Shana Tova da una grande artista e testimone dell'Olocausto

30 settembre 2005
Viviamo in un'epoca di grandi contraddizioni, molti proclami e pochi valori. Ognuno, dai governanti ai giudici, dagli intellettuali alla gente della strada, usa parole sacre come "verità", "giustizia", "pace" con superficialità, senza dedicare ad esse la propria fede né le proprie migliori energie. Siamo preoccupati per le incomprensioni che dividono i popoli e gli individui, per le poche risposte che offrono le religioni e quelle cariche di angoscia che ci propone la scienza.

Sulle nostre teste sono sospese spade di damocle che si identificano in parole che fanno paura: terrorismo, pandemia, uragano, guerra. Una cara amica invia al nostro sito parole di speranza, che vorrei fossero lette da tutti. E' Tamara Deuel, una grande artista sopravvissuta alla Shoah e portavoce di ideali necessari alle nostre vite come l'aria (quando è pulita) che ci circonda: "Cari amici di Anne's Door, Shana Tova (significa "buon anno": si avvicina il capodanno ebraico, ndr) e un abbraccio pieno d'amore a tutti coloro che lavorano al vostro meraviglioso progetto. Vi auguro un lungo periodo in cui tutti i vostri desideri si realizzino e soprattutto: pace, pace dentro di noi e fra tutti i popoli della Terra". R.M.

(Nelle foto, due opere della serie Kadish di Tamara Deuel, in memoria della Shoah ).

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Neonazisti in erba torturano una tredicenne di origine araba

29 settembre 2005
Biella, 29 settembre 2005. Una studentessa tredicenne figlia di una donna araba e di un italiano è stata aggredita a Tollegno (Biella), fuori della scuola media che frequenta, da tre giovani di età compresa fra i 15 e i 17 anni. I ragazzi l'hanno immobilizzata e percossa, quindi le hanno inciso una svastica su un braccio servendosi di una pietra acuminata. I genitori della ragazzina l'hanno condotta ail pronto soccorso dell'ospedale di Biella, poi hanno denunciato l'aggressione ai carabinieri. Secondo alcune testimonianze
i giovanissimi neonazisti avrebbero già rivolto, in diverse occasioni, minacce e insulti razzisti alla loro vittima. A.B.

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Nel profondo

28 settembre 2005
I giovani poeti, i giovani musicisti, i giovani pittori, i giovani artisti (che seguono l'ispirazione della loro Musa anche avvalendosi, oggi, del computer, di una videocamera o di una macchina fotografica) sono una delle nostre responsabilità primarie.

Il loro talento, lo spirito inquieto che si agita in loro e li induce a creare hanno la stessa sostanza del Bene, dell'Infinito, dell'Eterno. E' un dovere porsi al loro servizio. Nella sezione Club.
(Nella foto: Maestro E, La musa Tersicore , "Tarocchi del Mantegna", seconda metà XV sec., xilografia, Graphische Sammlung Albertina, Vienna).

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Canale dei Navicelli: assolti nove pacifisti pisani

27 settembre 2005
Oggi si è svolta l’ultima udienza del processo a carico di 9 attivisti del
movimento pacifista pisano per il presunto blocco stradale del Ponte sullo
Scolmatore, tra Pisa e Livorno, avvenuto il primo marzo del 2003. La
Prefettura di Pisa aveva comminato multe dell’importo di 2.500 euro per
ciascuno per un totale di 22.500 euro. Questa iniziativa era una delle
molteplici azioni di Trainstopping che in quei mesi furono realizzate in
tutta Italia. Il Canale dei Navicelli dove è avvenuta l’azione dei
disobbedienti costituisce un nodo strategico per il collegamento della base
americana di Camp Darby con il porto di Livorno per il trasferimento dei
mezzi militari e delle armi dirette poi in Iraq.
Dopo circa un anno e mezzo di dibattimento processuale, il giudice nella
giornata di oggi ha annullato tutte le ingiunzioni a carico dei
manifestanti, accogliendo le tesi della difesa.
Riteniamo che questa decisione costituisca un precedente importante per
tutto il movimento pacifista che in questi anni ha ribadito l’illegalità di
questa guerra e l’illegittimità della partecipazione italiana, rivendicando
il diritto di opposizione contro l’utilizzo delle infrastrutture e del
territorio italiano per le operazioni di guerra.
Abbiamo sempre contestato le misure repressive del Governo contro i
movimenti e i provvedimenti delle Prefetture a livello locale che hanno
assunto un vero e proprio carattere persecutorio. Nei prossimi mesi,
infatti, dovremo fronteggiare nuovi processi contro provvedimenti
amministrativi e penali per le ampie mobilitazioni del movimento pacifista
di quel periodo. Si tratta di oltre 50 denunce per i più diversi reati e
multe salatissime, oltre 100mila euro.
Questa sentenza è un segnale importante ma non sufficiente. Un’intera
stagione di lotte, a partire dai fatti di Genova del 2001, passando per le
lotte degli autoferrotranvieri e delle comunità di Scanzano, dalle
iniziative contro i CPT alle mobilitazioni per il reddito e la casa, è messa
oggi sotto processo.
Occupare una casa, uno spazio sociale, picchettare una fabbrica, per
difendere ed estendere i propri diritti non è un reato.
Riteniamo ormai indispensabile un provvedimento generalizzato di amnistia
per tutti i reati legati alle lotte sociali e contro la guerra ed il
neoliberismo di questi anni.

Laboratorio delle disobbedienze Rebeldía
www.rebeldia.net

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La mano di Raffaello

27 settembre 2005
Il Museo Nazionale di Capodimonte conserva un'opera di bellezza e armonia incomparabili, in cui le figure di Maria e del Bambino, di Sant'Elisabetta e di San Giovannino (nella foto, il cartone preparatorio) esprimono con la più profonda intensità il sentimento spirituale dell'amore: l'amore che rende umili le grandi anime e privilegia i poveri, gli afflitti, i malati.

Un moto dell'anima ben rappresentato da Sant'Elisabetta. Dal primo Novecento il dipinto a olio su tavola (140 x 109 cm) è attribuito a Giovan Francesco Penni, allievo di Raffaello. Il Vasari, tuttavia, lo annoverava fra i capolavori di Raffaello. Nella sezione Arte e Cultura.

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Cindy Sheehan, una madre contro la guerra

27 settembre 2005
Cindy Sheehan è una donna americana. Una madre coraggiosa che ha perso il figlio ventiquattrenne Casey in Iraq, la scorsa primavera. Da allora Cindy è divenuta un simbolo per i pacifisti che manifestano contro la guerra. Durante il mese di agosto la donna ha partecipato a un sit-in di fronte al cancello del ranch del presidente Bush, a Crawford, nel Texas. Nonostante il dolore sia ancora vivo e pungente, la Sheehan è sempre in "prima linea", quando si tratta di dire no alla violenza nel mondo. E' anche a causa sua che gli americani apprendono a poco a poco i risvolti più atroci delle guerre in corso, divenendo più critici verso il loro presidente. Naturalmente Cindy è invisa al potere, nonostante i portavoce della Casa Bianca abbiano sempre dichiarato di rispettare lei e gli altri pacifisti perché "è diritto dei cittadini esprimersi liberamente".

Ieri però la polizia ha arrestato, ammanettato, incarcerato per alcune ore e multato la rappresentante del pacifismo a stelle e strisce, usando i metodi più duri e intimidatori. Si sono accorti che Cindy fa sul serio. Erano in 150.000 a Washington, a manifestare davanti alla Casa Bianca: tutti stretti attorno alla madre e agli ideali che ha scelto di rappresentare. Il pretesto per agire con tanto rigore è stato il sit-in cui la Sheehan e altri cinquanta attivisti hanno preso parte, nell'ambito della manifestazione di protesta, nonostante ai dimostranti fosse stato ordinato di marciare senza fermarsi. Le autorità hanno intimato per tre volte al gruppo di alzarsi. Di fronte alla loro disobbedienza, sono scattate le misure repressive. "Il mondo vi sta guardando!" ha gridato la Sheehan agli agenti. R.M.

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L’uovo: un inno al mistero della vita

26 settembre 2005
Fulvio da Messina pone una domanda a Roberto Malini, autore della novella in versi L'uovo, su cui il regista Dario Picciau ha basato il film omonimo: "Cari amici, come prima cosa desidero farvi i complimenti per il film, che è un meraviglioso inno alla vita. Desidero farvi una domanda. Perché la creatura che nasce da Maria ha quella forma, che non le consente alcun movimento od espressione? L'uovo mi turba, mi fa piangere, mi è entrato nel cuore e... non so perché!". Nella sezione Club.

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Il Pantheon nel computer

25 settembre 2005
Di Roberto Malini. Parte dodicesima. Arianna mi scrive ancora: «Caro Roberto, Gesù dice, nel Vangelo: “Se mi amate, osserverete i miei comandamenti e io invocherò il Padre e lui vi darà un altro Consolatore, affinché resti con voi per sempre. [...] Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio l’amerà e verremo a lui e faremo dimora presso di lui”. Attenersi alla parola divina è fondamentale, per un buon cristiano.

Abbiamo dissertato intorno ai simboli e alle parole, che distinguono la realtà spirituale da quella fisica. Parole e simboli indicano la verità e il suo contrario. E’ sempre un conflitto in cui si frontegiano il bene e il male. Qual è, oggi, il campo di battaglia su cui avviene questo scontro titanico? E quale fra le icone antiche o moderne che tanto ci affascinano può definire la dicotomia?» Nella sezione Arte e Cultura.

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Dietro alla Kabbalah di Madonna

23 settembre 2005
Il regista americano Tuvia Tenenbom lancia una crociata contro la superficialità dei gruppi cabalistici contemporanei e i personaggi pubblici come Madonna che si fanno portavoci della mistica ebraica.

Non si può criticare la posizione di Tenenbom, soprattutto se si ama e rispetta una disciplina spirituale e filosofica di ineguagliabile profondità. La Kabbalah , però, avrà sempre un'espressione di massa, dietro alla quale studiano e ricreano le basi di una disciplina antica e meravigliosa - nell'ombra, nel silenzio e in umiltà - le personalità più profonde della cultura e della religione ebraica. Nella sezione Kabbalah.

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Il Pantheon nel computer

23 settembre 2005
Di Roberto Malini. Parte undicesima. Ancora su Eros e Pan. Forse per gioco - è stretto il rapporto fra gioco e rito: entrambi si svolgono in uno spazio chiuso e delimitato, in un tempo definito, attraverso gesti simbolici che seguono codici precisi e ci conducono al di là della esistenza convenzionale – Pan, che è parola o fratello di parola, si lascia atterrare e sottomettere dal’alato fratellino.

Nella sezione Arte e Cultura.

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Scoperto un nuovo dipinto di Leonardo

23 settembre 2005
Una splendida Maria Maddalena, attribuita fino a ieri al Giampietrino, allievo di Leonardo, è ora ascritta all'autore della Gioconda. «Il dipinto, eseguito su una tavola di legno intatta, come la Monna Lisa, è di una qualità artistica assolutamente di vertice," ha affermato il professor Carlo Pedretti, "per cui sono convinto che sia opera del maestro, piuttosto che del pur grande allievo. Nella sezione Arte e Cultura.

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Il Pantheon nel computer

22 settembre 2005
Di Roberto Malini. Parte decima. Proiezione sul piano reale delle arcane allegorie dell’inconscio, il cinema (non solo quello dell’orrore o fantastico) rappresenta i cicli senza tempo della psiche umana, attraverso il cui svolgersi l’individuo e l’intera società insegono l’illusione rassicurante di un equilibrio possibile: un percorso che si allontana dalle zone impervie e selvagge dell’animalità e della follia.

Zone in cui sono di casa gli dei, i mostri e gli eroi; regno – come già visto – di Pan, dei satiri e delle ninfe. Sulla porta che divide quella dimensione occulta e istintuale dal nostro mondo che – mentendo – definisce se stesso razionale e morale, vigila una sentinella: quell’Eros-Cupido la cui liturgia della parola è stampata sui foglietti che avvolgono i baci Perugina. Nella sezione Arte e Cultura.

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Perdonerei il colpevole? Una risposta a Wiesenthal

Di Maria Pia Bernicchia

21 settembre 2005
E se Simon Wiesenthal quella domanda : "dovevo perdonare?"   l'avesse rivolta a me? Io con il "perdonare" ho degli irrisolti, ho fatto tanta strada nell' Inferno della Shoah e non riesco ad accogliere il colpevole nel mio cuore. La prima cosa che ho fatto dopo che ho saputo che è morto Simon è stato riprendere e rileggere un libro piccolo, ma per me importantissimo: Perdonare? di Vladimir Jankélévich. Ricordavo le parole di Simon, sicuramente nel mio sottotetto ci sono le pagine di quel giornale in tedesco. Mi avevano colpito le sue parole, che faccio mie fino in fondo all'anima: ich habe euch nicht vergessen... Quanto a perdonare, no, non posso farmi questa domanda, prego che mai io mi debba trovare davanti a questo dilemma, che non sia mai nella condizione di dover fare il giudice di un carnefice. No, non posso risolvere questo problema. No, al carnefice il peso dei suoi massacri, a me basta l'eredità di dolore che mi lascia, mi bastano le notti insonni che il suo operato mi procura, mi bastano gli occhi dei bambini che mi scavano dentro. No, non credo sia giusto che mi si chieda di perdonare, dividiamoci il dolore, risponderei, tirati su le maniche e scava, scava con me per riesumare brandelli di memoria!

Nelle nuvole ti aspettano i tuoi cari, i milioni di persone che tu, Simon, non hai dimenticato, nelle nuvole, da liegt man nicht eng . (Nella foto, Il girasole, di Simon Wiesenthal)
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Roberto Malini

A Simon Wiesenthal

(Buczacz 1908-Vienna 2005)

La morte non rimane
fra i vivi, si nasconde.

Indossa una maschera bianca.

E' la foto sbiadita
di un uomo che invecchia.

Non ha occhi di ghiaccio
né un ghigno che sembra una falce:
sorride.

Si chiude nella notte
e nessuno la vede.

Ma ai confini del buio,
la vendetta è nascente splendore.

Cassina de' Pecchi (Milano), 20 settembre 2005.

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E' morto Simon Wiesenthal

20 settembre 2005
Nel giugno del 1942, a Leopoli, in circostanze insolite, una giovane SS che stava per morire mi confessò i suoi delitti. Voleva morire in pace, mi disse, dopo avere ottenuto il perdono da un ebreo. Ritenni di dover rifiutarglielo.
Questa vicenda continua a tormentarmi. Così decisi di fissarla per iscritto, e alla fine del mio racconto rivolgo la domanda che ancor oggi merita una riposta, per il suo significato politico, filosofico e religioso: ho avuto ragione o torto negando il perdono?. Simon Wiesenthal, The Sunflower, New York 1987.

Simon Wiesenthal era la coscienza dell'Olocausto. Quando esso finì nel 1945 e l'intero mondo è tornato a casa per dimenticare, è rimasto solo lui a ricordare, divenendo il rappresentante vivente delle vittime. Marvi Hier, decano e fondatore del Centro.

LA VITA - Simon Wiesenthal nacque l'8 dicembre 1908 a Buczacz, Ucraina. Si laureò in architettura a Lvov. A seguito del Patto Molotov-Ribbentrop, sfuggì a una serie di «purghe rosse» che però costarono la vita al padre. A partire dal 1941 (occupazione dell'Ucraina da parte dei nazisti) iniziò lo sterminio sistematico degli ebrei locali: perirono quasi tutti i familiari di Wiesenthal e di sua moglie. Lo stesso Wiesethal finì due volte in un campo di concentramento (una prima volta era riuscito a fuggire). La seconda volta evitò la morte per la liberazione del campo in cui si trovava (quello di Janwska) da parte dell'Armata Rossa. Finito il Grande Conflitto Mondiale, collaborò con la sezione «criminali di guerra» dell'esercito americano, anche in qualità di «vittima vivente» della Shoah.
Nel 1947, quando gli Stati Uniti cominciarono a mettere la questione in secondo piano rispetto alla Guerra fredda, Wiesenthal decise di «mettersi in proprio», fondando il Centro Documentazione Storica Ebraica a Linz (poi spostato a Vienna). Grazie alla sua caparbietà, riuscì a far catturare dagli 007 Israeliani il cittadino argentino Ricardo Klement, che in realtà era Adolf Eichmann, uno dei teorizzatori della «Soluzione Finale». Eichmann fu giustiziato nel 1961. La sua cattura galvanizzò l'attività di ricerca di Wiesenthal, che per tutti divenne «il cacciatore di nazisti». Nel 1963 localizzò Karl Silberbauer, l'assassino di Anna Frank. In totale, in 60 anni di caccia, assicurò alla giustizia circa 1100 criminali di guerra nazisti. Dal Corriere della Sera, 20 settembre 2005.

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Amos Luzzatto e gli stereotipi antisemiti

19 settembre 2005
"Gli Anni Trenta non hanno insegnato niente? Mi vengono in mente le vignette del "Samuelino" che nell'Italia fascista rappresentavano lo stereotipo dell' ebreo ricco col sacco dei soldi sulle spalle, dell' ebreo occulto col naso adunco che pagava qualcuno per distruggere la società. Tutto questo era molto pesante, ci faceva sentire perennemente sul banco degli accusati. E oggi sento che quel fantasma di nuovo alza la testa. Non provo paura, perché ne abbiamo viste molte, ma amarezza sì. E tanta". Al di là dell'episodio che ha visto il presidente delle Comunità Ebraiche italiane rispondere alle affermazioni del responsabile credito di Forza Italia Guido Crosetto, contenenti allusioni a presunte manovre della finanza ebraica contro Bankitalia, le parole di Amos Luzzatto non vanno sottovalutate. Lo stereotipo antisemita dell'ebreo capitalista e massonico, che complotta contro la società in cui vive, non è stato cancellato dall'evidenza storica né dal buon senso, ma torna periodicamente e malignamente a riproporsi, destando preoccupazione.

La ricerca effettuata dal "mago dei sondaggi" Renato Mannheimer e pubblicata la scorsa primavera sul Corriere della Sera rivela che i luoghi comuni su cui si basano la diffidenza e l'odio verso gli ebrei sono duri a morire. Secondo il sondaggio, il 54% dei nostri connazionalii è convinto che «gli ebrei hanno mentalità e modi di vita diversi dal resto degli italiani». Tre milioni di cittadini pensano che gli ebrei «dovrebbero lasciare l'Italia». Secondo il 42% degli italiani «gli ebrei hanno un rapporto particolare con i soldi». Il 15% si dice sicuro che «gli ebrei mentono quando sostengono che il nazismo ne ha sterminati milioni nelle camere a gas». La stessa percentuale dichiara che «sarebbe meglio se lo Stato di Israele non esistesse». Alla luce di questi dati, le parole di Luzzatto sottolineano una realtà che fa paura e contemporaneamente la necessità di iniziative contro l'antisemitismo e per una corretta educazione che inizi dalle scuole e raggiunga, anche attraverso i media, ogni strato della società. R.M. (Nella foto, edizione francese dei "Protocolli dei savi anziani di Sion", un documento falso, nato nella Russia zarista all'inizio del XX secolo, che incitava all'antisemitismo "dimostrando" l'esistenza di un complotto ebraico).

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18 settembre 2005
Ricorderemo... quei bambini catturati, umiliati, affamati, ingannati, sezionati, infettati con i bacilli della tubercolosi e impiccati “come quadri alle pareti”: quei bambini che non ci hanno mai lasciato.

Sono rimasti nello spazio dei nostri cuori, dove i loro nomi (ne conosciamo solo 18, mentre di due di loro sappiamo che si chiamavano W. Junglieb e H. Wasserman) riecheggiano negli attimi di silenzio, quando l’anima si acquieta e suggerisce alla mente i ricordi più importanti. Nella sezione Eventi.

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Il Pantheon nel computer

17 settembre 2005
Di Roberto Malini. Parte nona. Helios e la Notte, la luce e il buio sono le due infinità del mondo divino, un mondo ineffabile in cui i codici della guerra e quelli dell’amore sono identici e regolano con leggi giuste l’avvicinamento degli estremi del nulla, contrazione da cui hanno origine le realtà.

Scintille e tenebre: ecco le forze sul campo della guerra più antica, lo scontro fra l’essere e il non essere, un conflitto di principi primi che finirà con l’estinzione della realtà che conosciamo. Nella sezione Arte e Cultura.

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Anne in the Sky sul Jerusalem Post

16 settembre 2005
The Jerusalem Post è il più importante quotidiano di informazione in lingua inglese dello Stato di Israele. La testata è conosciuta e stimata in tutto il mondo per la sua visione imparziale dei fatti e della cultura in Medio Oriente: una fonte inesauribile di informazioni per gli storici e i ricercatori interessati alla storia contemporanea. Il 16 settembre 2005 il Jerusalem Post dedica ampio spazio sia sull'edizione cartacea sia su quella online alla performance in teatro danza Anne in the Sky di Roberto Malini e Angelica Calo', interpretata dai ragazzi dell'Arcobaleno. Intanto lo spettacolo ha ottenuto il patrocinio e il sostegno della Fondazione Anne Frank di Basilea, in virtù del suo messaggio fondamentale per l'educazione dei giovani alla Shoah, per ricordare al pubblico di tutto il mondo la storia emblematica del nostro tempo e per celebrareun simbolo dell'Olocausto all'interno delle comunità ebraiche dei diversi paesi. Leggi l'articolo.

(Nella foto, la locandina di Anne in the Sky, grafica di Daniele Foglia, illustrazione di Josep Tomas).

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Dimenticare o cercare la verità?

15 settembre 2005
L'uomo d'oggi non è tanto diverso da quello degli anni '30 o '40 del Novecento. Preferisce essere ingannato piuttosto che sentirsi responsabile del dolore altrui. Non credere o dimenticare è più facile ed epidermicamente appagante che cercare la verità e raccoglierne la responsabilità di testimonianza.

Non si spiegherebbe altrimenti il credito che tante persone attribuiscono a divulgatori in cattiva fede e senza nozioni di storia contemporanea, i cosiddetti "negazionisti". Nella sezione Club.

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Il Pantheon nel computer

14 settembre 2005
Di Roberto Malini. Parte ottava. O dio d'Arcadia che hai i piedi di capra, / questo mondo moderno è grigio e vecchio: / che cosa ci rimane, del tuo spirito?

I versi di Oscar Wilde sottolineano una peculiarità del dio dei boschi. Pan è il signore della parola e, come la parola, che è una cellula del linguaggio, si trasforma con il trasformarsi della realtà. Lo spirito di Pan si prolunga sempre nel futuro, perché è lì che il demone scorge il fiorire dei colori e della vita. Nella sezione Arte e Cultura.

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I miei venti bambini

14 settembre 2005
Nella sezione Ricordare. Alla macchina della morte servono cavie, cavie giovani... Con un inganno Mengele, l'angelo della morte di Auschwitz-Birkenau, procura 20 bambini da inviare al campo di Neuengamme.

Là, ad aspettarli, c'è il dottor Kurt Heissmeyer e i suoi esperimenti sulla tubercolosi. Ma quando gli inglesi sono alle porte, i bambini devono essere fatti "sparire"... Maria Pia Bernicchia

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Il Pantheon nel computer

13 settembre 2005
Di Roberto Malini. Parte settima. Sembra un paradosso, ma la repulsione - il marketing lo sa bene - innesca con potenza uguale e contraria meccanismi di attrazione. Così, se il connubio avvenenza e simpatia guadagna un consenso naturale, quello brutalità e orrore può essere fonte di un magnetismo atavico a maniacale. Afrodite vuole Pan perché lo teme e ne ha disgusto.

Ed Eros, la più grande e antica personalità del marketing - capace di sedurre con le sue arti il più ampio e difficile target - conosce così bene le motivazioni dell'intelligenza da sorriderne compiaciuto. Nella sezione Arte e Cultura.

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Incontro con Laura

13 settembre 2005
Uno degli aspetti più affascinanti della nostra esistenza è incontrare persone dolci, simpatiche, intelligenti, sagge, confuse, genuine. Conversare, chiedere, rispondere.

Far crescere le idee parlando, osservando, sorridendo, ridendo. Nel ghetto della "Serenissima" o all'ombra di una pianta miracolosa. Incontro con Laura Onofri a Venezia. Nella sezione Eventi.

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Il Pantheon nel computer

13 settembre 2005
Di Roberto Malini (1998-2005). Ma questa umanità senza radici non percepisce che un'eco lontanissima, perché si è allontanata dall'ambiente delle origini e i simulacri di Pan e delle altre divinità che ha foggiato - a immagine 3D del proprio ideale di sé - svilite nella loro inconoscibile maestà, non sono più rappresentative del sacro. E' un pantheon ricostruito a uso e consumo di cittadini   stanchi della propria condotta di vita, delusi dalla mediocrità delle proprie leggi,   incapaci di emozionarsi di fronte al prodotto delle proprie arti, paurosi solo davanti allo spettro della fine della propria illusione. Siamo nell'Ellenismo Digitale.

Nella sezione Arte e Cultura.

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Il Pantheon nel computer

12 settembre 2005
Di Roberto Malini. Parte quinta. Nel suo libro The Search (2005), dedicato al motore di ricerca Google, il giornalista americano John Battelle definirà la sterminata biblioteca di internet proprio come "la rifondazione della biblioteca di Alessandria, in una forma digitale, eterogenea e democratica".

Nella sezione Arte e Cultura.

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I cowboy che si amano di Ang Lee vincono il Leone d'Oro a Venezia

12 settembre 2005
Il film di Ang Lee Brokeback Mountain ha conquistato il Leone d'Oro al Festival del Cinema di Venezia. La sceneggiatura del lungometraggio è tratta dal racconto Gente del Wyoming del premio Pulitzer E. Annie Proulx (Baldini & Castoldi 1999).

Brokeback Mountain racconta la storia di due cowboy, Jack ed Ennis, uniti dall'amicizia e da momenti di passione al termine delle lunghe e faticose giornate di lavoro negli spazi desolati del Wyoming. Non sono omosessuali, ma l'istinto - l'amore pastorale - li guida ad azzerare i gradi culturali e razionali che li separano e a ribellarsi alla malinconia della solitudine. R.M.

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Il Pantheon nel computer

11 settembre 2005
Di Roberto Malini. Quarta parte. "Per infrangere le barriere che si ergono in rete davanti all'eroe di un'Odissea virtuale, che crede solo nella realtà che può sperimentare in prima persona - senza filtri - e non accetta dogmi di fede; per consentire a quel navigatore senza frontiere di incontrare gli dei e i mostri della coscienza digitale della nuova umanità, il Web resuscita i suoi fantasmi, che aprono le porte fra i mondi conoscibili".

Nella sezione Arte e Cultura.

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Anne in the Sky,lo spettacolo in DVD

11 settembre 2005
"Per quale colpa siamo stati giudicati e condanati a morte e da chi? I soldati e le autorità che ci perseguitano credono di fare solo il loro dovere. Non si chiedono se sia giusto mandare a morte tanti esseri umani innocenti, ma si ritengono persone per bene che obbediscono alla legge. Gli ebrei hanno dovuto subire molte ingiustizie e violenze, durante i secoli, cercando di non rispondere al male con il male. Così sono diventati più forti. Sono ebrea.   Vivrò o morirò da ebrea. Ho pietà per quelli che hanno le mani macchiate del nostro sangue: non cambierei per nessuna ragione al mondo la mia vita con la loro".

E' un frammento del nuovo testo della performance teatrale Anne in the Sky . Sarà ancora la voce intensa, ricca di sfumature e virtuosismi di Valentina Mari che interpreterà Anne Frank. L'autore Roberto Malini, il regista Brian Norsa e l'aiuto regista Christian Bona lavoreranno presto - negli studi della 263 Films - al DVD dedicato allo spettacolo, in cui si vedranno i ragazzi dell'Arcobaleno durante le rappresentazioni di Roma (all'Isola Tiberina) e a Venezia (al Teatro Fondamenta Nuove), con la coreografia di Angelica Calò e il sound di Amir Yaakobi che accompagna le loro azioni, i loro gesti e le loro espressioni. Vedremo i protagonisti - adolescenti israeliani di religione ebraica, musulmana e cristiana - mentre parlano alla gente di Anne Frank e del suo messaggio; li vedremo a passeggio nel ghetto di Venezia, con Angelica Calò, il produttore Andrea Jarach e alcuni testimoni della Shoah. Contenuti speciali con omaggi ad Anne Frank, il cortometraggio Binario 21 di Dario Picciau e Roberto Malini, il trailer del film 3D Dear Anne di Dario Picciau e informazioni per scuole e studenti.

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Il Pantheon nel computer

10 settembre 2005
Di Roberto Malini. Terza parte. "Seducenti, carismatici, credibili, circonfusi di luce (effetto glow) camminano sulle strade, le autostrade e le acque di questo mondo non territoriale i profeti, i sacerdoti e i santi di una religione “globale” e “digitale”, evoluzione di quella linea di pensiero che Aldous Huxley definì «filosofia perenne»".

Nella sezione Arte e Cultura.

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Paolo Buconi e i valori dell'arte ebraica

10 settembre 2005
"Considero Paolo Buconi un ambasciatore della musica ebraica; la sua ricerca è molto più che utile: è necessaria per il recupero di valori di una cultura e di una spiritualità quasi annientate dall’Olocausto.

Mi auguro di collaborare presto con questo formidabile musicista con cui condivido ideali e àmbiti di ricerca". Roberto Malini. Nella sezione Arte e Cultura.

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Il Pantheon nel computer

9 settembre 2005
Di Roberto Malini (1998). Seconda parte. "La scienza degli uomini trova ancora giustificazione nella religione, il progresso tecnologico nelle norme etiche.

Sull’altare del “bene dell’umanità” si possono sacrificare praticamente tutti i valori. Come i computer, anche i loro creatori umani antepogono la comunicazione all’analisi, la persuasione alla verità, l’immagine al contenuto di un messaggio". Nella sezione Arte e Cultura

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Il Pantheon nel computer

8 settembre 2005
Di Roberto Malini (1998). Prima parte. "Se i computer fossero in grado di pensare e di provare sentimenti, se nella loro memoria avessero sede coscienza e libero arbitrio.

Se in qualche modo la loro struttura hardware e il loro spirito software potessero organizzarsi in una singolare armonia fatta di simili e contrari, se nei loro cuori digitali albergassero desiderio e speranza...". Nella sezione Arte e Cultura.

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La via del bene

8 settembre 2005
Scrive Davide da Trieste: "Ho seguito con molta attenzione la pubblicazione online dei testi e delle fotografie sulla Cabala. E' un percorso affascinante che invita a meditare sul significato stesso della nostra vita.

Ma come può fare un giovane per distinguere il bene dal male, in un mondo dagli ideali confusi?". Nella sezione Club.

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Una pazza, incredibile, magica giornata a Venezia

7 settembre 2005
Venezia, 4 settembre 2004. Una giornata memorabile, piena di eventi che non dimenticheremo. Si è partiti con il consenso riscosso dalla matinée dello spettacolo in teatro danza "Anne in the Sky" (replicato alla sera), che diventerà presto un DVD destinato agli studenti italiani, in una nuova versione. Dario Picciau, Josep Tomas, Carles Piles, Sebastian Schollhammer, Andrea Trovato e io abbiamo presentato poi - nel corso della stessa interminabile, pazzesca, magica giornata - il trailer del film "Dear Anne", che ha sorpreso e conquistato gli operatori del cinema di tutto il mondo.

La conferenza stampa presso la Villa degli Autori è stata caotica, schizofrenica, irrazionale, incredibile. Alla nostra serenità, alla nostra voglia di parlare del progetto, di Anne Frank e del nuovo cinema ha fatto da contraltare la tensione dei fiscalissimi organizzatori, che per rispettare la scaletta della serata e soprattutto l'entrata del buffet, ci hanno interrotto continuamente, esortandoci a "tagliare", a concludere. Nonostante la presenza sul palco di Nedo Fiano, scrittore e testimone della Shoah (lo "sponsor" di cui siamo più orgogliosi) e il grande lavoro svolto dagli artisti per essere presenti a Venezia con due minuti di animazione 3D memorabili, i due conduttori hanno privilegiato "l'ora del gusto": gli stuzzichini, le salsine, le tartine e le tortine. Per fortuna il pubblico, composto da giornalisti e uomini di cinema, ha privilegiato un altro genere di nutrimento, che riguarda l'anima piuttosto che lo stomaco, e la conversazione è proseguita nella corte, senza alcun palco né schermo. Fra i molti incontri veneziani (Dario si è trovato finalmente a tu per tu con uno degli attori che stima di più: Anthony Hopkins), il più significativo è stato per me quello con Matteo Pegoraro e Laura Onofri. Due scrittori di talento , due belle persone, ricche di idee e ideali. Due amici che ci auguriamo di avere presto fra i collaboratori di Anne's Door. (Nella foto, i miei amici Matteo e Laura). Roberto Malini

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Fotografia, corrente di luce

7 settembre 2005
La fotografia è fatta di luce e di colori, che nella mistica ebraica sono aspetti della gloria del creatore: "Era circonfuso da una luce splendida, simile a quella di un arcobaleno scaturito dalle nubi dopo la tempesta.

Così mi apparve l'immagine della gloria divina". ( Ezechiele , 1,27-28). Nella Kabbalah i colori   sono emanazioni divine - sefiroth   - che nel loro insieme compongono l'Albero della Vita. Un'opera di immagini e brani che ha riscosso ammirazione da parte di eminenti cabalisti, nella sezione Kabbalah.

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La scrittrice Maria Pia Bernicchia applaude Anne in the Sky


di Roberto Malini

7 settembre 2005
La performance al teatro danza Anne in the Sky ha colpito al cuore gli spettatori veneziani, che hanno lungamente applaudito sia le prove aperte al pubblico, sia la soirée al Teato delle Fondamenta Nuove. La scrittrice e studiosa della Shoah Maria Pia Bernicchia, autrice di un libro di straordinario pregio storico-testimoniale, I 20 bambini di Bullenhuser Damm , edito da Proedi, faceva parte di quel pubblico commosso ed entusiasta, che in una giornata indimenticabile ha celebrato - nella "città egli ebrei" - il ricordo di Anne Frank. Ha fatto un immenso piacere ad Andrea Jarach (che ha ispirato, sostenuto e prodotto la pièce ), ad Angelica Calò, a me (che siamo gli autori del brano) e ai ragazzi dell'Arcobaleno (che lo hanno interpretato) ricevere un'email di Maria Pia, che ci ha resi partecipi delle emozioni che ha provato davanti alla "danza di Anne Frank":   "Carissimi Angelica, Roberto, Andrea e ragazzi tutti,
praticamente sono rimasta con voi, ho ripreso il treno, ho fatto cena, ho sbrigato le normali cose di cas,... ma il cuore è rimasto lì, al teatro Fondamenta Nuove, dove ho pianto con voi, ho ballato, ho assaporato il dolce profumo del pane... Ecco il vostro lavoro sa di buono, attraversa inferno e ritorna alla vita. E' come se Anne resuscitasse e riprendesse a leggere e a scrivere il suo Diario.

Quel "chiudete la porta", poi è di una poesia, è un po' come affidare a Anne il compito di scrivere la parola FINE! Avrei un solo suggerimento, se posso: perché l'empatia sia ancora più forte, perchè non ci sia bisogno di parole per capire, ma di gesti e di suoni-silenzio, come avete ben scelto di fare, io farei vedere, al "chiudete la porta", sullo schermo l'entrata del lager di Bergen Belsen, inquadrerei una baracca e farei sbattere una porta. Ha un sapore amaro-dolce questo modo di chiudere il lavoro, un po' come dire che la sofferenza finisce e si entra in un'altra dimensione. Quasi un invito a non stare fermi, a non morire con lei... io credo nei segni, ho raccolto tutta una serie di intrecci straordinari che ho vissuto da quando I 20 bambini sono entrati a far parte della mia vita, alcuni li ho anche mandati all'editore, ecco che anche quella rosa trovata al mio posto mentre io ero uscita un attimo... be', i posti erano tanti, perché allora proprio lì, e perchè non una margherita o una gerbera... perchè proprio una rosa? Sì, è la rosa dei 20 bambini, è la loro farfalla (durante la conversazione con gli spettatori, Angelica fa cenno al simbolo della farfalla, che è tornato piùvolte a 'manifestarsi' durante le prove e gli spettacoli della performance, ndr): loro intrecciano danze con Anne, loro sono nelle nuvole, lì non si sta stretti!!!!".

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Dear Anne : il 3D italiano conquista il mondo a Venezia

5 settembre 2005
Sorpresa e commozione alla Mostra del Cinema di Venezia grazie alle prime immagini del film 3D Dear Anne di Dario Picciau. Venezia, 4 settembre 2005. La 62a Mostra del Cinema ha presentato nella corte della la Villa degli Autori, al Lido,   il trailer del nuovo film di Dario Picciau, Dear Anne.

The gift of hope. Si è trattato di un'anteprima mondiale, cui ha partecipato una nutrita rappresentanza della stampa nazionale ed estera, produttori e distributori. Nella sezione Cinema.

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Come salvare i reperti di Auschwitz

3 settembre 2005
Auschwitz è il luogo più importante che ricordi all'umanità lo sterminio degli ebrei d'Europa. Nel sito della "fabbrica della morte" ci sono le ceneri di oltre un milione di persone assassinate e cremate.

Grazie al sostegno di Ronald Lauder, uno dei più importanti industriali che operano nella ricerca e produzione di cosmetici, che ha investito quasi 20 milioni di dollari per interventi di conservazione di camere a gas, recinzioni e oggetti personali delle vittime, le più agghiaccianti testimonianze della Shoah sono pervenute fino ai nostri giorni. Ora però il degrado di quei reperti appare irreversibile, a partire dalle due tonnellate di capelli che l'Armata Rossa trovò nel lager liberato. Nella sezione Ricordare.

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Anne in the Sky , nuovi progetti, nuove frontiere

3 settembre 2005
Dopo la grande emozione del debutto romano della performance in teatro danza Anne in the Sky, Angelica Calo', i ragazzi dell'Arcobaleno, Andrea Jarach e io saremo a Venezia domenica 4 settembre con importanti novità. Alle 11 prove aperte della nuova versione dell'opera e alle ore 22, presso il Teatro delle Fondamenta Nuove, lo spettacolo. La primissima di Roma ha ottenuto lusinghiere recensioni sui principali quotidiani (La Repubblica, Il Messaggero ecc.), ha commosso ed emozionato testimoni come Piero Terracina e Shlomo Venezia ed ha ottenuto importanti manifestazioni di interesse. Il Ministero dell'Istruzione ha ravvisato nello spettacolo importanti contenuti educativi, un linguaggio moderno e un'attendibilità storica adatti a un progetto destinato alle scuole. Dalla sponsorship del Ministero nascerà probabilmente un DVD con l'intero spettacolo e significativi contenuti speciali, che sarà distribuito nelle scuole. La stampa israeliana, a partire da Jerusalem Post, dedicherà ampio spazio alle recensioni della performance. Anne in the Sky presenta al pubblico con un linguaggio universale, poetico e simbolico alcuni personaggi emblematici del mondo di Anne Frank. Il linguaggio in cui si esprimono deriva dalla cultura ebraica e dalla ricerca storica sull'Olocausto, sottolineate da altre forme di espressione, altrettanto potenti e universali: la musica e la danza. Il compito dei bravissimi ragazzi dell'Arcobaleno è proprio quello di "trasformarsi", grazie ai codici gestuali, in simboli viventi della memoria, di impersonare gli eroi e i martiri di un mondo annientato dal pregiudizio e dalla malvagità.

"Per quale colpa siamo stati giudicati e condanati a morte e da chi? I soldati e le autorità che ci perseguitano credono di fare solo il loro dovere. Non si chiedono se sia giusto mandare a morte tanti esseri umani innocenti, ma si ritengono persone per bene che obbediscono alla legge. Gli ebrei hanno dovuto subire molte ingiustizie e violenze, durante i secoli, cercando di non rispondere al male con il male. Così sono diventati più forti. Sono ebrea.   Vivrò o morirò da ebrea. Ho pietà per quelli che hanno le mani macchiate del nostro sangue: non cambierei per nessuna ragione al mondo la mia vita con la loro". Da Anne in the Sky.

(Nella foto: scorcio della mostra Il mondo di Anne Frank , tenuta a Pitigliano, nel corso del Pitifest, dal gruppo Watching The Sky con gli artisti della 263 Films).

Roberto Malini

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Anne in the Sky commuove ed entusiasma il pubblico romano

di Alfred Breitman e Simone Pinter

2 settembre 2005
L'anteprima mondiale della performance in teatro danza Anne in the Sky - scritta da Roberto Malini e Angelica Calo' e interpretata dai ragazzi dell'Arcobaleno - ha conquistato il pubblico romano, accorso numerosissimo davanti al grande schermo dell'Isola Tiberina per l'Estate Romana 2005. Alla presenza di una nutrita rappresentanza di quotidiani, periodici e televisioni, la serata ha emozionato e commosso. Prima dello spettacolo della compagnia israeliana del Teatro dell'Arcobaleno, è stata proiettata una scena del film 3D Dear Anne di Dario Picciau, in lavorazione presso la 263 Films di Milano Due. A sessant'anni dalla morte dell'autrice del Diario , nel lager di Bergen-Belsen, il pubblico ha potuto rivedere Anne Frank "in persona", restituita alla vita, nella memoria, grazie alle tecnologie dell'animazione tridimensionale unite all'arte di Picciau e del team internazionale che sta realizzando il lungometraggio. Entusiastica l'accoglienza che i romani hanno riservato alle immagini. Il produttore dello spettacolo, Andrea Jarach, e la drammaturga Angelica Calò hanno illustrato il significato della serata, conducendo un dialogo vivo ed emozionante con la platea.

Quindi è stato proiettato un breve filmato in cui Roberto Malini - sceneggiatore del film di Picciau e co-autore della performance teatrale - leggeva un brano dai Racconti dell'Alloggio Segreto di Anne Frank. Parole forti, cariche di umanità: un'eredità che la giovane scrittrice uccisa dall'odio antisemita ha lasciato all'uomo del nostro tempo. Parole che sono entrate nel cuore della gente, che ha ascoltato con gli occhi lucidi. Ed ecco i ragazzi dell'Arcobaleno. Eccoli recitare con il linguaggio del corpo e della danza, seguendo le parole di una Anne Frank vera come la memoria e la poesia: la bellezza di un'anima è più forte del pregiudizio e della violenza. Il Bene è più grande del Male. Evocativa,   partecipe e indimenticabile la musica di Amir Yaakobi, scritta per la performance . I ragazzi dell'Arcobaleno hanno celebrato il mondo di Anne ravvivandone il ricordo senza retorica, nel presente. Anne era una di loro - la più "viva" di tutti - verso il cielo di una speranza che solo il ricordo   e la metamorfosi possono restituirci. Pathos straordinario fra il pubblico e i giovani protagonisti durante tutta la performance . Uno spettacolo splendido e "necessario", che sarà replicato a Venezia il 4 settembre dalle ore 22 nel piccolo, ma bellissimo Teatro delle Fondamenta Nuove. Poi, in giro per il mondo, dove le parole di Anne possono riempire un vuoto sempre più abissale.

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Una pinacoteca della Shoah in Italia

2 settembre 2005
Uno dei principali obiettivi dell'associazione Watching The Sky è la creazione di una Pinacoteca della Shoah in Italia: l'ala di museo d'arte contemporanea o di un memoriale dell'Olocausto interamente dedicata agli artisti, vittime della Shoah o sopravvissuti, che rappresentano l'ultima evoluzione dell'arte ebraica in Europa prima dello sterminio operato dai nazisti e dai loro complici.

(Nella foto: "Safed", di Jacob Vassover, artista polacco sopravvissuto ad Auschwitz). Nella sezione Arte e Cultura.

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Le tavole del cielo

1 settembre 2005
Nell’Enoc etiopico si menziona il mistero delle Tavole Celesti, il tesoro della conoscenza mistica su cui sono scritti i libri sacri, le verità assolute, i nomi di tutte le cose, le leggi universali, la storia di tutti i mondi, di tutte le creature e di tutti i popoli.

Nella sezione Arte e Cultura.

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1 settembre 2005: oggi a Roma l'Arte celebra il ricordo di Anne Frank

di Alfred Breitman

Oggi, giovedì 1 settembre 2005, ore 20.30, all'Isola Tiberina nell'àmbito dell'Estate Romana - Isola del Cinema, prima mondiale dello spettacolo   Anne in the Sky . Gli autori Roberto Malini e Angelica Calo', i ragazzi del Teatro dell'Arcobaleno, il produttore Andrea Jarach e i promotori della performance portano a Roma, sulle rive del Tevere, un po' dello spirito di Anne Frank. Malini descrive alcuni aspetti della personalità dell'autrice del famoso Diario : "Anne era un formidabile talento letterario e filosofico: una giovane donna che, grazie alla sua testimonianza e alle sue idee, indica ancora oggi all'umanità la via della giustizia, della solidarietà e della verità. A Westerbork, Auschwitz e Bergen-Belsen - tre luoghi che assomigliavano all'inferno - Anne Frank riuscì a superare il naturale istinto di conservazione che è in ogni essere umano e a dedicarsi agli altri: un ragazzino gravemente malato nel campo di transito, i bambini affamati e sfiniti di Bergen-Belsen. Era denutrita, piena di piaghe e di pidocchi, malata di tifo, ridotta a una larva, ma non pensava a sé. Le testimoni che la conobbero ci riferiscono che si preoccupava per i suoi cari e i suoi amici. E quando riusciva a eludere i sadici sorveglianti, rinunciava alla propria misera razione di cibo per farne dono ai piccoli prigionieri del lager ". Lo spettacolo Anne in the Sky commemora la vera Anne Frank, che appartiene al manipolo di eroi ebrei della Shoah . La commemora con le parole. Con la musica di Amir Jaacobi. La commemora, soprattutto, con il linguaggio universale, sacro come una cerimonia, della danza.

"Ogni   epoca che ha studiato il corpo umano, o che ha provato almeno il sentimento del mistero di questa organizzazione, delle sue risorse, dei suoi limiti, delle combinazioni di energia e di sensibilità che contiene, ha coltivato, venerato la Danza".

Da L'anima e la danza , di Paul Valery.

(Nella foto: Roberto Malini).

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A Venezia le due anime del cinema

1 settembre 2005
Il 31 agosto è ufficialmente iniziata la LXII edizione della Mostra del Cinema di Venezia. La Mostra di Venezia è un appuntamento importante per il cinema internazionale: una vetrina in cui l'osservatore attento può cogliere i fermenti dell'innovazione. Il cinema è una macchina che crea immaginario, linguaggi, mitologemi. Il cinema è business, perché il suo motore è il pubblico, non un'élite di idealisti.

Il cinema è arte, perché il suo fine ultimo, il più nobile, è quello di guidare le società, divulgando cultura, idee, modelli estetici e poetici. Il cinema ha una doppia anima. Il primo film proiettato nella storia della Mostra di Venezia, alle 21.15 del 6 agosto 1932, è l'emblema della duplice natura dell'arte dei fratelli Lumière: Dr. Jekyll and Mr. Hyde di Rouben Mamoulian. A.B. (Nella foto, il regista cileno Alejandro Jodorowski, presente al festival lagunare: un "karma" favorisce un incontro fra lui e Picciau?).

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