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Che la Forza sia con voi
31 maggio 2005
Ricevo una graditissima e-mail da parte di Michele, un amico di Anne’s Door: Caro Roberto Malini, seguo con interesse e affetto il tuo sito e, grazie al sito, un po’ anche il tuo lavoro. Mi è capitato raramente di vedere qualcuno che si impegna per i valori veri della vita, quindi voglio esprimere a te e a chi lavora con te tutti i miei complimenti e la mia amicizia. Aspetto con ansia il film Cara Anne, un messaggio che sarà utile in questo mondo dominato dal dio denaro, dall’egoismo e dalla falsità.

Caro Michele. Anne’s Door ha bisogno di tanti amici come te, per raggiungere qualche obiettivo importante. I fronti su cui discriminazione e pregiudizio combattono la loro guerra sono numerosi. Bisogna difendere la memoria delle vittime, ma anche i diritti di chi vive e soffre in una società spietata. La “porta di Anne” cerca di aprirsi su un mondo in cui la verità sia più popolare della menzogna, la vera giustizia più efficace di quella manipolata, la distinzione fra il popolo dei “noi” e quello dei “loro” annullata o almeno ridotta. Anne’s Door riuscirà nel proprio intento solo se uomini e donne di buona volontà, all’interno e all’esterno delle istituzioni, si metteranno a disposizione delle persone la cui voce non viene ascoltata da nessuno. Riguardo al film Cara Anne. Il dono della speranza, ti assicuro che è nostra intenzione farne un simbolo, la base di un grande progetto di educazione alla memoria, al rispetto dell’altro, alla tolleranza, alla coesistenza fra persone e popoli. Anne Frank non riusciva a spiegarsi come mai l’uomo finisse sempre per scegliere il male, quando dalla cooperazione avrebbe tratto frutti migliori, anche per il proprio benessere. E’ un mistero. Un mistero che ci accompagna ancora, in tutte le soicietà del mondo, nelle istituzioni (a partire dala scuola), sul lavoro e persino all’interno delle famiglie. Alcuni di noi investono le proprie risorse, in termini di tempo, creatività, idee, impegno, denaro convinti di fare qualcosa “dalla parte del bene” e, lavorando per realizzare un sogno, un ideale (come è per noi il film Cara Anne) lavorano contemporaneamente sul proprio spirito, per migliorarsi, ampliare gli orizzonti delle proprie vedute, dedicare la propria vita a fini nobili. Altri interpretano la vita come un registro fatto di “dare” e “avere” e misurano la propria evoluzione solo secondo i traguardi materiali che raggiungono, anche a scapito dei loro stessi valori. Sono gli stessi che poi cadono nei vizi tipici del “lato oscuro dell’umanità”: discriminazione, sospetto verso chi è “diverso”, calunnia. Io, caro Michele, che non sono esente da debolezze e timori, lavoro con entusiasmo e orgoglio per portare una fiaccola in questo nostro mondo che amo assai più di me stesso, anche se sembra circondato da tenebre che nessuna luce può squarciare. Bisogna essere pazzi, pazzi e innamorati per credere ogni giorno nella Forza del bene. Ti consiglio una lettura tanto “pazza” quanto edificante: I racconti dell’Alloggio Segreto di Anne Frank. Un abbraccio e “Che la Forza (il suo lato luminoso) sia con te!”. Roberto.
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Orgoglio e coraggio a Salerno
30 maggio 2005
Salvatore Di Feo, vicepresidente dell'Arcigay Salerno segnala ad Anne's Door un articolo apparso su L'Unità del 27 maggio 2005. Riassumiamo il pezzo qui di seguito:
Sono gay, ho paura, ma vi denuncio
di Delia Vaccarello
Pasquale Quaranta, pestato a sangue perché gay alla vigilia della giornata contro l'omofobia, subito dopo l'aggressione è stato tentato dal silenzio. Dopo tre giorni decide. Cosa è successo? Abbiamo ricostruito il viaggio che lo ha portato dal panico alla ribellione.
«Hanno appena aggredito me e il mio amico Eddy, un branco di sette contro di noi perché ci tenevamo per mano in piazza a Battipaglia, la città dove vivo. Mi tremano le gambe, ho il volto ferito. Il corpo contuso. Non eravamo da soli, una troupe televisiva era venuta a filmare la vita di due gay al sud. L'aggressione ha scioccato anche gli operatori. Prima eravamo tutti in piazza, poi Eddy è scomparso. Vado a casa mia, spero che stia lì. Ma ho l'impressione di essere seguito. Arrivo al portone e non trovo la chiave, suono all'impazzata tutti i campanelli, nessuno mi apre. Ho paura. Entro nel negozio di fronte. Cerco di calmarmi. È un incubo? Le spalle mi fanno male, non sto sognando. Eddy arriva con le sue gambe, non mi pare vero, temevo il peggio. Ecco anche gli altri. Io non dico quasi nulla, uno strano silenzio si sta impossessando di me. Andiamo in ospedale, ci stipiamo in sette in una macchina. La giornalista dice alle guardie del pronto soccorso: “Questi ragazzi sono stati aggrediti”. Entriamo solo noi. “Che hai fatto?” chiedono gli infermieri. Non me la sento di spiegare. Ho paura di vedere sui loro volti un sorrisetto che ben conosco, ho paura di percepire nei loro gesti il frutto di frasi troppe volte sentite: “Due ragazzi mano nella mano, che vi aspettavate?”. A mezzanotte torno a casa. Battipaglia è diventata di nuovo la città soffocante dove sono nato, le poche conquiste ottenute sono un'illusione. I miei sono scioccati. Vogliono tranquillità. L'indomani gli amici mi dicono: “Se non li denunci ci aggrediscono tutti. Penseranno che i gay se la fanno sotto”. “Ho parlato ai giornalisti, non basta?”. La sera rivedo per un attimo uno dei picchiatori. Ci guardiamo negli occhi, è terribile riconoscersi. Sono con mio padre. Il tipo pensa di tornare indietro per darmi il resto. Ma vede che non sono solo. Cosa succederà domani? E dopodomani?
Il mercoledì presentiamo in Comune il Salerno Pride di giugno. Il sindaco mi manifesta la sua solidarietà, come i sindaci di Eboli e di Battipaglia. Io sono il portavoce del Salerno Pride, uno che cammina a testa alta. Chi è quel Pasquale imbavagliato che è entrato a furia di pugni e calci dentro di me? Nel pomeriggio ho un incontro con il questore insieme a un rappresentante dei Verdi. Si dice: ci deve essere una protezione per chi fa i pride in tutta Italia. Il Questore mi guarda: “Abbiamo saputo della tua aggressione dai giornali, non c'è nessuna denuncia. Noi abbiamo a che fare con i mafiosi, come si combatte se nessuno denuncia?". In casa i miei hanno molto discusso con amici fidati che chiedono: “Ma perché non avete denunciato?”. Entro e dico: “Mamma, Papà, mi sento più sicuro se li denuncio”. “Sì Pasquà, abbiamo sbagliato, lo devi fare. Domani ti accompagniamo”.
Io e mamma usciamo alle sette e trenta. Mi sono vestito bene, indosso la giacca. Compriamo i giornali, in uno c'è scritto che mi sono inventato tutto. Se ero già convinto, ora lo sono di più. In Questura i pc non si possono collegare a Internet, le stampanti funzionano per miracolo. Mi dicono: non abbiamo i mezzi adeguati, ma facciamo il nostro lavoro al meglio. Anche io faccio il mio: firmo la denuncia. Aggredisco il silenzio. Mi ribello».
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La Villa delle ginestre entra nell'itinerario dei soggiorni leopardiani
30 maggio 2005
L’itinerario dei soggiorni leopardiani nelle città di Roma, Milano, Bologna, Firenze, Pisa e Napoli può comprendere oggi anche la Villa delle Ginestre nella quale durante il periodo napoletano Giacomo trascorreva i mesi più caldi dell’anno. Nella sezione Arte e Cultura.
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E' uscito il DVD "L'uovo", il film che celebra il valore della vita
29 maggio 2005
Dario Picciau, il giovane e geniale regista milanese, racconta in esclusiva come nacque e come venne realizzato il primo film di animazione tridimensionale italiano ( www.luovo.com ), che ha ottenuto i più importanti riconoscimenti commuovendo e turbando il pubblico dei festival di tutto il mondo. Il regista ci offre alcune anticipazioni relative al suo nuovo film. "Cara Anne. Il dono della speranza", che si avvale di una "factory" ipertecnologica e dei più noti e validi artisti del mondo. Nella rubrica Cinema.
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Selezione genetica: scienza della vita o nuova frontiera dell'orrore?
29 maggio 2005
Selezione genetica: una frontiera della scienza che l'umanità sta per varcare e da cui, probabilmente, non si tornerà indietro. Le domande che la gente si è posta negli anni scorsi dopo aver letto romanzi di fantascienza o assistito a film come "Gattaca" saranno presto gli interrogativi con cui tutti noi dovremo convivere. La prevenzione delle malattie genetiche è il punto focale di questa immane questione morale. La selezione eugenetica degli embrioni non risolverà il problema delle malattie genetiche debellandole o comunque arginandone gli effetti, ma provvedendo ad eliminare i soggetti malati prima che vedano la luce. La tecnologia diagnostica diventerà un moderno oracolo e in base ad essa si deciderà chi far nascere e chi no.

Gli antichi ritenevano che il Fato fosse talmente sacro da non poter essere modificato neanche dagli Dei. La filosofia dà un nome diverso al Fato: ogni espressione della sua "volontà" è lo 'stato unitario' che dà origine a una creatura unica piuttosto che a un'altra. Esso preesiste addirittura alla formazione dell'embrione. Ma viviamo in un'epoca pragmatica. Filosofi, teologi e liberi pensatori useranno -nel bene e nel male- le parole più adeguate per definire che cosa è vivo e che cosa no, che cosa è umano e che cosa no. Saranno tuttavia motori diversi dall'etica e dal buon senso quelli che definiranno i confini fra una nuova scienza della vita e le frontiere estreme dell'orrore. R.M.
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Sta per "scoppiare" la pace in Israele e Palestina?
Washington, 26 maggio 2005. L'incontro fra il presidente degli Stati Uniti George Bush e il presidente dell'Autorità Palestinese Mahmoud Abbas è di quelli che possono fare la storia. Ostacoli insormontabili si frapponevano fra Israele e la Palestina nel 2000, quendo si incontrarono Clinton e Arafat. Oggi la situazione è diversa. Bush offrirà il massimo appoggio alla Road Map, il percorso che dovrebbe condurre alla pace in una delle terre più travagliate del mondo. Gli Stati Uniti contribuiranno alla ricostruzione di Gaza, dopo il ritiro israeliano, previsto per agosto, con 50 milioni di dollari; il segretario di Stato Condoleeza Rice si recherà inoltre a Gerusalemme e Ramallah nelle vesti di mediatore.

"I palestinesi stanno dimostrando di potersi governare e offrire un contributo alla pace in Medio Oriente," ha detto Bush, "e non deve sfuggirci questa opportunità che la storia ci offre". Dopo decenni di guerre, terrorismo, tensioni e incomprensioni, siamo effettivamente vicini alla pace. Non è il momento di abbassare la guardia, naturalmente, perché vi è chi con la guerra si arricchisce e ottiene potere e in vista di un'ipotesi di pace non mancherà di ordire trame per fomentare nuovo odio fra i due popoli. I semi della pace, però, come quelli del frumento, aspettano solo la stagione propizia per germogliare e dare il frutto della vita. E questo 2005 sembra proprio l'inizio di una nuova e fertile stagione del grano. R.M.
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Amnesty International: "L'Italia non rispetta i diritti umani degli extracomunitari"
26 maggio 2005
Il Rapporto 2005 di Amnesty International denuncia gravi abusi contro i diritti umani commessi dalle istituzioni del nostro paese. Si pongono in rilievo soprattutto gli ostacoli al diritto di asilo, il rimpatrio verso nazioni a rischio di violazioni dei diritti dell'uomo. Il rapporto sottolinea il dramma dei centri di permanenza: "Migliaia di cittadini stranieri privi del permesso di residenza in Italia o sospettati di esserne sprovvisti sono stati trattenuti in centri di permanenza temporanea in cui potevano restare fino a un massimo di 60 giorni. Molti internati sono stati impossibilitati ad accedere all'assistenza legale necessaria per opporsi al'espulsione". Inoltre è stata resa pubblica la vergogna delle pessime condizioni igieniche, del sovraffollamento, del cibo scarso e di cattiva qualità offerto nei centri. L'Italia sta diventando un paese intollerante, nazionalista, xenofobo. Il Rapporto 2005 fa luce su questa realtà, che diventa ogni giorno più tragica e pericolosa. Auguriamoci che le istituzioni se ne rendano conto e si adoperino perché torni fra le priorità sociali il rispetto dei diritti dell'altro. R.M.
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E' morto Music, l'artista di Dachau
26 maggio 2005
Il 25 maggio è morto Zoran Music, uno dei più importanti artisti contemporanei. Music era nato a Gorizia nel 1909. Studiò arte in Austria e Iugoslavia; frequentò l'Accademia di Belle Arti di Zagabria dal 1930 al 34, Viaggiò in Cecoslovacchia e Spagna. Fu influenzato da Goya. La sua pittura rappresentava soprattutto animali e paesaggi dalmati. Fu arrestato a Venezia per i suoi contatti con la Resistenza. Alcuni suoi amici e compagni furono fucilati; Zoran venne deportato a Dachau nel mese di ottobre del 1944, dove lavorò in una fabbrica di munizioni delle SS.

A Dachau realizzò 180 disegni che mostravano la tragica realtà del campo, la denutrizione, le malattie, le torture e la morte degli internati. Del corpus di tali opere, se ne salvarono trentacinque, che l'artista nascose in una copia del libro Mein Kampf di Adolf Hitler, riponendolo nella biblioteca del lager. Music è considerato fra i più grandi artisti dell'Olocausto. R.M.
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Vivere meglio
25 maggio 2005
Dove si può trovare la forza per superare le difficoltà della vita senza perdere la speranza? Paul Steinberg era un ragazzo ebreo tedesco che nel 1943 viveva a Parigi. Un giorno uscì di casa per comprare il pane. Due poliziotti lo arrestarono e si ritrovò nel campo di transito di Drancy. Di lì venne mandato nell'inferno di Auschwitz. (...) Nella rubrica Ricordare.
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Medici senza Frontiere, non abbandonate i bambini del Madagascar
23 maggio 2005
I Medecins sans Frontières, organizzazione di assistenza sanitaria che opera nei paesi più poveri o preda di conflitti bellici, ha dichiarato attraverso un portavoce di aver interrotto il progetto "Bambini di Antananarivo" e ogni altro programma attivo nell'isola. L'associazione è presente in Madagascar dal 1987 e, nonostante una situazione di indigenza terribile, ha salvato molte vite umane. "Non siamo in grado di fare più niente," ha dichiarato il portavoce, "perché l'isola è sempre più povera, gli aiuti sono inesistenti e il nostro lavoro non è più neanche una goccia nell'oceano della necessità.

Il nostro obiettivo era quello di offrire cure mediche gratuite ai bambini che vivono in strada. Ora però il Madagascar è un inferno in cui il 70 per cento degli abitanti si trova in assoluta miseria". Il Madagascar è lo specchio della nostra epoca, in cui si spendono cifre incredibili per mandare automobiline radiocomandate su Marte -dove inevitabilmente si insabbiano-, per campagne belliche, per migliorare il livello tecnologico dei paesi ricchi. Chi volesse scrivere un messaggio di incoraggiamento ai MSS, affinché non si arrendano o inviare loro un contributo, può farlo tramite il loro portale: http://www.msf.org
Roberto Malini.
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La democrazia salvi l'America!
23 maggio 2005
Jean Arnault, rappresentante dell'Onu in Afghanistan, ha condannato con durezza gli episodi conosciuti in cui soldati americani torturarono a morte due prigionieri afghani, che morirono fra atroci sofferenze presso la base militare di Bagram, a 50 chilometri da Kabul. Gli episodi, verificatisi nel 2002 rappresentano purtroppo una metodologia che gli americani adottano regolarmente per estorcere informazioni ai prigionieri di guerra, facendosi beffe di qualsiasi convenzione e principio morale. Ma sono altri i dubbi che ci dovrebbero assalire. Ci stiamo assuefacendo all'orrore? Assistiamo senza ribellarci alla costante violazione di ogni diritto alla vita e alla dignità dell'uomo? Un paese è stato devastato, funestato e invaso in base a una sola ragione: l'ipotetica presenza in quel paese di armi di distruzione di massa.

Il motivo che secondo alcuni avrebbe giustificato il conflitto era insussistente, L'Irak non possedeva che pochi armamenti primitivi, nulla che potesse giustificare tanti timori. "Comunque Saddam Hussein era un dittatore e adesso gli irakeni staranno meglio," si è commentato, a giustificare l'incredibile errore di partenza, che è costato migliaia di vite umane e danni irreparabili al patrimonio culturale del paese. Giornali e televisioni ci mostrano periodicamente scene raccapriccianti di abusi sui prigionieri, sui vivi e sui morti. I militari, per vincere la noia, sparano persino ai cani di Baghdad. Difendere gli ideali della democrazia significa criticare questa America arrogante, violenta, ipocrita. Un paese che condanna i suoi eroi (i militari che hanno detto "no" all'orrore e hanno denunciato le torture e gli abusi) e trasforma in eroi -promuovendoli e mandandoli a esercitare la loro brutalità in giro per il mondo- i suoi carnefici, somiglia sempre meno a una democrazia e comincia ad assumere un'aura sinistra. R.M.
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Il poeta dell'Olocausto
19 maggio 2005

Ritratto di Abraham Sutzkever, il più importante poeta in lingua yiddish e uno dei principali poeti dell’Olocausto. Nella sezione.
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Giornata Mondiale contro l'Omofobia
17 maggio 2005
Si celebra oggi la "Giornata Mondiale contro l'Omofobia". Il 17 maggio 1990 l'Assemblea Generale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) eliminò l'omosessualità dal novero delle patologie mentali (bontà loro!). Franco Grillini, deputato Ds, Presidente Onorario dell'ArciGay -e mia vecchia quento stimata conoscenza- annuncia una proposta di legge per istituire la "Giornata Mondiale contro l'Omofobia", base per nuovi programmi educativi.

L'iniziativa -che nasce da un'idea di Louis-Georges Tin, autore del "Dictionnaire de l'Homophobie"- è da sostenere, anche se, personalmente, privilegerei progetti educativi diretti alle scuole e finalizzati a una migliore conoscenza della scelta omosessuale, della presenza di omosessuali nella cultura dell'umanità (da Platone a Leonardo da Vinci, da Caravaggio a Shakespeare, da Rimbaud a Francis Bacon), dell'importanza di riconoscere e tutelare le diversità, che nel loro insieme assicurano l'equilibrio della società umana e l'armonia del mondo. (Nella foto, il poeta Rimbaud). Roberto Malini.
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Un anno a Treblinka
16 maggio 2005
Da "Un anno a Treblinka" di Jankiel Wiernik. La testimonianza di una tragedia apocalittica.
"Vedo un’orda di scheletri, migliaia / Di scheletri che tendono le loro ossute braccia / verso di me, implorando pietà e vita. / Pietà. Vita. Ma io, bagnato di sudore, / posso solo guardarli, ma non posso aiutarli". Nella rubrica.
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Parole sante
15 maggio 2005
Città del Vaticano, 15 maggio 2005. Papa Benedetto XVI ha detto, in occasione della cerimonia con cui ha ordinato 21 nuovi sacerdoti nella bascilica di San Pietro, che la Chiesa Cattolica ha il dovere di essere "sempre pronta a superare le frontiere che dividono i popoli e infrangere le barriere fra le classi sociali e le razze". Secondo il pontefice, la Chiesa deve essere foriera di unione e non divisione fra gli esseri umani, deve comprendere e tutelare le diversità, deve promuovere la fratellanza fra popoli, gruppi sociali e individui.
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Alla ricerca della "vera" Anne Frank
15 maggio 2005
La Casa di Anne Frank di Amsterdam (www.annefrank.org) propone ora una versione del portale web in lingua italiana. Sarà un nuovo punto di riferimento per insegnanti e studenti del nostro paese. Nel sito, infatti, sono disponibili informazioni, fotografie, documenti, testimonianze (anche video) e il calendario degli eventi internazionali.

Ma non è tutto, perché grazie alla rilettura della vicenda e degli scritti di Anne Frank -avviata proprio da studiosi italiani- sarà possibile già nei prossimi mesi restituire a un simbolo-chiave della Shoah la sua vera dimensione storica e l'ampiezza del messaggio che ha trasmesso ai posteri. E' la base di un progetto educativo da riformulare, per impedire che le nuove generazioni abbiano una conoscenza distorta o -peggio- edulcorata di un genocidio di proporzioni immani, una catastrofe che cancellò dall'Europa un intero popolo, con antiche tradizioni e un'influenza sempre più importante per il progresso delle arti e delle scienze nel mondo. Ogni momento del progetto sarà divulgato "in tempo reale" su annesdoor.com. (Grazie a Elvio Gasperini). R.M.
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Un simbolo del nostro tempo
14 maggio 2005
Il nuovo Memoriale della Shoah di Berlino, costruito su progetto dell'archittetto Peter Eisenmann, è un simbolo della nostra epoca, che non concede spazio alla memoria. Nella rubrica "Arte e Cultura" l'articolo "Questo nostro mondo senza memoria".

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L'ultimo viaggio di Ottla
14 maggio 2005
Tutti sanno chi fu lo scrittore praghese Franz Kafka; pochi conoscono la sorella preferita di lui, Ottla, detta Ottilie. Nella rubrica, un breve articolo dedicato all'educatrice ebrea.
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La caduta per gli studenti del Lazio
14 maggio 2005
Roma, 2 maggio 2005. La direzione scolastica regionale per il Lazio suggerisce agli insegnanti di condurre gli studenti delle scuole secondarie ad assistere al film La caduta di Oliver Hirschbiegel. Probabilmente sarebbe utile che al termine della visione gli studenti fossero messi in contatto, magari attraverso una lezione o la visione di un altro film, con la realtà degli anni precedenti alla "caduta", per conoscere integralmente la figura del capo del nazismo,
Dal sito dell'Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio:
La caduta - Gli ultimi giorni di Hitler Il film-documento del regista Oliver Hirschbiegel è offerto agli studenti delle scuole secondarie di II grado al costo di non più di 4 euro, in base ad un accordo tra Agiscuola, RAI Cinema e 01 Distribution. Gli istituti scolastici interessati contattino direttamente le sale cinematografiche in cui il film è programmato. Per ulteriori informazioni rivolgersi all'Agiscuola nazionale, sig.ra Stefania Arcangeli, tel. 06.8847.3391 fax 06.8847.3303 email:agisscuola@agisweb.it
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Una "magia" per i bambini malati di tumore
14 maggio 2005
C'è una Fondazione amica dei bambini malati di tumore. Si chiama "Magica Cleme" ed è stata creata per ricordare Clementina Niada, una bambina di 10 anni che possedeva il dono della poesia, quallo della speranza e forse anche quello della magia.
Il progetto della Fondazione è spiegato nel sito: http://www.magicacleme.org/html/fondazione.html
"Clementina è stata una bambina che nonostante la malattia (un antipatico Neuroblastoma), diagnosticata all' età di 4 anni, ha potuto vivere una vita assolutamente straordinaria, sia come quantità di tempo trascorso nella sofferenza, sia come quantità di gioia e amore che ha saputo dare ed ottenere. Clementina era convinta di essere magica (si definiva una streghetta) ed infatti il coraggio e la carica di serenità con la quale ha affrontato la malattia, nei moltissimi ospedali in cui è stata curata in giro per il mondo, erano assolutamente inspiegabili. Quindi quando ci ha lasciato, il messaggio e la missione donata ai suoi genitori è stata quella di far sì che i bambini malati di tumore come lei, potessero passare la maggior quantità possibile di ore liete, lontano dal dolore e dalla sofferenza che la malattia, le terapie e l'ospedale rubava loro. Clementina quindi vive ed è presente in tutto ciò che di "Magico" viene fatto per il sorriso e la gioia dei bambini malati".

"La Fondazione ha bisogno di te, o meglio ha bisogno di tutti coloro che sentono di poter essere in sintonia con i bambini e con le loro esigenze. I bambini malati, come tutti gli altri bambini, non hanno bisogno di molto e sono contenti in fretta, ma sanno dare in cambio molto piu' di quanto gli adulti cerchino affannosamente ed ottengano dalle loro illusioni quotidiane. Un sorriso, una luce negli occhi di un bimbo è sicuramente la miglior medicina per loro e per coloro che gli stanno intorno. Un rimedio per l'anima".
(Grazie ad Andrea Jarach)
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La Chiesa e il matrimonio gay
di Roberto Malini
13 maggio 2005
Madrid. Il segretario della Conferenza episcopale José Antonio Martinez Camino esprime in un'intervista rilasciata al quotidiano El Mundo la posizione della Chiesa spagnola riguardo al riconoscimento dell'istituzione del matrimonio per le coppie omosessuali. " Essendo cattolico il re Juan Carlos," ha dichiarato Camino, "valgono anche per lui il diritto e il dovere all'obiezione di coscienza riguardo a una legge iniqua che corrompe l'istituzione del matrimonio". Il primo ministro José Luis Rodriguez Zapatero ha commentato laconicamente in parlamento la posizione della Chiesa: "Non si possono privare alcune categorie sociali della libertà concessa ad altre". Zapatero afferma un concetto tanto ovvio quanto difficile da comprendere da parte di molti, fra cui uomini politici, intellettuali e altri personaggi pubblici. Non devono esistere diritti riservati a una classe di cittadini che vengano poi negati a un'altra classe in base a pregiudizi e discriminazioni.

In una comunità umana esistono le diversità, che riguardano la razza, la fede religiosa, le condizioni economiche, la cultura, il sesso ecc. Neri e bianchi, cristiani e induisti, uomini e donne, eterosessuali e omosessuali non possono essere distinti nei loro diritti in base alla peculiarità che li fa rientrare nella maggioranza o in una minoranza. Se la comunità riconosce un'istituzione che sancisce l'unione sentimentale fra due persone, non vi deve essere distinzione riguardo alla loro razza, alla loro fede, alla loro condizione sociale. Questo è un principio che più o meno tutti accettano, definendo tale distinzione come "discriminazione". Lo stesso principio deve essere esteso, in una società giusta, all'indole sessuale delle due persone che desiderano istituzionalizzare la loro unione, il loro amore. Paradossalmente, tale principio garantisce che, qualora la maggioranza dei cittadini adottasse in futuro un comportamento omosessuale, l'istituzione del matrimonio sarebbe automaticamente riconosciuta alle coppie eterosessuali. Pur essendo molti gli omosessuali fra i membri del clero, la Chiesa cattolica resta ufficialmente, purtroppo, cieca di fronte all'evoluzione morale dell'umanità. Non ha tratto insegnamento dagli orrori cui diede vita quando promosse le Crociate, poi nel lungo periodo della Santa Inquisizione o quando sostenne regimi di potere basati sulla negazione del valore della vita umana. Come siamo lontani dal messaggio d'amore, uguaglianza, comprensione contenuto nel Vangelo! Come sono diversi gli uomini dai simboli e dalle parole cui affermano di ispirare le loro azioni! Dov'è, poi, la Chiesa? A Roma o non piuttosto dove la Verità e l'Amore generano verità e amore nella loro semplicità, nella loro nudità, nella loro (incomprensibile ai più) santità?
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La sapienza divina
9 maggio 2005
"La sapienza divina ha origine dal Nulla" (Giobbe, 28, 12). Il concetto di 'sacro' è universale come quelli di 'buono' e di 'vero'. Nella rubrica, un breve articolo: "Il sacro".
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Dall'ombra nasce l'antisemitismo
di Roberto Malini
9 maggio 2005
Gli episodi di intolleranza avvenuti in Italia destano preoccupazione anche nello stato di Israele, dove sono commentati dai media, che sottolineano l'estrema delicatezza delle situazione, in un paese ritenuto all'avanguardia nella tutela dei diritti dei cittadini ebrei. Emergono intanto nuove realtà. Negli atenei, gli studenti ebrei cominciano ad aver paura. Le intimidazioni contro i docenti di fede ebraica e i relatori provenienti da Israele stanno creando un clima di tensione intorno a loro. Nelle scuole, battute e offese di stampo antisemita sono sempre più frequenti e non sarà certo l'incontro fra Veltroni e le squadre romane di calcio giovanile dell'Acilia e del Maccabi né una forzata stretta di mano a cambiare le cose, senza alcun progetto educativo.
"Ho preso coscienza molto presto del fatto che l'odio e il rifiuto sono sgraditi compagni di viaggio dell'ebreo. Prendono corpo alla sua ombra; ne sono parte integrante. Secondo la volontà del fato, in un posto o nell'altro, una o due generazioni si sottraggono alla persecuzione, ma inevitabilmente la generazione successiva subisce prove ancora più terribili e crudeli".
Paul Steimberg (sopravvissuto ad Auschwitz), da Un altro mondo , Parigi 1995.
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Pena di morte: follia del potere
9 maggio 2005
La vita umana, nelle mani del potere, ha il valore dello zero assoluto. La pena di morte ne è l'esempio più eclatante, ma non l'unico. Il carcere e gli istituti di rieducazione sono istituzioni altrettanto inique e barbariche, dove vigono leggi di forza e prevaricazione, corruzione, abusi di ogni sorta.
Un'indagine voluta dal governatore della Virginia (Usa) Mark Warner ha messo in luce l'inadeguatezza degli esami del DNA effettuati negli ultimi anni nell'àmbito di procedimenti penali, analisi da cui dipendeva spesso la condanna alla pena di morte degli imputati. 150 casi sono sotto inchiesta, primo fra tutti quello dell'italoamericano Derek Rocco Bernabei, accusato di aver ucciso la sua fidanzata Sarah Winosky e giustiziato nel settembre del 2000. I test del DNA cui fu sottoposto l'imputato furono alla base della sua condanna. Dopo la prima fase delle nuove indagini è emersa però una verità alternativa ed agghiacciante: il laboratorio di analisi avrebbe falsificato gli esiti degli esami dietro pressione dell'allora governatore Jim Gilmore. Il famoso avvocato Alan Dershowitz aveva già rese pubbliche le numerose violazioni dei più elementari diritti alla difesa dell'imputato, ma inutilmente. Protestando in ogni occasione possibile la propria innocenza, Derek venne ucciso con un'iniezione letale. Il potere corrompe, il potere manipola la verità, il potere inganna la giustizia, il potere uccide. In 14 stati americani la pena capitale può essere applicata anche nei confronti di imputati minorenni, purché abbiano compiuto i 16 anni. Il potere è ubriaco di se stesso, il potere è ubriaco di sangue, il potere è ubriaco di morte. Quando finirà? R.M. (Nella foto: Andy Warhol, Electric Chair, 1971. Grazie a Daniele Foglia).
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La svastica invisibile
8 maggio 2005
I recenti episodi di antisemitismo e discriminazione contro minoranze pongono l'accento sull'importanza, vitale per le nuove generazioni, della testimonianza e di un'educazione alla verità. La svastica invisibile , nella rubrica.
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Guida web per studenti sulla Seconda Guerra Mondiale
Amsterdam, 8 maggio 2005
Nella ricorrenza del giorno della Vittoria in Europa (8 maggio 1945), La Fondazione Anne Frank lancia la versione europea della Guida alla ricerca (Werkstukwijzer) destinata a studenti di sette paesi: Paesi Bassi, Germania, Gran-Bretagna, Francia, Italia, Austria e Repubblica Ceca (www.annefrankguide.net). La Guida alla ricerca è una banca dati che permette agli studenti di realizzare, in modo autonomo, ricerche, esposizioni, o siti web sulla storia di Anne Frank e sulla Seconda Guerra Mondiale.
Wim Kok, ex primo ministro olandese e presidente del Comitato di Vigilanza della Fondazione Anne Frank, segnala il sito web all´attenzione dei capi di governo di sette paesi europei con le seguenti parole:
“Esattamente sessant´anni fa la pace veniva ristabilita in Europa. Oggi osserviamo un minuto di silenzio nel ricordo delle atrocità della guerra. Oggi è anche un momento per ricordare quanto dobbiamo essere grati del fatto che da molti anni viviamo in pace e libertà. La scuola può dare un enorme contributo ad un futuro senza guerre. Per questo, considero molto positivo che in Europa realizziamo dei progetti educativi comuni. Il sito web che viene lanciato oggi nei prossimi anni sarà completato ed arricchito. Mi auguro che Lei voglia proporre questo sito, risultato di una collaborazione internazionale, all´attenzione delle scuole del Suo paese.”
La Guida alla ricerca permette a studenti tra i 10 ed i 16 anni di condurre in modo autonomo una ricerca, preparare un´esposizione orale o costruire un sito web su Anne Frank e la Seconda Guerra Mondiale. Il sito contiene una preziosa banca dati con testi, fotografie, filmati, e frammenti sonori. La Guida alla ricerca può essere facilmente utilizzata da alunni con abilità e livelli diversi. Gli studenti possono scegliere l´argomento della loro ricerca tra una serie di proposte presenti sul sito ed utlizzare le relative fonti oppure possono proporre loro stessi un argomento e condurre la ricerca in modo autonomo.
La versione europea del Werkstukwijzer è stata realizzata sulla base della versione olandese. Quest´ultima è stata lanciata nell´aprile del 2003 ed è stata già utilizzata da migliaia di studenti. Nel corso di quest´anno, le sette versioni della Guida alla ricerca verranno corredate da informazioni specifiche relative ad ogni paese.
La Fondazione Anne Frank ha realizzato la versione europea della Guida alla ricerca in stretta collaborazione con i seguenti partner: internetbureau Lost Boys (Paesi Bassi), Civisme et Démocratie/ Cidem (Francia), Anne Frank Zentrum (Germania) e Anne Frank Trust (Gran Bretagna), Terezin Initiative Institute (Repubblica Ceca), Centro culturale Francesco Luigi Ferrari (Italia), Bundesgymnasium e Bundesrealgymnasium Wien XXI, Bertha von Suttner (Austria).
La Guida alla ricerca è stata in parte finanziata dall´Unione Europea nel quadro del progetto Minerva.
Da due settimane il sito web della Casa di Anne Frank è disponibile anche in lingua italiana (www.annefrank.org).
- In allegato una foto di Wim Kok ed il testo della lettera inviata ai primi ministri di vari paesi.
- Per ulteriori informazioni rivolgersi a: Annemarie Bekker, dipartimento Comunicazione, Fondazione Anne Frank, tel. 00 31 (0) 20 – 5567100; E-mail a.bekker@annefrank.nl. (grazie ad Andrea Jarach)
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Gli Zingari, popolo perseguitato
7 maggio 2005
Nella sezione, Arte & Cultura, un breve articolo dedicato alla storia degli Zingari, utile a comprendere meglio un popolo che è oggetto da oltre 500 anni di pregiudizi e violenze di ogni genere
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Lo stanzino degli asciugamani
7 maggio 2005
Nella sezione Club un racconto di Steed Franco Gamero Campos, ispirato al film "L'ultima risata" (Der Letzte Mann) di Friedrich Wilhelm Murnau, Germania 1924. Il breve racconto, scritto dal giovane sceneggiatore (diplomato alla Scuola del Fumetto di Milano, presidente del Club Giovani "Anne's Door"), si svolge in un albergo di Berlino, nel 1942, quando i nazisti sono nel pieno del loro potere.
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Antisemitismo in Italia e in Europa: un pericolo da non sottovalutare
di Roberto Malini
7 maggio 2005
Daniela Santus, 40 anni, docente di Geografia Culturale alla Facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell'Università di Torino ha subito il 20 aprile e il 2 maggio di quest'anno due gravi episodi di contestazione da parte di gruppi di attivisti dei centri sociali. L'insegnante ebrea è stata oggetto di pesanti intimidazioni; la stessa sorte è toccata al viceambasciatore israeliano Elazar Cohen, invitato a tenere una relazione di economia. Gli studenti della professoressa Santus, al contrario, seguono con grande interesse le sue lezioni. La docente è stata accusata di "propaganda sionista" dal CUA, Collettivo Universitario Autonomi, che il 20 aprile rese impossibile una sua lezione con insulti, minacce anche di natura antisemita (poi negate dal Collettivo), lancio di uova e di fumogeni. L'atmosfera di odio e intolleranza che circonda gli iunsegnanti ebrei e gli uomini di cultura provenienti dallo Stato di Israele è ormai insostenibile.

Il terrorismo antisemita viene giustificato dai suoi propugnatori come "critica alla politica di Sharon", ma la pretestuosità di tale 'paravento ideologico' emerge chiaramente ora che è in atto un dialogo costruttivo fra autorità israeliane e palestinesi, si annuncia il ritiro da Gaza e si è registrato un calo importante per quanto riguarda gli attentati contro Israele. Si ricorda che gli autonomi impedirono di parlare al Consigliere d'Ambasciata di Israele, Shay Cohen, il 14 ottobre 2004 presso la Facoltà di Scienze Politiche di Pisa; che il 22 febbraio 2005 all'Università di Firenze l'Ambasciatore Ehud Gol, giunto da Gerusalemme, fu investito da offese e fischi, che resero impossibile il suo previsto intervento; a lista prosegue con l'annullamento -causato da un clima intimidatorio- dell'incontro presso l'Università di Bologna fra Angelica Calò e Samar Sakkar, promotrici di convivenza e dialogo in Medio Oriente, che rappresentano Israele e la Palestina, entrambe già candidate al Nobel per la pace. Personalità politiche e accademiche hanno preso le distanze dagli autonomi, condannando gli episodi di intolleranza e aggressione, ma senza dare agli eventi il peso che meriterebbero, trattandosi chiaramente di manifestazioni discriminatorie, odiosa propaganda di ideali razzisti e istigazione all'odio contro gli ebrei. L'episodio verificatosi giovedì scorso sul campo dell'Ostiense, a Roma, dove la squadra di calico giovanile del Maccabi Roma è stata oggetto di insulti e provocazioni di stampo xenofobo rappresenta perfettamente il fenomeno che si sta manifestando nella nostra società. Amos Luzzatto, presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche italiane ha espresso una grande preoccupazione, sottolineando come tali eventi "gettino le premesse per violenze ancora maggiori e per il rinnovo di discriminazioni e odi che durante la Seconda Guerra Mondiale hanno imbarbarito l'Europa". Gli episodi di intolleranza contro accademici ebrei sono iniziati in Francia e Gran Bretagna; gli ebrei d'Oltralpe vivono ormai in una situazione di angoscia e molti di loro stanno pensando di riparare in Israele. E' un momento storico e sociale di gravità inaudita, che ci si augura non venga sottovalutato. E' necessario intervenire urgentemente, a cominciare dall'educazione delle nuove generazioni. La scuola ha il dovere di insegnare ai giovani valori etici e non solo nozioni. La tolleranza, il rispetto delle diversità, i fondamenti delle culture differenti da quella della maggioranza dei cittadini: insegnanti, intellettuali, artisti e addetti all'informazione di massa non possono esimersi dalle responsabilità che l'attuale contingenza assegna loro. Sono passati solo sessant'anni dall'era delle camere a gas e dei forni crematori. E' ora che l'umanità si svegli definitivamente da quell'incubo e intraprenda una strada di vero progresso.
(Nella foto, dipinto dedicato alla Shoah di R. Malini).
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Stefan, bambino Rom, quale sarà il tuo futuro?
7 maggio 2005
La professoressa Sonia D. scrive a "Anne's Door" a proposito di un fatto di attualità cui abbiamo dedicato recentemente un intervento; gli interrogativi che si pone e ci pone riguardo a Stefan -il bambino Rom conteso fra i suoi genitori e i servizi sociali- e a ciò che la sua vicenda rappresenta ci trovano perfettamente d'accordo.
"Egregio dottor Malini, prima di tutto complimenti per il sito. La cultura d'oggi si esprime e si turba più per manichini impiccati e riccioli di donna che per ciò che davvero conta e avviene intorno a noi. Un sito come Anne's Door è davvero utile per capire il mondo in cui viviamo. Il caso del piccolo Stefan, figlio dei coniugi Caldararu, che appartengono alla comunità Rom, mi sembra indicativo dei pregiudizi che circondano i nomadi. Il bambino è stato sottratto ai genitori e affidato a una comunità per bambini maltrattati, dove non mi sembra abbia subito un trattamento umano, visto che ha detto di aver ricevuto sberloni e iniezioni e dove piangeva perché gli impedivano di vedere i genitori e la sorellina. Grazie all'azione disperata di chi l'ha liberato e all'intermediazione dell'ingegner Iulian Curelea, il caso di Stefan è arrivato sulla stampa e all'attenzione dell'opinione pubblica. Altrimenti Stefan avrebbe continuato a subire percosse e punture, nell'indifferenza delle istituzioni, nascosto dietro le mura di quella comunità che lui paragonava a una prigione. Come centinaia, migliaia di altri Stefan che nessuno va a soccorrere. La comunità Rom ha testimoniato a favore dei Curelea e del campo nomadi di via Capo Rizzuto, a Milano. Ora il bambino è in un'altra comunità, una comunità segreta e protetta. Che trattamento starà ricevendo? Oggi, con sbigottimento, leggo sui giornali che Stefan avrebbe capovolto le sue affermazioni, rivelando che era il campo nomadi una specie di galera e non la comunità. All'interno del campo, avrebbe detto di essere stato costretto da adulti a giochi particolari, a lui sgraditi. I Rom sono molto uniti ed è praticamente impossibile che all'interno di un loro campo possano verificarsi episodi così turpi, all'insaputa delle famiglie dei piccoli. Sono quelle, le comunità veramente protette! La sensazione è che si voglia gettare discredito e fango sui membri dell'accampamento Rom in cui vivono i Caldararu e sulla loro intera comunità, che si tratti di una ritorsione contro il loro schierarsi perché la famiglia tornasse unita, contro le loro proteste nei confronti dei provvedimenti ingiusti che avevano colpito Stefan e i suoi congiunti. Se la comunità in cui si trova ora Stefan è così protetta, come mai le sue nuove dichiarazioni, contro la sua stessa famiglia e il suo accampamento sono trapelate all'esterno e hanno raggiunto in tempo reale le redazioni di giornali e tv? Iulian Curelea, nella vicenda, pare la persona di maggior buon senso e umanità. Il rischio che corre, secondo me, è enorme: ha aperto una breccia nel muro dietro cui si nasconde la realtà delle comunità che accolgono i bambini e i ragazzi in difficoltà. Ha messo in luce la debolezza di chi è emarginato, nei confronti delle istituzioni e ha sollevato il problema dei metodi educativi applicati nelle comunità. Gli sarà consentito di rappresentare i diritti dei Rom o si cercherà di screditarne l'immagine? Sonia D., Milano".
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Educazione alla Shoah
6 maggio 2005
L'educazione alla Shoah rappresenta un passaggio fondamentale per la crescita intellettuale e civile delle nuove generazioni. Attualmente l’educazione all’Olocausto è un fattore critico che gli enti e le autorità preposte all’istruzione affrontano con un atteggiamento sempre più attento. Si cerca di inquadrare la storia del genocidio degli ebrei in Europa nella sua drammatica unicità, ma anche nella sua importanza fondamentale per comprendere il presente, la cui identità morale, culturale e storica dipende senza ombra di dubbio dallo studio della Shoah e dai valori che se ne trarranno, valori e ideali con cui la scuola ha il compito di nutrire la coscienza della nuova umanità. Un saggio di Roberto Malini nella sezione Ricordare.
 
Illustrazioni: a sinistra Josep Tomas, Gli ultimi istanti, 2004; a destra Dario Picciau, Sissel Vogelmann, 2004
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Insulti antisemiti e aggressione contro i ragazzi ebrei del Maccabi Calcio di Roma
6 maggio 2005
Roma. Ieri, 5 maggio 2005, giornata internazionale dedicata alla memoria dell'Olocausto (Yom Hashoah), a Roma, sul terreno di gioco dell'Ostiense si stava svolgendo la partita del campionato Allievi fra il Maccabi Roma e la Pro Calcio Acilia. La squadra del Maccabi Roma fa parte della Federazione Italiana Maccabi, nata per raccogliere e organizzare le attività sportive degli ebrei italiani, in campo nazionale e internazionale. Nel corso dell'incontro i ragazzi della Pro Calcio Acilia -sedicenni e diciassettenni- hanno rivolto ogni genere di insulto di natura antisemita in direzione dei coetanei, come era già avvenuto nella partirta di andata. L'arbitro ha tollerato il gravissimo episodio finché non è degenerato in una rissa. Allora ha sospeso la partita, sul risultato di 1 a 1. Il presidente del Maccabi, Vittorio Pavoncello, ha protestato ufficialmente sia nei confronti della società di Acilia, sia della Federcalcio, che nonostante il precedente non ha preso alcuna precauzione a tutela dei giovani atleti ebrei. L'evento mostra una volta di più come l'antisemitismo si stia rafforzando anno dopo anno, in Italia come in molti altri paesi. Le istituzioni preposte all'educazione fanno ben poco per evitare il riacutizzarsi di un morbo delle società che non è mai guarito, nonostante l'insegnamento che i popoli avrebbero dovuto e dovrebbero trartre dalla Shoah, con i suoi orrori e la perdita di qualsiasi barlume di innocenza da parte dell'uomo. R.M. (Grazie a Elvio Gasperini).
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Violenze sui bambini: la Cassazione stabilisce che anche quelle morali sono un reato
5 maggio 2005
Una sentenza della Cassazione stabilisce che non solo le violenze fisiche perpetrate nei confronti dei figli, ma anche quelle morali ovvero le umiliazioni, la segregazione, la mancanza di rispetto verso la dignità delle loro persone costituiscono reati penali. La sesta sezione penale di Torino ha respinto il ricorso presentato da un genitore, condannato in Appello, che sottoponeva il proprio bambino a punizioni lesive della sua dignità e del suo equilibrio emotivo. La sentenza è stata emessa in base a una nuova interpretazione dell'abuso degli strumenti di educazione e correzione, che ora riguarda anche gli abusi morali, che possono compromettere in misura più o meno grave la salute psichica del bambino. E' un notevole passo in avanti sulla strada che conduce alla difesa dei bambini, troppo spesso oggetto di lune e umori da parte di genitori-padroni che esercitano all'interno delle loro famiglie un'autorità dittatoriale e vessatoria. E' auspicabile che la sentenza rappresenti l'inizio di una trasformazione della società, che si basa su modelli educativi arcaici, che tollerano in una certa dose la brutalità fisica o morale da parte degli educatori. Percosse, coercizioni e umiliazioni sono esercitate anche all'interno di comunità che ospitano fanciulli e adolescenti con problemi familiari. E' una realtà odiosa che si verifica vicino a noi, nel cuore di città apparentemente civili, dietro pareti che proteggono ingiustizie e abusi commessi contro la parte più fragile della comunità: i bambini e i ragazzi, che non posseggono ancora gli strumenti per ribellarsi o comunque sottrarsi all'inadeguatezza e all'insensibilità di cattivi educatori. Per combattere questo fenomeno è necessario che i testimoni di azioni di crudeltà verso i fanciulli -familiari, assistenti sociali, persone di buona volontà- si impegnino per contribuire alla "rieducazione degli educatori", criticandone anche pubblicamente il comportamento, ricordando loro che si tratta di reati penali, opponendo alle ragioni della violenza (fisica e morale) quelle della comprensione e dell'amore. I bambini e i ragazzi rappresentano il nostro potenziale di essere migliori, di raggiungere una società fondata sulla pace, la giustizia e l'eguaglianza. Difenderli e crescere insieme a loro, coltivando quei valori assoluti, è l'unico sistema educativo valido e utile, in una società realmente civile. Roberto Malini.
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L'inno degli eroi di Varsavia
5 maggio 2005
Nella rubrica Arte & Cultura la versione italiana dell'inno degli eroi del ghetto di Varsavia, "Contrattacco", scritto il 18 gennaio 1943 da Wladislaw Szlengel, il poeta del ghetto. Si tratta di una straordinaria testimonianza legata alla rivolta nel ghetto e di un capolavoro della poesia di ogni tempo.
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5 maggio 2005: Yom Hashoah, un giorno per ricordare la Shoah
4 maggio 2005
Nel 1951 il parlamento dello stato di Israele (Knesset) ha istituito per il 27 di Nissan, anniversario della rivolta del ghetto di Varsavia, il giorno della memoria dell'Olocausto (Yom Hoashoah). Si tratta di una Mitzvah celebrata sia in Israele che nelle comunità ebraiche di tutto il mondo, a ricordo delle vittime della Shoah; in occasione della commemorazione si accendono sei candele e si recitano benedizioni, si medita sulla necessità di testimoniare ciò che avvenne e si contribuisce affinché tale testimonianza sia tramandata di generazione in generazione, anche donando alle istituzioni che si dedicano alla ricerca e all'educazione in relazione alla Shoah.
 
A ricordo della rivolta nel ghetto di Varsavia, un evento in cui un gruppo di eroi del popolo ebreo si oppose, consapevole di andare incontro alla morte, ai nazisti, per morire in gloria, opponendo ai carnefici misere armi e una grande fede, due versi del poeta del ghetto, Wladyslaw Szengel:
E' la nostra primavera, è il contrattacco
è il vino della lotta che ci sale alla testa.
Gli spiriti indomabili di Szengel e dei guerrieri del ghetto sono ancora accanto a noi; ci invitano a non lasciare che il ricordo di sei milioni di morti innocenti scompaia nell'oblio. Ci invitano a testimoniare non solo con la parola, ma con l'azione, opponendoci al male, alla prevaricazione e all'ingiustizia con i fragili scudi dei nostri corpi. La Shoah non è solo cenere, perché il pregiudizio non è mai stato sconfitto. Dalle ceneri inizia ancora la "nostra primavera" e la nostra affinità con gli eroi di Varsavia, come vino del ricordo, sale alle nostre coscienze e ci induce a non arrenderci mai. Roberto Malini.
(Nelle foto: Marek Edelman, unico sopravvissuto dei cinque membri dello stato maggiore della rivolta nel ghetto di Varsavia).
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La caduta della verità
4 maggio 2005
Nella rubrica dedicata al Cinema Alfred Breitman dedica un breve intervento al film La caduta di Oliver Hirschbiegel e alla contemporanea diffusione di un'intervista con l'infermiera che assisté Adolf Hitler nel bunker in cui il dittatore si tolse la vita. Si cerca di rivalutarne la figura?
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La vicenda del piccolo Stefan ci invita a conoscere meglio la comunità Romana
2 maggio 2005
La vicenda di Stefan, il bambino Rom condotto via la sera del 21 aprile 2005, a opera di sconosciuti, dal CBM (Centro Bambini Maltrattati) di via Spadini, a Milano, ha fatto molto discutere in questi ultimi giorni. I media hanno presentato in un primo momento l'evento come il rapimento del piccolo da parte di soggetti Rom non identificati: vero atto di violenza di un "commando" di nomadi contro la società. Grande indignazione e commenti decisamente negativi contro la comunità Rom. Si è detto e scritto che "sono incontrollabili e non collaborano con le autorità", che sono "delinquenti al 99 per cento", che "si fanno giustizia da soli, beffandosi delle leggi". Riguardo al piccolo Stefan, si è riassunta così la vicenda precedente il "rapimento": il bambino viveva in condizioni familiari impossibili, era maltrattato e in un'occasione è stato trovato dalla forza pubblica con le unghie pitturate e alcuni capi di abbigliamento da bambina. Questi ultimi elementi sono stati interpretati come indizi di uno sfruttamento del bambino sul mercato della prostituzione infantile. Così, al servizio della pubblica moralità e contro genitori bollati come indegni, quasi dei mostri, è iniziata la caccia ai rapitori, mentre sono trapelate le prime notizie relative alla sorte del piccolo: "Si trova già con i genitori ed è sereno". La comunità Rom si è schierata con i familiari di Stefan, sostenendo che nelle tradizioni educative del popolo Rom è previsto che un bambino assuma temporaneamente caratteri femminili. Numerosi testimoni, zingari che conoscono bene la famiglia di Stefan, hanno dichiarato che il bambino è stato sottratto ai genitori per un equivoco marchiano -il rituale primaverile- e che il piccolo conduceva nella sua comunità una vita felice. Le testimonianze sono state ignorate. Stefan è stato strappato ai suoi cari e alloggiato presso il CBM, dove psicologi ed educatori l'hanno trattato come un fanciullo oggetto di violenze e abusi. I genitori hanno sofferto la vicenda con dolore e preoccupazione. L'ansia di riavere il loro amato figlio li ha travolti, così è stato organizzato il progetto di liberare il bambino e ricondurlo nel suo mondo, ai suoi affetti. In seguito a semplici indagini, sostanzialmente un pedinamento dell'intermediario scelto dalla famiglia di Stefan -Iulian Curelea- per comunicare con le autorità, le forze dell'ordine hanno identificato il nascondiglio in cui la famiglia, riunita, si era rifugiata: l'appartamento dello stesso Curelea, in zona San Siro. I media hanno dato spazio alla "felice conclusione" dell'avvenimento, lodando l'operato delle autorità e prospettando un futuro in cui il piccolo sarebbe stato finalmente sereno, curato e rieducato in una comunità segreta -in un primo tempo- e poi in affido presso una famiglia di comprovata moralità. Lontano dai genitori-aguzzini. Proteste della comunità Rom ed ecco una seconda verità: il piccolo Stefan non ha mai subito maltrattamenti né aveva la minima idea di cosa fosse la prostituzione. Era un bambino di otto anni fiero di essere Rom e felice della propria vita. La verità ormai verrà a galla, grazie alla solidarietà che unisce i Rom, un popolo che giunse in Europa dall'India nel XV secolo, che subì numerose persecuzioni e fu sterminato nei lager nazisti a causa del pregiudizio razziale che da secoli grava su di loro. 500.000 zingari furono uccisi nelle camere a gas durante l'Olocausto della loro gente (O Porrajmos: la "grande distruzione"). Quasi tutti gli zingari in cui ci imbattiamo nelle città sono "figli dell'Olocausto" e contano vittime nelle loro famiglie. Nessun risarcimento è stato mai offerto ai sopravvissuti e ai loro discendenti. La discriminazione contro i Rom è ancora viva ovunque e le loro tradizioni, alcune delle quali hanno antiche origini indiane, sono quasi sconosciute. Il loro orgoglio e la loro dignità sono grandi, come il loro coraggio. Nel caso del piccolo Stefan, il coraggio di disobbedire a provvedimenti ingiusti, di porsi a favore della verità e della felicità di una famiglia, rischiando in prima persona ritorsioni di ogni genere. A tutti loro, un abbraccio da parte di chi crede nell'uguaglianza fra i popoli. (nelle foto: danza gitana e gruppo di zingari). Roberto Malini

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Fermenti nazist1 maggio 2005
Fermenti neonazisti sono ancora ben vivi in tutto il mondo. Le ferite mortali inferte dalla Shoah agli ebrei e ad altre componenti della società sanguinano ancora e sanguineranno sempre. Ne è una dimostrazione il turbamento suscitato nello Stato di Israele dal film La caduta, dedicato agli ultimi giorni di Hitler. Per decidere se far uscire l'opera di Oliver Hirschbiegel è stato indetto un referendum. Svastiche e insulti di impronta antisemita appaiono frequentemente negli anfiteatri sportivi e sui muri delle città. L'ideologia di matrice nazista è sbandierata con stupidità e cinismo anche da persone che comunicano con i giovani e i giovanissimi. Gruppi rock utilizzano i simboli e i proclami del nazionalsocialismo e nei loro concerti inneggiano all'odio razziale, come la band austriaca Blutharsch di Albin Julius, che specula sull'orrore per ottenere spazio da parte degli organizzatori e vendere dischi. R.M.
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Goetz Aly: "La Shoah? Una grande rapina"
1 maggio 2005
Lo storico tedesco Goetz Aly espone una tesi sulle ragioni della Shoah che sta suscitando un intenso dibattito in Germania, dove è uscito da poco il suo saggio Lo stato popolare di Hitler. Rapina, guerra razziale e socialismo nazionale. Secondo Goetz Aly, che insegna Ricerche Interdisciplinari sull'Olocausto presso l'Università "Goethe" di Francoforte sul Meno -la città natale di Anne Frank- furono essenzialmente economici i moventi che condussero all'eliminazione di sei milioni di ebrei in Europa. L'autore afferma che la Shoah fu parte della politica socio-finanziaria di un regime corrotto. Il nazismo, per ottenere il consenso popolare, sviluppò una serie di misure per favorire il popolo tedesco: sostanziosi assegni familiari, contributi alle famiglie in difficoltà, mutui senza interessi, esenzioni fiscali e addirittura vacanze a carico dello Stato. Durante la guerra il regime esentò i lavoratori a reddito fisso dal pagamento di imposte e tasse e le donne dal partecipare all'attività bellica.
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