17 maggio 2008, Giornata Mondiale Contro l'Omofobia: a Firenze si ricorderà l'iraniano Makwan con un cortometraggio e un incontro

Sabato 17 maggio 2008, in occasione della Giornata Mondiale Contro l’Omofobia e la Transfobia, a partire dalle 21,15, si terrà a Firenze, presso l’Altana di Piazza Tasso n. 1 (ex convento delle Leopoldine), la proiezione in anteprima internazionale del cortometraggio “Makwan. Lettera dal Paradiso” di Roberto Malini e Dario Picciau. E' un evento prodotto e organizzato da Arcigay Firenze “Il Giglio Rosa” e dal Gruppo EveryOne, dedicato al ventunenne Makwan Moloudzadeh, impiccato il 5 dicembre scorso in Iran con l’accusa di rapporti omosessuali mentre la campagna internazionale per la sua vita riscuoteva adesioni e mobilitazioni in tutto il mondo. Tradotto anche in inglese e farsi, il corto parteciperà successivamente ai più importanti festival internazionali.

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Napoli, manifesti del Pd contro i Rom: un'altra tappa nel percorso di mistificazione razzista

di Laura Todisco e Roberto Malini

16 maggio 2008
L'enfasi securitaria accomuna il Pd al Pdl. Ieri, infatti, i consiglieri napoletani del Pd Di Marzio, Borriello, Anniciello, De Masi e Moxedano, hanno invitato a "smantellare subito il campo di Ponticelli". A queste dichiarazioni ha fatto seguito l'affissione per le strade della città, da parte del PD, di manifesti in cui si chiede alle istituzioni, alla questura e alla prefettura di procedere allo smantellamento di tutti i campi Rom di Ponticelli. E' indubbio che le posizioni del Pd non si discostino di molto da quelle del Pdl. In entrambi i casi vi è una tendenza irrefrenabile alla purga razziale, da attuarsi strumentalizzando il "problema sicurezza", un problema più paventato che reale, visto che la maggioranza dei crimini più odiosi: stupri e violenze, è compiuta da italiani, mentre il 99 per cento degli altri delitti sono attuati o commissionati dalla criminalità organizzata. All'estero si chiedono in molti come mai politici e media italiani siano intenti a creare una cortina fumogena dietro a cui la criminalità vera, quella che muove miliardi di euro ogni anno con i più loschi traffici, può lavorare assolutamente indisturbata.

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Dopo i fatti di Ponticelli è caccia al Rom in tutta Italia

di Marco Filippetti – l’Unità

15 maggio 2008
Dopo i fatti di Napoli, dove alcuni cittadini del quartiere Ponticelli hanno assaltato e bruciato diverse baracche in un campo nomadi dopo un sospetto rapimento di bambina da parte di una Rom di 16 anni, gli episodi di violenze e di intolleranza verso i “figli del vento” aumentano in maniera preoccupante.
Nella città partenopea le ronde antigitane dilagano, spingendosi soprattutto nelle zone in cui esistono piccoli e grandi insediamenti di Rom. Lo dichiarano gli attivisti del gruppo EveryOne, associazione internazionale di tutela dei diritti umani che da anni si batte per la salvaguardia dei diritti dei popoli Rom e Sinti in Italia. Testimoni vicini all’associazione segnalano diversi episodi di ingiurie, minacce e maltrattamenti inflitti a bambini, donne (anche incinte) e uomini "zingari". I Rom evitano di percorrere le zone popolose della città e le famiglie non rimangono mai isolate.
Elisabetta Vivaldi già assistente dell'eurodeputato ungherese Rom Viktoria Mohacsi, ricercatrice e attivista della cultura e della storia del popolo Rom, in una lettera inviata al sito del gruppo EveryOne scrive preoccupata: «Ho sentito la mia amica sul campo, è disperata perché se non esce per andare a Torre del Greco presso la chiesa dove è sempre andata, non mangia, né lei né i suoi figli, che tra l'altro vanno a scuola. Le ho detto di stare attenta, ho paura che le facciano qualcosa e la lincino, o come mi ha detto, tutti sono in allarme perché temono un'incursione e che anche a loro venga fatta la guerra con le molotov e con le mazze».

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I Rom: l’arte di sopravvivere

di Gennaro Barbieri - www.ifgonline.it

Napoli, 15 maggio 2008. Un foglio bianco, una matita e qualche pastello. Le uniche armi per combattere intolleranza, razzismo e violenza. Un paio di disegni prima di fuggire dalla propria baracca, in attesa che la polizia arrivi a sgomberare il campo. Una fuga concitata, pochi metri e poi l’odore del fuoco. Decine di alloggi bruciati e centinaia di italiani che sghignazzano soddisfatti. Qualcuno brandisce spranghe e bastoni, mentre insulti e minacce scandiscono la violenza. E’ la vita della famiglia Covaciu, ormai abituata a rimuovere il passato e sempre pronta a rimodellare il futuro. Le persecuzioni non si sono esaurite con la fine del regime di Ceausescu. L’ospitale Europa ha donato loro anni di vessazioni e violenze.

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Pogrom di Napoli: è necessaria una presa di coscienza

15 maggio 2008. Il pogrom (termine storico di derivazione russa con cui vengono indicate le sommosse popolari contro le minoranze con il consenso delle autorità) avvenuto ieri a Napoli è un episodio di gravità assoluta. Diversi campi rom della periferia napoletana sono stati attaccati dalla popolazione con spranghe e molotov, si sono udite persone incitare alla pulizia etnica e tutte le famiglie rom sono dovute scappare abbandonando quel poco che avevano, salutati dalle grida di giubilo dei cittadini fautori del raid. Questo è il frutto diretto di una campagna d’odio contro le minoranze rom e sinte, innescato dai sistemi mediatici per individuare nel “diverso” un nemico da combattere, sia esso romeno, cinese, musulmano, o, soprattutto, rom.

Noi, da italiani e italiane gadgè (ossia non rom) amici ed amiche anche del popolo rom e del popolo romeno, non possiamo che condannare queste violenze contro un popolo intero per le responsabilità, non sempre accertate, di singoli. Non accettiamo che si possa cedere ad una tale logica d’odio che porti ad attaccare uomini, donne e bambini solo per la loro cultura, la loro provenienza, la loro religione, la loro “diversità”. Non accettiamo che un problema di giustizia sociale sia ridotto a problema di ordine pubblico e che si calpesti la civiltà soffiando sull’odio contro il prossimo. Non accettiamo che la criminalità sia identificata con una o più etnie. Riteniamo invece che la diffusione dei diritti e la formazione ai doveri debbano essere le uniche alternative alla giustizia fai-da-te e alla violenza degli sgomberi indiscriminati. Chi non prende posizione contro ogni tentazione di pulizia etnica è responsabile quanto chi lancia molotov.
Chiediamo, quindi, a tutti i cittadini e le cittadine di prendere coscienza di quanto sta accadendo e di rigettare una campagna mediatica che diffonde odio razziale, indegno del nostro Paese e della nostra migliore tradizione di civiltà. Popica Onlus - www.popica.org

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Razzismo Rom: tifosi minacciano Pirlo , Ibrahimovic e Mihajlovic


di www.osservatoriosullalegalita.org

15 maggio 2008
"La campagna razziale contro i Rom mette a rischio la loro incolumita'". Lo dichiara il gruppo Everyone sottolineando che il pregiudizio che colpisce il popolo Rom in Italia rischia di degenerare in un'indiscriminata caccia all'uomo.
A Napoli si verificano continue aggressioni nei confronti di Rom. Una baracca di via Malibran è stata data alle fiamme da una banda di razzisti e i 13 occupanti, sei adulti e sette bambini, fra cui due neonati, hanno riportato ustioni e rischiato di morire bruciati. A Ponticelli giovani armati di spranghe hanno aggredito alcuni Rom romeni. In via Argine, inseguimento di bambini Rom da parte di razzisti che nascondevano il volto dietro sciarpe. L'ultimo episodio - sottolinea l'associazione per i diritti umani - ha visto un bambino Rom di circa sei anni aggredito da una ronda in piazzetta San Domenico, schiaffeggiato, insultato e messo a forza sotto il getto di una fontana pubblica.

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Romeno morto in caserma a Fontana Liri: depositata interrogazione parlamentare dei senatori Poretti e Perduca


Gruppo EveryOne: "Vogliamo chiarezza"

 

del Gruppo EveryOne


15 maggio 2008
Il 4 maggio 2008 un romeno di 28 anni è morto dopo essere stato fermato dai Carabinieri di Fontana Liri, in provincia di Frosinone. Le ricostruzioni degli organi di stampa sull’accaduto (un presunto suicidio mentre l’uomo stava per essere congedato dai militari dell’Arma) erano non solo contrastanti, ma anche poco credibili: secondo l’agenzia ANSA del 4 maggio, l’uomo si sarebbe gettato da una finestra al secondo piano della caserma di Fontana Liri, mentre stando a un articolo del quotidiano Il Messaggero, pubblicato on line lo stesso giorno, e a un lancio d’agenzia OMNIROMA, il romeno si sarebbe gettato dalla tromba delle scale dell’edificio, mentre era in compagnia di un carabiniere in sala d’attesa.

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Giovane Rom tenta rapimento: un caso "su misura" per seminare odio contro i Rom

13 maggio 2008
Opera Nomadi di Napoli segnala le prime aggressioni da parte della cittadinanza di Napoli nei confronti di Rom e romeni, fomentati dalla campagna mediatica di stampo razziale attualmente in corso in Italia, campagna mirata - come di consueto, quando la xenofobia e il razzismo divengono strumenti di propaganda per una classe politica indegna - a criminalizzare l'etnia Rom. Il Gruppo EveryOne ha già dimostrato come sia assolutamente inverosimile l'episodio del 10 maggio, quando una ragazzina Rom è stata accusata del rapimento di una bambina di sei mesi nel quartiere partenopeo di Ponticelli. L'evento, amplificato a dismisura dai media, ha seminato odio razziale in lungo e in largo per l'Italia, con conseguenze gravissime per le comunità Rom, già ridotte in una condizione di miseria e segregazione tragica a causa della persecuzione istituzionale. Altri casi simili sono stati montati ad arte nei giorni scorsi e temiamo che gli scrupoli che politici e autorità sapranno porsi nel portare aventi questa follia razziale siano ben pochi. Opera Nomadi, naturalmente, in base a un'esperienza che dura da 45 anni, non crede, come noi, al tentato sequestro. Ospite della trasmissione "Chi l'ha visto?", il presidente di Opera Nomadi Massimo Converso è stato sottoposto a un attacco assolutamente indegno, nel quale è stato velatamente accusato di coprire omertosamente le attività di ratto di minori che i Rom eserciterebbero. Nella realtà, si tratta di un pregiudizio e nessuno zingaro è mai stato condannato per il reato di sequestro di minore! La propaganda razzista, tuttavia, fa leva sulle paure ataviche e discriminatorie che sono presenti nel popolo.

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Nicolae Ceausescu e i Rom

In Italia vi è una scarsa conoscenza dei Rom romeni, delle condizioni di vita in cui versano nel loro Paese di origine e della loro Storia, sia antica che recente. Un operatore sociale di consolidata esperienza che segue da vicino la comunità Rom romena in una grande città italiana ha affermato, nel corso di una nostra conversazione, che quando era al potere, Ceausescu promosse l'integrazione dei Rom nella società romena e li tutelò, emanando una serie di provvedimenti a favore dei loro diritti umani e civili.

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Fermiamo il decreto della vergogna

 

Lettera aperta di Roberto Malini del Gruppo EveryOne a tutti gli antirazzisti

12 maggio 2008
E' in arrivo un decreto sulla sicurezza assolutamente iniquo, frutto dell'ignoranza, dell'incompetenza, ma soprattutto dell'intolleranza, del razzismo e della xenofobia di chi governa abusivamente l'Italia. Scrivo "abusivamente" perché il grande broglio della campagna elettorale che ha condotto alle ultime elezioni non è avvenuto durante lo spoglio delle schede, ma prima: quando un'informazione controllata ha perpetrato il più grande inganno nei confronti del Popolo italiano, convincendolo che il problema della sicurezza in Italia non è costituito dalla criminalità organizzata con le sue connivenze politiche (che muove ogni anno MILIARDI DI EURO e uccide con la violenza, la droga e ogni genere di violazione delle leggi civili), ma dai Rom vestiti di stracci, che muoiono di povertà, fame e malattie nelle baracche e sotto i ponti.

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Napoli: non convincono le dinamiche del rapimento di una bimba da parte di una giovane Rom

di Laura Todisco e Roberto Malini

Napoli, 11 maggio 2008. L'antiziganismo fomentato da politici, autorità di pubblica sicurezza e media dilaga ormai anche nel capoluogo partenopeo, dove da qualche settimana - per aprire la pista all'iniquo decreto Maroni - si cerca da più parti di "sbattere il Rom in prima pagina", cogliendo - o inventando ad arte - il minimo pretesto: furti in appartamento, sfruttamento di minori, legami con la criminalità organizzata. Mancava solo il classico rapimento di bambini, spauracchio inventato dalla propaganda razziale capace di infiammare folle intere contro gli zingari. In realtà, come sia il Gruppo EveryOne che Opera Nomadi hanno dimostrato, negli archivi della magistratura e delle forze dell'ordine quell'odioso crimine che ha indotto nei cittadini italiani tanto odio contro i Rom non esiste. Non esiste nel breve periodo e non esiste nel lungo periodo: nessuna sentenza passata in giudicato né flagrante reato dal 1900 al 2008. Il 10 maggio, puntuale come un orologio, ecco tornare alla ribalta l'inquietante figura della zingara-strega dedita al ratto di infanti cristiani, come se alle madri Rom non bastasse il ricchissimo frutto del proprio grembo.

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Il Samudaripen e il silenzio di Anne Frank

Il 1° agosto 1944 Anne Frank scrisse l'ultima pagina del suo Diario. Nei due giorni successivi, la sua penna restò inerte: forse Anna era inquieta e presagiva l'arrivo della polizia nazista, che il 4 agosto avrebbe interrotto la clandestinità della sua famiglia, gettandola nell'Olocausto. In quelle due giornate di silenzio, ad Auschwitz avvenne una delle più dolorose tragedie del Samudaripen (il genocidio del popolo Rom). Il 2 e il 3 agosto 1944, infatti, i carnefici di Hitler liquidarono lo "zigeunerlager", il campo riservato agli zingari. Da tre a quattromila Rom - bambini, donne e uomini, gli stessi che a primavera avevano opposto un'eroica resistenza ai loro aguzzini - vennero assassinati nelle camere a gas.

Un mese dopo, la giovane Anne varcherà i cancelli della "fabbrica della morte" e sarà testimone del martirio di tante altre ragazze Rom. Vedendole camminare, macilente e nude, verso la morte, Anne piangeva in silenzio, come ha ricordato la sopravvissuta ebrea olandese Rootje de Winter. Il Giovane artista Rom albanese Ferdinant Koçi ricorda le
fanciulle Rom del Samudaripen in una serie di immagini toccanti. Anne's Door ne propone una, che ci ha inviato il professor Marcel Courthiade. R.M.

Nella foto, Ferdinant Koçi, "Giovane donna Rom nel Samudaripen" © Rromani baxt

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Anne Frank e gli zingari

Mercoledì, 3 maggio 1944 Anne Frank scrisse sul suo Diario: "Perché ogni giorno si investono milioni per la guerra e neanche un centesimo per l’assistenza medica, per gli artisti da strada, per i poveri? Perché gli uomini devono soffrire a causa della fame, quando in altre parti del mondo si lasciano marcire i cibi? Perché gli uomini sono così pazzi?".

La giovane scrittrice si poneva domande a cui l'umanità non ha ancora trovato le risposte. Perché si spendono ancora milioni per identificare, braccare e privare delle loro umili baracche e dei loro beni i Rom - sono loro i poveri e gli "artisti da strada" – quando, investendo razionalmente e con umanità lo stesso denaro, si potrebbe risolvere la tragedia della loro condizione di segregazione e indigenza? Perché gli uomini sono così pazzi? Ad Auschwitz, Anne Frank fu testimone del Samudaripen, l'Olocausto che uccise circa un milione di Rom. L'olandese Rootje de Winter, sopravvissuta alla Shoah, ricorda il dolore dell'autrice del Diario di fronte alla persecuzione delle fanciulle zingare: "Riesco ancora a vederla, mentre stava sulla porta e osservava, sulla strada che attraversava il campo, uno stuolo di ragazze zingare nude, condotte verso il crematorio. Anne le guardava e piangeva".R.M.

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Sulla candidatura di Roberto Calderoli a Ministro, il Gruppo EveryOne esprime la sua solidarietà alla Lega Araba

3 maggio 2008
Il Gruppo EveryOne si è impegnato con grande energia contro le violazioni dei Diritti Umani in Iran, ottenendo come risultato una modifica sostanziale delle leggi sull'asilo politico nel Regno Unito e una presa di posizione ufficiale dell’ Unione Europea sulla necessità di tutelare, negli Stati membri, i profughi che corrano il rischio della pena di morte, di un'ingiusta carcerazione o di trattamenti inumani e degradanti qualora fossero rimpatriati nei Paesi islamici di origine, a causa dell'applicazione di leggi integraliste inique. “Combattere il pregiudizio, causa di persecuzione di esseri umani innocenti, è la missione del Gruppo EveryOne e dovrebbe essere l'obiettivo di tutte le organizzazioni umanitarie” dichiarano i leader del Gruppo EveryOne Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau.

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NAPOLI ADOTTA REBECCA, ARTISTA ROM DI 12 ANNI
Una storia di emarginazione e povertà a lieto fine


di Ap Com

Roma, 2 maggio - Si chiama Rebecca Covaciu, è una ragazzina rom di 12 anni, ha una vita di povertà, emarginazione e sofferenza alle spalle, ma è piena di talento: disegna e dipinge.
Rebecca ora ha una chance in più: è stata "adottata" assieme alla sua famiglia dalla città di Napoli, grazie all''intervento dell''assessore alla Memoria del Comune di Napoli Dolores Madaro e della giunta comunale.
Un "Grazie al comune di Napoli" è arrivato dal Gruppo EveryOne, che insieme all'Opera Nomadi ha seguito il caso. Ora Rebecca, soprannominata "la piccola Anna Frank del popolo Rom", è seguita dagli operatori sociali di Opera Nomadi e del Comune, assistita dal Centro Lima e dalla Protezione civile di Napoli, e potrà anche studiare e perfezionare il suo talento.
"La gente crede che siamo tutti ladri - ha confidato Rebecca agli attivisti di EveryOne - ma i miei genitori desiderano solo lavorare e avere una casa, anche piccola. Nessuno, però, ci dà un lavoro ed è solo per questo che gli zingari chiedono l''elemosina".

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Oggi è il Giorno della Shoah, che ci invita a imitare gli eroi

di Roberto Malini

1 maggio 2008. In Israele oggi è Yom HaShoah, il Giorno della Memoria. Si ricordano i martiri e gli eroi dell'Olocausto, nella ricorrenza della rivolta degli ebrei nel Ghetto di Varsavia. Yom HaShoah ci induce a ricordare sei milioni di vittime dell'odio razziale, ma ci esorta anche ad essere pronti al sacrificio per difendere gli ideali di uguaglianza fra i popoli e impedire che si ripetano atti di persecuzione contro le minoranze. Non so quanti di noi abbiano raccolto l'eredità dei morti e dei giusti dell'Olocausto, sono però certo che la Memoria ci chiede di essere pronti a insorgere, come gli eroi del Ghetto di Varsavia, opponendo la nostra fede nei valori dell'antirazzismo e della solidarietà ai carnefici del nostro tempo. I Ghetti di oggi, dove gli aguzzini scatenano il loro odio contro i diversi e i poveri, sono gli insediamenti Rom, il cui simbolo è divenuto il Casilino 900. Ho cari amici fra i sopravvissuti all'Olocausto e ripeto volentieri le parole di una donna straordinaria, Mirjam Pinkhof, che salvò settanta bambini ebrei dalle camere a gas e sopravvisse ai lager: "L'Olocausto non fu un guerra, ma un massacro di innocenti. Conosco un solo modo di ricordarli: essere sempre pronti a dire no. No ai potenti, no alle divise, no al potere quando perde il rispetto della vita umana, quando afferma che vi sono esseri umani che hanno più diritti rispetto ad altri esseri umani".

Il Gruppo EveryOne celebra in silenzio il Giorno della Memoria. Siamo in contatto con i Rom del Casilino 900 e di altri insediamenti minacciati di sgombero dai potenti che hanno perso il rispetto dei Diritti Umani. Si chiamano Berlusconi, Fini, Bossi, Alemanno: hanno un potere quasi illimitato e dispongono di migliaia di sgherri armati, di mezzi cingolati pronti a distruggere. Sono arroganti, privi di scrupoli e possono diffondere le loro menzogne e i loro proclami razzisti grazie alla complicità dei media. Noi siamo pronti a fare scudo alle vittime designate con i nostri corpi. Se l'Europa non ascolterà il nostro grido i allarme e non li fermerà, saremo di fronte alle loro squadre, alle loro ruspe, ai loro cani feroci, ai loro manganelli e alle loro pistole. Diremo no alle loro malefatte, no alla loro violenza, no ai loro pogrom, no alla loro iniquità. Non alzeremo un dito contro di loro, neanche se ci colpiranno e se affermeranno il contrario - come sono soliti fare, per giustificare i loro crimini - mentiranno. Canteremo, tenendoci per mano, come fece a Varsavia Janusz Korczak, l'eroico direttore dell'orfanotrofio di via Krochmalna di fronte ai soldati tedeschi che avevano l'ordine di arrestare e deportare a Treblinka i suoi bambini. Canteremo e ripeteremo il mantra degli eroi e delle vittime: "Mai più".

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Questione sicurezza: il Grande Inganno

1 maggio 2008
I proclami sulla "sicurezza" lanciati agli uomini di punta della destra testimoniano il grande inganno perpetrato nei confronti del popolo italiano. Solo una lunga campagna razziale condotta con il sostegno dei più importanti media ha consentito ai paladini della xenofobia di trasferire (mistificandolo) il problema-sicurezza dalla piaga della criminalità organizzata - che produce delittuosamente miliardi di euro ogni anno, in Italia - alle categorie più deboli e indifese della società: i mendicanti, i senzatetto e soprattutto i Rom. Il 99% dei delitti che avvengono intorno a noi e che terrorizzano la cittadinanza italiana sono opera della mafia - suddivisa nelle sue diverse denominazioni - e solo una falsificazione in totale malafede dei dati e dell'informazione ha permesso ai movimenti razziali - che si identificano ormai in alcune delle principali forze politiche - di condizionare l'opinione pubblica inducendo in essa una percezione distorta della realtà in cui viviamo. Il partito nazionalsocialista promulgò le leggi razziali di Norimberga e preparò il popolo tedesco ad assistere indifferente all'Olocausto con la stessa tecnica. Ci sorprendiamo e ci scandalizziamo a causa delle violazioni dei Diritti Umani perpetrate dai regimi islamici, senza renderci conto che i più gravi crimini contro l'umanità avvengono nelle nostre città, appena dietro l'angolo, dove si rifugiano nell'estremo tentativo di sopravvivere le famiglie zingare, famiglie innocenti che i nostri occhi, abbagliati dai segnali razzisti che ci raggiungono continuamente, vedono attraverso il filtro della paura come bande di malviventi.

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Operazione Frankenstein: come si costruisce il "mostro" straniero

29 aprile 2008
In molte città italiane, da almeno un paio d'anni, le autorità hanno messo in atto una tattica razziale già sperimentata in Germania dal partito nazionalsocialista, alle soglie dell'Olocausto. Potremmo chiamarla "Operazione Frankenstein", perché è mirata a "costruire" mostri stranieri, soprattutto Rom* e romeni, da dare in pasto ai media e all'opinione pubblica. In alcuni casi il mio gruppo e io siamo intervenuti in tempo e abbiamo evitato a persone straniere indigenti e senza tetto di subire questa tecnica mistificatoria tanto inumana quanto illecita, evitando alle vittime designate di subire procedimenti penali e condanne ingiuste. All'inizio dello scorso mese di gennaio abbiamo scongiurato l'arresto di una giovane donna Rom accusata di aver aggredito alcuni agenti di pubblica sicurezza che stavano perquisendo il suo fagotto: la donna aveva in realtà alzato le mani al cielo per supplicare i poliziotti affinché la lasciassero andare.

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Caffè Shakerato, il significato di un progetto

Caffè Shakerato rappresenta un modello sperimentale aperto nato dalla vasta esperienza di un gruppo di docenti, esperti nel settore didattico-educativo, artistico, musicale ed espressivo che nel corso di tre anni a partire dal 2004 operano con un numero crescente di studenti italiani e stranieri, enti culturali e organizzazioni umanitarie.
Il Progetto che attualmente coinvolge scuole secondarie di primo e secondo grado del medio ponente, scuole liguri, le principali organizzazioni umanitarie radicate nel territorio nazionale ed internazionale, scuole di altri paesi e continenti collegate al progetto attraverso l’intermediazione delle suddette organizzazioni, mediatori culturali rappresentativi delle principali culture d’origine dei nostri studenti, rappresentanti del mondo dell’editoria e della comunicazione, è un tentativo di superare la possibile, iniziale, diffidenza verso l’altro, attraverso la conoscenza reciproca e la valorizzazione della dimensione della creatività, elemento comune a tutte le culture. L’idea di movimento, scambio e arricchimento è già implicita nel nome di questo progetto.

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6 maggio a Genova, IV edizione del Concorso interculturale sulla creatività espressiva “Caffè Shakerato”

Martedì 6 maggio a partire dalle ore 9.00 presso il Teatro Verdi di Genova Sestri Ponente si terrà la premiazione del Concorso interculturale sulla creatività espressiva “Caffè Shakerato” IV edizione, promosso dall’Istituto Alberghiero Nino Bergese di Genova “Scuola Ambasciatrice di Buona Volontà UNICEF” in sinergia con il Comune di Genova – Municipalità Medio Ponente.
Il Concorso ha coinvolto studenti di Istituti di ogni ordine e grado e ha visto la partecipazione di ben 15 scuole genovesi e liguri, dell’asilo Interetnico Oasis, della Scuola Laboratorio di ricerca e sperimentazione teatrale del Teatro delle Nuvole, del Gruppo EveryOne, del Carcere maschile di Marassi – sezione a custodia attenuata, del circolo Arci “8 marzo” e anche di realtà di altre regioni italiane.
Hanno patrocinato il progetto il Comune di Genova – Municipalità Medio Ponente, l’Unicef, il Secolo XIX, Radio 19, Coop Liguria, La Lontra editore, la Consulta dei Giovani.
Hanno inoltre aderito al progetto associazioni e organizzazioni umanitarie tra cui Ya Basta, Genova con l’Africa, Genova con il Sahrawi, Music for peace, la Biblioteca Guerrazzi ecc.

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Stupri: il nemico non è lo straniero

 

28 aprile 2008
Il problema delle violenze contro donne e degli stupri è il tema del film svedese "Racconti da Stoccolma", vincitore del Premio Amnesty International al Festival di Berlino. Amnesty International ha avviato la campagna "Il terrore dentro casa" per sensibilizzare l'opinione pubblica nei confronti di un dramma che oggi è particolarmente sentito e che politici e imbonitori di ogni bordo strumentalizzano nelle loro campagne-sicurezza, mistificando i dati di una realtà che riguarda milioni di donne italiane per spargere i semi della xenofobia e del razzismo, facili cavalli di battaglia per conseguire risultati politici sulla pelle di una fascia debole della cittadinanza.

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Festa della Liberazione

25 aprile 2008. Dall'insediamento Rom "Casilino 900", simbolo della nuova persecuzione razziale:

"Ora e sempre, Resistenza!"


di Roberto Malini con citazioni di Piero Calamandrei
 

 

"Infanzia sospesa", foto di Steed Gamero dal Casilino 900

Ai pochi ricordiamo che non muoiono
l'odio, l'iniquità, la crudeltà che nutrono i carnefici,
ma tornano,
quando al giorno glorioso degli eroi
segue l'oscura notte
profonda, fatale,
nemica della pace, della luce,
della pioggia di vita
che irrora la speranza,
uguale in ogni parte come fertile terra.

Ai pochi ricordiamo che "il patto
giurato fra uomini liberi
che si adunarono
per dignità e non per odio
decisi a riscattare
la vergogna e il terrore del mondo"
esiste ancora.

Ai pochi, ai giusti, a chi appartiene
a un solo popolo di uomini
ricordiamo che le persecuzioni
non sono relegate nella Storia,
ma avvengono ancora, vicino a noi,
dove i potenti sono ancora aguzzini
e gli innocenti vittime,
dove è ancora il lupo ad accusare l'agnello:

"Sei tu che mi hai aggredito
e se non sei stato tu, è stato tuo padre".

Ai pochi ricordiamo
che abbiamo armi più potenti
di quelle dei carnefici:
la verità, la giustizia, la memoria
e che con tali armi, non possiamo che vincere:

"Ora e sempre,
Resistenza!”

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Sgombero razzista a Milano: le autorità mettono in mezzo alla strada la piccola "Anna Frank" del popolo Rom
 

di Roberto Malini - Gruppo EveryOne

Milano, 24 aprile 2008. La città della Madonnina si prepara a festeggiare la Liberazione capovolgendone lo spirito. La liberazione che Milano e i suoi politici, una banda di razzisti senza scrupoli, inseguono è quella dai poveri, dalle minoranze deboli, dalle famiglie Rom. Milano dedica mezzi e risorse, impiega decine di agenti della forza pubblica per trasformarsi in una città "Zigeunerfrei", libera dagli zingari. Ho vissuto a Milano per tanti anni e l'ho abbandonata quando da città della solidarietà è divenuta città dannata, in preda a deliri architettonici, fieristici e razziali, come la Berlino di Hitler. Oggi una "squadra di protezione" formata da agenti in assetto antisommossa, agli ordini dell'Obergruppenführer Gianvalerio Lombardi ha compiuto un'operazione di sgombero nei confronti della comunità di Rom romeni, provenienti da Timisoara, che si era rifugiata in un campo del quartiere Giambellino. Il campo era "abusivo": numerose famiglie in condizioni di miseria tragiche si erano rifugiate lì per evitare di morire di fame e malattie nella loro città di origine, dove vivevano in una situazione di segregazione e discriminazione insostenibile. L'azione degli agenti - ma per amor del vero, dopo aver osservato le loro malefatte con i miei occhi, preferisco chiamarli "sgherri" - è stata eseguita con metodi brutali. Uomini, donne e nugoli di bambini sono stati costretti a uscire dalle loro baracche, messi in fila come gli ebrei rastrellati dai nazisti durante l'Olocausto e costretti ad assistere alla distruzione del loro piccolo, miserabile mondo. Le baracche sono state distrutte e date alle fiamme senza che agli occupanti fosse concesso di prelevare i propri pochi beni. Una mamma supplicava gli uomini in divisa: "Per piacere, lasciatemi prendere le copertine per i miei bambini". Un poliziotto le rispondeva con un ghigno: "Non ti servono a niente, perché adesso, con il nuovo governo, vi rimandiamo tutti in Romania".

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Commissione europea, Tajani non ricoprirà la delega di Frattini. Il Gruppo EveryOne: “Decisione che fa onore all’Europa”

23 aprile 2008
E’ di ieri sera la notizia, rilanciata stamani dal quotidiano spagnolo El Paìs, che l’eurodeputato Antonio Tajani, vicepresidente del PPE, e tra i più papabili candidati alla vicepresidenza della Commissione Europea come successore di Franco Frattini, non ricoprirà la delega a Giustizia, Libertà e Sicurezza. Nell’eventualità in cui, infatti, sarà Tajani a sostituire Frattini, al presidente della delegazione di Forza Italia in Europarlamento spetterà la delega ai Trasporti; sarà invece il francese Jacques Barrot, su decisione del presidente della Commissione Europea Barroso, a doversi occupare di giustizia, libertà e sicurezza.

 


“E’ una decisione che fa onore all’Europa” commentano i leader del Gruppo EveryOne Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau. “EveryOne, così come i diversi deputati europei di quasi tutti i gruppi parlamentari, aveva espresso, con una dura protesta inoltrata ai membri della Commissione, la sua contrarietà alla candidatura di Tajani come successore di Frattini su temi per i quali non solo non c’erano competenze adeguate, ma soprattutto si rischiavano mosse pericolose ai danni di categorie sociali discriminate o, nei casi peggiori, perseguitate, specie in Italia se si pensa agli omosessuali e ai Rom. Omofobia e xenofobia sono atteggiamenti che dovrebbero stare fuori dalle porte del Parlamento Europeo e dovrebbero essere banditi dalla Commissione, così come chi se ne fa portatore. E’ rassicurante” continuano Malini, Pegoraro e Picciau “che Barroso abbia ascoltato le voci di dissenso, impedendo il dilagare di una deriva preoccupante – sempre più diffusa in Italia, con l’ascesa forte di Silvio Berlusconi e della Lega al Governo – soprattutto per il mancato rispetto dei diritti civili e delle libertà fondamentali”.

 

Nella foto, Antonio Tajani

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Fino a dove può arrivare la propaganda razziale delle Istituzioni italiane contro i Rom?

di Roberto Malini – Gruppo EveryOne

23 aprile 2008
Ci si chiede fino a dove può arrivare la propaganda razziale condotta dalle Istituzioni italiane per continuare e magari accentuare, visti gli esiti delle ultime elezioni politiche, la persecuzione contro il popolo Rom. La risposta, purtroppo, è lampante: non esistono limiti, perché la propaganda - che si avvale della complicità di alcuni fra i principali media nazionali e locali - si è posta l'obiettivo di trasformare gli zingari, agli occhi del popolo italiano, nel nemico pubblico numero uno. I dati del Ministero degli Interni sono chiari: l'incidenza dei crimini violenti perpetrati da Rom in Italia è percentualmente senza rilevanza. Assai più elevato è, al contrario, il numero di aggressioni e omicidi compiuti da italiani nei riguardi del Rom. E allora, si chiederà chi non è obnubilato dall'odio razziale, come è possibile che l'Italia si sia convinta del contrario? Come è possibile che praticamente tutti gli italiani siano terrorizzati dal "pericolo zingaro"?

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Piero Terracina, sopravvissuto ad Auschwitz: "Il Pdl ha un'anima fascista e razzista. I Rom in Italia sono una minoranza perseguitata"

di Eleonora Martini (da Il Manifesto, 18 aprile 2008)

«Non basta mettersi la kippah davanti al Muro del pianto, per smettere di essere fascisti. L'hanno fatto in tanti, forse l'hanno fatto in troppi. Io credo che votare per un partito che accoglie gente come Alessandra Mussolini e Ciarrapico dovrebbe essere impossibile per tutti, non solo per gli ebrei, ma anche per i tanti antifascisti che ci sono nel centrodestra. Figuriamoci poi dare il voto ad una destra estrema che si dichiara apertamente fascista. Il problema non è l'apparentamento con Storace, il problema è Alemanno stesso, candidato a sindaco di Roma». È lucido e non ha perso nemmeno un grammo di memoria, Piero Terracina, classe 1928, esponente di spicco della comunità ebraica e colonna portante dell'antifascismo italiano. Terracina aveva 15 anni quando venne arrestato dalle Ss e deportato ad Auschwitz insieme agli altri sette membri della sua famiglia. Tornò a Roma da solo, unico superstite. «Mi denunciarono i fascisti, loro mi consegnarono alle Ss per prendersi il compenso di cinque mila lire. E quando tornai, a 17 anni, senza più nessuno, la prima lettera che ricevetti fu dallo stato italiano che reclamava le tasse arretrate di mio nonno ucciso nelle camere a gas. E solo dopo nove anni ottenni l'aiuto economico che avevo chiesto. Eccolo, è un assegno che non ho mai incassato e che da allora porto sempre con me, guardi: sono 48.065 lire». Allora lo stipendio medio era di 200 mila lire.
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Italia, interrompi la campagna razziale contro i Rom!

di Cizmic Balo e Roberto Malini

20 aprile 2008
Affermare che i Rom sono violenti sarebbe come sostenere che gli italiani sono tutti mafiosi. E' un principio assurdo. Chi sbaglia, chi commette un reato deve pagare per la sua responsabilità individuale, dopo le indagini delle autorità. La legge prevede pene per chi commette i reati, pene che non devono mai essere estese alla sua famiglia, alla sua comunità o al suo popolo. L'Italia dà un pessimo esempio all'Europa ed espone gli italiani all'estero a un grave rischio di ritorsioni: dopo la campagna mediatica xenofoba contro i romeni, cosa potrebbe accadere alla comunità italiana in Romania, se un suo membro commettesse un reato violento? Recentemente la polizia romena ha arrestato un capomafia italiano, ma il popolo romeno non ha scatenato una caccia all'italiano.

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Come risolvere la "questione Rom"

di Cizmic Balo e Roberto Malini

20 aprile 2008
L'episodio riguardante Romulus Mailat fu il pretesto per scatenare una propaganda contro la popolazione Rom in Italia. Abbiamo notato come tale propaganda sia aumentata, da quando la Romania è entrata nell'Ue. Lo Stato italiano commette un grave errore scatenando una guerra mediatica e politica nei confronti dei Rom: dovrebbe invece impegnarsi con le Ong, con i rappresentanti Rom e gli attivisti che conoscono correttamente la realtà in cui i Rom vivono oggi. Solo una stretta collaborazione può risolvere il passaggio dalla discriminazione all'integrazione. Non dimentichiamo che l'Italia, anche nei periodi di maggior tolleranza, non ha mai abbandonato l'idea di segregare i Rom in campi senza qualità, luoghi di segregazione in cui si perde la cultura Rom. Nessuna alternativa civile - né alloggi né insediamenti di qualità - è stata mai attuata con metodo. Come abbiamo scritto più volte e dimostrato cifre alla mano, l'ideologia secondo cui i Rom sarebbero tutti criminali e immorali è infondata: parliamo anzi di un popolo pacifico, che non ha mai fatto guerre e che aborrisce la violenza. Un popolo che, al contrario, ha subito persecuzioni e massacri attraverso i secoli. Eppure, sui giornali si legge quasi ogni giorno il contrario. Finché le Istituzioni rifiutano un vero confronto con chi conosce dal di dentro la cultura e la vita Rom, con chi è in grado di fornire una consulenza corretta, con chi ha i mezzi culturali per promuovere Storia e cultura del popolo Rom, non si compiranno passi significativi sulla via dell'integrazione.

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E' vero che i Rom sono violenti?

di Roberto Malini

20 aprile 2008
Roma. La sera di martedì 30 ottobre 2007 il giovane romeno (di etnia Bunjas) Romulus Mailat aggredisce e uccide Giovanna Reggiani; la notte fra giovedì 17 e venerdì 19 aprile 2008 il romeno Ioan Rus - omonimo di un ministro della Romania - ferisce con un coltello e violenta una studentessa del Lesotho. Due episodi caratterizzati da un'efferatezza inquietante e dalla stessa strumentalizzazione politico-mediatica: ambedue i casi sono stati utilizzati dalla propaganda xenofoba per instillare nel popolo italiano odio contro gli zingari, anche se nessuno dei due aggressori appartiene al popolo Rom. Nonostante i media e i portavoce delle Istituzioni italiane facciano a gara per sollevare l'allarme-sicurezza, i dati relativi a crimini violenti e in particolar modo a omicidi volontari restano oggi in linea con quelli pubblicati all'inizio di quest'anno sul rapporto Eures-Ansa: l'Italia resta uno dei Paesi più sicuri d'Europa, seconda solo alla Norvegia (0,7 contro l'1,0 di Italia, Danimarca, Germania, Spagna; 1,3 di Gran Bretagna; 1,6 della Francia; 2,6 della Svezia; 5,6 degli Usa).

Se è vero che gli omicidi di donne sono aumentati, è anche vero che i loro assassini sono stati individuati nel 75% dei casi all'interno della loro stessa famiglia: è l'uomo di casa, infatti, il carnefice. La famiglia è teatro del 31, 7% degli omicidi, mentre la microcriminalità, spauracchio sbandierato dalla propaganda, raggiunge il 12,7%. In ogni caso, le donne italiane sono più al sicuro di quelle che vivono in Gran Bretagna (indice di rischio rispettivamente 6,6 e 7,7), Spagna (7,8), Giappone (8,1), Norvegia (8,7), Paesi Bassi (9,1), Svizzera (9,5), Germania (10), Australia (10,9), Usa (22). Le cause di morte delle donne tra i 15 ed i 44 anni (fascia d'età prediletta dai femminicidi) sono, tuttavia, molto più frequentemente il tumore, gli incidenti stradali ed i suicidi. E' cresciuto, con l'immigrazione, sia il numero di stranieri vittime (più 19,8% nel 2006 rispetto al 2005) che quello di autori di omicidi (più 31%). In sei casi su dieci si tratta di omicidi 'etnici' o familiari, cioè sia la vittima che l'assassino sono stranieri. Qualcuno si sorprenderà, ma il numero di crimini violenti e omicidi perpetrati da Rom non ha alcuna rilevanza statistica!

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UE, Gruppo EveryOne: “No alla candidatura di Tajani e alle cariche di eurodeputati per Fiore e Romagnoli"

del Gruppo EveryOne – www.everyonegroup.com

19 aprile 2008
Il Gruppo EveryOne esprime la più ferma protesta contro la decisione del PDL, vincitore delle elezioni politiche 2008,di mandare al Parlamento Europeo, in sostituzione degli eurodeputati eletti per il centrodestra, i due neofascisti, propugnatori di ideologie razziali e negazionisti dell'Olocausto Roberto Fiore, leader di Forza Nuova, e Luca Romagnoli (La Destra-Fiamma Tricolore). L'ideologia xenofoba ed estremista di Roberto Fiore è nota universalmente. Ecco alcune recenti dichiarazioni di Romagnoli: "Le camere a gas? Devo dire francamente che non ho elementi per dire che siano esistite o no"; "Hitler? Fu uno statista che commise degli errori". E riguardo al suo partito: "Chiamarci fascisti è molto riduttivo. Ma del fascismo siamo portatori di alcuni valori, come la socializzazione. Poi, se fascismo significa onestà, dirittura morale, capacità di riconoscere prima lo Stato e poi l'individuo...".

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Agguato omofobo squadrista al circolo di cultura omosessuale Mario Mieli

19 aprile 2008
Mercoledì pomeriggio un folto gruppo di ragazzi di età compresa tra i 20 e i 25 anni ha fatto irruzione presso la sede del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli in via Efeso 2/a a Roma, mettendo a soqquadro l’ingresso dell’associazione, rovesciando scrivania, estintori, divano, quadri e il materiale informativo dell’Associazione.
Solo grazie all’intervento dei soci presenti al primo piano dell’Associazione, i vandali si sono allontananti gridando improperi come “Froci di merda” ed inneggiando al Duce e ai campi di sterminio.
“Temiamo che questa situazione sia collegata al clima elettorale. Se così fosse ci verrebbe da dire, mareggiati e preoccupati, ‘cominciamo bene’” ci ha detto Rossana Praitano, presidente del Mario Mieli.

 


Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli si augura che questo sia stato solo un episodio isolato, anche se grave, e che non si tratti invece di un’azione “programmata”, una sorta di “spedizione pilotata” che potrebbe riproporsi in futuro e che metterebbe a rischio le attività del Circolo Mario Mieli (che opera nella capitale da 25 anni) e l’incolumità e la sicurezza delle persone all’interno dell’Associazione.
Anne’s Door e il Gruppo EveryOne si stringono attorno agli amici del Mario Mieli, ed esortano le autorità e le istituzioni ad approvare al più presto una legge contro la violenza omofobica, nonché a non commettere l’errore di considerare l’episodio come un caso isolato. E’ necessario perseguire i colpevoli di questa vile aggressione, nonché indirizzare le indagini verso gruppi neo-fascisti e neo-nazisti, attivi soprattutto sul fronte di Forza Nuova, affinché si possa fermare l’escalation di violenza razzista, omofoba e xenofoba, in particolare nei confronti della comunità lgbt e della minoranza Rrom e Sinti, in corso da mesi in tutta Italia e in particolare nella Capitale. M.P.

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Appello - denuncia in Europa per combattere la discriminazione che colpisce Rom e Sinti

Caro Roberto Malini, sono al vostro fianco nell'impegno per il Casilino 900 e gli altri campi Rom a Roma e in Italia. E' un momento terribile, per i Rom e i Sinti che vivono sul territorio italiano e le Istituzioni rispondono con la menzogna di fronte alle condanne internazionali. Sanno benissimo che in Italia non esiste più il minimo rispetto per i diritti dei Rom e dei Sinti, ma affermano che la politica repressiva è in realtà una politica per la sicurezza, contro la criminalità. Se vogliamo sopravvivere, se vogliamo avere una speranza, se vogliamo che i nostri bambini possano avere un futuro, è giunto il momento che i Rom e i Sinti che vivono in Italia costituiscano una rete per difendere i propri diritti e - come prima azione - denuncino la persecuzione alla Corte Internazionale dei Diritti Umani. Anche noi, insieme al tuo Gruppo, presentiamo in questi giorni un appello-denuncia alle Istituzioni europee. Cizmic Balo (ERTF UNIRSI)

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Casilino 900: sembra il Ghetto di Varsavia e dobbiamo mobilitarci se vogliamo evitare a tante famiglie Rom una catastrofe umanitaria

di Roberto Malini - Gruppo EveryOne

Roma, 11 aprile 2008. Ieri abbiamo incontrato alcune famiglie al Casilino 900. Prima di raggiungere il campo, siamo stati "messi in guardia" da alcuni cittadini che vivono nel quartiere: "Ma vi rendete conto di che rischio correte, a entrare in quel campo di zingari? Ma non li leggete i giornali? C'è sempre la polizia lì, oggi per un'aggressione, domani per una rapina o per spaccio di droga. Quelli sono come bestie: sfruttano i loro bambini e si nutrono anche di cani e gatti". L'ultima diceria è la più recente e nasce da una notizia diffusa da stampa e televisioni: con una "brillante azione" congiunta, la Questura, il Corpo forestale dello Stato, il Nucleo investigativo per i reati contro gli animali e l'Ufficio per i diritti degli animali hanno infatti confiscato ai Rom del Casilino 66 gatti e 36 cani. "Tutti in pessime condizioni igienico-sanitarie e quasi tutti tenuti alla catena" precisano i solerti funzionari, gonfiando il petto di orgoglio. La verità è la ben diversa: è vero che gli animali vivevano in pessime condizioni igienico-sanitarie, ma solo perché la politica razziale del Comune di Roma ha ridotto il campo in condizioni di miseria tragiche.

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Cattive notizie dal "ghetto" del Casilino 900

10 aprile 2008

Il Gruppo EveryOne sta per incontrare alcuni rappresentanti del Comune di Roma. L'invito ricevuto ci aveva indotti, in un primo momento, a credere nella possibilità di un dialogo, nella presenza di uomini e donne - anche se pochi - capaci di rivedere, in nome dei Diritti Umani, le posizioni cinicamente e crudelmente razziste tenute fino a ieri. Nessuna tregua, tuttavia, è stata concessa ai Rrom del Casilino 900, insediamento che le forze dell'ordine, ossequienti agli attuali programmi di purga razziale, hanno trasformato in un ghetto, un luogo di pena in cui le famiglie Rrom hanno perso lo status di "esseri umani". Ci pervengono dal campo notizie sempre peggiori, notizie che suscitano in noi e in tutte le persone che credono nella giustizia sociale, nell'uguaglianza fra i popoli e nei valori della civiltà e della solidarietà incredulità, disapprovazione, amarezza.

 

 

Domani le ruspe percorreranno ancora il Casilino 900 e la loro opera di distruzione sarà protetta dal solito stuolo di gendarmi e sgherri. Decine di baracche demolite provocheranno un nuovo dramma, lasceranno altre famiglie senza casa, visto che nessuna alternativa è stata predisposta per loro. Le demolizioni saranno come sempre accompagnate da insulti razziali e minacce da parte degli aguzzini in divisa. Davvero, non vi è pace per i Rrom e troppi sono i loro persecutori, animati da odio e intolleranza. Ecco le più recenti "notizie dal Ghetto":

"Oggi 8 aprile nuovo intervento della Polizia (di stato, municipale, cinofila, forestale) a Casilino 900. In previsione dello sgombero annunciato per maggio sono state individuate 36 baracche da demolire, operazione che avrà luogo a partire da domani, giorno in cui il rappresentante rom del campo Najo Adzovic (cellul 3409756277) indice una conferenza stampa". M.B.

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8 aprile, Giornata mondiale del popolo Rrom

A Parigi, dal 7 al 12 aprile 2008, Giornata Mondiale del Popolo Rrom e settimana della Cultura Rrom; programma completo: http://journee-mondiale-rroms.org. L'8 aprile si celebra, a Parigi e in tutto il mondo, il Romano Dives, la Giornata internazionale della nazione Rrom, in ricordo dell'8 aprile 1971 quando a Londra si riunì il primo Congresso internazionale del popolo Rrom e si costituì la Union Rromani, la prima associazione mondiale dei Rrom, riconosciuta dall'ONU nel 1979. Le discriminazioni iniziate dal loro arrivo in Europa almeno cinque secoli fa e culminate con il Samudaripen, l'Olocausto Rromo, in cui persero la vita nei campi di sterminio nazisti almeno 500 mila Sinti e Rrom, non sono certo in diminuzione. In tutta Europa assistiamo a sempre maggiori fenomeni di intolleranza nei confronti di questa minoranza etnica. E' il caso dell'Italia con i suoi campi nomadi fortemente lesivi dei più elementari diritti umani viste le ubicazioni di molti campi nei pressi di discariche o condizioni ambientali svantaggiate: una situazione da vero e proprio regime di apartheid come è stato definito in un rapporto dell'ERRC (European Roma Rights Center).

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Casilino 900: nonostante gli appelli, le autorità romane trasformano il campo in un ghetto dove ogni diritto umano è violato

Un testimone della persecuzione al campo Rrom di Casilino 900 ci invia notizie preoccupanti. Nonostante gli appelli, le Istituzioni romane mostrano un volto disumano e stanno trasformando l'insediamento in un vero e proprio ghetto, un luogo in cui nessuna libertà individuale, nessun diritto costituzionale è riconosciuto. Come a Milano, le autorità di Roma non nascondono più l'ideologia fascista, il programma razziale che sta a monte delle loro operazioni.
 


Continuano le operazioni di polizia, peraltro annunciate, a Casilino 900. Da questa mattina il campo rom alla periferia est di Roma è circondato dalle forze dell'ordine e non si può entrare o uscire. Una signora aveva una visita medica prenotata ma le è stato sequestrato il mezzo e non è potuta andare. I bambini non sono andati a scuola. Ieri sono stati sequestrati i cani, anche quelli regolarmente accuditi dagli abitanti del campo. Non si riesce ad avere informazioni su ciò che sta accadendo, sulla data del minacciato sgombero. Una situazione di incertezza, precarietà assoluta e paura sta tormentando la comunità. C.P”.

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Casilino 900: Annamaria Addante, Presidente del Municipio VIII, risponde al Gruppo EveryOne

Roma, 7 aprile 2008. Annamaria Addante, Presidente del consiglio del Municipio VIII risponde alla "Lettera aperta" inviatale l'altro ieri da Roberto Malini a nome del Gruppo EveryOne. Ecco il testo della risposta: "Io non mi macchio di nessun crimine, la prego di andare a visitare il Casilino 900 prima di parlare. I Rom sono rimasti una minoranza e non ci hanno mai dato fastidio visto che il campo esiste da 40 anni. Solo che oggi oltre i Rom c'è di tutto, spaccio, rapine, furti e inoltre bruciano notte e giorno materiale tossico per ricavarne il rame e facendo respirare diossina sia a noi cittadini che a quegli innocenti bambini che vivono in quel campo. Io mi adopererò per far trasferire il campo in una situazione di vivibilità, chiedendo di arrestare o rimpatriare tutti coloro che delinquono. La sua organizzazione, perché non va al campo a dire di non bruciare, non spacciare droga, non rubare? Non tutti i poveri sono brava gente. Inoltre mi permetta di dirle che i nuovi aguzzini sono quelli che cercano di mettersi in pace la coscienza difendendo i Rom dai salotti buoni e si muovono solo quando si parla di sgombrare. Ritengo che come si vive oggi nel Casilino 900 vi dovrebbe fare indignare, io ci sono andata a vedere e farò di tutto affinché quella gente non viva più in quel modo, ma certo non difenderò né gli spacciatori né i delinquenti. Il nostro Municipio sta facendo tutto il possibile per aiutare i Rom e per l'inserimento scolastico: vada a vedere il campo di Salone e non confonda chi vuole la legalità e il rispetto dei diritti umani per tutti e non solo per i Rom, perché anche i cittadini hanno diritto a non respirare diossina. Cordiali saluti, Annamaria Addante".

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Lettera aperta ai direttori dei manicomi

di Antonin Artaud (1935)

Signori, le leggi e le convenzioni vi concedono il diritto di valutare lo spirito umano. Questa giurisdizione sovrana e indiscutibile voi l'esercitate a vostra discrezione. Lasciate che ne ridiamo. La credulità dei popoli civili, dei sapienti, dei governanti dota la psichiatria di non si sa quali lumi sovrannaturali. Il processo alla vostra professione ottiene il verdetto anzitempo. Noi non intendiamo qui discutere il valore della vostra scienza, né la dubbia esistenza delle malattie mentali. Ma per ogni cento classificazioni, le più vaghe delle quali sono ancora le sole ad essere utilizzabili, quanti nobili tentativi sono stati compiuti per accostare il mondo cerebrale in cui vivono tanti dei vostri prigionieri? Per quanti di voi, ad esempio, il sogno del demente precoce, le immagini delle quali è preda, sono altra cosa che un'insalata di parole? Noi non ci meravigliamo di trovarvi inferiori rispetto ad un compito per il quale non ci sono che pochi predestinati. Ma ci leviamo, invece, contro il diritto attribuito a uomini di vedute più o meno ristrette di sanzionare mediante l'incarcerazione a vita le loro ricerche nel campo dello spirito umano.

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Casilino 900: le alternative allo sgombero-pogrom

5 aprile 2008. Esattamente un anno fa, oltre 50 Rrom della Capitale diffusero una lettera aperta alle Istituzioni romane e nazionali, denunciando una politica repressiva che rendeva insopportabili le condizioni di vita nei campi. Ecco uno stralcio di quella lettera, che è ancora drammaticamente attuale.

"Benché nei campi siano sistematicamente violati i diritti umani, tali realtà comunque garantiscono la sopravvivenza; col tempo si attivano reti di capitale sociale, pratiche di integrazione scolastica, sociale e lavorativa. Gravissimo perciò è lo sgombero improvviso che ci costringe a condizioni ancora più precarie con contemporanea, assurda e ingiustificabile distruzione dei nostri poveri beni. Donne e bambini, spesso in tenerissima età, in seguito allo sgombero sono lasciati in strada con i loro genitori che quindi sono costretti a cercare ricoveri di fortuna presso altri insediamenti informali, spesso in vere e proprie grotte oppure lungo il greto dei fiumi o in fatiscenti fabbriche deindustrializzate; in posti comunque accomunati dall’insalubrità e che quindi costituiscono pericoli evidenti per la salute. E difatti si registrano preoccupanti casi di tifo, di tubercolosi ecc. Tutto il faticoso lavoro sul piano dell’integrazione scolastica e lavorativa viene distrutto a colpi di ruspa e di espulsioni.

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Casilino 900: testimonianza dall'inferno

2 aprile 2008. Un sostenitore di Anne's Door e del Gruppo EveryOne si è recato presso il Casilino 900 di Roma e ha assistito a una manifestazione nonviolenta, tenuta per denunciare la condizione disumana cui sono costrette le famiglie Rrom che vivono nel campo e la tragedia di uno sgombero annunciato. Sulle labbra di molti, l'invito promosso dal Gruppo EveryOne: "Resistenza contro il pogrom razzista".

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Citazione attuale come non mai

There is no scandal like rags, nor any crime so shameful as poverty.


"Niente è più scandaloso degli stracci e nessun crimine è vergognoso
come la povertà".
 


George Farquhar (1678-1707), drammaturgo irlandese

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Un appello alle Istituzioni di Napoli: tracciamo insieme una nuova via di civiltà

3 aprile 2008
Premessa: il Gruppo EveryOne invia questa e-mail a diverse personalità politiche di Napoli, soprattutto a quelle che si sono distinte per azioni e idee nel campo dei Diritti Umani contrapponendosi per civiltà all'attuale deriva razzista, xenofoba e intollerante che coinvolge ormai il nostro Paese. Come avveniva in tempi oscuri, avviene anche ai nostri giorni: quando il potere e gli interessi particolari prevalgono sulle istanze civili, sulla difesa delle categorie più deboli, allora le società iniziano a combattere gli inermi, i diversi, coloro che non hanno voce: i mendicanti, i poveri, gli zingari, gli stranieri. Sono i capri espiatori di una comunità che ha perduto la luce, che ha rinnegato i più alti ideali di verità e giustizia, che ha dimenticato l'ammonimento dei testimoni di altre persecuzioni, di altri genocidi, di altro orrore.

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