Dialogo fra un politico italiano e un venditore di borsette senegalese

di Roberto Malini

29 giugno 2005
La scena si svolge a Forte dei Marmi, in Versilia, sotto il sole spietato di questi giorni. Il commerciante "abusivo" è sulla spiaggia, al di qua della battigia ed espone su una bancarella improvvisata un campionario di borsette "firmate": Prada, Vuitton... E' mattina. Alcuni villeggianti dalle pelli già abbronzate si arrischiano a prendere il sole. Nell'acqua i pargoli schiamazzano, tuffandosi come delfini e inseguendosi dove si tocca. Il politico indossa un berretto da baseball; saltella a piedi nudi sulla sabbia infuocata, con il pancione che gli ballonzola a ogni balzo fuori dai bermuda. Le scottature che ha sulle spalle, ancora esposte incautamente ai raggi solari, gli provocano di tanto in tanto smorfie di dolore. Si dirige verso l'esposizione del ragazzo africano.

Politico (sollevando una borsetta e osservandone le finiture): Quanta roba firmata... ma questa è davvero una borsetta di Prada?

Venditore: Costa poco!

Politico: Sì, sì... ma lo sai che non potresti vendere questi articoli? E poi, è tutta roba falsa. Almeno hai il permesso di soggiorno?

Venditore: No, ma ho bisogno di lavorare. Compra una borsetta!

Politico: Comprare io? Ma figurati! (Si rivolge a una donna, che rimira un borsellino). Ma ha sentito? E' roba da pazzi... vengono qui e pensano di fare quello che vogliono. E noi dovremmo chiudere gli occhi davanti all'illegalità, al crimine!

Signora: Be' non esageriamo. Questo ragazzo si chiama Ibu ed è proprio simpatico. La sua famiglia è rimasta in Senegal e lui riesce a mandare loro qualche soldo ogni settimana.

Politico: Andiamo bene! Difendiamoli anche!

Signora (rivolgendosi a Ibu): Quanto costa?

Ibu: Quindici euro.

Signora (porgendogli un biglietto da venti e aspettando il resto): Ecco qui, Ibu.

Ibu (allungandole cinque euro): Grazie , signora.

Politico: Ma lo sa che ha commesso un reato anche lei? Lo sa che sta favorendo l'illegalità? Lo sa che questi bellimbusti disturbano chi si gode le vacanze, danneggiano i proprietari dei bagni e le aziende che fabbricano articoli di moda? Lo sa che potrei farle fare una grossa multa? Ma insomma, non vede che tutti questi articoli sono contraffatti e che questi negri fanno parte di un traffico losco e illegale?

Signora (guardandolo a muso duro): Ma lo sa che lei è un bel razzista?

Politico: Io... razzista? Signora mia, io sono un  uomo di sinistra! Non si permetta di darmi del razzista o la denuncio! Noi abbiamo stima per gli extracomunitari regolari. Quelli regolari, non questi qui! Quelli che fanno il loro dovere!

Signora: Bene... mi denunci. Questi qui, come li definisce lei, sono ragazzi che fuggono dalla povertà, dalla fame, dalle malattie. Ogni volta che arriva la polizia e si porta via tutto ciò che posseggono, fanno del male ai loro bambini, alle loro famiglie che aspettano una manciata di soldi per vivere, in Africa. Se siamo diventati così disumani, dovremmo autodenunciarci!

(Alcuni turisti applaudono. Altri disapprovano. Il politico è rosso in volto, le labbra gli tremano).

Signora (guardandolo fisso negli occhi): Raz-zi-sta!

Politico: Stia ferma lì, che chiamo la polizia (ma si accorge di non aver portato con sé il telefonino). Qualcuno può prestarmi un cellulare?

Ibu: Ma perché non ci lasciate lavorare?

Politico: Perché dovete andarvene. Non accettiamo il vostro comportamento illegale. Se avete il permesso di soggiorno, restate qui, ma lavorate seriamente, altrimenti... rausch!

Signora: Oh, bravo! Si sfoghi, faccia emergere la sua vera natura!

Politico: La sua solidarietà è patetica, patetica! Lei è complice di criminali che stanno trasformando la nostra Italia in un grande mercato nero. Da quando ci siamo riempiti di clandestini, sono aumentati gli stupri, gli omicidi, i furti, gli scippi! Questo bel tomo qui (indica Ibu), ora le vende un borsellino contraffatto e domani la stuprerà in un vicolo!

Signora: Eh no! Ho letto che il numero degli stupri e dei delitti non è cambiato. Non è che qualcuno ha deciso di sbattere queste persone in prima pagina per giustificare la discriminazione e l'intolleranza?

(La gente che si è riunita intorno ai tre sembra convinta dal fervore della signora. Il politico ha le mani a pugno sui fianchi e sembra una caricatura di Benito Mussolini).

Ibu (rivolto al politico, che ha ancora la borsetta fra le mani: particolare che lo rende sinistramente ridicolo): Signore, la compra la borsetta?

Politico (apre la bocca, ma l'indignazione l'ha preso alla gola togliendogli la capacità di parlare. Getta la borsetta sul banco e si allontana. Dopo tre passi sicuri, ricomincia a zampettare sulla sabbia ardente).


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Germania: trappola per studenti poveri

29 giugno 2005
"Germania: venite a visitare il Paese Felice" recitava lo slogan di un opuscolo turistico della fine degli anni '30. "Nessuno è straniero, nel Paese Felice" si leggeva poi nel testo. Credo che in nessun luogo del mondo come in Germania sia necessaria una campagna di educazione al rispetto dei diritti umani. Attualmente in Germania un gran numero di famiglie si sono messe a disposizione per accogliere studenti e studentesse provenienti da paesi poveri. E' un Programma-Amicizia che dovrebbe consentire ai giovani di vivere in condizioni familiari, con vitto, alloggio e una sincera ospitalità, mentre frequentano le scuole tedesche. Agli ospiti è consigliato di rendersi utili, di tanto in tanto, aiutando le famiglie in semplici mansioni domestiche. Dietro i simboli del cuore e di mani che si stringono, però, si cela ben altra realtà. Quando gli studenti e soprattutto le studentesse entrano nella casa che dovrebbe ospitarli, scatta quasi sempre una "trappola". Le "semplici mansioni domestiche" si trasformano in schiavitù. Le giovani si trovano a svolgere i lavori più pesanti: pulizie, cucina, assistenza a bambini e anziani, commissioni e ogni genere di lavoro di fatica.

L'accoglienza diventa un ricatto che consente alle giovani di restare sul suolo tedesco, ma completamente asservite a padroni senza scrupoli, che le umiliano e in molti casi le segregano. Ho svolto un'indagine a campione, intervistando alcune decine di studenti e studentesse, che mi hanno confermato il diffondersi di questo sistema di sfruttamento, che riguarda sia famiglie tedesche di reddito medio che nuclei familiari benestanti e agiati. Il popolo tedesco è capace di grandi azioni e deve ritrovare il suo spirito migliore, sforzandosi di combattere queste forme di iniquità che ledono le basi stesse del rispetto dei diritti di chi è in stato di necessità. E' tempo di cambiare, di ricattarsi dal passato, magari diventano un Paese meno Felice, ma più Umano. R.M.

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Lula sfida i colossi farmaceutici e gli Usa: «Produrrò medicine anti-aids senza brevetto»

Lunedì 27 giugno. L'avevano promesso e sono stati di parola. Ora sperano di ottenere approvazione e plauso da tutto il mondo. Ieri il governo brasiliano, per bocca del ministro della Sanità Humberto Costa, ha annunciato che infrangerà il brevetto del farmaco anti-Aids Kaletra. Adesso i giganti dell'industria farmaceutica temono l'effetto domino in quei paesi dove imperversa l'epidemia di retrovirus che, sull'onda della decisione del Brasile, potrebbero infrangere i brevetti dei farmaci.
L'anti-retrovirale, prodotto dalla casa farmaceutica Americana Abbott, è fornito gratuitamente dalla sanità brasiliana ad oltre 23 mila pazienti. «Il costo del farmaco Kaletra è così elevato da rappresentare un rischio per la salute pubblica» ha dichiarato Costa in conferenza stampa. Il presidente Lula ha deciso di far produrre il medicinale in un laboratorio statale dopo che la Abbott aveva rifiutato di ridurre il prezzo o di cedere la licenza di fabbricazione al governo brasiliano. Adesso la multinazionale farmaceutica statunitense ha dieci giorni di tempo per accettare una diminuzione del prezzo o per permettere la fabbricazione di copie generiche. Secondo la Abbott, la decisione di infrangere il brevetto nel lungo termine sarà lesiva degli interessi dei malati affetti da Hiv. Il governo del presidente Lula ha aperto trattative simili con altre due case farmaceutiche, la Merck e la Gilead, rispettivamente per i medicinali Efavirenz e Tenofovir: le due case sembrano essere più interessate della Abbott, visto anche il precedente creatosi ieri. «E' la prima volta che il Brasile infrange un brevetto e siamo anche il primo paese che lo fa per un farmaco anti-Aids» ha evidenziato Costa. La decisione del governo di Brasilia arriva in un momento politico delicato.


Gli Stati Uniti hanno minacciato di tagliare i sussidi economici se il Brasile non intensificherà gli sforzi per arginare la pirateria dilagante su Cd e Dvd. Sul fronte interno, Lula deve difendersi dalle polemiche alimentate dallo scandalo per il finanziamento illecito della campagna elettorale che ha coinvolto il suo braccio destro Josè Dirceu, capo di gabinetto della presidenza. Giovedi scorso il quotidiano americano New York Times, anticipando la decisione del governo del Brasile, esortava l'amministrazione del presidente George W Bush a sostenere la presa di posizione brasiliana.
«Infrangere il brevetto del Kaletra non rappresenta una violazione del contratto di fornitura né degli accordi internazionali sui brevetti, ma l'applicazione delle norme internazionali e degli accordi del Wto, che permette di adottare misure del genere in circostanze d'emergenza» ha spiegato il ministro della Sanità. Costa ha ricordato che la «dichiarazione di Doha» del 2001, riconosce che gli accordi internazionali sui brevetti non devono sovrapporsi agli interessi di salute pubblica. Il governo Lula sarà in grado di produrre il «Keletra» a 68 centesimi di dollaro (oggi viene comprato per un dollaro). Nel paese sudamericano, dove secondo le stime ci sono 600 mila malati, vengono garantiti i trattamenti anti-Aids a 170 mila persone. Guy Fawkes - Liberazione.it.
(Nella foto: il presidente Lula).

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Angelica Calò candidata al Nobel per la Pace

27 giugno 2005
Fra i candidati al Premio Nobel per la Pace 2005 vi sono 1000 donne, donne che si impegnano in tutto il mondo a favore del rispetto dei diritti umani, contro ogni forma di prevaricazione dei deboli, contro ogni tipo di guerra, di ingiustizia, di pregiudizio. La promotrice del progetto, che ha ottenuto la candidatura dei 1000 nomi, è una donna straordinaria: Jody Williams, Premio Nobel per la Pace nel 1997.

Jody Williams ricevette il riconoscimento quale coordinatrice della Campagna internazionale per la messa al bando delle mine di terra. Il 29 giugno 2005 saranno tenute 43 conferenze stampa nei cinque continenti per rendere pubblici i nomi delle 1000 donne nominate. Siamo in grado di comunicare, con grande orgoglio, che una delle "nomination" riguarda Edna Angelica Calò Livné, un'amica, una donna di pace con cui lavoriamo a diversi progetti, il più importante dei quali è l'attesissima performance teatrale "Anne in the sky", nata per trasmettere al mondo con i linguaggi della musica, della parola, della danza, dei simboli e delle maschere il messaggio di pace di Anne Frank. La "nomination" di Angelica sarà resa pubblica con un particolare accento di fierezza presso la Sokolov-House di Tel Aviv, in Israele.

(Nelle foto: Jody Williams; la medaglia del Nobel per la Pace; Edna Angelica Calò Livné, a destra). R.M.

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Esiodo, sacerdote e poeta

23 giugno 2005
Mitologia, poesia e religione dell'antica Grecia, parte VII. Al pari di Omero, i Greci onorarono Esiodo, nato nell’eolica Cuma nell’VIII secolo a.C. e vissuto ad Ascra, in Beozia, presso l’Elicona.

Nella sezione Arte e Cultura.

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Tempo di esami

22 giugno 2005
E' tempo di esami di maturità, per gli studenti italiani. Oggi è in programma il tema di italiano. Sono tesi, preoccupati, concentrati come se in questi giorni fosse in gioco davvero il loro futuro, la loro realizzazione, la loro maturità umana. Non è una buona scuola, quella che pone i giovani in un simile stato di ansia, di responsabilità, di paura. Non sono buoni docenti, questi, che si fanno temere, ma non si fanno amare, che costringono gli uomini del futuro a imparare, ma non a conoscere.

Ragazzi. Ragazzi. Ragazzi: non impiegate le vostre anime in questo studio che è solo un addestramento a rivestire di parole l'ignoranza assoluta. Non ascoltate con il cuore questi vostri maestri che non sanno e non sanno di non sapere. Rubate la conoscenza ai libri. Rubate la bellezza alle opere d'arte. Rubate una scintilla dal fuoco vivo dei veri maestri. Conoscere, credetemi, dà piacere; ammirare il bello è una straordinaria avventura; la voce di un maestro è una musica universale. R.M.

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Arte della Shoah: si arricchisce la colezione WTS

21 giugno 2005
L'ultima acquisizione è un disegno a sanguigna di incomparabile pregio storico/artistico, eseguito nel lager di Majdanek e "timbrato" dai nazisti.

Nella sezione Watching The Sky

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Salerno Pride 2005: l'orgoglio diventa spot (con Leo Gullotta)

20 giugno 2005
Martedì  21 giugno 2005 ore 10.30 presso la Sala Giunta del Comune di Salerno sarà tenuta la Conferenza stampa "Salerno Pride 24 - 25 - 26 giugno 2005". Il "Coordinamento Salerno Pride 2005" presenterà il programma definitivo della manifestazione che si svolgerà nel Centro storico della città dal 24 al 26 giugno. Sarà proiettato lo spot del "Salerno Pride 2005" realizzato con Leo Gullotta. Saranno presentati i gadget della manifestazione tra cui le magliette rosse con la scritta "Provo Amore" sul petto, spille e cappellini realizzati per promuovere la tre giorni di cultura glbt. Alla conferenza stampa saranno presentati anche i manifesti e le locandine ufficiali del "Salerno Pride 2005".

Saranno annunciati i patrocini degli Enti che hanno aderito al Pride salernitano con l'obiettivo di aiutare a rimuovere tutte le discriminazioni basate sull'orientamento sessuale delle persone e a promuovere la cultura dell’accoglienza e dell'estensione dei diritti civili. Chiediamo a tutte e tutti: singoli, gruppi, associazioni, movimenti, sindacati e partiti, di aderire al "Salerno Pride 2005" anche inviando la propria adesione all'e-mail: info@salernopride.it Sul sito www.salernopride.it l'elenco di chi ha già sottoscritto il manifesto politico. Pasquale Quaranta, giornalista, portavoce "Salerno Pride 2005".
(Nella foto: Leo Gullotta).

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Omero, poeta divino

20 giugno 2005
Nei dialoghi platonici, Omero è definito “il più divino e sapiente fra tutti poeti”. A lui si ispiravano i poeti, i combattenti e i giovani in cerca di un modello. Nella rubrica, Omero, il poeta degli dei e degli eroi.


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La ragnatela dell'odio

20 giugno 2005
"Secondo me nell’uomo c’è l’impulso di odiare, assassinare e distruggere. Finché l’umanità non sarà cambiata, la guerra continuerà a imperversare e tutto quello che è stato costruito, coltivato e cresciuto sarà di nuovo fatto a pezzi, per ricominciare poi da capo". Lo scrisse Anne Frank e da allora l'umanità non è cambiata. Ogni governo, uomo politico, imprenditore, religioso, ogni uomo della strada afferma di essere diverso da chi l'ha preceduto, dai suoi nonni e dai suoi padri. "Io non odio nessuno". "Per me gli uomini sono tutti uguali". "No, non sono razzista". "Quando posso, faccio del bene". Di fronte all'ammonimento di Amnesty International, che paragona gli orrori di Guantanamo ai gulag, il governo americano si indigna: "Ah no, noi abbiamo commesso qualche peccatuccio veniale, mentre Stalin ha ucciso decine di migliaia di persone. Amnesty deve chiederci scusa".

E i 100.000 morti (stimati con prudenza dall'autorevole rivista medica britannica Lancet) provocati dalle forze d'occupazione americane in Iraq, soprattutto fra donne e bambini? E la tragedia delle nuove condizioni di vita nel paese, tragicamente peggiorate secondo l'osservatorio ONU? E l'aumento esponenziale della mortalità infantile: peccati veniali? Pregiudizi, intolleranza, razzismo si diffondono ovvunque come un'epidemia. Si è innescato ovunque,  in Italia, nella Spagna di Zapatero (che tristezza i cortei omofobi della nuova inquisizione cattolica), nei paesi dell'est, in Francia, in tutta Europa e ovunque in Occidente, un meccanismo di demonizzazione del "diverso". Non bisogna cadere nella ragnatela dell'odio che oscuri tessitori stanno costruendo. Niente avviene per caso. La discriminazione serve al potere per alimentarsi, crescere ed esercitare il suo "impulso ad assassinare e distruggere". La mia amica Angelica Calò Livné -meravigliosa persona di pace- ritiene che l'amore sia l'antidoto al conflitto. Sono d'accordo, ma deve essere un amore vigile, un amore capace di rinunciare alle proprie ali per scendere sulla terra, di far tacere il proprio canto per gridare: "No! Non fatevi ingannare. Non esistiamo NOI e LORO. Esiste l'uomo, la cui missione è quella di raggiungere la compassione e l'uguaglianza". L'alternativa è quella che si ripete da secoli e che la giovane autrice del Diario eveva capito perfettamente: "Tutto quello che è stato costruito, coltivato e cresciuto sarà di nuovo fatto a pezzi, per ricominciare poi da capo". Roberto Malini

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Un eroe ebreo

20 giugno 2005
Leonid Bernstein combatté i nazisti con l'Armata Rossa, fu catturato due volte e riuscì sempre a fuggire, organizzando un gruppo di partigiani che combatterono coraggiosamente il nemico. Dal 1993 vive nel nord di Israele, dove si dedica all’attività di scrittore-testimone, tramandando alle nuova generazioni le gesta degli eroi ebrei della Seconda Guerra Mondiale. La sua vicenda nella rubrica Ricordare

(Nella foto: Copertina di una pubblicazione antisemita).

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Dipingere yiddish

19 giugno 2005
Sara di Roma, studentessa all'Accademia d'Arte, scrive a Roberto Malini: "Mi ha molto colpito la Sua lezione di pittura yiddish. Mi ha conquistata. Vorrei imparare a dipingere così, con l'anima. Ma è difficile". Nella sezione Club.

(Nella foto: Issachar Ber Ryback: Stetl).

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Manifestazione di intolleranza in Spagna da parte di Chiesa e conservatori

19 giugno 2005
La Chiesa cattolica e i conservatori spagnoli, uniti da un accanimento omofobico, scendono in piazza per protestare contro il governo progressista di Zapatero e il programma di rendere istituzionali i matrimoni fra persone dello stesso sesso e l'adozione di bambini da parte di coppie omosessuali. Il proclama è "difesa della famiglia", come se il riconoscimento di un diritto che dovrebbe essere indiscutibile da sempre ledesse in qualche modo le istituzioni tradizionalmente eterosessuali.

Alcuni vescovi partecipano al corteo discriminatorio; fra loro Antonio Maria Rouco Varela, arcivescovo di Madrid. Le organizzazioni gay sono a propria volta scese nelle strade per stigmatizzare il pregiudizio contro le coppie omosessuali. Il governo commenta così le due manifestazioni: "La nuova legge sulle unioni omosessuali non obbliga nessuno a fare quello che non vuole" mentre la manifestazione del Forum per la famiglia (che ha promosso il corteo degli intolleranti), è stata organizzata "perché ad altre persone venga negato un diritto".

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Mitologia, poesia e religione dell’antica Grecia (parte V)

18 giugno 2005
Nella sezione Arte & Cultura: il pantheon cretese.

I Cretesi, specie nella loro storia più remota, venerarono divinità metà umane e metà animali e altre dalla testa animale. La religione a Creta era molto sentita ed aveva caratteristiche che riconducono ai culti dell'Anatolia e dell'Egitto.

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Il film "L'uovo" porta in Serbia un messaggio di vita

17 giugno 2005
Per contribuire a portare in Serbia, paese funestato da tanti lutti e da tanta violenza, un messaggio di tolleranza, pace e rispetto della vita, contro il richiamo dell'odio -che sembra irresistibile in tanti paesi- la 263 Films sta prendendo accordi con un importante distributore serbo di prodotti per l'home video affinché il lungometraggio "L'uovo", diretto da Dario Picciau su un testo poetico di Roberto Malini, sia diffuso capillarmente nel paese, raggiungendo tutte le edicole e destinando il ricavato a un'istituzione umanitaria locale. "L'uovo" è noto come film estremo: un'allegoria della vita che ne celebra il valore assoluto e inviolabile. Nella sezione.

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Che cosa rappresenta oggi Anne Frank?

17 giugno 2005
Un'amica del nostro sito ci pone una serie di domande. "Vorrei sapere quando uscirà il film “Cara Anne” e cosa può rappresentare Anne, con il suo amore verso l’umanità,  per il mondo d’oggi”. Nella sezione Club.

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L'inferno delle carceri italiane

27 giugno 2005
Da molti anni Amnesty International denuncia la vergogna delle carceri italiane, senza che nessun provedimento sia stato preso nel frattempo. I detenuti, nel nostro paese, di cui molti innocenti, vista la disorganizzazione e l'approssimazione di chi amministra la giustizia, salvo poche eccezioni, sono vittime di un sistema indegno, in cui nessun diritto umano è minimamente tutelato. Secondo Amnesty International, il sistema penitenziario italiano è caratterizzato da "condizioni invivibili di detenzione, con trattamenti crudeli, disumani e degradanti. Vi sono numerose denunce di maltrattamenti a opera di agenti delle forze dell'ordine e della polizia penitenziaria, con casi di decessi in circostanze poco chiare di persone arrestate o detenute". Un inferno che molte autorità hanno sulla coscienza, una terra senza regole né umanità in cui gli esseri umani sono solo carne da macello che vivono in luoghi di orrore, con assistenza medica inadeguata, spaventose carenze igieniche, abusi di ogni sorta commessi da detenuti e guardie sui prigionieri più deboli, un'alta percentuale di suicidi (che poi sono omicidi legalizzati che insanguinano le mani di chi partecipa all'abominio carcerario). Oggi ho avuto modo di conversare con un ex carcerato, detenuto per molti anni, che mi ha ragguagliato sulla situazione vista dall'interno.

E' stato un incontro casuale e non ho voluto sapere il suo nome. Mi interessava solo la sua testimonianza. "La prigione è la migliore scuola per i nuovi criminali. Sì, inferno è la parola giusta per definirla. Non ci sono angeli, in prigione e se per caso ne capita uno, be', fa una brutta fine. Devi sapere che in prigione vale solo la legge del più forte, soprattuto del gruppo più forte. Il regolamento penitenziario vale solo per chi non ha potere né denaro. Se si è in una posizione protetta, con il denaro si può comprare tutto. I detenuti possono avere armi, droga e qualsiasi altro bene non consentito dal regolamento. I controlli ci sono, ma un sistema collaudato fa sì che sia possibile 'far scomparire' temporaneamente le cose che non si devono possedere. Poi, dopo il controllo, le cose 'ricompaiono'. Chi ha potere può commettere qualsiasi tipo di violenza: minacce, percosse, ferimenti, mutilazioni ed anche -se si possiede molto potere- esecuzioni. Il sistema protegge la violenza e chi la denuncia viene punito.

Quando un avvocato fa visita a un detenuto, quest'ultimo non è messo in nessun caso nelle condizioni di rivelare quanto gli è accaduto: le ritorsioni sarebbero tragiche. In alcuni casi, l'avvocato ha di fronte a sé un uomo con il viso pulito, ma il corpo pieno di lividi e ferite. La prigione è un inferno dove nessuno ha un'identità precisa. Stupri e rapporti fra maschi sono all'ordine del giorno, ma guai a chiamare 'finocchio' chi ha questo tipo di rapporti. E' una sessualità da bestie, che non accetta commenti. Un ragazzo giovane o un uomo di aspetto gentile o normale che entra in carcere non ha alcuna possibilità di evitare stupri e altri rapporti sessuali obbligati da parte di altri carcerati, che si giocano a carte il diritto di abusare per primi del nuovo entrato. E' un'abitudine contro cui non valgono proteste o denunce che procurerebero solo gravi ritorsioni contro l'autore delle denunce. Non puoi neanche immaginare che cosa accade ogni giorno in prigione e in che condizioni vivano i detenuti e stai sicuro che a nessuno fa comodo che le cose cambino". (Nella foto: 'Carceri' di Giovan Battista Piranesi). Alfred Breitman.

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La Digital Reality, Anne Frank e l'etologia

Grazie allo studio della fisiognomica, a una modellazione secondo canoni di "realismo fotografico e poetico", al Motion Capture e a una conoscenza profonda della comunicazione gestuale (con gli incredibili moduli di espressione del volto e dello sguardo: serenità, gioia, tristezza, sorpresa, ansia, paura...) l'espressione e la presenza inconfondibili di Anne Frank, che conosciamo grazie a decine di fotografie e a un solo brevissimo filmato, hanno preso vita, restituendo al presente le movenze e i codici di comunicazione di un personaggio perduto, un personaggio che non deve più affidare alle pagine del Diario il suo mesaggio all'umanità, ma può ancora parlare al mondo.

Il film di animazione tridimensionale fotorealistica Cara Anne. Il dono della speranza, diretto da Dario Picciau, non rappresenta solo un nuovo traguardo del cinema, della ricostruzione storica e dell'educazione contemporanea, ma anche una tappa fondamentale che arricchisce scienze come l'etologia umana (nella foto: il celebre etologo Irenaus Eibl-Eibesfeldt), consentendo la comprensione di migliaia di "codici facciali e gestuali" riprodotti fedelmente sotto forma di modelli virtuali. Nella sezione.

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Anne in the sky

25 giugno 2005
Anne Frank, un'adolescente nella guerra e nella follia. Immagini in Teatro Danza. Prende forma la performance teatrale dei Ragazzi dell'Arcobaleno, Roberto Malini e Edna Angelica Calò Livné e prodotta da Andrea Jarach. Un Premio Nobel ai ragazzi dell'Arcobaleno corrisponderebbe a un Premio Nobel ad Anne Frank e a tutti coloro che si immolarono per cambiare il mondo.

Anne in the Sky è una performance teatrale che parte dalla vita e dalla morte di Anne Frank e arriva al traguardo della memoria, sola base possibile per un progetto di speranza, di uguaglianza e di pace. "Abbiamo riletto la vita di Anne Frank per   trasmettere agli altri una volta ancora che abbiamo il ricordo, il ricordo collettivo di un popolo coraggioso che si è rialzato dalle ceneri dell'universo".  Nella sezione.

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Calcio e Shoah

25 giugno 2005
"Ajax, la squadra del ghetto" di Simon Kuper: un libro interessante e originale, ben scritto, ricco di informazioni sull'Olocausto in Olanda e sul rapporto privilegiato che intercorreva, prima dello sterminio degli ebrei olandesi, fra gli abitanti del ghetto di Amsterdam e la sua più popolare squadra di calcio. Durante l'occupazione nazista il grande attaccante ebreo dell'Ajax, Eddy Hamel, fu deportato ad Auschwitz, dove morì.

"Ajax, la squadra del ghetto" nella sezione Ricordare

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Ecco il capolavoro sconosciuto di Saffo

25 giugno 2005
Un canto inedito di Saffo, ritrovato in un rotolo papiraceo che copriva una mummia egizia e conservato negli ultimi decenni presso gli archivi dell'Università di Colonia è stato risoperto recentemente e pubblicato sull'ultimo supplemento letterario del Times.  Ecco la prima versione in italiano della poesia di Saffo.

Nella sezione Arte & Cultura.

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Apollo, il profeta infallibile

25 giugno 2005
"Soccorri gli amici. Domina l’ira. Onora la giustizia. Onora l’autorità religiosa. Non eccedere nei piaceri. Onora la fortuna. Onora la previdenza. Non giurare inutilmente. Coltiva la mente. Sii irreprensibile. Onora la virtù. Ricambia il bene. Onora i parenti. Non commettere il male. Abbi cura di ciò che possiedi. Non commettere violenza. Onora i supplici. Abbi cura dei figli. Onora la moderazione. Coltiva la gentilezza. Coltiva retti pensieri. Guida tua moglie. Péntiti degli errori. Dà valore al tempo. Sii pronto. Onora la concordia. Non disprezzare. Mantieni i segreti. Rispetta l’autorità. Sappi attendere. Non parlare invano. Adora gli dei. Onora l’occasione. Non gloriarti. Onora la vecchiaia. Servi il bene. Pronuncia parole benauguranti. Non mentire". Sono i "comandamenti" di Apollo.

Mitologia, poesia e religione dell'antica Grecia, parte VIII.
Nella sezione Arte e Cultura

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Gas, napalm, torture, bombe al fosforo in un film i crimini di guerra americani a Falluja

di Sabina Morandi (da "Liberazione", edizione online, venerdì 24 giugno)

Un cane lupo con la bocca contratta in un ultimo tentativo di respirare. Un bastardino bianco, buttato al margine della strada, che sembra addormentato. E poi gatti, colombe, conigli… Morti nelle loro gabbie, nei recinti, nel giardino di fronte a casa. Morti, tutti, senza un filo di sangue. Non si sa cosa può averli uccisi ma, di certo, non erano né bombe né pallottole. Forse gas?

Le immagini dei filmati girati a Falluja che scorrono davanti agli occhi dei pochi giornalisti presenti alla conferenza stampa organizzata dalle parlamentari Elettra Deiana (Prc) e Silvana Pisa (Ds) nelle sale della Fnsi sono tutte molto eloquenti, e molto, molto peggiori del piccolo esercito di animali addormentati che ti ritrovi davanti in apertura. Perché nei video ci sono donne, uomini, bambini. Ci sono esseri umani resi irriconoscibili da qualche oscuro rogo chimico, armi capaci di staccare la pelle dal corpo in un istante, visto che questi anonimi resti umani sono congelati nell'atto di alzarsi dal letto o di ripararsi il viso con il braccio. Una mano stringe ancora una catenina. Qualcosa che assomiglia a una donna tiene fra le braccia qualcosa che assomiglia a un bambino.

I filmati "amatoriali", riorganizzati con un faticoso quanto presumibilmente straziante lavoro da Barbara Romagnoli, sono stati realizzati il 18 novembre 2004 nella città ribelle di Falluja, a conclusione dell'operazione Al-Fajr (letteralmente, l'alba) che, secondo la Us Army, avrebbe dovuto distruggere definitivamente la resistenza irachena. A operazione conclusa, come di consueto gli americani hanno passato la mano agli iracheni: una squadra di medici volontari è stata autorizzata a entrare per "ripulire" la città e per cercare di dare un nome ai numerosi corpi sepolti in modo approssimativo durante il violentissimo attacco cominciato l'8 novembre. Del gruppo facevano parte anche gli autori delle riprese, Maher Rajab Abdullah (dell'ospedale Yarmouk di Baghdad), Mohammad Hadeed (del Falluja general hospital), che si sono dati da fare per riesumare i corpi e dare un nome alle migliaia di vittime civili che, fino a questo momento, nessuno s'è ancora degnato di contare. Secondo gli americani i dieci giorni di bombardamenti ininterrotti che hanno raso al suolo 36 mila case - praticamente una piccola città - avrebbero prodotto non più di 1.200 vittime, «quasi tutti insorti», rassicurano i generali, mentre secondo fonti non ufficiali i morti sarebbero fra i tre e i cinquemila, dei quali hanno ricevuto riconoscimento e sepoltura soltanto in 700.

Resta il fatto che i dottori Abdullah e Hadeed, una volta dentro la città proibita, hanno pensato bene di filmare l'orrore sia per facilitare i riconoscimenti che per spezzare la pesante censura che argina qualsiasi informazione proveniente dall'Iraq, in particolare le notizie provenienti dalle città rase al suolo nell'ambito di una strategia di punizioni collettive tanto barbara quanto inefficace. Ma, una volta dentro, i medici non si sono soltanto ritrovati di fronte alle immagini della carneficina che si aspettavano - del resto cos'altro può accadere in una città di 350 mila abitanti, chiusa dentro un cordone vietato perfino agli operatori sanitari e bombardata ininterrottamente per giorni? - ma sono stati costretti a porsi una domanda estremamente disturbante, soprattutto per un professionista dotato della formazione scientifica adeguata: di che cosa è morta tutta questa gente? Quali armi possono uccidere nel sonno senza ferire o, come testimoniano i resti carbonizzati, bruciare la pelle di un essere umano senza dargli nemmeno il tempo di contorcersi per il dolore? Gas come quelli che Saddam aveva impiegato contro i curdi? Bombe al fosforo o nuovi tipi di napalm, entrambi proibiti dalle convenzioni internazionali?

Nessuna spiegazione richiede invece il filmato girato a Baghdad che ritrae un altro morto, anch'esso mostrato ai parlamentari italiani da Mohi Al Din Al Obeidi, il rappresentante del consiglio degli Ulema che ha accompagnato i due medici all'incontro organizzato alla Camera da Silvana Pisa e Elettra Deiana, - a cui hanno aderito anche Francesco Martone (Prc), Gianfranco Pagliarulo (Pdci), Pietro Folena (Prc), Famiano Crucianelli (Ds), Roberto Sciacca (Pdci), Giovanni Russo Spena (Prc) e Alfiero Grandi (Ds). Il cadavere è ancora ammanettato, e anche un profano capisce subito cosa significa. Se alle manette si aggiungono le evidenti tracce di tortura, ovvero ferite da trapano sulle spalle e sulla nuca - uno strumento molto in uso, pare, durante gli interrogatori condotti dal nuovo esercito iracheno addestrato dagli americani - le conclusioni sono devastanti quanto inaccettabili. In più l'uomo era un imam - autorità religiosa sunnita - sparito nel nulla da qualche settimana e restituito ai familiari già cadavere. E non si tratta affatto di un caso isolato: altri ottanta imam sono stati prelevati nelle loro case e nelle moschee per sospetta complicità con gli insorti, e di loro non si sa più nulla. Proprio per ottenere la liberazione, o almeno qualche informazione sulla sorte dei desaparecidos, le autorità religiose sunnite hanno indetto un'iniziativa senza precedenti: tre giorni di sciopero di tutte e moschee.

La delegazione composta dai due medici e dal religioso, portata in Italia dall'Associazione Italia-Iraq, sta cercando di dare maggiore diffusione possibile alle raccapriccianti immagini di Falluja e di Baghdad. Tutto il materiale visionato dai parlamentari italiani - gli animali gasati, le persone carbonizzate nella città distrutta e le riprese della ricomposizione del corpo martoriato dell'imam - è stato consegnato a una rappresentante del governo inglese, che non ha rilasciato dichiarazioni. Tornando a Baghdad la delegazione cercherà di parlare con i pochi rappresentanti delle Nazioni Unite ancora presenti nel paese per sollecitare ancora una volta, filmati alla mano, un'indagine indipendente che faccia luce sul tipo di armi impiegate - sperimentate? - contro la popolazione di Falluja. Nel frattempo la ricostruzione della città tarda a partire e i risarcimenti, che secondo i prudentissimi calcoli di Washington, dovrebbero aggirarsi sui 493 milioni di dollari sono ancora soltanto virtuali. A sei mesi di distanza ne sono stati stanziati appena cento milioni, ma le 31 mila persone che aspettano cercando di sopravvivere fra le macerie, non hanno ancora visto niente.

E' questa la guerra di liberazione in cui sono impegnati i nostri soldati? E' questa la missione sul cui ri-finanziamento i parlamentari italiani sono chiamati a pronunciarsi? E su quali informazioni, su quali notizie, su quali rassicuranti immagini, dovrebbe basarsi la loro decisione? «Pensiamo che nell'attuale contesto caratterizzato dal più totale black out sulla vicenda irachena, dall'assenza di notizie da quei luoghi e mentre perdura una drammatica situazione di guerra» conclude Elettra Deiana «ogni occasione che consenta di raccogliere informazioni e materiale documentario sia da considerare positivamente, fermo restando che tutto debba essere vagliato e verificato quando la cortina di ferro che la coalizione anglo-americana ha imposto su quel paese si sarà alleggerita». Peccato che all'agghiacciante proiezione di queste immagini fossero presenti così pochi giornalisti, evidentemente troppo impegnati a partecipare attivamente alla caccia all'immigrato per occuparsi di simili quisquiglie. Peccato perché, anche se le immagini sono troppo agghiaccianti per essere pubblicate, la loro visione sarebbe davvero utile per capire a quale inesauribile sorgente d'odio possono attingere le cosiddette "centrali del terrore" per arruolare i propri martiri, oggi e per gli anni a venire.

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Dick Cheney: "Guantanamo è un luogo di vacanza"

24 giugno 2005
Gli Stati Uniti d'America hanno il dovere morale di rappresentare la democrazia e il rispetto dei diritti umani nel mondo. Le torture, le violenze, le umiliazioni, la profanazione di tradizioni religiose dei detenuti, la morte di numerosi internati, avvenuta in "circostanze misteriose" all'interno del carcere di Guantanamo sono abusi che le organizzazioni umanitarie di tutto il mondo hanno denunciato. Amnesty International ha equiparato il carcere a un gulag sovietico e le testimonianze di chi è stato al suo interno fanno inorridire.

Il vicepresidente Dick Cheney, invece, intervistato dalla CNN, dichiara con sprezzante arroganza che "i carcerati di Guantanamo non devono lamentarsi, perché vivono come se fossero in vacanza ai tropici". E' un'affermazione simile a quella che i portavoce del nazionalsocialismo riferivano al ghetto di Theresienstadt, nel Protettorato di Boemia e Moravia: un terrificante luogo di morte. Quando la Croce Rossa chiese di visitarlo, trovò un insediamento in cui gli ebrei sembravano trascorrere giorni felici fra concerti, partite di calcio, attività ludiche e feste tradizionali. Una messinscena per nascondere le continue deportazioni verso le camere a gas e i crematori, la fame, le malattie, le torture. Sempre oggi i giornali riportano la notizia dell'accusa mossa contro 13 agenti della CIA attivi in Italia, che sarebbero responsabili del sequestro dell'imam egiziano Abu Omar, rapito a Milano 1l 17 febbraio 2003 e condotto al Cairo, dove fu interrogato sotto tortura. Nonostante le proteste delle più importanti organizzazioni di difesa dei diritti umani, la CIA nega da sempre di far ricorso alla tortura o di aver commissionato tale odiosa pratica ad alcuni paesi arabi, per bypassare le leggi e la convenzioni internazionaali che difendono l'integrità dei prigionieri. (Nella foto: "lettino solare" a Guantanamo, nota località balneare dei tropici). R.M.

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Lezione di pittura yiddish.

17 giugno 2005
L'arte yiddish, che i nazisti condannarono al rogo, descrive una realtà impermanente. "Non dire ‘foglie’, perché è già autunno". La lezione dei maestri yiddish nella sezione Arte e Cultura.


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Anniversario della nascita di Giacomo Leopardi

Recanati 29 giugno 2005. CCVII Anniversario della nascita di Giacomo Leopardi
La ormai storica cerimonia si svolgerà alle 18.30 nell’Aula Magna del Comune di Recanati nella quale, dopo i saluti delle autorità, il prof. Michael Caesar dell’Università di Birmingham svolgerà il tema della conferenza commemorativa, “La voce perduta”. Un incontro indimenticabile con la voce della più grande poesia italiana, a 207 anni dalla nascita di Giacomo Leopardi. Nella sezione Arte e Cultura.

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A.F. 100: il Teatro dell'Arcobaleno ricorda il messaggio di Anne Frank

17 giugno 2005
I ragazzi dell'Arcobaleno, Roberto Malini e Edna Angelica Calò Livnè propongono al pubblico di Venezia, durante il Festival del Cinema, una performance di musica, teatro, danza e mimo. Attesissimo il teaser-trailer del film Cara Anne. Il dono della speranza . Anne Frank sarà anche al centro di un grande evento editoriale

Edna Angelica Calò Livné, nata a Roma nel 1955 da un'antica famiglia ebrea, vive da trent'anni in Israele, presso il kibbutz di Sasa. Scrittrice, promotrice di iniziative di pace, già candidata al Nobel per la Pace, ha fondato nel 2002 il Teatro Arcobaleno, una compagnia formata da oltre 30 ragazzi ebrei, musulmani e cristiani, che lavorano insieme per mettere in scena performance che invitano i popoli al dialogo e alla nonviolenza. Lo spettacolo di mimo, danza e musica "Bereshit" ha ottenuto un notevole successo e un'importante attenzione da parte di istituzioni e media, che a poco a poco contribuiscono alla diffusione di un messaggio fondamentale per il futuro dell'umanità. Ho conosciuto Angelica a Milano l'anno scorso, al termine dello spettacolo che i suoi giovani artisti hanno rappresentato al Teatro San Babila. Ci ha presentati Andrea Jarach, che sostiene e promuove sia l'attività del Teatro dell'Arcobaleno che quella letteraria della sua fondatrice (e la mia!). Ci siamo scambiati idee e opinioni, intenzionati a realizzare alcuni progetti insieme. Ci accomunano diverse cose: gli ideali di pace, il desiderio di contribuire al dialogo fra popoli diversi e di difendere attraverso la cultura i diritti umani, troppo spesso sopraffatti dalla discriminazione e dall'odio. Ci accomuna la volontà di testimoniare la Shoah , creando nuovi modelli educativi da rivolgere alle giovani generazioni. Così è nata la performance di musica, teatro, mimo e danza "A.F. 100". 100 volte Anne Frank, il cui nome, associato al numero 100, apparirà sulle t-shirt della "squadra della memoria e della pace" composta dai fantastici ragazzi del Teatro dell'Arcobaleno. Lavorano con noi per il successo della rappresentazione e la diffusione degli ideali che simboleggia, devolvendo entusiasmo e grandi energie, Andrea Jarach (che ha reso possibile lo spettacolo, sostenendo, organizzandolo e promuovendolo) e il regista Dario Picciau, che ne curerà delicati aspetti artistici. La "première" è prevista a Venezia, verso fine agosto, in concomitanza con il Festival Cinematografico, neo corso del quale sarà presentato l'attesisssimo teaser-trailer del film Cara Anne. Il dono della speranza e un grande evento editoriale incentrato ancora su Anne Frank. Roberto Malini

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Mitologia, poesia e religione dell'antica Grecia.

15 giugno 2005
Orfeo, il divino cantore. Solo attraverso la conoscenza, il possesso di tre chiavi filosofiche (per esempio, i primi tre termini dell’essere: materia, anima e spirito) era possibile intendere la verità nella parola e nella rappresentazione mitica, accedendo così alla dimensione misterica dell'essere.

Nella sezione Arte e Cultura, la IV parte del saggio sui culti dell'Ellade.

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Si tornano a eseguire le condanne a morte in Palestina

13 giugno 2005
Da tre anni in Palestina non venivano eseguite condanne capitali. Ieri, 12 giugno 2005, l'Autorità Nazionale Palestinese ha eseguito quattro sentenze di morte nei confronti di condannati per omicidio. "Sono misure drastiche, ma necessarie per riportare legalità e ordine nelle strade," ha commentato laconicamente il portavoce del ministero degli interni Tawfiq Abu Khoussa, che si è stupito delle proteste delle organizzazioni locali per la tutela dei diritti umani: "Abbiamo 50 condannati a morte nelle nostre carceri: prima o poi dovevamo pure cominciare". No comment.

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Buon compleanno, Anne Frank

"Cara Kitty, è il 12 giugno ed è il tuo sessantatreesimo compleanno. Era lo stesso giorno del 1942, ricordi?, quando Anne Frank ti ricevette in regalo per i suoi 13 anni. Com'era felice, quel giorno, ansiosa di scrivere sulle tue pagine i suoi pensieri, le sue idee, le sue preoccupazioni e i suoi sogni! Oggi Anne sarebbe una famosa scrittrice e festeggerebbe i suoi 76 anni, se l'odio razziale non ce l'avesse tolta, in un freddo giaciglio all'entrata di una baracca a Bergen-Belsen, consumata dal tifo e dagli stenti. Non puoi piangerla, cara Kitty, perché la tua voce è chiusa in te e si esprime senza suono, senza lacrime. E' la voce silenziosa di cui parlavano i sapienti ebrei: 'Una volta Rabbi Mendel parlò del versetto delle Scritture in cui si fa riferimento alla figlia del faraone, quando lei aprì la cesta e lo vide, il bambino che piangeva. Ci si attenderebbe che fosse descritto il pianto del bimbo Mosé; invece no, il piccolo piangeva di dentro. Lei lo riconobbe allora come un figlio degli ebrei. Era un pianto ebraico'. Ecco, cara Kitty, noi piangiamo Anne dentro di noi, con lacrime senza sostanza e con un lamento senza suono. Le lacrime di un pianto ebraico. Buon compleanno, cara Anne. Ti vogliamo bene, non ti dimenticheremo e parleremo di te ogni giorno al cuore del mondo. Gli amici di Anne's Door".


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Mitologia, poesia e religione nell’antica Grecia

12 giugno 2005
Radici del mito e del sacro nell’Ellade. La storia della religione greca ha radici che affondano nella più remota antichità e sono così ricche di diramazioni da rendere impossibile un’esposizione organica e allo stesso tempo veritiera dell’argomento.

La III parte del saggio dedicato alla religione greca nella sezione Arte e Cultura. (Nella foto: Cesare Dandini, Giunone).

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Telecamere nei bagni: la privacy non esiste più

10 giugno 2005
Rubavano alle Poste. Diciassette dipendenti del centro di smistamento di Peschiera Borromeo sono stati arrestati per essersi appropriati indebitamente di assegni, denaro e carte di credito, valori contenuti nei plichi e nelle buste che avrebbero dovuto recapitare. Un genere di notizia che non sorprende più. Da quando esiste la civiltà, vi sono sempre stati uomini che hanno utilizzato il loro ingegno non per produrre ricchezza, ma per appropriarsi di quella degli altri. Quello che sorprende, nella notizia, è il metodo seguito dalle autorità nel corso delle indagini, durate alcuni mesi. I dipendenti disonesti aprivano la corrispondenza nei bagni di servizio, sottraevano i valori e quindi distruggevano buste e involti. Per raccogliere le prove di quei misfatti, la polizia ha installato proprio all'interno dei bagni alcune telecamere nascoste. Questo significa che per mesi gli agenti hanno spiato tutti i dipendenti di quel settore, donne e uomini di ogni età, intenti ad espletare i propri bisogni fisiologici, senza il più elementare rispetto della loro privacy. Oggi le immagini di quei bagni appaiono su tutti i giornali.

E' facile immaginare il trauma psicologico e morale che quei fotogrammi -e la certezza di essere stati spiati nel luogo più riservato- provochi nei dipendenti innocenti del centro smistamento di Peschiera. Non c'è dubbio: viviamo in uno stato di polizia in cui ogni diritto umano viene violato e umiliato. Vi è maggior privacy nel confessionale di una chiesa che all'intrerno delle nostre case o dei luoghi in cui lavoriamo. E' facile immaginare una realtà che ci viene nascosta. Basta che la magistratura o semplicemente la polizia giudiziaria abbiano il sospetto che in particolari bagni pubblici o in quelli di un bar, di un ristorante, di un cinema si compia qualsiasi tipo di reato, perché in quel luogo intimo sia occultato l'occhio di una telecamera. Il Grande Fratello -quello vero- è ormai una realtà, una realtà che ci umilia, ci denuda, ci calpesta e ci irride. R.M.

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Mitologia, poesia e religione nell’antica Grecia

10 giugno 2005
Parte II: Il Cristianesimo e la religione greca. La nuova religione monoteista interpretò l’insieme delle dottrine pagane come una grande forza destabilizzante, metamorfica, incontrollabile a causa della sua natura multiforme. Ecco perché la perseguitò fino ad annientarla. Nella sezione Arte e Cultura. (Nella foto: Frans Floris, Mida giudice della sfida musicale fra Apollo e Pan)


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Italiani brava gente?

Venerdì 10 giugno: anniversario dell’entrata dell’Italia nella Seconda Guerra Mondiale
"FASCIST LEGACY" è il documentario della BBC, acquistato e mai trasmesso dalla RAI, che narra i crimini di guerra italiani in Africa e nei Balcani. Massacri di civili, distruzione di villaggi, eliminazione delle élite intellettuali e politiche, uso di armi chimiche, distruzione delle colture e del bestiame, deportazioni e campi di concentramento, per i quali nessuno dei colpevoli ha mai pagato. Una pagina di storia sconosciuta ai più, rimossa dalla coscienza collettivadel nostro paese, che smentisce la retorica degli “Italiani brava gente”. Su Canale 633 "L'unica TV che si legge": http://www.rebeldia.net/
La Redazione di rebeldia.net

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L'abusivismo è una questione morale

di Roberto Malini

9 giugno 2005
Dove comincia la persecuzione? A volte, anzi, quasi sempre dalla parola "legalità". Dopo anni di tolleranza verso il fenomeno del cosiddetto "abusivismo commerciale", attraverso il quale molti extracomunitari traggono il sostentamento per sé e per le loro famiglie rimaste in patria, si è passati all'accanimento, alla "tolleranza zero". La gravità dei provvedimenti contro i venditori abusivi -arresto e sequestro della merce- e le sanzioni severe per chi acquista articoli da loro hanno ridotto alla fame migliaia di persone che già vivevano ai limiti dell'indigenza e spesso costituivano la sola fonte di reddito per i familiari. Le autorità sottolineano che le azioni contro i commercianti irregolari "non riguardano solo l'immigrazione, ma chiunque effettui transazioni economiche contravvenendo alle normative in tema di commercio". Di fatto, però, si è  colpito con durezza chi è più debole, portandolo alla disperazione e ponendo donne e bambini residenti in paesi poveri in una condizione tragica. Nonostante questa crudele realtà, viene ribadito dagli autori e dagli esecutori di un'iniziativa persecutoria che "l'abusivismo non è una questione morale, ma solo un fatto di legalità". Certo: andatelo a raccontare ai bambini senegalesi! Che cosa possiamo fare? Disobbedire. Disobbedire civilmente, ponendoci dalla parte di chi è perseguitato. Aiutare persone che si impegnano duramente per migliorare le condizioni dei propri familiari indigenti, sostenerli ove possibile anche economicamente, scrivere lettere di protesta ai quotidiani, protestare quando le autorità usano metodi troppo bruschi contro i venditori. Chiedere alle forze politiche che votiamo di cambiare rotta e di perseguire ancora la vera giustizia, che si identifica nell'umanità.

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Mitologia, poesia e religione dell'antica Grecia.

8 giugno 2005
I parte: Gli uomini e gli dei. La religione dei Greci è vasta, complessa, tormentata, ricca come la loro storia. Era ed è il culto della memoria. Che cosa sappiamo, oggi, di quel popolo? Il saggio dedicato alla religiosità degli Elleni nella sezione Arte e Cultura.



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Indagine Anti-Defamation League: l'antisemitismo cresce in Europa

7 giugno 2005
La Anti-Defamation League diffonde i risultati del sondaggio "Atteggiamento verso gli ebrei", condotto in 12 stati europei (Francia, Belgio, Austria, Italia, Germania, Olanda, Spagna, Danimarca, Svizzera, Regno Unito, Ungheria e Polonia). Gli esiti saranno alla base della conferenza dedicata all'antisemitismo e alle altre forme di pregiudizio, sostenuta dall'Osce, a Cordoba, l'8 e 8 giugno. L'agenzia First International Resources ha svolto telefonicamente l'indagine a campione.

Antisemitismo, razzismo e intolleranze sono cresciuti in tutta Europa, ma le punte si segnalano proprio in Italia. Alcuni esempi: secondo il 42 per cento degli europei gli ebrei parlano e scrivono troppo della Shoah. Il 30 per cento ritiene che la comunità ebraica internazionale abbia troppo potere nel mondo degli affari. Il 43 per cento è convinto che gli ebrei siano più fedeli a Israele che non al proprio paese. In tutti e tre i casi, l'Italia ha percentuali al di sopra della media europea. Resiste anche l'atavico pregiudizio -fomentato da Mel Gibson con la sua "Passione"- secondo cui gli ebrei sarebbero responsabili dell'assassinio di Cristo.

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C'è chi semina zizzania e chi semina il grano

7 giugno 2005
Anne's Door riceve una breve e-mail da parte di Serena, giovane insegnante torinese che si pone alcuni interrogativi: "Caro Roberto, non so se ha già letto i giornali di oggi. Mi spaventa molto l'aumento di episodi di intolleranza. Un sondaggio internazionale dimostra che l'antisemitismo è in crescita in tutta europa. La gente vorrebbe che si parlasse di meno dell'Olocausto. Il carcere di Guantamano, vergogna americana, è oggetto di critiche, ma di fatto resta aperto. Vengono fuori i crimini di Mao in Cina, eppure c'è chi difende la sua politica di sterminio affermando che nonostante tutto fu un liberatore. Devo proseguire? Un giovane catanese si è visto revocare la patente perché è gay e per veder sospeso il provedimento ha dovuto pagarsi un avvocato e ricorrere al TAR, che ha sospeso sì il provvedimento, ma contemporaneamente ha definito l'omosessualità, ponendosi contro quanto già stabilito dall'Organizzazione Mondiale della Sanità,   "un disturbo della personalità". Intanto il buon Benedetto XVI getta benzina sul fuoco   e tuona contro i gay, affermando che le loro unioni sono una "libertà anarchica che scaccia Dio dall'uomo". Sono turbata e vorrei urlare contro queste persone che vivono seminando zizzania. Un abbraccio. Serena, Torino".

Cara Serena, ho letto i giornali e condivido il tuo turbamento. Alle notizie pubblicate, poi, si aggiunge ciò che accade quotidianamente sotto i nostri occhi. Ieri ho accompagnato un cittadino straniero a rinnovare il suo permesso di soggiorno ed ho assistito a scene di una tristezza incredibile. Salvo casi sporadici, gli extracomunitari sono trattati con scortesia e pregiudizio, come se il personale agli sportelli non fosse retribuito per assisterli, ma venisse infastidito dalle legittime richieste di cittadini provenienti dal Sudamerica, dai paesi arabi, dall'Africa. Il sondaggio promosso dall'Anti-Defamation League riporta in cifre ciò che si sviluppa intorno a noi giorno dopo giorno, in Italia come in Germania, in Francia come in Polonia. Proprio in Polonia, coloro che sottrassero ai cittadini ebrei sterminati nella Shoah centinaia di migliaia di abitazioni e imprese si godono oggi il frutto dei loro crimini con la complicità delle istituzioni, che non restituiscono nulla agli eredi delle vittime. La memoria della Shoah, come ha rilevato il sondaggio, è a rischio, perché la maggioranza delle persone vuole dimenticare, allontanare da sé l'ombra delle iniquità che un'intera generazione commise nella civile Europa del XX secolo. Il ruolo dei testimoni e dei giusti è proprio quello di vigilare affinché non si dimentichino sei milioni di morti né le tradizioni e la cultura di un popolo distrutto. Su Guantamano ho già espreso il mio parere: è un lager di cui gli Stati Uniti dovrebbero vergognarsi, chiedendo scusa al mondo arabo degli abusi commessi su persone di fede islamica. Riguardo a Mao, la scrittrice cinese Jung Chang e il suo collega britannico Jon Hallyday hanno scritto un'opera di grande importanza.   Mao, the Unknown Story, grazie allo studio effettuato su fonti inedite, offre al mondo un profilo nuovo e vero di Mao, un pazzo assetato di potere e senza scrupoli, artefice dello sterminio di milioni di persone.   Definirlo "liberatore" è un'assurdità. Il giovane catanese è una delle tante dimostrazioni di come i movimenti per il rispetto dei diritti umani debbano restare in guardia per evitare che l'omofobia si trasformi in persecuzione, anche a causa degli strali scagliati dal papa, che ricevette una cultura rigorosa improntata all'omofobia fin da ragazzo, tant'è vero che a 15 anni aderì alla Gioventù Hitleriana, un'organizzazione che, nonostante la giovane età dei suoi membri, di nefandezze contro le minoranze ne commise molte. Non mi risulta che Ratzinger abbia mai chiesto perdono per quegli abusi, quelle violenze e quegli orrori. Ma la Chiesa è sempre stata un'istituzione intransigente e conduce da secoli una politica discriminatoria contro gli omosessuali e le minoranze che le sono sgradite. Aspettarsi un'apertura verso il riconoscimento dell'uguaglianza sessuale da parte di un pontefice sarebbe quantomeno un'ingenuità. Ricambio l'abbraccio. Roberto Malini.

(Nella foto: Il sole su Auschwitz , di Anna Cocumarolo)

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Mitologia, poesia e religione nell'antica Grecia

7 giugno 2005
Anne Frank possedeva un dono tanto straordinario quanto precoce: sapeva scrivere. Dotata di stile, fantasia e intuito, trasferiva sulla carta le sue analisi della storia, della natura e della spiritualità umane. Anne scriveva per sconfiggere l'odio, l'egoismo, l'avidità, la spietatezza del genere umano. Scrisse fra le mura dell'Alloggio Segreto pagine che commuovono il mondo da decenni e aiutano le nuove generazioni a non dimenticare, a essere migliori rispetto a chi le ha precedute.

Scrisse nei campi di concentramento pagine perdute, per rendere testimonianza della persecuzione e dello sterminio degli ebrei d'Europa perpetrati da un'umanità precipitata nell'abisso. La giovane scrittrice poneva lo studio alla base dell'evoluzione del proprio pensiero e dei propri mezzi espressivi. Amava la storia e la letteratura, le scienze e la filosofia. Sopra tutto, però, considerava la mitologia greca, perché riteneva che nei grandi miti dell'Ellade si celassero altrettanti valori universali. Anne's Door pubblica un breve saggio inedito dedicato a questo argomento affascinante, che è ancora una strada diritta e sicura verso la conoscenza. Nella sezione Arte e Cultura.

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Il Gay Pride e il Piccolo Corteo della Paura

di Roberto Malini

4 giugno 2005
35/40.000 persone prendono parte al Gay Pride, sfilando pacificamente per le vie di Milano, destando l'attenzione della cittadinanza, soprattutto durante il passaggio del corteo per il centro storico. La novità di quest'anno, che ha sollevato discussioni pro e contro, è il treno delle Famiglie arcobaleno, su cui viaggiano divertiti venti bambini con le loro mamme: due per ogni piccolo, visto che si tratta di giovani donne lesbiche felicemente accoppiate. Le donne, orgogliose della loro scelta, hanno fatto ricorso negli anni passati all'inseminazione artificiale presso cliniche estere, visto che si tratta di una tecnica di fecondazione proibita in Italia. La maggior parte dei partecipanti alla manifestazione sono ragazzi e ragazze, uomini e donne assolutamente "normali nella loro diversità". Niente li distingue dai coetanei eterosessuali, se non l'affettività che alcuni di loro dimostrano verso un partner dello stesso sesso. Nel corteo vi sono anche, come di consueto, travestiti e transessuali (che la gente osserva con particolare curiosità e in qualche caso con ammirazione) e personaggi folcloristici, mascherati da angeli o diavoli seminudi, creature androgine, supereroi e supereroine dall'aspetto ambivalente. E' il gusto dell'autoironia e della trasgressione che dà colore al popolo gay.

Il Gay Pride è anche il termometro della discriminazione esistente nel nostro paese, morbo sociale di cui sono purtroppo affetti anche politici, intellettuali, autorità religiose e personaggi pubblici. Il 10 per cento dell'umanità è omosessuale. Si tratta di una percentuale che non varia nei paesi più repressivi rispetto a quelli dove si rispettano maggiormente i diritti umani. Conosco gay leghisti e radicali, di destra e di sinistra nella stessa misura. Conosco omosessuali fra i sacerdoti cattolici, gli atleti , così come fra gli artisti e la gente di spettacolo. L'incidenza degli omosessuali in Palestina, (dove sono segregati, percossi, umiliati e a volte assassinati dai loro stessi familiari) e in Israele (dove invece sono tutelati dalla legislazione e da organizzazioni specifiche) non presenta particolari differenze. La repressione è iniqua e inutile. Deriva da ignoranza e paura, che spesso affondano le loro radici negli strati dell'inconscio che in ogni essere umano sono al di là della definizione sessuale. Ignoranza e paura che definiscono "perversa" una parte del Sé, temendone il riaffiorare o -nei casi non patologici- la sublimano nelle sfumature dell'amicizia. Per fortuna, rispetto alla grande sfilata dei gay, che hanno percorso le strade milanesi in pace con se stessi e con  il resto del mondo, gli altri, quelli che temono e odiano, formavano tutti insieme un corteo piccolo piccolo. (Nella foto: The Lovers).

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Husserl, Heidegger e il (mondo) senza ebrei

4 giugno 2005
E' uscito in Francia il saggio di Emmanuel Faye Heidegger, l'introduction du nazisme dans la philosophie (editore Albin Michel). Il lavoro di Faye prende in considerazione una mole importante di documentazione finora trascurata dagli storici della filosofia, fra cui gli atti dei seminari 1933-1935 e i rapporti delle SS, che avevano aperto un consistente dossier sul filosofo tedesco. Nei testi dei suoi discorsi rimasti inediti fino ad oggi, il filosofo identifica senza mezzi termini gli ebrei, anche quelli assimilati, quali avversari da eliminare per ritrovare a necessaria integrità del popolo tedesco. E' interessante ricordare che il filosofo ebreo Edmund Husserl, maestro di Heidegger, aveva avvertito l'allievo della crisi spirituale in atto in Germania. L'articolo nella rubrica Arte e Cultura.

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Sulphur & Dana, un fumetto d'autore contro i pregiudizi

2 giugno 2005
Sulphur & Dana: l’acqua, il fuoco e l’amore è una graphic novel in otto formidabili tavole che raccontano una vicenda di paura e amore, guerra e sacrificio. Gli uomini temono ciò che non comprendono e nella paura mette radici l’odio. Il messaggio promosso da Sulphur & Dana ha unito quattro grandi artisti: il disegnatore Jon Foster (un mostro sacro, autore di fumetti come Star Wars, insignito dei più importanti premi internazionali riservati ai cartoonist), l’artista e regista cinematografico Dario Picciau (autore del primo lungometraggio italiano di animazione 3D, L’uovo, pluripremiato in tutto il mondo, attualmente impegnato nel colossal di animazione tridimensionale Dear Anne), Steed Franco Gamero Campos (giovane talento della sceneggiatura, diplomato alla Scuola del Fumetto: è lui l’ideatore della graphic novel) e Roberto Malini (scrittore, poeta, saggista, artista e autore per il cinema). A.B.

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Zapatero concede asilo politico a una donna maltrattata

2 giugno 2005
In un'Europa sempre più confusa, disunita e instabile, la Spagna è un faro in quanto a progresso civile. Il governo Zapatero si distingue ancora per una decisione definita "coraggiosa" anche dall'Alto Commissariato per i Rifugiati delle Nazioni Unite. Una donna sposata, proveniente da un paese del Golfo Persico, maltrattata e umiliata dal marito e dalla famiglia di lui, ha chiesto asilio politico in Spagna. La donna vive in a Madrid da tre anni, ma solo recentemente ha presentato domanda di asilo politico.

Con una scelta "storica" le è stato concesso lo status di rifugiata. Il provvedimento costituisce un passo fondamentale per la tutela dei diritti delle donne che fuggono da situazioni di violenza fisica e morale, nell'indifferenza delle istituzioni dei loro paesi d'origine. Bisogna anche riconoscere che le violenze sulle donne e una tacita complicità da parte delle autorità non sono una prerogativa dei paesi arabi. E' auspicabile che la decisione del governo spagnolo costituisca in tutti i paesi un esempio da seguire sulla strada del rispetto dei diritti di chi si trova, all'interno delle famiglie, in una condizione di debolezza. R.M.

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Washington: come è stata disegnata

2 giugno 2005
di Oscar Bartoli (da: Letter from Washington)

Nei giorni scorsi il Washington Post ha pubblicato un ampio servizio sulla inaugurazione di una mostra allo Octagon Museum, a pochi passi dalla Casa Bianca. Il titolo della mostra è: “L’occhio dell’iniziato: segreti, simboli, Massoneria e l’architettura di Washington”. Si tratta di 21 quadri  dipinti dal neozelandese Peter Waddell. L’artista ripropone al pubblico, con la sua maniera didascalica e neorealista, luoghi e situazioni storiche della fondazione della Capitale degli Stati Uniti. Molti ignorano che la mappa originaria di Washington riproduceva le linee della squadra e del compasso che sono i riferimenti visibili della cosidetta Arte Muratoria. I padri della patria americana, a cominciare da George Washington, erano massoni. Molti dei presidenti appartenevano alla associazione. Ogni presidente all’atto dell’investitura giura sulla Bibbia posseduta da una Loggia di New York.

La massoneria in America opera alla luce del sole. I suoi templi espongono grandi scritte sulle strade. Ogni giorno i Fratelli americani raccolgono quattro milioni di dollari che vengono destinati ad aiutare il prossimo. Per essere ammessi in Massoneria bisogna credere in Dio. Ed ognuno è sollecitato a seguire all’esterno la sua fede religiosa. Nelle logge americane si ritrovano insieme musulmani, ebrei, cristiani di diversa confessione, cattolici, zoroastri, buddisti, bianchi, neri, gialli e indiani Americani. Ma soprattutto è costante il rapporto con la società profana, perchè qui i massoni hanno l’orgoglio di avere fondato gli Stati Uniti e di continuare ad essere un motore di sviluppo intellettuale e morale della composita società americana.

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Torture in Iraq: la testimonanza di 'Ali Safar Al-Bawy

1 giugno 2005
Nell’ultimo anno molti detenuti hanno detto di essere stati torturati dalla polizia irachena. Un detenuto politico ha dato la sua testimonianza completa ad Amnesty International. Il 10 luglio 2004 ‘Ali Safar al-Bawy, un iracheno residente in Svezia, è arrivato in Iraq per la prima volta dopo 14 anni. Accompagnato da sua moglie e dalle loro due figlie, era diretto a Basra per vedere sua madre e sua sorella. La famiglia ha attraversato il confine dall’Iran e ha preso un taxi per Baghdad, dove è rimasta per la notte. ‘Ali, che aveva con sé una videocamera e una macchina fotografica digitale, ha scattato delle foto alle sue figlie sul confine.

L’11 luglio la famiglia ha noleggiato un taxi e ha percorso la strada per Basra. Mentre l’auto si muoveva lentamente nel traffico intenso di Baghdad, ‘Ali ha iniziato a filmare le sue figlie quando un poliziotto ha bussato sul finestrino. L’agente ha aperto la portiera e ha afferrato la videocamera, dopodiché ha usato il suo walkie-talkie per segnalare un sospetto. Dopo poco tempo è arrivato un agente di sicurezza armato ma in abiti civili, che ha ordinato che ‘Ali venisse arrestato. La sua macchina fotografica e la sua videocamera sono state esaminate e lui è stato accusato di aver filmato illegalmente delle immagini sul confine. ‘Ali ha obiettato dicendo che gli agenti impegnati al confine non lo avevano informato che fosse illegale. La sua macchina fotografica e la sua videocamera e una consistente quantità di denaro (circa 3.000 dollari) gli sono stati confiscati. Lui è stato ammanettato e portato nella stazione di polizia al-Salihiya di Haifa Street. In seguito ‘Ali è venuto a sapere che la macchina fotografica, la videocamera e i soldi sono stati consegnati da un agente al ministro degli Interni. Alla stazione di polizia ‘Ali è stato messo in una cella minuscola con almeno altre 50 persone; era scura e molto calda; alcuni detenuti erano quasi nudi e sedevano su dei pezzi di cartone.

Nei giorni seguenti sua moglie è tornata diverse volte alla stazione di polizia ma gli è sempre stata negata la possibilità di incontrarlo. Un poliziotto le ha offerto il suo aiuto in cambio di soldi. Il 12 luglio ‘Ali fu bendato, ammanettato e interrogato da diversi uomini in stanze separate, sulla sua presenza in Iraq, sulla sua vita in Svezia e sul perché avesse portato con sé la macchina fotografica e la videocamera. Gli è stato detto che era illegale fare riprese al confine e che, mentre stava filmando le sue figlie nel taxi, aveva filmato anche una macchina della polizia. ‘Ali si è dichiarato innocente e ha chiesto di poter vedere un avvocato. Gli agenti che lo stavano interrogando gli hanno detto che non c’erano avvocati disponibili e che in ogni caso “loro avevano già tutte le prove”. ‘Ali ha detto ad Amnesty International che il pestaggio dei detenuti veniva praticato quotidianamente.

Dopo una settimana nella stazione di polizia al-Salihiya, senza sapere nulla di sua moglie e delle sue figlie, ‘Ali è stato ammanettato e bendato e portato da quattro uomini armati in un altro posto. In un primo momento ‘Ali ha pensato di essere stato trasferito ad Abu Ghraib e ha temuto per la propria vita ma poi ha capito che si trovava nell’edificio del ministero degli Interni, dove, da quel che si dice, la tortura è applicata abitualmente. Arrivato al ministero degli Interni, ‘Ali ha sentito qualcuno gridare “Portatelo al settimo piano!” e, mentre stava camminando, ha udito delle persone parlare in inglese con un accento statunitense. ‘Ali ha detto ad Amnesty International di essersi sentito rassicurato e di aver pensato che forse degli stranieri avrebbero capito che lui era innocente. ‘Ali si è quindi trovato con altri 15-20 detenuti in una stanza; tra loro c’erano anche due bambini. Era probabilmente un ufficio che era stato usato per ammucchiare i prigionieri. In un primo momento, gli altri detenuti hanno pensato che lui fosse un agente in incognito e non volevano parlargli. ‘Ali ha notato che tre di loro avevano dei segni sul corpo: più tardi gli hanno confessato che erano il risultato della tortura. ‘Ali ha chiesto quando avvenivano le torture e qualcuno gli ha risposto “Sempre!”. Gli hanno detto che uno dei metodi di tortura era la falaqa (battere sulle piante dei piedi). Un detenuto gli ha raccontato che si trovava lì da cinque mesi e ‘Ali ha realizzato che non sarebbe riuscito a vedere un avvocato.

Quattro o cinque giorni dopo un guardia armata e col viso coperto è entrata nella cella e l’ha prelevato. È stato bendato e portato in una piccola stanza nel seminterrato dell’edificio del ministero. Nonostante fosse bendato, ‘Ali è riuscito a vedere il pavimento, la parte inferiore del suo copro e le gambe di altre persone. Un agente ha gridato: “Tu sai il perché di tutto questo, di’ la verità”. Gli è stato chiesto chi aveva ordinato il filmato e quando ‘Ali ha risposto che aveva già detto la verità, ha ricevuto un forte colpo sul collo. Ha spiegato anche che aveva sofferto sotto Saddam Hussein ed era stato imprigionato, ha invocato il rispetto dei diritti umani nel nuovo Iraq e ha chiesto di vedere l’ambasciatore svedese. Due o tre giorni dopo ‘Ali è stato riportato nella stazione di polizia al-Salihiya. Durante la sua permanenza nel ministero degli Interni ha visto diversi bambini detenuti, alcuni di sette o otto anni, incarcerati con le loro madri. Veniva distribuito poco cibo, di solito gli avanzi dei pasti delle guardie. I detenuti avevano il permesso di usare il bagno solo una volta al giorno per tre minuti, bendati e scortati. Questa era l’occasione in cui potevano riempire le bottiglie con dell’acqua. Ritornato alla stazione di polizia, ‘Ali non è stato interrogato. Continuava ad essere preoccupato per il destino di sua moglie e delle sue figlie.

Sei giorni dopo è stato trascinato fuori dalla cella, bendato, ammanettato, senza scarpe né pantaloni, e spinto a forza in un’auto. È stato portato di nuovo al ministero degli Interni, al settimo piano, dove è stato interrogato da un agente inglese (con accento statunitense) mentre stava aspettando seduto in un corridoio. L’agente ‘americano’ gli ha chiesto della videocamera e dei suoi contatti in Iraq. ‘Ali ha spiegato di essere andato in Iraq per vedere la sua famiglia e ha chiesto all’agente che conduceva l’interrogatorio di contattare l’ambasciata svedese, aggiungendo: “Questa non è libertà; gli Stati Uniti credono nei diritti umani, non nella tortura”. Poi ‘Ali è stato portato nella sua precedente cella e altri detenuti gli hanno detto che gli agenti statunitensi al ministero degli Interni assistevano o prendevano parte alle torture.

Due giorni dopo ‘Ali è stato portato nella stanza degli interrogatori. È stato fatto sedere su una sedia e bendato. Gli è stato chiesto di confessare per poter tornare in Svezia, ma appena ‘Ali ha riconfermato la sua innocenza, ha ricevuto improvvisamente una scossa elettrica sulla coscia destra. Lo shock è stato così intenso che lo ha gettato dall’altra parte della stanza; ha sbattuto la testa contro il muro. Questo lo ha liberato dalla bendatura, permettendogli di vedere le scarpe e le gambe degli interrogatori, molti dei quali erano in abiti civili. ‘Ali ha creduto che nessuno di loro fosse americano, per via delle uniformi e degli stivali. Poi è stato rimesso sulla sedia e torturato ancora, senza ottenere la sua confessione. Quando l’interrogatorio è finito è stato riportato nella sua cella al settimo piano. I suoi compagni detenuti hanno tentato di calmarlo e gli hanno detto che normalmente le scosse elettriche venivano inflitte soltanto una volta. Per due o tre giorni ha sofferto di mal di testa e mal di stomaco.

‘Ali ha parlato ad Amnesty International di due giovani ragazzi nella stanza di detenzione al ministero degli Interni: Qusay, di 12 anni, e suo fratello di 16. Più tardi quella sera alcune guardie hanno portato via Qusay. Tutti sapevano che avrebbero abusato sessualmente di lui, ma nessuno è potuto intervenire.

Dopo alcuni giorni ‘Ali è stato trasferito nuovamente nella stazione di polizia al-Salihiya. I prigionieri erano affamati e solo una guardia comprensiva ha detto ad ‘Ali di parlare con una delegazione statunitense che avrebbe visitato la stazione di polizia quel giorno. Prima ‘Ali ha rifiutato e poi ha accettato di parlare con un gruppo di tre visitatori che avevano distintivi con scritto “missione di polizia”. Si è lamentato delle condizioni di prigionia, del trattamento riservato ai carcerati, della mancanza di cibo e acqua, dell’assenza di avvocati e dei lunghi periodi di detenzione senza accusa. La delegazione ha preso nota ma ha detto di non poter fare nulla perché il potere era stato trasferito agli iracheni. Ciò nonostante avrebbero riportato le lamentele di ‘Ali ai superiori. Poche ore più tardi i prigionieri hanno ricevuto 20 bottiglie d’acqua e 50 pezzi di pane.

Il 2 agosto, ‘Ali è stato rilasciato. È tornato in Iran e l’8 settembre in Svezia, dove si è riunito a sua moglie e alle sue figlie. Sua moglie gli ha detto di essere rimasta in Iraq per una settimana dopo il suo arresto, tentando di avere sue notizie. Alla fine ha deciso di tornare in Iran e poi in Svezia. ‘Ali è ancora traumatizzato per la terribile esperienza affrontata. Fonte: Amnesty International (www.amnesty.it).


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