Giocattoli e lacrime

31 ottobre 2005
Il museo memoriale Yad Vashem di Gerusalemme conserva molti giocattoli ritrovati ad Auschwitz e in altri campi di sterminio. Balocchi, scarpine, vestitini e letteratura per l’infanzia sono stati reperiti nel ghetto di Theresienstadt.

Ai bambini di famiglie agiate spesso era consentito di tenere con sé i loro giocattoli preferiti quasi fino all’istante fatale. Nella sezione Club.

---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

1° novembre 1942

31 ottobre 2005
"Oggi a Kielce hanno esposto dei manifesti su cui è scritto che chi entra o esce dalla zona ebraica sarà punito con la pena di morte. Finora era ancora permesso entrare o uscire. La disposizione ha turbato me e tutti gli ebrei che l'hanno letta.

I manifesti sono apparsi in tutto il Generalgouvernement , come si chiama adesso questa regione che una volta faceva parte della Polonia". (Nella foto: copertina del primo di cinque quaderni scritti da Dawid Rubinowicz).

                                         Dal Diario di Dawid Rubinowicz.

---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

I giocattoli di Auschwitz

30 ottobre 2005
Richiesta urgente da Berlino, ci comunicano le SS. Poiché si avvicina il Natale, è necessario provvedere ai regali per i bambini tedeschi. Così i vestiti e i giocattoli di innumerevoli bambini bruciati faranno splendere di gioia gli occhi dei figli delle SS.

Le donne ebree lavorano giorno e notte, con quegli oggetti che sembrano bruciare fra le loro mani. Partono molti treni carichi di giocattoli, di biancheria e vestiti da bambino, di coperte, tende, bei tappeti, calzature, vasellame, tessuti, oro, gioielli e valuta di tanti Paesi diversi.

Sima Vaisman, "Parmi le cris, un chant s'élève", pagina di novembre 1944.

---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Nelson Mandela a fumetti

Johannesburg, Sudafrica, 29 ottobre 2005. Nic Buchanan è l'autore di nove albi a fumetti dedicati a Nelson Mandela, supereroe della vita reale contro l' Apartheid . La serie sarà distribuita gratuitamente - in un milione e mezzo di copie - nelle scuole sudafricane, nell'ambito di un programma educativo e racconterà in modo semplice e chiaro la vita di Mandela e i suoi trent'anni di lotta.

Buchanan è bianco, vive in Sudafrica e da tempo si batte perché la vera storia del suo Paese, con gli innumerevoli crimini razzisti   commessi dai bianchi e l'eroismo della gente nera siano conosciuti dalle nuove generazioni. (Nella foto: Mandela bambino , disegno di Nic Buchanan).

---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Essere o non essere William?

30 ottobre 2005
Uno dei più famosi ritratti di William Shakespeare, stampato su molte copertine di opere del drammaturgo, sarebbe falso secondo l’autorevole parere della National Portrait Gallery di Londra.

Nella sezione Arte e Cultura

---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

L'artista

29 ottobre 2005
"Fra gli uomini, ce n'è uno che insegue la vera conoscenza,
che possiede l'autentica ricchezza d'animo,
ha un ingegno acuto, illuminato e capacità straordinarie.
Quando si concentra con tutta la forza dello spirito,
riesce a vedere facilmente le cose che esistono sulla Terra,
nitidamente in dieci e poi venti generazioni umane".

Empedocle, Poema lustrale, 108.

---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

La prima casa di Anne Frank in Olanda

29 ottobre 2005
A differenza della casa in cui i Frank si nascosero e furono arrestati dai nazisti, divenuta un museo, l'appartamento in Merwedeplein servirà ad ospitare scrittori stranieri perseguitati nei loro Paesi.

Il primo ospite sarà il poeta algerino El-Mahdi Acherchour. Nella sezione Anne's World.

---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Il presidente dell'Iran dichiara: "Si dovrebbe cancellare Israele dalle carte geografiche"

Mercoledì 26 ottobre 2005, durante la conferenza "Il mondo senza sionismo", il presidente dell'Iran Mahmoud Ahmadinejad, conservatore vicino all'integralismo islamico, ha dichiarato che "La creazione dello stato di Israele fu una mossa dell'oppressore occidentale contro il mondo islamico". Il capo di stato ha aggiunto che "Israele dovrebbe essere cancellata dalla carta geografica, come desiderava Khomeini". I Paesi dell'Unione europea e la Russia hanno reagito condannando duramente quelle dichiarazioni bellicose e irresponsabili.

I capi di stato e i primi ministri riuniti ad Hampton Court per il vertice dell'Ue hanno diramato una dichiarazione congiunta in cui esprimono "una condanna decisa nei confronti delle esternazioni del presidente dell'Iran, dirette contro lo stato di Israele. L'istigazione alla violenza e alla distruzione di uno stato è incoerente con la convinzione di essere un membro pacifico e responsabile della comunità internazionale. L'episodio pone preoccupazioni sul ruolo dell'Iran in Medio Oriente e sulle sue reali intenzioni". Shimon Peres, vice primo ministro israeliano, ha chiesto l'espulsione dell'Iran dalle Nazioni Unite, mentre alla casa Bianca affiorano ansie relative alla politica nucleare dell'Iran. (Nella foto: Mahmoud Ahmadinejad).

---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

E' morta Rosa Parks, la donna che disse no al razzismo

Lunedì 24 ottobre 2005 è morta a Detroit, nel Michigan (Usa), Rosa Parks, la donna che per prima disse no al razzismo dell'America bianca. La "madre dei diritti civili" aveva 92 anni e unisce gli uomini di pace di tutto il mondo, che non la dimenticheranno e trasmetteranno alle nuove generazioni la sua memoria. Rosa Louise McCauley, che nel 1932 sposò Raymond Parks, nacque il 4 febbraio 1913 a Tuskegee, in Alabama. Il primo dicembre 1955 a Montgomery, Alabama, la donna iniziò la protesta nonviolenta degli afroamericani contro le leggi discriminatorie che avevano accompagnato i neri fin dai giorni della schiavitù. Rosa tornava a casa, seduta in autobus, dopo una giornata di lavoro, quando un passeggero bianco le chiese di cedergli il posto.

Era un suo diritto, secondo le famigerate "leggi di Jim Crow", perché Rosa occupava un sedile delle file centrali, che i neri potevano utilizzare solo se nessun bianco li richiedesse. Rosa lo guardò negli occhi e disse: "No". L'autista le intimò di alzarsi e lei ripeté: "No". Allora intervene la polizia, che la trasse in arresto. Il magistrato la condannò, ma la sua cauzione fu pagata da E.D. Nixon, presidente della National Association for the Advancement of Colored People. Dal giorno del processo, il 5 dicembre, i suoi concittadini neri decisero di boicottare i mezzi pubblici, scegliendo di andare a piedi finché le leggi discriminatorie non fossero state dichiarate incostituzionali, cosa che la Corte Suprema fece circa un anno dopo. Il sostegno del ventiseienne pastore battista Martin Luther King e della sua chiesa fu determinante per quella grande affermazione del movimento per i diritti civili dei neri americani. R.M.

---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Le gemelline che cantano Hitler

25 ottobre 2005
L'antisemitismo e il razzismo, l'incitamento al pregiudizio e all'odio possono avere volti dall'apparenza ingenua e rassicurante come quelli delle bionde gemelle tredicenni Lynx e Lamb Gaede. Americane di Bakersfield (California), le due ragazzine, che appaiono sempre sorridenti e amichevoli, si stanno affermando nel mondo della musica leggera cantando "l'orgoglio bianco".

Il loro CD d'esordio, uscito nel 2004, si intitolava Fragments of the Future e conteneva brani "contro la confusione etnica e a favore della razza bianca". Una canzone, Sacrifice , è dedicata a Rudolf Hess, il delfino di Hitler, definito nel testo "uomo di pace". I manager senza scrupoli di Lynx e Lamb sono i loro stessi genitori, separati, ma perfettamente d'accordo nell'inneggiare alla discriminazione e nel riproporre i deliri nazisti. Il sito delle due ragazzine, che amano indossare t-shirt su cui appare Hitler sotto forma di "smile", è all'indirizzo: www.prussianblue.net

---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Arman in memoriam

22 ottobre 2005. L’artista Arman, che era affetto da un tumore incurabile, è morto a New York all’età di 76 anni.

Hanno divulgato la notizia i suoi familiari. Nella sezione Arte e Cultura.

---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Storie di sguardi , una mostra senza valore

24 ottobre 2005
Storie di sguardi - La fotografia da Nadar a Elliott Erwitt è la mostra che si tiene dal 12 ottobre 2005 al 15 gennaio 2006 presso lo spazio Forma, a Milano. Curata dallo storico della fotografia ed editore francese Robert Delpire, accompagnata da tre volumi - Dall'invenzione all'arte fotografica (1839-1880); Il mezzo dei tempi moderni (1880-1839); Dall'istante all'immaginario (1839-1970) - dovrebbe essere un grande evento nel campo dell'arte fotografica. Locandine, inserti pubblicitari sulla stampa, redazionali e servizi televisivi: Storie di sguardi dovrebbe (uso ancora il condizionale non a caso) avere i requisiti dell'evento imperdibile sia per gli appassionati che per i fotografi e gli studiosi dell'immaginario dei nostri tempi. 129 fotografie dei più importanti artisti, da Nicéphore Niépce a Man Ray, da Alexander Gardner a William Klein, da Henri Cartier-Bresson a Josef Koudelka: il costo del biglietto, fissato in 6.50 euro sembra quasi "popolare". La sorpresa arriva qualche metro dopo la cassa, di fronte alle immagini presentate. L'esposizione - definita da Delpire "il racconto di una straordinaria avventura", "un'impresa ambiziosa", "il percorso di un'arte che ha sconvolto il nostro modo di vedere" - presenta in realtà solo riproduzioni delle opere originali o stampe moderne (che è la stessa cosa). Si tratta di volgari stampe fotografiche (alcune delle quali addirittura scollate), esposte in cornici di nessun pregio, con testi a corredo, in fondo ai quali è scritta la loro vera natura: "Riproduzione dall'originale" o "Stampa moderna".

Il valore economico dell'intera collezione è zero; l'impegno profuso dai curatori non va al di là di poche ore per stampare e incorniciare le stampe. Qualsiasi ragazzino fornito di una buona stampante potrebbe organizzare una mostra simile (e perché non esporre le fotocopie a colori dei disegni di Leonardo Da Vinci?), magari scaricando le immagini da internet. Sembra incredibile che la mostra abbia avuto il sostegno della Fondazione Corriere della Sera e dell'ATM e la sponsorizzazione della Canon! Tratto in inganno dalle comunicazioni pubblicitarie, ho condotto alla mostra alcuni giovani, a cui ho dovuto spiegare che iniziative come Storie di sguardi uccidono l'arte fotografica, non la promuovono. Durante la nostra visita, una fotografa ha commentato: "E pensare che sono venuta da Roma per vedere le pagine di un catalogo appese alle pareti!". Quando ho protestato con la giovane cassiera, lei mi ha risposto: "Signore, lei ha ragione. Però nel sito internet della mostra era specificato che le foto esposte non sono originali, ma semplici copie". Colpa mia, naturalmente: come ho potuto accontentarmi di leggere locandine e comunicati, senza pensare che la notizia più importante era specificata nel sito dedicato alla rassegna? (Nella foto di Nadar: Gioachino Rossini). Roberto Malini.

---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Il mito della superintelligenza degli ebrei

24 ottobre 2005
Il saggio The Natural History of Ashkenazi Intelligence, opera di Henry Harpending e Gregory Cochran, che sarà pubblicato dalla prestigiosa Cambridge University Press nel 2006, rischia di offrire nuova linfa all'antisemitismo, che da secoli semina odio contro gli ebrei servendosi dello spauracchio di una presunta superintelligenza ebraica, strumento perverso in grado di ordire complotti per governare il mondo.

(Nella foto: Maimonide). Nella sezione Arte e Cultura.

---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Illuminazione segreta

23 ottobre 2005
Se vuoi conoscere l'illuminazione occulta
e i misteri della Torà, che solo l'ultimo
giorno del tempo umano saranno rivelati,
devi immergerti con la mente, il cuore e l'anima
nella contemplazione del mondo divino.

Nella sezione Kabbalah.

---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Il segreto di Rabbi Pinny

22 ottobre 2005
"Come poteva il rabbino Pinny, un religioso osservante, muoversi con tanta forza ed armonia? Chi era stato il suo maestro? Sapeva ballare le danze chassidiche, le cosacche e quelle dei contadini!

Aveva l’agilità e la grazia dei più celebrati ballerini del mondo, anche se si esibiva nei matrimoni e quanto più era povera la cerimonia, tanto più lui ballava con trasporto". Nella sezione Club.

---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Il pantheon nel computer

20 ottobre 2005
Di Roberto Malini. Parte diciottesima. Tu mi ricordi gli antichi monaci che si ritiravano nel deserto per vivere in solitudine e povertà. Davanti allo schermo del computer, sei un certosino che rifugge la folla degli uomini e cerca l'unione con lo spirito divino separandosi dal mondo.

Contemporaneamente, però, non abbandoni i tuoi simili, non rinunci al tuo ministero pastorale e adempi la tua missione dividendoti fra il corpo mistico di Cristo e le ansie dell'umanità. Vi è senza dubbio bisogno di prati per il sabba e vi è senza dubbio necessità di oratori, nel computer. Nella sezione Arte e Cultura.

---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Il Pantheon nel computer

18 ottobre 2005
Di Roberto Malini. Parte diciassettesima. “Caro Roberto Malini, mi chiamo Mauro T. e sono un sacerdote. Il computer mi ha sempre affascinato, perché è la più grande biblioteca del mondo, come hai scritto giustamente.

E’ anche una piazza sconfinata in cui si incontrano esseri umani di ogni età, nazionalità, razza e cultura". Nella sezione Arte e Cultura.

---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Il Pantheon nel computer

18 ottobre 2005
Di Roberto Malini. Parte sedicesima. "Dieci anni di passione" recita l'headline della campagna pubblicitaria lanciata dalla Sony nel mese di settembre del 2005, per celebrare i dieci anni della consolle per i videogiochi più famosa del mondo.

Testimonial del messaggio pubblicitario è un ragazzo che ha il capo cinto da una corona di spine, nel cui intreccio si vedono i quattro simboli di gioco brevettati dalla Sony per la Playstation. Nella sezione Arte e Cultura.

---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Il canto dell'erba

18 ottobre 2005
Che magnifico dono, essere degni
di ascoltare il canto dell'erba!
Ogni singolo filo d'erba innalza
un canto al Cielo, senza una ragione,
senza aspettarsi un premio.
Non vi è nulla di più meraviglioso
che ascoltare quel canto,
che pregare nell'erba.
Non vi è luogo più adatto a meditare
di un prato verde, dove tutto nasce
e possiamo parlare a Dio, naturalmente.

Da Le emanazioni dell'anima di Nachman di Breslavia

---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Si può combattere la fame con le parole?

Roma, 17 ottobre 2005. Alla 60esima assemblea della Fao i relatori confessano il fallimento di una lotta condotta con metodologie e strumenti sbagliati. Di fatto, la fame nel mondo rimane una tragedia di proporzioni spaventose e gli ingenti investimenti effettuati per combatterla non hanno mai raggiunto "le tasche di chi non ha tasche". "La fame è la peggior arma di distruzione di massa del nostro secolo," ha affermato Ciampi nella sua relazione.

Il presidente del Brasile, Luiz Inacio Lula da Silva, ha delineato il percorso che si dovrà seguire, se si vorrà intervenire efficacemente sul dramma della fame: "Bisognerà considerare questo problema come la priorità dell'umanità del nostro tempo. Non ci sarà pace nel mondo finché un miliardo di persone non avrà cibo per sfamarsi". Riguardo al Brasile, il presidente Lula ha dichiarato: "La fame da noi è solo un problema di emarginazione sociale e io lo so perchè l'ho appreso nel modo più duro: l'ho vissuto". (Nella foto, il presidente Lula).

---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

La Kabbalah e le malattie che incombono su di noi

15 ottobre 2005
E' iniziata in tutto il mondo una preghiera ebraica contro una malattia che minaccia l'umanità, il più recente di tanti mali che regnano sul nostro tormentato pianeta. Nella sezione Kabbalah.

---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Nobel per la letteratura ad Harold Pinter

Stoccolma, 13 ottobre 2005. Il drammaturgo inglese Harold Pinter (Londra 1930), figlio di un sarto ebreo e autore di opere come The Caretaker e The Birthday Party, è stato insignito dall'Accademia di Svezia del premio Nobel per la letteratura. La motivazione recita fra l'altro che "Pinter svela nelle sue commedie il solco che si cela sotto i luoghi comuni del quotidiano e si afferma nelle stanze più segrete dell'oppressione".

Harold Pinter è sempre stato impegnato nella tutela dei diritti umani e a favore della pace, contro gli inganni di un "potere impazzito" che condiziona la vita dell'uomo occidentale impedendogli di vedere gli orrori che lo circondano.

---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Yom Kippur: confesso di non saper pesare il silenzio

12 ottobre 2005
Dal tramonto del 12 al tramonto del 13 ottobre (corrispondente al 10 del mese ebraico di Tishrì) si celebra Yom Kippur, il Giorno dell'Espiazione (o del Perdono). Yom Kippur è il giorno in cui ognuno dovrebbe ammettere di fronte al giudizio divino e a quello umano i propri errori e rendersi degno di essere iscritto nel libro della vita. Io, che ho commesso un numero di errori vicino all'infinito (posseggo troppe cose di cui potrei liberarmi, per esempio, a favore di chi non ha nulla), confesso una colpa che mi pesa particolarmente. Il Cielo mi ha concesso il privilegio di vivere, lavorare, dedicare la mia creatività alla Vita e alla Memoria. Un uomo saggio, il Rabbi di Berdicev, disse una volta che "l'uomo buono si mette al servizio della vita di altri uomini e per fare questo deve pesare uomini".

Dovrei essere più rigoroso con me stesso e con chi mi circonda. Pesare gli uomini e non le loro parole. Troppa gente parla di amore, di verità, di giustizia, di sangue. Troppa gente si fa portavoce degli innocenti e delle vittime o addirittura della volontà divina. Poi, però, il "giardino" dei suoi propositi produce frutti sterili: parole, grandi parole, parole dolenti, parole sacerdotali. Parole vane che incoronano di una vacua santità il capo di chi se ne serve e le pronuncia e le scrive in ogni occasione. Il dolore e la memoria, però, si trovano in fondo al silenzio. E il silenzio è una strada di sassi aguzzi, da percorrere a piedi nudi. Pesare noi stessi e gli altri, significa pesare il nostro (e il loro) silenzio. E il suo peso è il Bene che non ha bisogno di parole. Roberto Malini.

---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Guerra e morte raggiungono il mondo dei Puffi

Buxelles, 11 ottobre 2005. Contro i conflitti che mietono migliaia di vittime fra i bambini dei paesi in guerra, contro le mine antiuomo e soprattutto contro la tragedia dei bambini-soldato, l'Unicef Belgio ha commissionato un breve cartone animato all'agenzia di marketing Publicis. Il cortometraggio di animazione ha quali protagonisti i Puffi, i folletti blu creati nel 1958 dall'autore belga Peyo e amatissimi dai bambini di tutto il mondo. Il video mostra scene che hanno destato scalpore. Bombe e proiettili sconvolgono Puffolandia, portando rovina e morte nel paese felice.

Un puffolino si aggira stordito fra le ceneri delle case a forma di fungo, fra cadaveri blu e desolazione. Fra le vittime della guerra, si riconosce Puffetta. "È un'iniziativa che farà discutere," ha dichiarato Philippe Henon dell'Unicef Belgio. "Non avevamo mai realizzato una cosa simile, ma con il trascorrere degli anni, ci siamo accorti che la reazione del pubblico alle solite campagne è insoddisfacente. Il video si propone di portare all'attenzione di tutti il dramma dei bambini-soldato in Burundi e di raccogliere fondi per la loro rieducazione e il loro inserimento nella società civile"

---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Che cos'è l'arte?

10 ottobre 2005
Che cos'è l'arte? Se consideriamo il termine come un sinonimo di "comunicazione", potremmo affermare che l'arte è scrivere, dipingere, comporre, comunicare pensieri, fatti, suggestioni ad altri esseri umani. Ma l'arte nacque in tempi preistorici come espressione mistica dello spirito umano: preghiera, visione, lode, supplica rivolte all'intelligenza di una Natura immortale. Sono trascorsi millenni e, senza dubbio, l'arte è cambiata. In essa, però, nella sua essenza, è rimasto qualcosa di antico, di eterno, di magico e sacro. La coscienza comune da cui ha origine quella individuale è il paesaggio semantico in cui l'arte identifica i suoi modelli senza tempo: le idee, i simboli, le metafore e gli archetipi.

L'opera dell'artista che è ispirata da quel paesaggio - dove tutto è emanazione della verità -   torna inevitabilmente ad esso, animata e resa perfetta da uno spirito vivo. In quel momento l'opera è divenuta identica alla parola. Lo Zohar definisce in maniera perfetta il suo tragitto dalla terra al cielo: "Tutto ciò che l'uomo immagina, ogni cosa che egli contempla nel suo cuore, può realizzarlo solo con la parola. Anche se non ne è cosciente, la parola che pronuncia si apre una via nell'aria, ascende, aleggia sul mondo materiale e si trasforma in voce. Creature alate raccolgono quella voce e la presentano al Re" (Zohar , III, 294 a-b). R.M.

(Nella foto: Donna di Marc Chagall).

---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Influenza aviaria, cos'è, come difendersi

9 ottobre 2005
Dal Corriere della Sera, 9 ottobre 2005. L'articolo di Ennio Caretto sintetizza efficacemente il pericolo che incombe sull'umanità. Come difendersi? Con l'antivirale Tamiflu (Oseltamivir) della Roche, che costituisce anche una valida prevenzione. Poi, in misura minore, con il vaccino tradizionale e i classici sistemi di difesa contro i virus influenzali: vitamina C, indumenti pesanti, riduzione dei contatti con la folla durante l'epidemia. Il New York Times pubblica un documento riservato. Definisce l'America «impreparata» per ciò che potrebbe causare quasi due milioni di morti, caos negli ospedali e scontri nelle strade. Nella sezione Club.

---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

L'arte e l'Olocausto dei bambini

di Roberto Malini

9 ottobre 2005
La Shoah dei ragazzi è un tema difficile da affrontare. Quando scrivo testi per il cinema o il teatro sull'Olocausto, so di non poter creare niente di più che scintille, scintille di fuochi già bruciati. Ne ho scritti diversi: le sceneggiature del film "Dear Anne", della cineistallazione "Binario 21", della performance in teatro danza "Anne in the Sky", per il Teatro dell'Arcobaleno di Angelica Calò. Come dice il mio caro amico Jacob Vassover, pittore ebreo polacco sopravvissuto alla Shoah, "ogni lavoro è un memoriale". Uno dopo l'altro, mi auguro di realizzare anche gli altri progetti: i cortometraggi "La bambola di Ada", "Helga Deen" e "I bambini delle stelle". E' sempre questione di coincidenze, come se una corda d'argento legasse ogni progetto al passato più tragico: i luoghi, gli eventi, le vittime.

Le coincidenze profumano di buono, di giusto, di autentico. Per una di quelle luminose coincidenze, ho iniziato a lavorare a uno dei progetti che più ho a cuore con un giovane regista di talento purissimo: Christian Bona. Grazie a questa collaborazione - che profuma di buono, di giusto e di autentico - il progetto sta per diventare realtà. La Shoah dei ragazzi: non c'è modo più degno e nobile, caro Christian, per entrare nel mondo del cinema e dare ancora un volto e una voce ai dimenticati. "Non riesco a distogliere il pensiero dalla mamma. E' come se improvvisamente mi dividessi in due parti e mi sentissi nello stesso tempo nella mia e nella sua mente. Il momento della sua deportazione si avvicina e non arriva nessun aiuto da parte di nessuno. Ha piovuto, ci sono stati fulmini e tuoni, ma l'atmosfera più fresca non è riuscita ad alleviare il nostro tormento. Perché nessun temporale, nessuno scoscio di pioggia, neanche il più violento riuscirebbe a lavare un cuore definitivamente spezzato e nulla potrà colmare il vuoto infinito dello spirito, del cervello, della mente e del cuore. Quel vuoto che si scava dentro di noi a causa della perdita della persona più amata". Dal diario di Dawid Sierakowiak, 6 settembre 1942. (Nella foto: "Ada Tagliacozzo", immagine digitale, 2004).

---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Il Pantheon nel computer

9 ottobre 2005
Di Roberto Malini. Parte quindicesima. "Contemplate il mio specchio," ordina il gerofante del culto bacchico. "Osservate nel monitor dell'intelligibile la via, la verità e la vita. Ascoltate la parola divina". Lo specchio si frantuma. Cristalli liquidi formano la molteplicità dell'universo. "Tutto nasce dalla parola. Una è la parola, uno il nome divino.

Infinità è la parola. Tutto è il nome del dio, seme del cosmo". "Io sono il dio nella Rete. Sono Jesus Pixel, sono l'Informazione, sono Yahoo e Google. Sono il Megacomputer, sono il Biocomputer. Sono il Laptop da 99 dollari. Chi si avvicina a me, chi mi porta con sé sarà Salvato Con Nome". Nella sezione Arte e Cultura.

---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Il Nobel per la Pace all'Agenzia per l'Energia Atomica

8 ottobre 2005
Il premio Nobel per la Pace 2005 è stato assegnato all'egiziano Mohamed ElBaradei, direttore dell'AIEA, l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica, nel 60° anniversario della tragedia di Hiroshima. Anche l'Agenzia ha ricevuto il riconoscimento. ElBaradei e l'AIEA, fondata nel 1957 a Vienna, si prodigano da tanti anni perché l'energia nucleare non venga utilizzata per finalità belliche.

Ecco la motivazione del premio: "ElBaradei e l'AIEA compiono importanti sforzi per evitare che l'energia nucleare sia usata nell'industria della guerra, ma per scopi pacifici e nel modo più sicuro possibile. In un'epoca in cui il pericolo della guerra nuceare è tornato a minacciare l'umanità, questo rischio terribile deve essere affrontato attraverso la più stretta collaborazione internazionale. E' un principio che oggi si esprime compiutamente nel lavoro dell'Aiea e del suo direttore generale".

---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Naran: contributo italiano alla divulgazione della Kabbalah

7 ottobre 2005
"Conoscere l’anima è la via maestra alla Kabbalah. L’anima, che è fulgore nella materia, che non ha determinazione né limiti, che nasce dal cielo come un fulmine e, ancora simile a un fulmine, si abbatte sul mondo materiale e ne rimane prigioniera, immemore della sua potenza e della sua natura ignea. L’anima di luce, che per tornare al cielo dei cieli deve arrampicarsi con lo spirito di un fanciullo sull’albero della vita. Piena di saggezza – lei che è così antica – e libera dai legami della saggezza. Infusa di scienza e libera dai dogmi della scienza. Splendida di intelligenza e libera dalla superbia che ha origine nell’intelletto. Vigorosa di forza e libera dalla gravità della forza. Incoronata di gloria e libera dalla cecità che deriva dalla luce accecante della gloria.

Fornita di giudizio e libera dai limiti umani del giudizio. Dotata del potere di generare e libera dalla morte che si nasconde nella generazione. Capace di creare e libera dalla distruzione che è sempre al seguito della creazione". Il testo e il percorso per immagini dedicati alla Kabbalah (http://annesdoor.com/Kabbalah.html), tradotti in inglese, stanno facendo il giro del mondo e destano interesse soprattutto nei circoli cabalistici. Religiosi, scrittori, insegnanti di ebraismo e mistica ebraica ci scrivono, lodando l'iniziativa e incoraggiandoci a pubblicare l'opera, per la quale alcuni dei più profondi e noti cabalisti del mondo hanno scritto splendide prefazioni. Pubblicare e divulgare l'opera, magari in occasione di una mostra, è uno dei nostri obiettivi per il 2006. R.M.

---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

La tragedia dei giovani del "terzo mondo" e le chiacchiere dell'Onu

5 ottobre 2005
Periodicamente viene pubblicato un rapporto dell'Onu che riassume in cifre la situazione dei giovani nel cosiddetto "terzo mondo" (che da quando sono bambino occupa sempre quella posizione, senza che nessuno - nonostante i proclami e i programmi - sia ancora riuscito a farlo diventare, se non primo, almeno secondo). Quest'anno la relazione si chiama World Youth Report 2005: Young People today and in 2015 ed esamina i risultati del World Programme of Action for Youth , varato dieci anni fa proprio dalle Nazioni Unite. Il programma attivato nel 1995 proponeva una strada da seguire per migliorare le condizioni di vita dei giovani dai 15 ai 24 anni che risiedono nei paesi in via di sviluppo. Fra le priorità, in primo piano era posta la povertà, seguita dall'istruzione e dalla lotta contro l'Aids.

Ecco le conclusioni: 208 milioni di giovani - soprattutto in Asia e Africa - vivono ancora in povertà, con meno di un dollaro al giorno pro capite . 130 milioni sono analfabeti, 88 milioni disoccupati e oltre di 10 milioni sieropositivi o malati di Aids. L'Onu denuncia: "In dieci anni non si è ottenuto il minimo risultato" (ma di chi è la colpa e con che faccia le Nazioni Unite se ne lavano le mani?) e rilancia: "ma esiste un modo per migliorare entro il 2015 le condizioni di vita dei giovani nei paesi più poveri: la loro inclusione attiva nel processo decisionale, legislativo economico e tecnologico». Geniale! Ecco la soluzione che l'Onu propone per sconfiggere la fame, le guerre e le più gravi malattie: consentire ai giovani di partecipare alla vita politica   e produttiva dei paesi in cui vivono. Anche supponendo che - spendendo milioni su milioni di dollari - si riuscisse a realizzare questo miracolo, perché mai dovrebbe servire a migliorare le cose? Come potrebbero i "quindicenni al potere" modificare strutture sociali, istruzione, sanità, sistemi produttivi e finanziari? Ecco la formula "magica" - testuali parole ancora dal rapporto dell'Onu - che giustificherà il nuovo Programma: "La società in cui i giovani crescono oggi è cambiata molto rispetto al 1995, specialmente per quanto riguarda le tecnologie per la comunicazione e l'informazione. Purtroppo molti giovani nei paesi del Terzo Mondo sono rimasti indietro per quanto riguarda il mondo digitale. Ma non è troppo tardi". Domanda da molti, molti milioni di dollari? Chi trarrà vantaggio - nei prossimi dieci anni - dal nuovo, "digitalizzato" e chissacome ribattezzato Programme of Action for Youth ? R.M.

---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Per chi suona lo Shofar

5 ottobre 2005
Lo Shofar - un corno d'ariete - è il più antico degli strumenti a fiato. Il suono dello Shofar ricollega l'uomo alla semplicità delle sue origini.

E' la voce del cuore che riecheggia quella di Dio e invita alla meditazione, alla preghiera e all'autocritica. Nella sezione Club.

---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Fausto Bertinotti dice sì ai Pacs

Mercoledì 5 ottobre 2005 dalle 16,30, nel suo tour per le elezioni Primarie, Fausto Bertinotti incontrerà rappresentanti del movimento gay alla Libreria Babele di Milano. Nelle giornate dedicate ad incontrare la cittadinanza milanese, in un susseguirsi di appuntamenti con diverse soggettività,  il leader di Rifondazione Comunista visiterà la Libreria Babele, dove incontrerà rappresentanti del movimento gay italiano.

Fausto Bertinotti non solo appoggia la richiesta dei Patti Civili di Solidarietà (Pacs) ma si è assunto un impegno preciso rispetto a tutte le richieste che il movimento ha avanzato ai candidati alle Primarie dell’Unione: “interventi di ‘legislazione positiva’ per il vero superamento di ogni forma di discriminazione (nel lavoro, nelle relazioni sociali, nei diritti) sulla base del proprio orientamento sessuale e della propria identità di genere” oltre a una serie di impegni anche rispetto al ruolo che l’Italia può assumere a livello internazionale per l'assunzione di misure di condanna per quei Paesi che praticano forme di discriminazione e repressione sessuale.
Per informazioni: www.libreriababele.it - info@libreriababele.it

---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Suona lo Shofar.

3 ottobre 2005
Ho sentito parlare di un sant'uomo: il rabbino chassidico di Berlino Ernst Beer, che i tedeschi deportarono nel ghetto di Lodz nel 1941. Ernst Beer si accorse ben presto di essere capitato in un luogo di malvagità e sofferenza.

Suona lo Shofar.

Gli ebrei di Lodz erano in condizioni pietose. Soffrivano il freddo e la fame. Terribili malattie si portavano via ogni giorno centinaia di bambini, donne e uomini. Una rapa o una patata, nel ghetto, potevano significare la vita o la morte di un essere umano.

Suona lo Shofar.

Si avvicinava Rosh Hashanà , il capodanno ebraico. Rabbi Beer era magro e senza forze, perché adesso si cibava solo di quello che i suoi fratelli rifiutavano: verdura marcia e foglie.

Suona lo Shofar

La popolazione del ghetto era sempre più povera. I tedeschi prelevavano i bambini e coloro che non erano in grado di lavorare. Le persone che riuscivano a mantenersi in discrete condizioni di salute venivano sfinite con il lavoro coatto. Il cibo scarseggiava sempre di più.

Suona lo Shofar

Rabbi Beer si rese conto che anche una foglia o una buccia di patata andata a male potevano regalare un giorno di vita o l'illusione di un giorno di vita a uno dei suoi fratelli. Si pentì di aver preso del cibo e gli vennero in mente le parole di un hassid tedesco, che aveva letto nel Libro dell'illuminazione degli occhi di Isacco d'Acri: "Ho trasgredito il desiderio di Dio. Adesso non avrò più riguardo del mio".

Suona lo Shofar.

Il sant'uomo non toccò più cibo e ogni giorno, constatando il dimagrimento e la sfinitezza del suo essere, rigraziava Dio con fervore sempre più intenso, perché il Signore gli aveva regalato una vita lunga e la possibilità di fare del bene.

Suona lo Shofar

Rabbi Ernst Beer morì a Lodz nel 1942. Qualcuno, sopravvissuto agli assassini nazisti che liquidarono il ghetto, sostiene invece che l'anno della sua morte fu il 1944.

R.M.

---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

3 ottobre 1939: una voce dal ghetto di Lodz

3 ottobre 2005
"A poco a poco, dolorosamente, la popolazione diviene avvezza alle nuove condizioni esistenziali e cerca di vivere normalmente. E' più facile per impiegati, operai e commercianti, mentre è assai più duro per altre categorie. Ebrei: uomini d'affari, esercenti, imprenditori, intermediatori, mercanti perdono i mezzi di sostentamento. Le retate per il lavoro obbligatorio rendono tutti timorosi di mettere il naso fuori dalle loro abitazioni.

Molti dei nostri vicini di casa cercano attività occasionali, come la vendita porta a porta. Offrono calze di nylon , pane, zucchero, vestaglie e altro. Ognuno ha qualcosa da vendere e i beni passano nelle mani di decine di intermediari, venditori all'ingrosso e al minuto, ma nessuna idea può evitare la povertà, che colpisce gli ebrei sempre più duramente. Papà non ha un lavoro e a casa si sente male. Non abbiamo più un soldo. E' la fine: una tragedia". Dawid Sierakowiak, dal Diario (Cinque quaderni dal ghetto di Lodz), 3 ottobre 1939.

---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Issachar ber Rybach

2 ottobre 2005
Issachar ber Rybach contribuì a divulgare nel mondo l'arte yiddish, dopo che il suo villaggio natale fu distrutto in un pogrom in Ucraina.

L'artista non dimenticò mai i luoghi né i volti della sua infanzia e dedicò la sua vita, come Chagall, a dipingere seguendo una missione artistica e contemporaneamente spirituale. Nella sezione Arte e Cultura.

---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Shana Tova da Maria Pia Bernicchia

2 ottobre 2005
Shana Tova
: una carissima persona che vive in Israele mi scrive quelle due parole magiche che scivolano via come onde leggere, hanno un suono che sa di antico, mi sono familiari...   Nel profondo del mio cuore sento che qualcuno mi sussurra Shana Tova... io me lo porto nel DNA come eredità di intenti! Shana Tova a te Roberto e a tutti quelli che aprono la Porta di Anne. Shana Tova a tutti i bambini del mondo, a quelli che riposano nelle loro culle a quelli che danzano nelle nuvole... Shana Tova per cercare un po' di speranza anche in quel pianto strozzato, in quel dolore che niente e nessuno potrà mai lenire: questo è il vero dramma della Shoah , non c'è rimedio, non c'è sutura, è una ferita che sta lì aperta e ogni tanto si slabbra e sanguina. Shana Tova.

---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Il Pantheon nel computer

1 ottobre 2005
Di Roberto Malini. Parte quattordicesima. Durante il sonno, quando la comunicazione fra le aree corticali del cervello si interrompe, termina anche lo stato di coscienza.

Il “sonno mistico”, al contrario, consente di contemplare la dimensione reale e quella delle idee utilizzando sensi puramente intuitivi. E’ allora che il fiore dell’Uno sboccia, mostrando la fragrante corolla della Molteplicità. Nella sezione Arte e Cultura.

---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Il Pantheon nel computer

1 ottobre 2005
Di Roberto Malini. Parte tredicesima. “Il computer è pagano?” mi chiede Arianna. Attraverso il dedalo di strade e sentieri che si dipana nelle immensità della Rete, il viaggiatore informatico può fare scalo – viaggiando a ritroso nei millenni – in India, a Creta, in Egitto, nella regione fra il Tigri e l’Eufrate, in Grecia.

In un simposio non più racchiuso da confini geografici o politici, può conversare con i sapienti ebrei, cinesi e arabi; apprendere gli antichi misteri del cielo dai sacerdoti aztechi, inca e maya; assistere alla celebrazione dell’unione mistica fra l’uomo e la natura con gli sciamani, i druidi, i galloi. Il computer è pagano! Nella sezione Arte e Cultura.

---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
 
 
HOME

PAGINA:
0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15