Naufraghi

Con la parola "terra"
l'orizzonte e il silenzio
non li spezzammo mai.
Insieme, resistemmo
fino all'alba,
aggrappati ai relitti
del dubbio e del possibile.

Roberto Malini


-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

L'angoscia

Un'Età troppo lieta si dissolve
E non lascia ricordo di sé -
E' l'angoscia che non ha Penne
O le ha troppo pesanti per volare

Emily Dickinson (trad. Roberto Malini)


-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Intuizione

Colui che disincanti
Un singolo Umano spirito
Dal peccato di irriverenza
È colpevole del tutto -

Tanto innocente quanto un Uccello
Tanto geometrico quanto una Stella
Fino all'inquietante intuizione
Che le cose non siano quello che sono -

Emily Dickinson (trad. Roberto Malini)


-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Salviamo il movimento no-global!

30 agosto 2006
Nel mondo occidentale sette ed estremismi mediatici - insieme alle nuove correnti di "pacifismo violento" (prevalentemente antisionista e antisemita), disinformazione, complottismo e ideologie razziali - si aggregano ai cosiddetti "no-global" diventando parte del tessuto del "movimento" e inquinandone - talora addirittura determinandone - ideali e cultura. Purtroppo "no-global" è un termine generico che si può adattare a molte ideologie come un guanto elastico. In teoria dovrebbe avere un'anima marxista e pacifista e la missione di tutelare le identità locali contro un mondo che diviene poco a poco indistinto nelle tradizioni e controllato dalle multinazionali, dalla sinergia fra il potere politico, quello militare (tecnologico) e quello mediatico, ma... si sta perdendo la strada, accogliendo intolleranza e violenza, diffondendo false verità, puntando il dito contro "capri espiatori" creati ad arte, seminando intolleranza.

Il messaggio "no-global" dovrebbe denunciare la distruzione dei deboli e degli oppressi, sacrificati all'indifferenza di un mondo votato al materialismo. Socrate e Gandhi erano no-global ante litteram, ma non impugnavano catene, mazze, bastoni né si avvalevano di un vocabolario infarcito di insulti, minacce, calunnie, offese pregiudiziali! Difendiamo l'idea di un pianeta non globalizzato riportando alla base del movimento tolleranza, cultura della verità e del dialogo. R.M.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

La verità

"Penso che la vita non abbia molto senso di essere vissuta senza la verità,
che è insieme soggettiva e oggettiva. La verità ci rende unici a questo mondo". Laura
(Nella foto, Lorenzo Bernini, "La verità").


-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Altruismo

Le testimoni che conobbero Anne e Margot Frank nei lager nazisti (fra le quali, a Bergen Belsen, l'olandese Janny Brandles-Brilleslijper) hanno dichiarato che le due ragazze rischiarono più volte la vita e si sottoposero a rinunce per aiutare chi era più debole e sfinito di loro.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Silberbauer, chi era costui?

4 agosto 1944. L’ufficiale delle SS Carl Hans Silberbauer (nella foto) e tre poliziotti olandesi arrestarono Anne Frank e gli altri clandestini.


-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Chinare il capo

Chinare il capo - in apparenza -
E d'incanto, scoprire
Che non era quella l'inclinazione
Della mente immortale -

Concedimi la lieve presunzione
Che in una così folta lanugine -
Tu - pure - divenga simile a Ragnatela
Su un tessuto di Garza!

Emily Dickinson (trad. Roberto Malini)


-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Semi di pace in terra di violenza (il caso Indymedia)

29 agosto 2006
Indymedia - Independent Media Center - è il network in Rete del movimento definito "no-global". Si tratta di un sito che si autodefinisce indipendente, aperto a tutte le voci e pacifista. Nella realtà, promuove il vilipendio dell'Olocausto (ho dovuto protestare a lungo e citando le leggi vigenti per indurre gli owner a cancellare messaggi antisemiti e immagini deformate che irridevano Anne Frank e la Shoah), l'antisemitismo (i testi contro gli ebrei sono innumerevoli), l'istigazione all'odio contro gli ebrei di Israele, il razzismo, l'estremismo islamico. Alcune persone di pace e diritti umani, fra le quali io e una cara amica acquisita proprio attraverso i dibattiti all'interno del sito, ci siamo impegnati per combattere questa cultura dell'odio e dell'intolleranza, pubblicando messaggi civili, improntati al dialogo, in nessun caso offensivi. Grazie alle nostra presenza (combattuta con insulti, calunnie, minacce, pubblicazione arbitraria dei nostri dati personali) è avvenuto, giorno dopo giorno, un piccolo miracolo. Numerosi ragazzi che si definivano "no-global" e che partecipavano senza riflettere ai dibattiti più violentemente antisemiti e intolleranti, grazie al dialogo hanno compreso che all'interno di Indymedia si stanno affermando componenti neonaziste, razziste, filoterroriste, istigatrici a crimini di violenza. Sono così tornati sui loro passi, cercando ancora la via della pace e del rispetto dei diritti umani. Il sito "no-global" (che ormai, come ho già ribadito più volte, è globalizzato capillarmente) e i suoi gestori si sono irritati fino a raggiungere un livello di rabbia incontrollabile, accorgendosi di questo fenomeno virtuoso e censurano ogni messaggio che alluda a questo cambiamento di tante giovani coscienze. Indymedia in Italia e in altri stati si sta spostando pericolosamente su un fronte di intolleranza, pregiudizio e violenza. E' una notizia innegabile - nonostante gli owner non ne vogliano parlare - ed è innegabile che solo i post improntati alla civiltà e al dialogo vengono censurati, se contrari al "regime" del sito, mentre i deliri razziali, le calunnie, le azioni diffamatorie sono tollerati o addirittura evidenziati e sostenuti. La storia insegna che per la stampa e gli altri media di propaganda, è fin troppo facile creare ad hoc una giustificazione alla censura e alla prevaricazione violenta. Se però ci si prende la briga di analizzare i post di qualche mese fa e li si confronta con i più recenti, ci si accorgerà che componenti democratiche, pacifiste e liberiste si sono aggiunte a quelle intolleranti, pregiudiziali, asservite a una politica estremista e vicina al terrore. Sono semi di verità, di pace, di tolleranza che sono stati gettati nel solco e che nessuno potrà rendere sterili. Germoglieranno e porteranno la vita, con i suoi valori, in quello che un tempo - umanamente e moralmente - era un deserto. A.B.


-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Paragonare Israele alla Germania di Hitler è una forma di propaganda antisemita

28 agosto 2006
Ieri spiegavo ad alcuni ragazzi che si definiscono "no global" - ma che preferisco chiamare "pacifisti confusi" - che definire Israele "simile alla Germania di Hitler" è un'assurdità. "Qual è la differenza?" mi ha chiesto uno di loro, interessato come i suoi compagni a capire la realtà mediorientale. "La verità è che esiste un asse composto principalmente dalle organizzazioni estremiste che operano in Iran, Siria, Libano e Palestina il cui obiettivo strategico è quello di eliminare lo stato ebraico dalle carte geografiche. Quest'asse, contemporaneamente, diffonde idee negazioniste riguardo all'Olocausto, per delegittimare - in parte - la liceità della sua fondazione e della sua esistenza". "Perché allora in Europa in molti difendono quest'asse?" mi ha domandato un altro. "Perché l'antisemitismo non muore.Esistono movimenti pacifisti che, purtroppo, dipendono da forze politiche che di pacifico non hanno nulla. Per aggregare energie giovanili devono identificare e additare all'odio collettivo un ipotetico 'cattivo', un ipotetico oppressore del 'proletariato' arabo'.

Tutti sanno che Israele attua una politica di difesa e non ha mire espansionistiche, ma fanno dello stato ebraico il capro espiatorio delle loro lotte". "Sarebbe l'asse, allora, il vero 'cattivo', da paragonare al nazionalsocialismo?" è stata la nuova domanda. "Ragazzo mio," gli ho risposto, "se credi nel valore della pace devi criticare pesantemente la politica bellica di Israele, che eccede in legittima difesa. Però devi aprire gli occhi e considerare che mentre il popolo di Israele vorrebbe convivere pacificamente con i vicini (con alcuni lo fa già), i suoi nemici aspettano il momento giusto per eradicare ogni vita umana ebraica dal territorio del Medio Oriente, con qualsiasi mezzo. Non a caso l'asse diffonde fra i giovani Mein Kampf e i Protocolli dei Savi di Sion". Sono bastate queste semplici parole per aprire la mente dei ragazzi, che hanno compreso quanto sia sbagliato , pretestuoso e antisemita il paragone Israele=nazismo. Lezione terminata. "Ora. però, inizia l'impegno nella vita, perché la pace e la verità sono obiettivi difficili da perseguire, sia al di fuori che all'interno di noi". A.B. (Nella foto: Halutzim, pionieri dello Stato di Israele).

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

L'arresto

4 agosto 1944. L’ufficiale delle SS Carl Hans Silberbauer e tre poliziotti olandesi arrestarono Anne Frank e gli altri clandestini.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

D-Day

Il 6 giugno 1944 iniziò lo sbarco in Normandia. Per molti ebrei olandesi il D-Day fu solo un’illusione.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Il traditore

Un dipendente della Opekta, un vicino di casa, un addetto alle pulizie o un ladro che abbia scoperto casualmente gli otto ebrei nel nascondiglio. Sono le principali ipotesi su chi abbia tradito i Frank.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Giulio Andreotti e gli altri senatori omofobi

28 agosto 2006
Essere contrari ai Pacs significa essere omofobi? Senza alcun dubbio: sì. I Pacs non istituirebbero ancora una forma di parità di diritti fra gay e non, ma sarebbero - comunque - un primo passo verso il riconoscimento delle coppie omosessuali. Durante il Meeting di CL, a Rimini, Giulio Andreotti si è fatto portavoce di tutti i senatori a vita e ha dichiarato: "La maggioranza dei senatori a vita voterebbe no a una legge che istituisca i Pacs e predisporre un testo di quel genere è inutile tanto in Senato non passerebbe in quanto non ci sarebbero abbastanza voti". Ecco chi sono i senatori di diritto e a vita (ex Presidenti della Repubblica): Francesco Cossiga, Oscar Luigi Scalfaro, Carlo Azeglio Ciampi. Ed ecco i nomi dei senatori a vita di nomina presidenziale: Giulio Andreotti, Emilio Colombo, Rita Levi-Montalcini, Sergio Pininfarina. A.B.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Jacob parla con Dio

Oh Dio,
da quale inferno
sono usciti i cani,
belve che annusano l’aria
e ringhiano fino alla fine della sera,
specchio dell’odio di soldati
a cui leccano le mani?
Oh Dio,
da quale inferno
sono usciti i treni,
convogli di vagoni freddi come bare
che corrono nella nebbia su binari di ferro
con rumore tonante, fino alla fine del mondo?
Oh Dio,
da quale inferno
sono uscite le ombre che stridono
con voci secche come ossa che si spezzano
e scacciano ogni forma d’anima dal tuo cuore?
Oh Dio,
da quale inferno
siamo usciti
noi e loro?

Roberto Malini

Nella foto, "Kadish" di Tamara Deuel.


-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

6.000.000 di ebrei

6.000.000 di ebrei furono sterminati durante l’Olocausto. L’Archivio delle Vittime presso il museo Yad Vashem ci consente di conoscere già oltre 3.000.000 di nomi, che aumentano costantemente.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

L'anno delle bombe

Il 1943 in Olanda verrà chiamato “l’anno delle bombe”.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Ebrei olandesi

La feroce politica antisemita del governo e delle autorità, la debolezza del Consiglio ebraico e il collaborazionismo fecero sì che l’80% degli ebrei olandesi morissero nell’Olocausto.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Un'altra lettera a Roberto Biagini

L'assessore riminese mi ha chiesto di modificare una frase con cui ho titolato la sua risposta: "I prepotenti sono gli africani". E' un suo diritto, perché se con quel titolo ho cercato di sintetizzare la lettera, si è comunque trattato di una mia personale interpretazione del contenuto. Ho approfittato tuttavia di questo nuovo scambio di e-mail per inviargli una seconda breve lettera (meno aperta e più "intima", perché a differenza della prima, la condivido solo con gli amici di Anne's Door).

Caro Assessore, aggiungo "sottovoce" qualche riga. Non ho la presunzione di possedere la verità e neanche l'ombra della verità. Credo di commettere almeno tanti errori quante sono le cose giuste che faccio, ogni giorno. Mi accorgo ancora oggi che la realtà si modifica secondo il punto di vista da cui la osserviamo. Ora, Lei è un uomo politico e sicuramente ha maturato a lungo le idee che oggi La ispirano. Le assicuro, però - io che inseguo un'irraggiungibile verità, sempre in affanno - che sta sbagliando. "Loro" siamo noi. Vengono da paesi in cui la vita è terribile. Non consideriamo neppure il Sudan o il Congo, dove bambini, donne e uomini vivono in condizioni disumane e muoiono sempre troppo presto, trucidati, sfiniti o infettati dall'Aids. Consideriamo il "fortunato" Senegal. Anche lì le famiglie vivono sempre al di sotto della soglia della povertà. Quando hanno fortuna, solo un adulto lavora, perché l'economia è troppo misera per offrire di più. "Mamma, papà, vado lontano, vado in Europa, dove ho qualche speranza. Pregate per me, vi manderò tutto quello che posso". E un ragazzo, magari insieme a uno o due fratelli e a qualche amico, intraprende il "viaggio della speranza". Amano, credono, sperano, quei giovani. Mangiano il minimo, non si concedono nulla. Quando possono, inviano a casa loro, con il servizio Western Union, quel poco denaro che risparmiano. Denaro che diventa vita per i loro famigliari. Denaro che acquista altra speranza. L'Africa è una nostra colpa, caro assessore; è una colpa nostra e dei nostri padri, questa Africa di dolore. E non ci sono più "ma", non ci sono più "se". C'è una fioca luce lontana: la speranza che noi e "loro" condividiamo, esuli ovunque ed effimeri come fili d'erba, lontanissimi dalla verità, troppo duri perché incapaci di tenerezza, in nessun caso eterni. Roberto Malini

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Rimini e i venditori extracomunitari: la risposta dell'assessore Biagini

La risposta dell'assessore è sconcertante: una dichiarazione di guerra contro esseri umani che in molti casi avrebbero diritto allo status di "rifugiati" e che comunque sono fuggiti dalla miseria e si impegnano ogni giorno con coraggio, battendosi contro il pregiudizio, per sopravvivere e aiutare le loro famiglie rimaste in Africa. Le parole dure dell'assessore - che ventila "oscure ragioni" ("evidentemente avrà i suoi
reconditi motivi") per cui avrei manifestato il mio dissenso - non fanno onore a una città civile e democratica, che si è sempre distinta per la sua mentalità progressista e per l'impegno nel campo della difesa dei diritti umani. Ribadisco che ho assistito con i miei occhi e in compagnia di testimoni all'atteggiamento minaccioso, aggressivo e violento (hanno preso a calci con brutalità il panchetto di cartone di un venditore ambulante, davanti a decine di turisti) degli agenti che pattugliano il litorale. R.M.

La risposta dell'Assessore Roberto Biagini

Egregio Direttore, la ringrazio dell' E-Mail inviatami.
Noto con dispiacere che ha scarsa conoscenza della città di Rimini e della
sua cultura dell' integrazione. Noi riminesi non dobbiamo imparare niente da
nessuno in quanto viviamo in una realtà dove soggetti stranieri di etnia
senegalese, cinese, albanese, rumena e di altre località dell'est e non
solo, sono perfettamente integrati con la nostra comunità.
E' sufficiente constatarlo all'interno dei molti luoghi di lavoro
(ristorazione, ricettivi e di vendita al dettaglio) della nostra riviera e
all'interno delle nostre realtà associative, partitiche e sindacali. Noto
dalle sue parole pregiudizi gratuiti che denotano una certa intolleranza nei
confronti della Polizia Municipale ("L'assessore Biagini prende le parti dei
vigili alle cui dichiarazioni crede ciecamente"); evidentemente avrà i suoi
reconditi motivi che non starò certamente a confutare. Ho partecipato in
agosto a tutti i servizi pre-festivi e festivi del nucleo di polizia
amministrativa che svolge servizio sull'arenile e quindi so come lavorano e
come operano. Sabato mattina ero a controllare il litorale nord dove la
situazione era molto più tranquilla e contenuta rispetto a quanto accaduto a
Rivazzurra al bagno 108. Credo sia lei, mi permetta, a non avere una
conoscenza diretta del fenomeno riminese. Mi piacerebbe farla parlare con la
madre di quel diversamente abile che si è visto allontanato a "malomodo" da
prepotenti ed arroganti venditori abusivi di etnia senegalese e nordafricana
solo per il fatto che giocando aveva "alzato un po' di sabbia" che poi si è
posata sulle loro griffe contraffatte. Oppure con quegli operatori balneari
che non possono stendere lettini verso la "battigia" o posizionare i propri
mosconi (e/o pedalò) in quanto soggetti a minacce contestuali e ritorsioni
notturne da parte di coloro che in questo modo "perdono" il loro spazio di
vendita.Oppure con quelli che assistono quotidianamente a fenomeni estorsivi
da parte di color che per "lasciare il posto vendita" pretendono denaro
spiccio o altro. Questi, a suo parere, costituiscono buoni esempi da offrire
ai turisti, ai bambini o ai villeggianti di cui lei accennava ? Non starò
certamente ad illustrarle cosa vi possa essere dietro il fenomeno
dell'abusivismo commerciale perché farei certamente un torto alla sua
intelligenza: parlo di rischio e costo sociale per tutta la comunità; di
mancata contribuzione e quindi di evasione fiscale e previdenziale; di
scarsa se non totale assenza di sicurezza dei luoghi di lavoro: di
riciclaggio di denaro sporco; di manovalanza per la criminalità organizzata.
E' sicuro che tutto questo non sia a conoscenza di quelli che, in ogni caso
lo sottolineo fermamente, sono certamente l'ultimo anello della catena? Se
lo chieda e si dia una risposta. Evidentetemente tutto questo è, lo ripeto,
di sua conoscenza. Le posso assicurare che l'amministrazione comunale di
Rimini proseguirà nella sua lotta al fenomeno cercando di monitorare e
prevenire a "monte" il fenomeno in quanto ciò costituirebbe la soluzione
ottimale. Andremo e perseguire coloro che affittano in nero gli immobile a
questi soggetti; coloro che li "ospitano" in strutture fatiscenti e
totalmente mancanti di requisiti igienico-sanitarie e coloro che "stoccano"
la loro merce "irregolare". Chiederemo collaborazione ai residenti affinché
ci segnalino tali siti e tali luoghi. Percorreremo anche la strada di
prevedere appositi siti di vendita per tali soggetti muniti di licenza e di
merce non contraffatta.
Cerchiamo tutti di collaborare lasciandoci però dietro l'ipocrisia e il
buonismo di facciata che non serve a niente e a nessuno.
La ringrazio anticipatamente per l'ospitalità e le porgo cordiali saluti.

L' Assessore alle Politiche della Sicurezza del Comune di Rimini.
Avv. Roberto Biagini

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Rimini, caccia al venditore africano: lettera aperta all'assessore Biagini

Egregio Assessore Roberto Biagini,
Le scrivo a proposito dell'episodio accaduto nella Sua città, Rimini, sabato 18 agosto 2006. Sul litorale, una trentina di turisti hanno preso le difese di alcuni venditori ambulanti africani, protestando contro i vigili urbani impegnati a sequestrare la loro merce, esposta sulla spiaggia. Sono volate parole grosse e qualche spintone. I vigili hanno attribuito ai turisti le intemperanze. Lei ha preso le parti dei vigili, alle cui dichiarazioni ha creduto ciecamente: "L' ho detto e lo ripeto: certi turisti non li vogliamo," ha dichiarato alla stampa, "che se ne restino a casa loro! Rimini non ha bisogno di gente di questo tipo, i nostri clienti storici sono altri". Di fronte alla protesta dei turisti, i vigili hano interrotto l'operazione e, affiancati dalla Polizia, hanno proveduto a identificare i contestatori, denunciandone due per minacce, ingiurie e interruzione di servizio di pubblica utilità.
Riguardo all'evento in oggetto, desidero comunicarle il mio punto di vista. Ho segnalato qualche tempo fa nel mio portale www.annesdoor.com (in home page l'articolo, può cercare "xenofobia" o "rimini" per trovarlo in fretta) il malanimo e l'aggressività con cui gli agenti riminesi danno la caccia ai venditori ambulanti. Posso assicurarLe che i turisti, anche quelli "storici" sono molto spesso indignati da tanta inaudita mancanza di umanità e che in molti casi esprimono civili proteste, assolutamente inascoltati dai poliziotti. Perché non verifica personalmente, recandosi su una spiaggia in incognito per assistere a una "retata". Non Le sarà diffficile rendersi conto di quale cattivo esempio sia offerto ai bambini e a tutti i villeggianti costretti ad assistere a scene così poco edificanti e nel contempo di quanto sia forte il dissenso dei villeggianti di fronte alle stesse deplorevoli scene. Sarei lieto di una sua risposta. Cordiali saluti, Roberto Malini

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Provviste per l'Alloggio Segreto

“Per procurare loro il cibo ed evitare sospetti, dovevo stare molto attenta e cambiare spesso negozi”. Miep Gies durante un incontro con le scuole nel 1997.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Eroi

“Era difficile mantenere la calma, per gli ospiti dell’Alloggio Segreto. Penso che fossero degli eroi”. Miep Gies durante un incontro con le scuole nel 1997.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Chi tradì Anne Frank?

“E’ impossibile ricordare chi tradì Anne Frank.
I cittadini che ci consegnavano gli ebrei erano tantissimi”.
Carl Silberbauer, il caporeparto delle SS che arrestò i Frank.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

La Sorpresa

La Sorpresa è simile a un aroma - pungente -
Su un insipido arrosto.
Da sola - troppo acre - mescolata, però
Una Delizia per il palato -

Emily Dickinson (trad. Roberto Malini)

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

I perché della guerra

19 agosto 2006
"Perché esistono i fondamentalismi e le guerre?" mi chiede una giovanissima utente. I motivi sono evidenti ovvero l'incapacità dei singoli e dei popoli di comprendere le ragioni dell'altro. Le religioni, tutte le religioni, sono espressioni sublimi della cultura e della spiritualità umane. La politica è una disciplina complessa e sottile, incentrata sulla ricerca del bene. Se però si pongono mura intorno a religione e politica e si smette di cercare di comprendere cosa avviene oltre a quelle mura, allora germogliano i semi della paura. La paura viene prima dell'odio, di cui è madre. Crociate, inquisizioni e guerre sante affondano le radici nella paura. Guerre fredde e conflitti sanguinosi sono prodotti della paura. L'omicidio e il suicidio sono fantasmi che prendono corpo nella paura. L'unico possibile rimedio è smettere di avere paura dell'altro: avvicinarlo, conoscerlo, invitarlo a casa propria e recarsi a trovarlo. Non parlo di amore, e neanche di coraggio, solo di abbandonare la paura, che è fonte di ogni male. R.M.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Il Consiglio Ebraico

Il Consiglio Ebraico (Joodsche Raad) era stato creato dai nazisti nel 1941,
per assicurarsi il controllo della Comunità Ebraica.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Vita difficile

“La vita nell’alloggio era difficile, specie per i ragazzi, che non potevano uscire né incontrare coetanei”. Miep Gies durante un incontro con le scuole, 1997.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Nascondiglio

“Otto Frank trasformò il laboratorio sopra gli uffici in un nascondiglio”. Miep Gies durante un incontro con le scuole, 1997.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Günter Grass e Joseph Ratzinger: uniti da un passato atroce

16 agosto 2006
Dopo sessant’anni emerge la verità sull’autore di Tamburo di latta, la prima grande opera letteraria tedesca che raccontava il dramma del nazismo. Un intellettuale e un religioso.

Il Premio Nobel per la letteratura della Germania unita e il Papa. Günter Grass e Joseph Ratzinger, due colonne portanti del nostro tempo, entrambi tedeschi, entrambi uniti da un passato crudele al servizio delle SS. Un passato taciuto per troppo tempo. Continua nella sezione Arte e cultura

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

A Teheran apre la mostra di vignette contro l'Olocausto

16 agosto 2006
Si è aperta a Teheran la mostra di vignette anti-ebraiche "Holocust". Gran parte delle vignette esposte irridono, profanano o negano la Shoah. Autori di 60 nazioni hanno inviato i loro lavori al sito internet "Irancartoon" o a "Hamshahri", il principale quotidiano iraniano. Il concorso per umoristi e disegnatori antisemiti fu promosso dopo la vicenda delle vignette pubblicate lo scorso settembre dal giornale danese "Jyllands-Posten", che offesero il mondo musulmano e diedero origine ad atti di violenza - con vittime - in molti paesi arabi. Massoud Ziaei, organizzatore della mostra, ha sintetizzato così il progetto: "Abbiamo realizzato questa mostra per esplorare i limiti della tolleranza che esistono nel mondo occidentale".

La risposta, nonostante l'indignazione per la squallida rassegna, è stata intelligente e civile: Yad Vashem, il museo memoriale di Gerusalemme dedicato ai martiri della Shoah, ha bollato l'evento come "azione iniqua", invitando i paesi liberi a protestare. Le immagini - reiterazioni delle solite caricature antisemite, stereotipi del negazionismo che il mondo arabo ha ripreso dalla propaganda europea, spudorati quanto sterili insulti ai milioni di vittime dell'Olocausto - si commentano da sole e non riescono a strappare neanche un sorriso alle centinaia di visitatori che accorrono alla mostra. Il vincitore del concorso riceverà, per il macabro parto della sua fantasia accecata dal pregiudizio, un premio di 12 mila dollari. Alcuni mesi fa intrattenni con Massoud Ziaei una corrispondenza via internet, finalizzata alla pubblicazione del fumetto per la pace "Sulphur & Dana" - sceneggiatura di Steed Gamero e mia, illustrazioni di Jon Foster e Dario Picciau - sul sito Irancartoon. Ziaei era rimasto colpito dalla nostra "allegoria della pace in otto tavole" e si era rivelato entusiasta all'idea di ospitarla sul suo portale e di collaborare a un progetto finalizzato al dialogo fra il mondo islamico e l'occidente. Poi è scoppiato lo scandalo delle vignette sul profeta Maometto e Irancartoon non ha avuto il coraggio di proseguire in quell'iniziativa. R.M.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

16 agosto 2006
All'interno del portale di informazione libera "Indymedia" si discute spesso sulle possibili equivalenze fra antisionismo e antisemitismo. Oggi sono intervenuto per chiarire, almeno in parte e in estrema sintesi, il problema.

L'antisionismo, l'antisemitismo e il valore della pace

di Roberto Malini

A volte l'antisemita non si accorge di esserlo. A volte il sionista perdona a Israele anche gli eccessi. A volte la compassione viene soffocata sotto un vessillo e le fazioni annebbiano, con le idee, la nostra umanità. A volte la pace sembra un'isola lontana e irraggiungibile, come Itaca. Però bisogna inseguirla, senza ascoltare il canto di tante sirene, guardando verso l'orizzonte con fede e coraggio.

Vi è una notevole differenza fra antisemitismo e antisionismo, anche se a volte si tratta di fenomeni coincidenti. Non riconoscere lo Stato di Israele è un assurdo e dunque si deve ritenere che "antisionisti" siano coloro che criticano la politica dello stato. Però il termine "antisionista" è piuttosto reciso e significa "contrario al sionismo" e dunque all'esistenza di Israele. Personalmente utilizzerei in alcuni casi l'espressione "sionismo critico" per definire una posizione contraria non all'essere di Israele, ma eventualmente ad alcune sue scelte politiche e soprattutto militari. Sarebbe utile se al "sionismo critico" facesse riscontro un'identica attenzione alla politica di altri stati - per esempio ai massacri operati in alcuni paesi africani dagli arabi bianchi contro i neri -, allo sfruttamento dei paesi poveri, alla debolezza delle politiche umanitarie, alla devastazione dell'ambiente, all'indifferenza riguardo a problemi come l'AIDS o la morìa di bambini abbandonati nel mondo: 60 milioni ogni anno, un numero 10 volte superiore a quello delle vittime dell'Olocausto. Inoltre, bisognerebbe combattere contro le legislazioni che negano ogni diritto umano e prevedono la pena di morte. I paesi islamici si distinguono purtroppo, in queste forme di "giustizia" iniqua. Ma non solo il mondo arabo, perché nazioni come l'India, che appaiono così aperte di vedute, applicano leggi medievali che avviliscono l'essere umano, i suoi diritti e la sua dignità. Allora sì, allora - se le battaglie civili e umane si estendessero - anche la politica di Israele potrebbe a buona ragione essere contestata in alcuni frangenti come "aggressiva" (o quantomeno eccessiva nella legittimità della difesa) e tutte le componenti pacifiste potrebbero contribuire a modificare tale atteggiamento, a patto che i paesi circostanti riconoscessero il diritto a esistere dello stato ebraico e smettessero di seminare odio antisemita nelle scuole, nelle moschee, nei centri culturali e nelle strade. Lavorare per la pace non è semplice. E' un impegno quotidiano che comporta rinunce e coraggio, studio e analisi degli eventi. Non basta scegliere una fazione e scandire slogan; non basta bruciare bandiere e gridare a squarciagola. La pace è scandalosa e ci espone all'odio, al disprezzo, al ludibrio di chi non la ama o la ama in modo sbagliato. La pace è un sogno, un'ideale, un amore, una ragione per vivere e per morire. La pace non è un urlo, ma è sommessa e vitale come il bàttito stesso del nostro cuore.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Diversi di colore, ma in fondo agli occhi

15 agosto 2006
Siamo qui tutti riuniti, diversi di colore / ... / diversi per caratteri di costume, abitudini, lingua; ma in fondo agli occhi la stessa melopea di sofferenza / ... / il Cafro, il Cabilo, il Somalo, il Mauro, il Fan, il Fon, il Bambara, il Bobo, il Mandingo, il nomade, il minatore, il bracciante, l'agricoltore e l'artigiano, l'operatore di borsa e il fuciliere / e tutti i lavoratori bianchi nella lotta fraterna. / Ecco il minatore delle Asturie, il portuale di Liverpool, l'Ebreo cacciato dalla Germania, e Dupont e Dupuis e tutti i ragazzi di Saint-Denis.

Léopold-Sédar Senghor, da "Ethiopie. À l'appel de la race de Saba" (trad. Roberto Malini). Nella foto, il poeta e politico senegalese.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Si può evitare una nuova tragedia per i bambini del Libano

15 agosto 2006
L'Unicef, Save the Children e altre organizzazioni di aiuto ai bambini del mondo lanciano un accorato appello. La popolazione infantile e giovanile del Libano soffre come non mai dopo le azioni di guerra che hanno sconvolto il paese.

La situazione è gravissima, caratterizzata da una carenza di acqua, viveri, medicinali, strutture ospedaliere e organizzazione sanitaria. Agire subito significa evitare un'ulteriore catastrofe umanitaria. E' necessario che il diritto alla vita dei bambini e degli adolescenti prevalga e che una nuova tragedia non si consumi sotto gli occhi indifferenti del mondo. Per aiutare concretamente, accedere al sito di Save the Children (www.savethechildren.it) o dell'Unicef (www.unicef.it) e seguire le istruzioni.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Palestinesi massacrano in piazza un ragazzo sospettato di spionaggio

14 agosto 2006
Jenin (Cisgiordania). La cultura dell'odio e della morte che l'integralismo islamico diffonde a piene mani in Palestina è all'origine di un nuovo episodio di violenza, disumanità e orrore. Bassim Al-Mallah - un ragazzo palestinese di 21 anni che viveva nel villaggio di Faqo, non lontano da Jenin e lavorava in Israele - è stato giustiziato sulla pubblica piazza perché sospettato di collaborare con lo stato di Israele (nella foto, un momento del linciaggio). Sei miliziani palestinesi, dopo averlo ammanettato e bendato, l'hanno freddato sparandogli alcuni colpi al petto da distanza ravvicinata. Mentre il ragazzo agonizzava, la folla si è avventata su di lui. Molti ragazzi hanno preso a calci e calpestato il suo corpo martoriato; altri scattavano foto con i telefonini per conservare un macabro souvenir di quella morte.

Diversi bambini assistevano alla scena eccitati dal sangue. Bassim avrebbe dovuto sposarsi fra qualche giorno. Le brigate dei martiri di Al Aqsa hanno dichiarato con orgoglio alla Reuters di aver preso parte all'esecuzione, al fianco della brigate Al Quds. Secondo alcune fonti il giovane, sottoposto a pestaggi e torture, avrebbe confessato di aver fornito al nemico informazioni utili all'eliminazione di due dirigenti delle brigate Al Quds: Mohammed Ateeq e Usamah Al-Ateily. Si ricorda che episodi di linciaggio con accanimento sui cadaveri sono pratiche cui il popolo palestinese partecipa non di rado e che riguardano, oltre che i sospetti di spionaggio, i dissidenti, le donne indiziate di immoralità, gli omosessuali e chiunque si trovi a incorrere nelle punizioni previste da un'applicazione sadica e spietata della legge islamica. R.M.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Nascondersi

“Ero felice che avessero deciso di nasconedersi, visto ciò che accadeva agli ebrei di Amsterdam”. Miep Gies durante un incontro con le scuole, nel 1997.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

In Svizzera

“Credevo che Anne fosse in Svizzera con la sua famiglia”. Hanneli Pick-Goslar, amica d’infanzia di Anne e sopravvissuta all’Olocasto.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Tu, Rebbe, sei più bello del sole

E' anziano, il rabbino, piccolo, ingobbito e claudicante; / non è bello a vedersi, con la sua ernia, vero? Piegato in due si affretta... ecco che è a terra! / Si abbatte sulla sua schiena curva lo staffile e i tedeschi lo guardano ansimanti... / alza, Rebbe, il tuo volto lucente, che si vergognino... no, celalo, cela / il tuo santo volto, Rebbe! Dal tuo volto si effonde una luce potente - / la tua luce non deve rivestirli, che sia il sole a corrompere il suo splendore toccandoli, / si profani l'azzurro del cielo rispecchiandosi sui loro visi infami! / Tu, Rebbe, sei più bello del sole e limpido del cielo - non diventare mai simile a loro!

Dal Canto del popolo ebraico massacrato di Yitzhak Katzenelson.
Nella foto: Rebbe di Jacob Vassover.

 

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Lo scrittore Gunter Grass confessa: "Mi arruolai nelle SS"

14 agosto 2006
Gunter Grass (nella foto), lo scrittore tedesco oggi settantottenne che nel 1999 ricevette il Nobel per la letteratura, ha confessato durante un'intervista rilasciata alla Frankfurter Allgemeine Zeitung di aver fatto parte - nel 1944, quando aveva solo 16 anni - delle Waffen-SS, che esercitarono un ruolo fondamentale nell'attuazione della Soluzione Finale. L'autore del romanzo "Il tamburo di latta" ha ammesso che il segreto gli pesava sulla coscienza e ha quindi deciso di rivelarlo all'opinione pubblica in un libro che uscirà a settembre. "Il mio silenzio è durato troppi anni ed è il motivo per cui ho scritto questo libro autobiografico," ha dichiarato Grass. Il romanziere fu ferito nel 1945 e internato in un campo americano per prigionieri di guerra, in cui conobbe il futuro papa Joseph Ratzinger. Successivamente Gunter Grass divene un convinto pacifista.

"Ero giovane," ha detto, "e mi arruolai come tanti altri ragazzi tedeschi per allontanarmi dalla famiglia". Le dichiarazioni di Grass hanno sollevato un coro di biasimo. Nessuno perdona allo scrittore il suo passato e nessuno sembra disposto ad accordargli quella clemenza che di solito è riconosciuta ai giovani quando commettono errori anche gravi. Dopo la guerra, Grass è cambiato e ha posto il suo talento al servizio di una nuova umanità, che si batte contro i pregiudizi, l'intolleranza e la violenza. Non merita la stessa comprensione, a nostro avviso, papa Ratzinger, che sembra non aver tratto alcuna lezione dall'esperienza giovanile nella famigerata Hitlerjugend e non perde occasione per incitare i cattolici a forme di discriminazione che ricalcano la politica persecutoria nazionalsocialista. A.B.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Si poteva evitare il conflitto fra il Libano e Israele?

8 agosto 2006
Alcuni utenti di Anne's Door mi chiedono se la catastrofe umanitaria che si sta verificando in Libano avrebbe potuto essere evitata. Credo di sì, come ogni tragedia che si consuma nel mondo e riguarda la morte di bambini, donne e uomini innocenti. Se le Nazioni Unite, i paesi arabi moderati e il governo libanese avessero preso una posizione contro le schiere che alimentano il terrorismo di matrice islamica, la crisi che divide i due paesi non avrebbe raggiunto livelli insostenibili. Bisogna prevenire la violenza, se si vuole evitare che divampi come un incendio. Al di là delle frontiere del paese dei cedri, gli hezbollah preparavano da anni un'offensiva contro lo stato ebraico e avevano costituito un esercito munito di un arsenale devastante. Missili a breve e medio raggio e centinaia di rampe mobili erano pronti a colpire un solo bersaglio: Israele. L'Iran di Mahmud Ahmadinejad è una minaccia fatale che grava non solo su Israele, ma sul mondo intero. E' un paese che nega ogni diritto umano ai suoi cittadini e che alimenta l'integralismo islamico più estremo sia finanziando che addestrando i terroristi. Il primo obiettivo del regime iraniano, che accoglie "Mein Kampf" e l'ideologia nazionalsocialista fra le sue fonti di ispirazione, è la distruzione dello stato di Israele.

Gli hezbollah del Libano sono allevati e sostenuti dall'Iran, che organizza il loro reclutamento e addestramento. Bambini e ragazzi libanesi sono inquadrati in una specie di "gioventù hitleriana" nutrita di odio antiebraico e antioccidentale. Da vent'anni l'Iran si è dotato di centrali nucleari, ufficialmente per scopi civili. In realtà, è vicinissimo a possedere un arsenale atomico. Mentre l'Europa assiste senza alcuna reazione a questo evento di straordinaria pericolosità, ricalcando in questo senso la passività che la contraddistinse quando si affermò il nazionalsocialismo alla fine degli anni '30, solo gli Stati Uniti e Israele lo combattono. E' probabile, anzi verosimile che stiano adottando una strategia eccessivamente bellicosa, con un sacrificio intollerabile di sangue innocente. E' tuttavia altrettanto probabile che se vi fosse unità di intenti fra i paesi del mondo democratico, la diplomazia e le misure di lotta non belliche otterrebbero risultati importanti e costringerebbero i paesi arabi a distinguere, isolare e limitare le proprie componenti votate all'odio, al terrore e allo sterminio. Finché non vi sarà sinergia fra le nazioni che cercano la pace, essa resterà un'isola. Un'isola lontanissima, un sogno inseguito da fragili imbarcazioni isolate che navigano attraverso mari burrascosi e insidie di ogni genere. R.M.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Documento

Gli ebrei dei Paesi Bassi ricevevano la convocazione dall’Ufficio Centrale per l’Emigrazione Ebraica. La convocazione diretta a Margot Frank è conservata presso la Casa di Anne Frank, ad Amsterdam.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Campi di transito

Westerbork e Vugh erano i campi di transito olandesi da cui gli ebrei venivano deportati a Est, nei campi di morte.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Le luci di Hiroshima

6 agosto 1945. "Little Boy", la bomba atomica sganciata dal velivolo B29 denominato "Enola Gay", colpisce la città giapponese di Hiroshima, uccidendo centomila persone: uomini, donne e bambini. "Little Boy" ha una lunghezza di 304,8 centimetri e pesa 4.400 chilogrammi. Un fungo alto sedici chilometri si alza sulla città. "Si vedevano fumo e polvere dappertutto," commentò in seguito il navigatore Theodore J. Van Kirk. "Era come un calderone pieno di catrame ribollente," disse il bombardiere Thomas W. Farebree.

Ecco un haiku del poeta Yasuhiko Shigemoto che ricorda Hiroshima:

Hiroshima o shirazaru
ko-ra yo ryùtó-e

Non conoscono Hiroshima,
bambini, le lanterne di carta
che galleggiano.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Piccola Anne

da "Canto del popolo ebraico massacrato" di Yitzhak Katzenelson

Sei forte, mia piccola Anne, ma non sapevo quanto.
Rimarrai qui da sola, sola con i bambini? Mi dici: "Vai, senza esitare!
Corri a Varsavia". Non volevo, ma ti ho ascoltata. Lo dovevo fare.
Quando partii, avevo gli occhi asciutti: in gola si era fermato il pianto.

4-6 dicembre 1943.

(Nella foto, Yitzhak Katzenelson)

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Nel 1929

Anne Frank nacque a Francoforte sul Meno, in Germania, nel 1929 da Otto Frank ed Edith Hollaender. Yad Vashem, Archivio centrale dei nomi delle vittime della Shoah

Prima della Seconda guerra mondiale

Prima della Seconda guerra mondiale, viveva ad Amsterdam, in Olanda. Yad Vashem, Archivio centrale dei nomi delle vittime della Shoah.

Durante la guerra

Durante la guerra, viveva ad Amsterdam, in Olanda. Yad Vashem, Archivio centrale dei nomi delle vittime della Shoah.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

110.000 ebrei olandesi

Circa 110.000 ebrei olandesi furono deportati nei lager nazisti. Ne sopravvissero 5.450.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Anne sognava

“Anne sognava di diventare una famosa scrittrice, se fosse sopravvissuta”. Miep Gies, 1997.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Fuga

Non sento mai la parola "Fuga"
Senza un tuffo nel cuore!
Un'improvvisa necessità!
Un istinto di volare!

Non sento mai di prigioni capienti
Demolite da soldati -
Senza scuotere, infantilmente, le mie sbarre -
Soltanto per fallire ancora!

Emily Dickinson (trad. Roberto Malini)

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Israele, la guerra infinita. III - Sono arrivate le Katiusha

Le Katiusha sono arrivate a Zfat, Carmiel, Haifa e Afula, Hamas lancia missili Kassem che sono arrivati fino ad Ashkelon, il soldato Osher Damari di 20 anni e' morto stamattina sul confine col Libano, a Gerusalemme hanno fermato un terrorista che voleva mettere un pacco esplosivo in un centro commerciale di Gerusalemme... La TV israeliana continua a trasmettere notizie e la nausea cresce.
Ho le orecchie che fischiano da quando sono arrivata a Sasa il mio kibbuz in Galilea. Ero in Italia con 18 ragazzi israeliani vittime del terrorismo. Li avevamo portati in Toscana e a S. Marino per lenire un po' le loro ferite. Ragazzi di 15, 16 anni con pezzi di metallo nella carne, con proiettili nelle braccia, nelle gambe, con ustioni di primo grado su tutto il corpo perche' erano in un negozio o al mercato di Natania o di Hedera a comprare una Swarma o un paio di scarpe. Sembrava ci fosse un po' calma in Israele...ma la calma qui e' un prodotto raro, e' qualcosa a cui e' impossibile dare un prezzo. Non ci danno tregua perche' gli Hezbollah non gradiscono gli israeliani, Hamas non li riconoscono, la Jihad non sa piu' che inventare per sbarazzarsene e ora tutti insieme appassionatamente si sono uniti per trovare la soluzione finale. Cancellare l'ultimo baluardo di occidente rimasto da queste parti, distruggere l'ultima diga umana rimasta in piedi contro il dilagare dell'integralismo, dell'intrasigenza e dell'intolleranza.
I missili ci passano sulla testa dalle due direzioni. Israele si difende. Il fragore e' insopportabile. I bambini dei kibbuzim del nord sono stati mandati in quelli nei dintorni di Gerusalemme. Ci si aiuta come si puo'. Madri e fidanzate mandano centinaia di sms ai ragazzi che stanno di guardia sui confini: "ti aspettiamo, abbiamo nostalgia...quando verrai a casa?". Come si fa a capire la guerra se non si e' mai vissuta? La guerra che tanti amano vedere nei film! Io non ce la faccio piu' a sentir parlare di morti, di feriti, di violenza, di aggressioni, di tranelli, di accordi non rispettati, di mani tese per un dialogo e del rifiuto piu' completo di riconoscerci come popolo, come esseri umani, come entita'!!!
Noi non la vogliamo la guerra! Non vogliamo ne' questa guerra e ne' nessuna delle guerre che siamo stati costretti ad intraprendere! Vogliamo costruire, vogliamo insegnare, studiare, scoprire, inventare, educare, vogliamo usare le nostre energie, che sono tante ed inesauribili, per sviluppare, crescere e dare un contributo al mondo, come abbiamo fatto nel corso di tutta la storia!!!
Non abbiamo figli da gettare in pasto ai pescecani! Questi figli ce li siamo cresciuti con tutto l'amore del mondo! Questa divisa che portano i soldati d'Israele la portano anche per l'Europa... e' ora di svegliarsi e contribuire a debellare il terrorismo!!!!!!
Angelica E. Calo' Livne

 

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Israele, la guerra infinita. II - Prepariamoci a un'altra notte

Sono tornata mercoledi dall'Italia da un viaggio a S. Marino e in Toscana
con 18 ragazzi israeliani feriti negli ultimi attentati. Un viaggio
difficile e magico tra boschi e piazze con ragazzi induriti dalla paura e
dalla mancanza di speranza. Davanti al chek-in a Verona, una telefonata da
Israele: "Mamma, non preoccuparti, tutto a posto! Stiamo tutti bene!!!" E'
mio figlio Yotam, comandante nell'esercito. "Ma che stai dicendo? Che
succede?" rispondo subito agitata. "Non hai sentito nulla? Hanno rapito due
nostri ragazzi..ne hanno uccisi sette... qui vicino... ti ho telefonato
perche' temevo che sentissi le notizie prima che sentissi la mia voce!!!!"
il cuore comincia a battere. Passiamo i controlli. La testa e' in subbuglio
come un vulcano. I volti dei passeggeri sull'aereo della Israir sono tesi:
"C'e tensione in Israele... dalle vostre parti!!" mi dice qualcuno.
Abito al Kibbuz Sasa, in Galilea, a 900 mt d'altezza. Dalla mia casa si
vede il Libano e se si sale su in cima si vede anche la Siria.
All'arrivo tutti mi consigliano di restare a Tel Aviv ma io ho un figlio
sul confine. Sento che devo andare. Eppoi la mia casa e' la'!! Dopo due
giorni prendo le mie cose e me ne vengo in Galilea!!!!
Per la strada mando un sms dopo l'altro a Yotam. Finalmente dopo il quarto
tentativo mi risponde. Da 35 giorni non e' andato a casa. "Ma come fai a
cambiarti, a lavarti?" "Mamma, fossero questi tutti i nostri problemi! Non
preoccuparti! Se volete potete venire a salutarmi per cinque minuti!!!"
non ce lo facciamo ripetere, ci fermiamo a comprare qualche bottiglia di
succhi di frutta e nel villaggio druso di Horfeish e compriamo le Sambusak,
delle pagnottelle con formaggi e aromi tipici orientali. Ci sono una
ventina di ragazzi con lui... le compriamo per tutti!!!
Quando arriviamo e' buio. L'abbraccio e' lunghissimo e lui, con la sua
solita calma ci racconta le vicende terribili degli ultimi giorni: gli
hezbollah hanno intrapreso un guerriglia senza pieta'. Ci sono trappole
dappertutto ma tutti i ragazzi sono pronti a difendere la propria casa in
Galilea, a Haifa, ad Afula e se ce ne sara' bisogno a Tel Aviv. Tra i suoi
soldati ci sono ragazzi che vengono dall'America, da diverse parti del
mondo. I genitori sono preoccupati. Hanno chiesto loro di tornare. Sono
ragazzi di 18, 20 anni, dilaniati tra il senso della responsabilita' per
questo paese che ha bisogno di ognuno di noi e l'affetto verso i propri
cari. Lo salutiamo e nel sacchetto dei sambusak ci mettiamo due vasetti di
pesto genovese appena arrivati dall'Italia. Gli occhi gli brillano nel
buio!
Quando arriviamo al kibbuz e' tutto deserto. Entriamo nel rifugio davanti
a casa nostra, l'unico posto dove c'e' una luce, all'interno ci sono piu'
di 50 persone. Alcuni ragazzi giocano a Risico, altri vedono la TV, alcuni
siedono in silenzio, gli occhi cerchiati: "Ma perche' non sei rimasta a Tel
Aviv? " "Perche', non sei rimasta in Italia?" Sorrido perche' ancora non
mi rendo conto. Verso le 21,00 iniziano i bombardamenti. Dalle due parti.
La testa sembra scoppiare. Non c'e' un bambino in giro. Sono stati
invitati tutti in un kibbuz vicino a Gerusalemme, stavolta sono loro del
sud ad accogliere noi e ad aiutare. Continua cosi per tutta la notte. Il
responsabile della sicurezza avverte che si deve dormire nei rifugi anche
se le nostre case sono fortificate.
Ci risiamo. Siamo di nuovo in guerra. Un'altra di quelle guerre che non
vogliamo, che non abbiamo cercato, che non abbiamo provocato. E' luglio.
Siamo gia pronti per cogliere le mele, i kiwi, qui, nei nostri frutteti sul
confine con il Libano. Siamo pronti a dare lavoro a chi vorra' aiutarci,
siamo pronti ad aiutare a costruire case, qui, sul confine con il Libano e
su tutti gli altri confini... e allora, e allora Santo Cielo... perche'
entrare, scavalcare il recinto e ucciderci a tradimento, a sangue freddo 7
padri di famiglia che erano stati richiamati all'esercito perche' siamo
cosi pochi che da noi oltre a tre anni di militare obbligatorio si fanno
anche le riserve? Perche rapire due innocenti e far sparire le loro tracce?
Perche' non impegnarsi a costruire invece di distruggere tutto? Perche' i
capi dei popoli che ci circondano non aiutano la loro gente a vivere una
vita tranquilla, a costruirsi un paese tranquillo. Perche', come dice
Nasralla, questa gente ama la morte piu' di quel che noi umane e comuni
creature di Dio, amiamo la vita? Prepariamoci a un'altra notte
Angelica Edna Calo' Livne

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Israele, la guerra infinita

Angelica Calò - drammaturga, fondatrice del Teatro dell'Arcobaleno, già candidata al nobel per la pace - scrive dal kibbuz di Sasa, in Galilea, una cronaca di guerra che somiglia una preghiera: "Liberaci, o Signore, dai lutti di una guerra che non finisce mai". Roberto Malini incontrerà lei e alcuni ragazzi del Teatro dell'Arcobaleno in Israele, per una nuova iniziativa di memoria e di pace. Anne's Door accoglierà le parole di Angelica, condividendo le sue speranze fino alla fine del conflitto, che deve - che deve! - essere vicinissima.

Nel rifugio

Nel rifugio c'e' un odore difficile da sopportare... ma il fragore dei razzi e' ancora piu' insopportabile! Siamo seduti tutti insieme, gente di tutte le eta' e cani di tutte le grandezze e di tutti i tipi. "Tiger era sull'orlo dell'infarto" dice Orna, la mia vicina, insegnante di ginnastica e istruttrice di fitness nel kibbuz, mentre accarezza con gli occhi lontani il suo cagnolino che trema ad ogni esplosione "Ho telefonato al veterinario e mi ha detto di dargli una pasticca di Valium!"
Non ho il coraggio di dirle che mi manca l'aria a dormire oltre che con tutti gli altri vicini anche con i cani di tutte le famiglie che hanno lasciato il kibbuz verso il centro di Israele. Nel kibbuz c'e un rifugio ogni cinque case ma il nostro   e' il piu' bello e il piu organizzato di tutti: lo abbiamo ricevuto in dotazione due anni fa per trasformarlo in ufficio per la nostra fondazione "Beresheet LaShalom" Per educare al dialogo attraverso le arti. Ci sembrava avesse del miracoloso organizzare attivita' per la pace in un rifugio antiaereo e il paradosso ci era sembrato di buon auspicio. Ora a vedere queste facce scoraggiate circondate da foto di spettacoli interpretati da ragazzi ebrei e arabi,   magliette appese alle pareti con su scritto "Anche io ho preparato il pane della pace" e articoli di giornali in tutte le lingue che descrivono la sensazione di speranza che queste attivita' risvegliano nei cuori mi sembra che il paradosso si tramuti in beffa. In molti mi hanno detto che sono una visionaria, che la pace non ci sara' mai. Esco e vado in cima alla collina, accanto alla torre dell'acqua. Davanti a me si snoda la strada che delinea il confine. Ad ogni boato un sussulto e una preghiera. Dopo ogni esplosione si vede una nuvola di fumo. Ci stanno mandando razzi dal nord e dal sud e Israele ha deciso di difendersi fino in fondo! Sulla strada passano camionette e jeep con ragazzini di vent'anni che fantasticano sul momento che riabbracceranno la ragazza. 25 anni fa, sussurravo a Gal che portavo in ventre: "Tuo padre tornera', usciremo presto dal Libano e sara' la pace...E tu   non dovrai indossare la divisa, perche' le guerre non ci saranno piu'! "   Siamo usciti dal Libano, e anche da Gaza. E questa guerra non finisce mai! Angelica E. Calo' Livne'

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Causa di Terremoti

Almeno - pregare - è concesso - è concesso -
O Gesù - nell'Aria -
Io non so quale sia la tua camera -
Sto bussando - dovunque -

Tu che sei causa di Terremoti nel Sud -
E del Maelstrom, nel Mare -
Dimmi, Gesù Cristo di Nazaret -
Non hai Braccia per Me?

Emily Dickinson (trad. Roberto Malini)

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

I ragazzi e la guerra

I ragazzi non sono fatti per la guerra,
vanno al fronte solo perché gli hanno insegnato
che l'obbedienza è più nobile della giustizia.
I ragazzi che partono soldati
sono pieni di ardore
e uccidono come se facessero l'amore
fra lenzuola che hanno colori di bandiere.


I ragazzi non sanno che non è diverso
l'assassino dall'eroe,
non sanno che nel sangue non può esserci vittoria
perché chi spara è solo riflesso di chi muore.

Roberto Malini

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Shakespeariana

O Dei fate che chi è bello
non muoia mai,
sia immune dalla sfioritura,
come l'anima di una rosa
che dopo il tempo del rigoglio
riposa e attende un altro maggio,
un nuovo risveglio,
identica a se stessa.
Tu però non ascolti. Ammiri
lo splendido riflesso del tuo corpo.
Brucia da sola, la tua fiamma,
cresce e ti illumina,
ma il tuo nudo è un deserto senza vita
e l'agnello che vive in te
a te si sacrifica.
Sei un miracolo, stella adolescente
e se celi le vene d'oro che sono in te
è un peccato,
perché impoverisci il mondo.
Abbi pietà di noi o diventerà polvere
nel tuo sepolcro un giorno
il sublime che è in te.

Roberto Malini

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Qualcuno ci salvi

di Roberto Malini

Viviamo capovolti come l'Impiccato dei tarocchi. La verità, se si vuol essere amati, non la si deve dire. Meglio esaltare l'apparenza, se si vuol piacere. Viviamo in un mondo dove il dolore, la povertà, la miseria, l'ingiustizia vengono nascosti. Sono in atto molti nuovi Olocausti, molte nuove Soluzioni Finali. Milioni di innocenti soffrono e muoiono, mentre la parte fortunata dell'umanità divora ogni sostanza, ogni riserva del pianeta. L'orrore, il sangue, l'ingiustizia, però, sono occultate dietro i sipari di un teatro ipocrita verso cui tutti puntano lo sguardo: i media rendono patinata e sopportabile (per alcuni addirittura "eccitante") la violenza; proclami rassicuranti (e in questo i politici sono maestri) coprono i lamenti; campionati del mondo propongono sostituiscono l'effimero alla virtù (che miseri eroi, i nuovi eroi!). Noi che vediamo - o crediamo di intuire - la verità e non siamo tratti in inganno né dalle nebbie né dalle (false) luci, siamo privilegiati, non perché ne avremo un beneficio, ma perché viviamo sotto giudizio. E non si tratta del giudizio umano, notoriamente fallace, sensibile più alla calunnia che alla verità. Siamo sotto il giudizio rigoroso dei morti e di chi non è mai nato. I morti ci guidano nella memoria senza che ci perdiamo.

Chi non è mai nato ci ricorda quello che avrebbe potuto essere, ci riprende, si fa beffe di noi che invece siamo nati, mette alla berlina le nostre debolezze, rivela la nostra incapacità di essere migliori. Siamo esseri umani e viviamo in mezzo ad esseri umani. E gli esseri umani sono avidi, crudeli, incapaci di anteporre il bene alla brama, anche se a volte hanno la forza di ricredersi, di commuoversi, di amare, addirittura di superare il culto dell'Io. Le nostre mani, i nostri corpi materiali non possono possedere nulla, non possono contenere a lungo nulla, neanche l'ombra o l'alone di un'anima. Diamo troppo valore a ciò che si può toccare e stimiamo ciò che sfugge ai nostri sensi come cosa di poco conto. Inseguiamo e acquistiamo l'effimero, mentre il divino e l'eterno ci sfuggono, anche quando ci passano accanto, come raffiche di vento. Rischiamo di diventare malvagi senza accorgercene, illudendoci di essere "brave persone". Siamo così vili, così meschini! Sappiamo benissimo cos'è il bene, ma non lo promuoviamo, temendo di essere derisi, calunniati, messi alla gogna. Qualcuno ci svegli. Ci rammenti di ricordare. Ci tenga d'occhio. Ci metta di fronte alle nostre responsabilità, alle promesse che non manteniamo. Ci giudichi con una severità mille volte superiore a quella di Minosse, Eaco o Radamanto. Ci dica la verità: ci riveli quello che siamo e ci salvi!

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Il Carro di Elia

Il Carro di Elia non conosceva il timone
Era ignaro della Ruota
I cavalli di Elia erano unici
Come il veicolo -

Di comprendere il viaggio di Elia
Si perde la capacità
Con Chi giustificò Elia
Attraverso prodigi ineffabili -

Emily Dickinson (trad. Roberto Malini)

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Svastiche nel ghetto di Roma

12 luglio 2006
Roma. Durante i festeggiamenti notturni successivi alla vittoria della nazionale di calcio italiana ai campionati del mondo, qualcuno ha tracciato con vernice nera delle svastiche all'interno del ghetto ebraico di Roma. L'episodio è grave, ma sono altrettanto gravi i prodromi dello stesso. Durante la stessa competizione, il calciatore tedesco di origine polacca Lukas Podolski ha rivolto verso i compagni il saluto nazista dopo aver realizzato uno dei calci di rigore che avrebbero consentito alla squadra di casa di prevalere sugli avversari sudamericani.

Nessuno dei compagni ha mosso anche il minimo appunto al giocatore e la stampa non ha dato alcun risalto all'evento il giorno successivo. Questa censura non è stata effettuata solo in Germania. Io stesso ho inviato una lettera alla Gazzetta dello Sport segnalando e stigmatizzando l'evento, ma il quotidiano dalle pagine rosa si è ben guardato dal pubblicarla, come se si trattasse di una notizia di nessun conto. Il neonazismo, come l'erba cattiva, cresce per l'incuria di chi ha la responsabilità di giardini e... campi. R.M.
Nella foto, il Portico di Ottavia a Roma.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Dieci famosi ebrei

I dieci ebrei più celebri della storia secondo un sondaggio svoltosi negli Stati Uniti:

1 - Mosè. 2 - Gesù di Nazaret. 3 - Albert Einstein. 4 - Anne Frank.
5 - Sigmund Freud (nella foto). 6 - Abramo. 7 - Saulo di Tarso (San Paolo). 8 - Karl Marx. 9 - Maria di Nazaret. 10 - Re David.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Un colpo Fatale

Un colpo Fatale è un colpo Vitale, per Qualcuno,
Che fino a quando non morì, non divenne vivo
Che se avesse vissuto sarebbe morto, ma quando
Morì, la Vita ebbe inizio.

Emily Dickinson (trad. Roberto Malini)

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

L'arresto di Anne Frank

4 agosto 1944, mattina. Dopo aver ricevuto una denuncia telefonica, Julius Dettman, ufficiale del reparto IV B4 della Gestapo di Amsterdam, sezione ebrei, invia il sottufficiale Karl Silberbauer in Prinsengracht 263, dove si nascondono Anne Frank e i suoi cari. Quattro agenti sono con lui. Entrano nel magazzino dell'Opekta, la ditta che fu di Otto Frank e ora nasconde i clandestini, quindi salgono verso l'alloggio segreto.

Gli otto ebrei, Frank, i Van Peels e il dottor Pfeffer, vengono tratti in arresto, dopo che gli agenti hanno preso possesso dei loro beni. Il Diario di Anne, sfuggito agli aguzzini, resta sul pavimento del nascondiglio, dove sarà raccolto da Miep Gies, ex segretaria e amica di Otto Frank. Per Anne Frank e i suoi cari è l'inizio di una tragedia, cui sopravviverà il solo Otto, mentre il Diario diffonderà nel mondo il ricordo della giovane scrittrice assassinata dai nazisti. R.M.
Nella foto, immagini dal film "Il Diario di Anna Frank" del 1959, dalla rivista Jüdische Illustrierte.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Mondiali di calcio: il tedesco Podolski esulta con il saluto nazista

Mondiali di calcio 2006. Quarti di finale: la Germania supera l'Argentina ai calci di rigore. Dopo aver segnato il suo penalty, il biondo giocatore tedesco di origine polacca Lukas Podolski rivolge ai compagni e al pubblico il saluto nazista. Anne's Door è il primo portale che segnala l'episodio, anche attraverso i forum Indymedia e ghetton. La notizia fa ora il giro del mondo. Va precisato che Lukas Podolski, giocatore di origine polacca, soffre da anni di un complesso di inferiorità nei confronti dei compagni tedeschi.

Il suo accento polacco è spesso bersaglio dei comici della tv tedesca. Il giovane atleta ha scelto, purtroppo, il modo più censurabile per essere accetto ai compagni di club e di nazionale, nessuno dei quali si è premurato tuttavia di censurare il suo gesto. Anche la stampa tedesca e quella italiana (ho inviato personalmente una comunicazione riguardante il fatto alla Gazzetta dello Sport) hanno preferito chiudere gli occhi di fronte a quel saluto e ai fantasmi che evoca. R.M.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Gruppo di estrema destra tedesco brucia pubblicamente il Diario di Anne Frank

Berlino, 1 luglio 2006. Un gruppo non identificato di persone ha dato alle fiamme una copia del Diario di Anne Frank per festeggiare, nell'àmbito di celebrazioni nazionaliste, il solstizio d'estate. La notizia è pubblicata dal quotidiano tedesco Berliner Zeitung.

Il Diario è stato arso perché rappresenta gli ebrei della Shoah. La magistratura di Berlino ha avviato un procedimento contro ignoti per istigazione all'odio razziale. La festa per il solstizio ha visto la partecipazione di movimenti dell'estrema destra, fra cui la Lega patriottica dell'Elba orientale. Alessandro Matta

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Concorso per fotografie ispirate al Diario di Anne Frank

4 luglio 2006
Come vedi il mondo? Libertà, bontà, generosità, coraggio, felicità, umanità, altruismo... Anne Frank ha scritto su questi temi nel suo Diario. La casa di Anne Frank ha indetto il concorso “Fonti d’ispirazione”.

I partecipanti sono invitati a raffigurare con una fotografia uno dei temi cari ad Anne e a spiegare perchè hanno scattato quell’immagine. La Casa di Anne Frank di Amsterdam cerca fotografie originali e personali, accompagnate da una buona spiegazione. Come partecipare: leggi QUI le regole, quindi invia la tua fotografia e la tua spiegazione a:
contest@annefrank.nl oppure:

Casa di Anne Frank 
“Fonti d’ispirazione”
Postbus 730
1000 AS Amsterdam (NL)

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Prisma

In altre Cellule,
Di altre Favole
La tua richiesta sia.
Il Prisma non ha mai catturato i Colori,
Li ha solo sentiti giocare -

Emily Dickinson (trad. Roberto Malini)

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Emmie e Anne

2 luglio 2006
“Anne Frank era coraggiosa, saggia e innocente. Ebbe la sua forza e determinazione di continuare a vivere nonostante le circostanze devastanti. Senza la guerra tutta la mia vita sarebbe stata diversa. Ancora oggi, non sopporto ingiustizie di nessun tipo, dovunque e comunque avvengano". L'intervento della testimone Emmie Arbel nella sezione Ricordare

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
 
 
HOME

PAGINA:
0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15