza, guerra e crudeltà. Nella sezione Cinema

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Appello contro il genocidio nel Darfur

Il genocidio di impronta razziale che si sta consumendo nel Darfur non ha ancora fine. E' uno sterminio perpetrato dagli arabi musulmani bianchi contro i musulmani neri.

I rifugiati in Europa non hanno potuto testimoniare i crimini contro bambini (nella foto, due orfane del Darfur), donne e uomini perché spesso sono stati oggetto di ulteriori discriminazioni (gravissimo ed esemplare l'episodio dei "Profughi di via Lecco" a Milano). Ecco l'appello del popolo del Darfur. Nella sezione Club

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Come l'alba

Dal Diario di Anne Frank, venerdì, 28 aprile 1944: "Peter saprà di avere due Anne davanti a sè? C'è sempre un problema che mi assilla: "E' bene? E' bene che io ceda così presto, che io sia tanto veemente e bramosa? Posso lasciarmi andare così, io, una ragazzina?" Nella sezione Club

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Nazionalisti e cristiani ortodossi assediano un club gay a Mosca: "Non vogliamo questi scarafaggi"

1 maggio 2006
Vi è molta attesa a Firenze per le iniziative legate alla Giornata mondiale contro l'omofobia, di cui forniremo presto ampie informazioni. La discriminazione e gli atti di intolleranza contro le persone omosessuali sono fenomeni che il progresso sociale non riesce a lasciarsi alle spalle. Movimenti nazionalisti come la Lega o i partiti di estrema destra si nutrono anche in Italia di proclami omofobi, che identificano nel "diverso" il nemico di una società umana basata sull'uniformità, l'obbedienza alle regole e l'ordine. In molti paesi islamici l'omosesualità è ancora un reato che può essere punito anche con la pena capitale.

Il 30 aprile in Russia il movimento ultranazionalista Unione di tutte le Russie ha organizzato un vero a proprio assedio a un club gay di Mosca in cui si teneva una festa. I militanti di estrema destra, insieme a decine di fedeli della Chiesa ortodossa, hanno manifestato odio e intolleranza verso i gay e le lesbiche che partecipavano al festoso raduno. "Russia senza pederasti. No al peccato sodomita" gridavano gli intolleranti a chi entrava o usciva dal club. Prima del'intervento delle forze dell'ordine, un uomo è stato picchiato brutalmente. Il nazionalista Igor Artiumov ha dichiarato: "Protestiamo contro questo peccato che non deve proliferare, contro le loro orge, contro questi sodomiti che strisciano come scarafaggi". R.M.

(Foto: Paul O'Montis , di Roberto Malini e Steed Gamero. Paul O'Montis, celebre cabarettista degli anni '30, omosessuale, fu assassinato dai nazisti nel lager di Sachsenhausen).

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Vuoto

Prima che Lui venga, Noi pesiamo il Tempo,
È Grave, ed è Lieve -
Quando Lui se ne va, Una Vacuità
È il Carico maggiore -

Emily Dickinson (trad. Roberto Malini)

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Abbiamo venduto l'anima alle telecamere

1 maggio 2006
Telecamere a circuito chiuso nelle scuole (presto anche in ogni aula), negli oratori, nei parchi. Telecamere nelle piazze cittadine, agli angoli delle vie, nei giardinetti pubblici. Telecamere impudiche, occhi nudi senza palpebre puntati su un'umanità che ha il terrore degli "altri" e non vuole sentirsi mai sola. Telecamere camuffate: sembrano graziosi lampioncini sospesi su di noi. "Quartiere sicuro": la videosorveglianza raggiunge ogni angolo del territorio umanizzato. Ma quali occhi umani si nascondono dietro quelli "hi tech"? Chi ci osserva, in realtà? Chi osserva i bambini, i ragazzi nelle scuole? Chi registra i nostri movimenti nelle vie delle città, le nostre abitudini, le nostre amicizie, i nostri stili di vita?

Chi spia, nelle piazze e nei giardini, il nascere di simpatie e amori fra ragazzi, i rituali della loro crescita, il mistero della loro vita, della loro (inviolabile) sfera privata? Tutti sembrano gradire gli occhi della tecnologia che - posizionati ovunque, in funzione ventiquattr'ore al giorno - ci perquisiscono, ci analizzano, ci riprendono e conservano le immagini delle nostre vite. Il timore dei pericoli insiti nella vita a contatto con gli altri ci ha indotti a rinunciare alla riservatezza delle nostre emozioni, a offrire a sguardi indiscreti la nostra intimità, la poesia del crescere dei nostri bambini e dei nostri ragazzi, la sacralità dei nostri passi nel mondo, dei nostri sentimenti, dei nostri sorrisi e delle nostre lacrime. E nessuno che si chiede chi divenga proprietario dei film delle nostre vite. R.M.

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