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17 maggio
2008, Giornata Mondiale Contro l'Omofobia: a Firenze si ricorderà l'iraniano
Makwan con un cortometraggio e un incontro
Sabato 17 maggio 2008, in occasione della Giornata Mondiale Contro l’Omofobia e
la Transfobia, a partire dalle 21,15, si terrà a Firenze, presso l’Altana di
Piazza Tasso n. 1 (ex convento delle Leopoldine), la proiezione in anteprima
internazionale del cortometraggio “Makwan. Lettera dal Paradiso” di Roberto
Malini e Dario Picciau. E' un evento prodotto e organizzato da Arcigay Firenze
“Il Giglio Rosa” e dal Gruppo EveryOne, dedicato al ventunenne Makwan
Moloudzadeh, impiccato il 5 dicembre scorso in Iran con l’accusa di rapporti
omosessuali mentre la campagna internazionale per la sua vita riscuoteva
adesioni e mobilitazioni in tutto il mondo. Tradotto anche in inglese e farsi,
il corto parteciperà successivamente ai più importanti festival internazionali.
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Eventi
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Napoli, manifesti del Pd contro i
Rom: un'altra tappa nel percorso di mistificazione razzista
di Laura Todisco e Roberto Malini
16 maggio 2008
L'enfasi securitaria accomuna il Pd al Pdl. Ieri, infatti, i consiglieri
napoletani del Pd Di Marzio, Borriello, Anniciello, De Masi e Moxedano, hanno
invitato a "smantellare subito il campo di Ponticelli". A queste dichiarazioni
ha fatto seguito l'affissione per le strade della città, da parte del PD, di
manifesti in cui si chiede alle istituzioni, alla questura e alla prefettura di
procedere allo smantellamento di tutti i campi Rom di Ponticelli. E' indubbio
che le posizioni del Pd non si discostino di molto da quelle del Pdl. In
entrambi i casi vi è una tendenza irrefrenabile alla purga razziale, da attuarsi
strumentalizzando il "problema sicurezza", un problema più paventato che reale,
visto che la maggioranza dei crimini più odiosi: stupri e violenze, è compiuta
da italiani, mentre il 99 per cento degli altri delitti sono attuati o
commissionati dalla criminalità organizzata. All'estero si chiedono in molti
come mai politici e media italiani siano intenti a creare una cortina fumogena
dietro a cui la criminalità vera, quella che muove miliardi di euro ogni anno
con i più loschi traffici, può lavorare assolutamente indisturbata.
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Dopo i fatti di Ponticelli è
caccia al Rom in tutta Italia
di Marco Filippetti – l’Unità
15 maggio 2008
Dopo i fatti di Napoli, dove alcuni cittadini del quartiere Ponticelli hanno
assaltato e bruciato diverse baracche in un campo nomadi dopo un sospetto
rapimento di bambina da parte di una Rom di 16 anni, gli episodi di violenze e
di intolleranza verso i “figli del vento” aumentano in maniera preoccupante.
Nella città partenopea le ronde antigitane dilagano, spingendosi soprattutto
nelle zone in cui esistono piccoli e grandi insediamenti di Rom. Lo dichiarano
gli attivisti del gruppo EveryOne, associazione internazionale di tutela dei
diritti umani che da anni si batte per la salvaguardia dei diritti dei popoli
Rom e Sinti in Italia. Testimoni vicini all’associazione segnalano diversi
episodi di ingiurie, minacce e maltrattamenti inflitti a bambini, donne (anche
incinte) e uomini "zingari". I Rom evitano di percorrere le zone popolose della
città e le famiglie non rimangono mai isolate.
Elisabetta Vivaldi già assistente dell'eurodeputato ungherese Rom Viktoria
Mohacsi, ricercatrice e attivista della cultura e della storia del popolo Rom,
in una lettera inviata al sito del gruppo EveryOne scrive preoccupata: «Ho
sentito la mia amica sul campo, è disperata perché se non esce per andare a
Torre del Greco presso la chiesa dove è sempre andata, non mangia, né lei né i
suoi figli, che tra l'altro vanno a scuola. Le ho detto di stare attenta, ho
paura che le facciano qualcosa e la lincino, o come mi ha detto, tutti sono in
allarme perché temono un'incursione e che anche a loro venga fatta la guerra con
le molotov e con le mazze».
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Club
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I Rom: l’arte di sopravvivere
di Gennaro Barbieri - www.ifgonline.it
Napoli, 15 maggio 2008. Un foglio bianco, una matita e qualche pastello. Le
uniche armi per combattere intolleranza, razzismo e violenza. Un paio di disegni
prima di fuggire dalla propria baracca, in attesa che la polizia arrivi a
sgomberare il campo. Una fuga concitata, pochi metri e poi l’odore del fuoco.
Decine di alloggi bruciati e centinaia di italiani che sghignazzano soddisfatti.
Qualcuno brandisce spranghe e bastoni, mentre insulti e minacce scandiscono la
violenza. E’ la vita della famiglia Covaciu, ormai abituata a rimuovere il
passato e sempre pronta a rimodellare il futuro. Le persecuzioni non si sono
esaurite con la fine del regime di Ceausescu. L’ospitale Europa ha donato loro
anni di vessazioni e violenze.
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Watching The Sky

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Pogrom di Napoli: è necessaria una presa di coscienza
15 maggio 2008. Il pogrom (termine storico di derivazione russa con cui vengono
indicate le sommosse popolari contro le minoranze con il consenso delle
autorità) avvenuto ieri a Napoli è un episodio di gravità assoluta. Diversi
campi rom della periferia napoletana sono stati attaccati dalla popolazione con
spranghe e molotov, si sono udite persone incitare alla pulizia etnica e tutte
le famiglie rom sono dovute scappare abbandonando quel poco che avevano,
salutati dalle grida di giubilo dei cittadini fautori del raid. Questo è il
frutto diretto di una campagna d’odio contro le minoranze rom e sinte, innescato
dai sistemi mediatici per individuare nel “diverso” un nemico da combattere, sia
esso romeno, cinese, musulmano, o, soprattutto, rom.

Noi, da italiani e italiane gadgè (ossia non rom) amici ed amiche anche del
popolo rom e del popolo romeno, non possiamo che condannare queste violenze
contro un popolo intero per le responsabilità, non sempre accertate, di singoli.
Non accettiamo che si possa cedere ad una tale logica d’odio che porti ad
attaccare uomini, donne e bambini solo per la loro cultura, la loro provenienza,
la loro religione, la loro “diversità”. Non accettiamo che un problema di
giustizia sociale sia ridotto a problema di ordine pubblico e che si calpesti la
civiltà soffiando sull’odio contro il prossimo. Non accettiamo che la
criminalità sia identificata con una o più etnie. Riteniamo invece che la
diffusione dei diritti e la formazione ai doveri debbano essere le uniche
alternative alla giustizia fai-da-te e alla violenza degli sgomberi
indiscriminati. Chi non prende posizione contro ogni tentazione di pulizia
etnica è responsabile quanto chi lancia molotov.
Chiediamo, quindi, a tutti i cittadini e le cittadine di prendere coscienza di
quanto sta accadendo e di rigettare una campagna mediatica che diffonde odio
razziale, indegno del nostro Paese e della nostra migliore tradizione di
civiltà. Popica Onlus - www.popica.org
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Razzismo Rom: tifosi minacciano
Pirlo , Ibrahimovic e Mihajlovic
di
www.osservatoriosullalegalita.org
15 maggio 2008
"La campagna razziale contro i Rom mette a rischio la loro
incolumita'". Lo dichiara il gruppo Everyone sottolineando che il pregiudizio
che colpisce il popolo Rom in Italia rischia di degenerare in un'indiscriminata
caccia all'uomo.
A Napoli si verificano continue aggressioni nei confronti di Rom. Una baracca di
via Malibran è stata data alle fiamme da una banda di razzisti e i 13 occupanti,
sei adulti e sette bambini, fra cui due neonati, hanno riportato ustioni e
rischiato di morire bruciati. A Ponticelli giovani armati di spranghe hanno
aggredito alcuni Rom romeni. In via Argine, inseguimento di bambini Rom da parte
di razzisti che nascondevano il volto dietro sciarpe. L'ultimo episodio -
sottolinea l'associazione per i diritti umani - ha visto un bambino Rom di circa
sei anni aggredito da una ronda in piazzetta San Domenico, schiaffeggiato,
insultato e messo a forza sotto il getto di una fontana pubblica.
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Club

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Romeno morto in caserma a Fontana
Liri: depositata interrogazione parlamentare dei senatori Poretti e Perduca
Gruppo EveryOne: "Vogliamo chiarezza"
del
Gruppo EveryOne
15 maggio 2008
Il 4 maggio 2008 un romeno di 28 anni è morto dopo essere stato fermato dai
Carabinieri di Fontana Liri, in provincia di Frosinone. Le ricostruzioni degli
organi di stampa sull’accaduto (un presunto suicidio mentre l’uomo stava per
essere congedato dai militari dell’Arma) erano non solo contrastanti, ma anche
poco credibili: secondo l’agenzia ANSA del 4 maggio, l’uomo si sarebbe gettato
da una finestra al secondo piano della caserma di Fontana Liri, mentre stando a
un articolo del quotidiano Il Messaggero, pubblicato on line lo stesso giorno, e
a un lancio d’agenzia OMNIROMA, il romeno si sarebbe gettato dalla tromba delle
scale dell’edificio, mentre era in compagnia di un carabiniere in sala d’attesa.
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Club

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Giovane Rom tenta rapimento: un
caso "su misura" per seminare odio contro i Rom
13 maggio 2008
Opera Nomadi di Napoli segnala le prime aggressioni da parte della cittadinanza
di Napoli nei confronti di Rom e romeni, fomentati dalla campagna mediatica di
stampo razziale attualmente in corso in Italia, campagna mirata - come di
consueto, quando la xenofobia e il razzismo divengono strumenti di propaganda
per una classe politica indegna - a criminalizzare l'etnia Rom. Il Gruppo
EveryOne ha già dimostrato come sia assolutamente inverosimile l'episodio del 10
maggio, quando una ragazzina Rom è stata accusata del rapimento di una bambina
di sei mesi nel quartiere partenopeo di Ponticelli. L'evento, amplificato a
dismisura dai media, ha seminato odio razziale in lungo e in largo per l'Italia,
con conseguenze gravissime per le comunità Rom, già ridotte in una condizione di
miseria e segregazione tragica a causa della persecuzione istituzionale. Altri
casi simili sono stati montati ad arte nei giorni scorsi e temiamo che gli
scrupoli che politici e autorità sapranno porsi nel portare aventi questa follia
razziale siano ben pochi. Opera Nomadi, naturalmente, in base a un'esperienza
che dura da 45 anni, non crede, come noi, al tentato sequestro. Ospite della
trasmissione "Chi l'ha visto?", il presidente di Opera Nomadi Massimo Converso è
stato sottoposto a un attacco assolutamente indegno, nel quale è stato
velatamente accusato di coprire omertosamente le attività di ratto di minori che
i Rom eserciterebbero. Nella realtà, si tratta di un pregiudizio e nessuno
zingaro è mai stato condannato per il reato di sequestro di minore! La
propaganda razzista, tuttavia, fa leva sulle paure ataviche e discriminatorie
che sono presenti nel popolo.
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Nicolae Ceausescu e i Rom
In Italia vi è una scarsa conoscenza dei Rom romeni, delle condizioni di vita in
cui versano nel loro Paese di origine e della loro Storia, sia antica che
recente. Un operatore sociale di consolidata esperienza che segue da vicino la
comunità Rom romena in una grande città italiana ha affermato, nel corso di una
nostra conversazione, che quando era al potere, Ceausescu promosse
l'integrazione dei Rom nella società romena e li tutelò, emanando una serie di
provvedimenti a favore dei loro diritti umani e civili.
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Ricordare

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Fermiamo il
decreto della vergogna
Lettera aperta di Roberto Malini
del Gruppo EveryOne a tutti gli antirazzisti
12 maggio 2008
E' in arrivo un decreto sulla sicurezza assolutamente iniquo, frutto
dell'ignoranza, dell'incompetenza, ma soprattutto dell'intolleranza, del
razzismo e della xenofobia di chi governa abusivamente l'Italia. Scrivo
"abusivamente" perché il grande broglio della campagna elettorale che ha
condotto alle ultime elezioni non è avvenuto durante lo spoglio delle schede, ma
prima: quando un'informazione controllata ha perpetrato il più grande inganno
nei confronti del Popolo italiano, convincendolo che il problema della sicurezza
in Italia non è costituito dalla criminalità organizzata con le sue connivenze
politiche (che muove ogni anno MILIARDI DI EURO e uccide con la violenza, la
droga e ogni genere di violazione delle leggi civili), ma dai Rom vestiti di
stracci, che muoiono di povertà, fame e malattie nelle baracche e sotto i ponti.
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Napoli: non convincono le
dinamiche del rapimento di una bimba da parte di una giovane Rom
di Laura Todisco e Roberto Malini
Napoli, 11 maggio 2008. L'antiziganismo fomentato da politici, autorità di
pubblica sicurezza e media dilaga ormai anche nel capoluogo partenopeo, dove da
qualche settimana - per aprire la pista all'iniquo decreto Maroni - si cerca da
più parti di "sbattere il Rom in prima pagina", cogliendo - o inventando ad arte
- il minimo pretesto: furti in appartamento, sfruttamento di minori, legami con
la criminalità organizzata. Mancava solo il classico rapimento di bambini,
spauracchio inventato dalla propaganda razziale capace di infiammare folle
intere contro gli zingari. In realtà, come sia il Gruppo EveryOne che Opera
Nomadi hanno dimostrato, negli archivi della magistratura e delle forze
dell'ordine quell'odioso crimine che ha indotto nei cittadini italiani tanto
odio contro i Rom non esiste. Non esiste nel breve periodo e non esiste nel
lungo periodo: nessuna sentenza passata in giudicato né flagrante reato dal 1900
al 2008. Il 10 maggio, puntuale come un orologio, ecco tornare alla ribalta
l'inquietante figura della zingara-strega dedita al ratto di infanti cristiani,
come se alle madri Rom non bastasse il ricchissimo frutto del proprio grembo.
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Il Samudaripen e il silenzio di Anne Frank
Il 1° agosto 1944 Anne Frank scrisse l'ultima pagina del suo Diario. Nei due
giorni successivi, la sua penna restò inerte: forse Anna era inquieta e
presagiva l'arrivo della polizia nazista, che il 4 agosto avrebbe interrotto la
clandestinità della sua famiglia, gettandola nell'Olocausto. In quelle due
giornate di silenzio, ad Auschwitz avvenne una delle più dolorose tragedie del
Samudaripen (il genocidio del popolo Rom). Il 2 e il 3 agosto 1944, infatti, i
carnefici di Hitler liquidarono lo "zigeunerlager", il campo riservato agli
zingari. Da tre a quattromila Rom - bambini, donne e uomini, gli stessi che a
primavera avevano opposto un'eroica resistenza ai loro aguzzini - vennero
assassinati nelle camere a gas.

Un mese dopo, la giovane Anne varcherà i cancelli della "fabbrica della
morte" e sarà testimone del martirio di tante altre ragazze Rom. Vedendole
camminare, macilente e nude, verso la morte, Anne piangeva in silenzio, come ha
ricordato la sopravvissuta ebrea olandese Rootje de Winter. Il Giovane artista
Rom albanese Ferdinant Koçi ricorda le
fanciulle Rom del Samudaripen in una serie di immagini toccanti. Anne's Door ne
propone una, che ci ha inviato il professor Marcel Courthiade. R.M.
Nella foto, Ferdinant Koçi, "Giovane donna Rom nel Samudaripen" © Rromani baxt
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Anne Frank e gli zingari
Mercoledì, 3 maggio 1944 Anne Frank scrisse sul suo Diario: "Perché ogni giorno
si investono milioni per la guerra e neanche un centesimo per l’assistenza
medica, per gli artisti da strada, per i poveri? Perché gli uomini devono
soffrire a causa della fame, quando in altre parti del mondo si lasciano marcire
i cibi? Perché gli uomini sono così pazzi?".

La giovane scrittrice si poneva domande a cui l'umanità non ha ancora trovato
le risposte. Perché si spendono ancora milioni per identificare, braccare e
privare delle loro umili baracche e dei loro beni i Rom - sono loro i poveri e
gli "artisti da strada" – quando, investendo razionalmente e con umanità lo
stesso denaro, si potrebbe risolvere la tragedia della loro condizione di
segregazione e indigenza? Perché gli uomini sono così pazzi? Ad Auschwitz, Anne
Frank fu testimone del Samudaripen, l'Olocausto che uccise circa un milione di
Rom. L'olandese Rootje de Winter, sopravvissuta alla Shoah, ricorda il dolore
dell'autrice del Diario di fronte alla persecuzione delle fanciulle zingare:
"Riesco ancora a vederla, mentre stava sulla porta e osservava, sulla strada che
attraversava il campo, uno stuolo di ragazze zingare nude, condotte verso il
crematorio. Anne le guardava e piangeva".R.M.
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Sulla candidatura di Roberto
Calderoli a Ministro, il Gruppo EveryOne esprime la sua solidarietà alla Lega
Araba
3 maggio 2008
Il Gruppo EveryOne si è impegnato con grande energia contro le violazioni dei
Diritti Umani in Iran, ottenendo come risultato una modifica sostanziale delle
leggi sull'asilo politico nel Regno Unito e una presa di posizione ufficiale
dell’ Unione Europea sulla necessità di tutelare, negli Stati membri, i profughi
che corrano il rischio della pena di morte, di un'ingiusta carcerazione o di
trattamenti inumani e degradanti qualora fossero rimpatriati nei Paesi islamici
di origine, a causa dell'applicazione di leggi integraliste inique. “Combattere
il pregiudizio, causa di persecuzione di esseri umani innocenti, è la missione
del Gruppo EveryOne e dovrebbe essere l'obiettivo di tutte le organizzazioni
umanitarie” dichiarano i leader del Gruppo EveryOne Roberto Malini, Matteo
Pegoraro e Dario Picciau.
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Club

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NAPOLI ADOTTA
REBECCA, ARTISTA ROM DI 12 ANNI
Una storia di emarginazione e povertà a lieto fine
di Ap Com
Roma, 2 maggio - Si chiama Rebecca Covaciu, è una ragazzina rom di 12 anni, ha
una vita di povertà, emarginazione e sofferenza alle spalle, ma è piena di
talento: disegna e dipinge.
Rebecca ora ha una chance in più: è stata "adottata" assieme alla sua famiglia
dalla città di Napoli, grazie all''intervento dell''assessore alla Memoria del
Comune di Napoli Dolores Madaro e della giunta comunale.
Un "Grazie al comune di Napoli" è arrivato dal
Gruppo EveryOne, che insieme
all'Opera Nomadi ha seguito il caso. Ora Rebecca, soprannominata "la piccola
Anna Frank del popolo Rom", è seguita dagli operatori sociali di Opera Nomadi e
del Comune, assistita dal Centro Lima e dalla Protezione civile di Napoli, e
potrà anche studiare e perfezionare il suo talento.
"La gente crede che siamo tutti ladri - ha confidato Rebecca agli attivisti di
EveryOne - ma i miei genitori desiderano solo lavorare e avere una casa, anche
piccola. Nessuno, però, ci dà un lavoro ed è solo per questo che gli zingari
chiedono l''elemosina".
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sezione Arte e Cultura
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Oggi è il Giorno della Shoah, che ci invita a imitare gli eroi
di Roberto Malini
1 maggio 2008. In Israele oggi è Yom HaShoah, il Giorno della Memoria. Si
ricordano i martiri e gli eroi dell'Olocausto, nella ricorrenza della rivolta
degli ebrei nel Ghetto di Varsavia. Yom HaShoah ci induce a ricordare sei
milioni di vittime dell'odio razziale, ma ci esorta anche ad essere pronti al
sacrificio per difendere gli ideali di uguaglianza fra i popoli e impedire che
si ripetano atti di persecuzione contro le minoranze. Non so quanti di noi
abbiano raccolto l'eredità dei morti e dei giusti dell'Olocausto, sono però
certo che la Memoria ci chiede di essere pronti a insorgere, come gli eroi del
Ghetto di Varsavia, opponendo la nostra fede nei valori dell'antirazzismo e
della solidarietà ai carnefici del nostro tempo. I Ghetti di oggi, dove gli
aguzzini scatenano il loro odio contro i diversi e i poveri, sono gli
insediamenti Rom, il cui simbolo è divenuto il Casilino 900. Ho cari amici fra i
sopravvissuti all'Olocausto e ripeto volentieri le parole di una donna
straordinaria, Mirjam Pinkhof, che salvò settanta bambini ebrei dalle camere a
gas e sopravvisse ai lager: "L'Olocausto non fu un guerra, ma un massacro di
innocenti. Conosco un solo modo di ricordarli: essere sempre pronti a dire no.
No ai potenti, no alle divise, no al potere quando perde il rispetto della vita
umana, quando afferma che vi sono esseri umani che hanno più diritti rispetto ad
altri esseri umani".

Il Gruppo EveryOne celebra in silenzio il Giorno della Memoria. Siamo in
contatto con i Rom del Casilino 900 e di altri insediamenti minacciati di
sgombero dai potenti che hanno perso il rispetto dei Diritti Umani. Si chiamano
Berlusconi, Fini, Bossi, Alemanno: hanno un potere quasi illimitato e dispongono
di migliaia di sgherri armati, di mezzi cingolati pronti a distruggere. Sono
arroganti, privi di scrupoli e possono diffondere le loro menzogne e i loro
proclami razzisti grazie alla complicità dei media. Noi siamo pronti a fare
scudo alle vittime designate con i nostri corpi. Se l'Europa non ascolterà il
nostro grido i allarme e non li fermerà, saremo di fronte alle loro squadre,
alle loro ruspe, ai loro cani feroci, ai loro manganelli e alle loro pistole.
Diremo no alle loro malefatte, no alla loro violenza, no ai loro pogrom, no alla
loro iniquità. Non alzeremo un dito contro di loro, neanche se ci colpiranno e
se affermeranno il contrario - come sono soliti fare, per giustificare i loro
crimini - mentiranno. Canteremo, tenendoci per mano, come fece a Varsavia Janusz
Korczak, l'eroico direttore dell'orfanotrofio di via Krochmalna di fronte ai
soldati tedeschi che avevano l'ordine di arrestare e deportare a Treblinka i
suoi bambini. Canteremo e ripeteremo il mantra degli eroi e delle vittime: "Mai
più".
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Questione
sicurezza: il Grande Inganno
1 maggio 2008
I proclami sulla "sicurezza" lanciati agli uomini di punta della
destra testimoniano il grande inganno perpetrato nei confronti del popolo
italiano. Solo una lunga campagna razziale condotta con il sostegno dei più
importanti media ha consentito ai paladini della xenofobia di trasferire
(mistificandolo) il problema-sicurezza dalla piaga della criminalità organizzata
- che produce delittuosamente miliardi di euro ogni anno, in Italia - alle
categorie più deboli e indifese della società: i mendicanti, i senzatetto e
soprattutto i Rom. Il 99% dei delitti che avvengono intorno a noi e che
terrorizzano la cittadinanza italiana sono opera della mafia - suddivisa nelle
sue diverse denominazioni - e solo una falsificazione in totale malafede dei
dati e dell'informazione ha permesso ai movimenti razziali - che si identificano
ormai in alcune delle principali forze politiche - di condizionare l'opinione
pubblica inducendo in essa una percezione distorta della realtà in cui viviamo.
Il partito nazionalsocialista promulgò le leggi razziali di Norimberga e preparò
il popolo tedesco ad assistere indifferente all'Olocausto con la stessa tecnica.
Ci sorprendiamo e ci scandalizziamo a causa delle violazioni dei Diritti Umani
perpetrate dai regimi islamici, senza renderci conto che i più gravi crimini
contro l'umanità avvengono nelle nostre città, appena dietro l'angolo, dove si
rifugiano nell'estremo tentativo di sopravvivere le famiglie zingare, famiglie
innocenti che i nostri occhi, abbagliati dai segnali razzisti che ci raggiungono
continuamente, vedono attraverso il filtro della paura come bande di malviventi.
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Operazione
Frankenstein: come si costruisce il "mostro" straniero
29 aprile 2008
In molte città italiane, da almeno un paio d'anni, le autorità hanno
messo in atto una tattica razziale già sperimentata in Germania dal partito
nazionalsocialista, alle soglie dell'Olocausto. Potremmo chiamarla "Operazione
Frankenstein", perché è mirata a "costruire" mostri stranieri, soprattutto Rom*
e romeni, da dare in pasto ai media e all'opinione pubblica. In alcuni casi il
mio gruppo e io siamo intervenuti in tempo e abbiamo evitato a persone straniere
indigenti e senza tetto di subire questa tecnica mistificatoria tanto inumana
quanto illecita, evitando alle vittime designate di subire procedimenti penali e
condanne ingiuste. All'inizio dello scorso mese di gennaio abbiamo scongiurato
l'arresto di una giovane donna Rom accusata di aver aggredito alcuni agenti di
pubblica sicurezza che stavano perquisendo il suo fagotto: la donna aveva in
realtà alzato le mani al cielo per supplicare i poliziotti affinché la
lasciassero andare.
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Caffè Shakerato, il significato di
un progetto
Caffè Shakerato rappresenta un modello sperimentale aperto nato dalla vasta
esperienza di un gruppo di docenti, esperti nel settore didattico-educativo,
artistico, musicale ed espressivo che nel corso di tre anni a partire dal 2004
operano con un numero crescente di studenti italiani e stranieri, enti culturali
e organizzazioni umanitarie.
Il Progetto che attualmente coinvolge scuole secondarie di primo e secondo grado
del medio ponente, scuole liguri, le principali organizzazioni umanitarie
radicate nel territorio nazionale ed internazionale, scuole di altri paesi e
continenti collegate al progetto attraverso l’intermediazione delle suddette
organizzazioni, mediatori culturali rappresentativi delle principali culture
d’origine dei nostri studenti, rappresentanti del mondo dell’editoria e della
comunicazione, è un tentativo di superare la possibile, iniziale, diffidenza
verso l’altro, attraverso la conoscenza reciproca e la valorizzazione della
dimensione della creatività, elemento comune a tutte le culture. L’idea di
movimento, scambio e arricchimento è già implicita nel nome di questo progetto.
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Arte e Cultura
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6 maggio a Genova,
IV edizione del Concorso interculturale sulla creatività espressiva “Caffè
Shakerato”
Martedì 6 maggio a partire dalle ore 9.00 presso il Teatro Verdi di Genova
Sestri Ponente si terrà la premiazione del Concorso interculturale sulla
creatività espressiva “Caffè Shakerato” IV edizione, promosso dall’Istituto
Alberghiero Nino Bergese di Genova “Scuola Ambasciatrice di Buona Volontà
UNICEF” in sinergia con il Comune di Genova – Municipalità Medio Ponente.
Il Concorso ha coinvolto studenti di Istituti di ogni ordine e grado e ha visto
la partecipazione di ben 15 scuole genovesi e liguri, dell’asilo Interetnico
Oasis, della Scuola Laboratorio di ricerca e sperimentazione teatrale del Teatro
delle Nuvole, del
Gruppo EveryOne, del Carcere
maschile di Marassi – sezione a custodia attenuata, del circolo Arci “8 marzo” e
anche di realtà di altre regioni italiane.
Hanno patrocinato il progetto il Comune di Genova – Municipalità Medio Ponente,
l’Unicef, il Secolo XIX, Radio 19, Coop Liguria, La Lontra editore, la Consulta
dei Giovani.
Hanno inoltre aderito al progetto associazioni e organizzazioni umanitarie tra
cui Ya Basta, Genova con l’Africa, Genova con il Sahrawi, Music for peace, la
Biblioteca Guerrazzi ecc.
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sezione Arte e Cultura

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Stupri: il nemico non è lo
straniero
28 aprile 2008
Il problema delle violenze contro donne e degli stupri è il tema del film
svedese "Racconti da Stoccolma", vincitore del Premio Amnesty International al
Festival di Berlino. Amnesty International ha avviato la campagna "Il terrore
dentro casa" per sensibilizzare l'opinione pubblica nei confronti di un dramma
che oggi è particolarmente sentito e che politici e imbonitori di ogni bordo
strumentalizzano nelle loro campagne-sicurezza, mistificando i dati di una
realtà che riguarda milioni di donne italiane per spargere i semi della
xenofobia e del razzismo, facili cavalli di battaglia per conseguire risultati
politici sulla pelle di una fascia debole della cittadinanza.
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Festa della Liberazione
25 aprile 2008. Dall'insediamento Rom "Casilino 900", simbolo della nuova
persecuzione razziale:
"Ora e sempre, Resistenza!"
di Roberto Malini con citazioni di Piero Calamandrei

"Infanzia sospesa",
foto di Steed Gamero dal Casilino 900
Ai pochi ricordiamo che non muoiono
l'odio, l'iniquità, la crudeltà che nutrono i carnefici,
ma tornano,
quando al giorno glorioso degli eroi
segue l'oscura notte
profonda, fatale,
nemica della pace, della luce,
della pioggia di vita
che irrora la speranza,
uguale in ogni parte come fertile terra.
Ai pochi ricordiamo che "il patto
giurato fra uomini liberi
che si adunarono
per dignità e non per odio
decisi a riscattare
la vergogna e il terrore del mondo"
esiste ancora.
Ai pochi, ai giusti, a chi appartiene
a un solo popolo di uomini
ricordiamo che le persecuzioni
non sono relegate nella Storia,
ma avvengono ancora, vicino a noi,
dove i potenti sono ancora aguzzini
e gli innocenti vittime,
dove è ancora il lupo ad accusare l'agnello:
"Sei tu che mi hai aggredito
e se non sei stato tu, è stato tuo padre".
Ai pochi ricordiamo
che abbiamo armi più potenti
di quelle dei carnefici:
la verità, la giustizia, la memoria
e che con tali armi, non possiamo che vincere:
"Ora e sempre,
Resistenza!”
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Sgombero razzista
a Milano: le autorità mettono in mezzo alla strada la piccola "Anna Frank" del
popolo Rom
di Roberto Malini - Gruppo EveryOne
Milano, 24 aprile 2008. La città della Madonnina si prepara a festeggiare la
Liberazione capovolgendone lo spirito. La liberazione che Milano e i suoi
politici, una banda di razzisti senza scrupoli, inseguono è quella dai poveri,
dalle minoranze deboli, dalle famiglie Rom. Milano dedica mezzi e risorse,
impiega decine di agenti della forza pubblica per trasformarsi in una città
"Zigeunerfrei", libera dagli zingari. Ho vissuto a Milano per tanti anni e l'ho
abbandonata quando da città della solidarietà è divenuta città dannata, in preda
a deliri architettonici, fieristici e razziali, come la Berlino di Hitler. Oggi
una "squadra di protezione" formata da agenti in assetto antisommossa, agli
ordini dell'Obergruppenführer Gianvalerio Lombardi ha compiuto un'operazione di
sgombero nei confronti della comunità di Rom romeni, provenienti da Timisoara,
che si era rifugiata in un campo del quartiere Giambellino. Il campo era
"abusivo": numerose famiglie in condizioni di miseria tragiche si erano
rifugiate lì per evitare di morire di fame e malattie nella loro città di
origine, dove vivevano in una situazione di segregazione e discriminazione
insostenibile. L'azione degli agenti - ma per amor del vero, dopo aver osservato
le loro malefatte con i miei occhi, preferisco chiamarli "sgherri" - è stata
eseguita con metodi brutali. Uomini, donne e nugoli di bambini sono stati
costretti a uscire dalle loro baracche, messi in fila come gli ebrei rastrellati
dai nazisti durante l'Olocausto e costretti ad assistere alla distruzione del
loro piccolo, miserabile mondo. Le baracche sono state distrutte e date alle
fiamme senza che agli occupanti fosse concesso di prelevare i propri pochi beni.
Una mamma supplicava gli uomini in divisa: "Per piacere, lasciatemi prendere le
copertine per i miei bambini". Un poliziotto le rispondeva con un ghigno: "Non
ti servono a niente, perché adesso, con il nuovo governo, vi rimandiamo tutti in
Romania".
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sezione Anne's World

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Commissione europea, Tajani non
ricoprirà la delega di Frattini. Il Gruppo EveryOne: “Decisione che fa onore
all’Europa”
23 aprile 2008
E’ di ieri sera la notizia, rilanciata stamani dal quotidiano spagnolo El Paìs,
che l’eurodeputato Antonio Tajani, vicepresidente del PPE, e tra i più papabili
candidati alla vicepresidenza della Commissione Europea come successore di
Franco Frattini, non ricoprirà la delega a Giustizia, Libertà e Sicurezza.
Nell’eventualità in cui, infatti, sarà Tajani a sostituire Frattini, al
presidente della delegazione di Forza Italia in Europarlamento spetterà la
delega ai Trasporti; sarà invece il francese Jacques Barrot, su decisione del
presidente della Commissione Europea Barroso, a doversi occupare di giustizia,
libertà e sicurezza.

“E’ una decisione che fa onore all’Europa” commentano i leader del Gruppo
EveryOne Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau. “EveryOne, così come i
diversi deputati europei di quasi tutti i gruppi parlamentari, aveva espresso,
con una dura protesta inoltrata ai membri della Commissione, la sua contrarietà
alla candidatura di Tajani come successore di Frattini su temi per i quali non
solo non c’erano competenze adeguate, ma soprattutto si rischiavano mosse
pericolose ai danni di categorie sociali discriminate o, nei casi peggiori,
perseguitate, specie in Italia se si pensa agli omosessuali e ai Rom. Omofobia e
xenofobia sono atteggiamenti che dovrebbero stare fuori dalle porte del
Parlamento Europeo e dovrebbero essere banditi dalla Commissione, così come chi
se ne fa portatore. E’ rassicurante” continuano Malini, Pegoraro e Picciau “che
Barroso abbia ascoltato le voci di dissenso, impedendo il dilagare di una deriva
preoccupante – sempre più diffusa in Italia, con l’ascesa forte di Silvio
Berlusconi e della Lega al Governo – soprattutto per il mancato rispetto dei
diritti civili e delle libertà fondamentali”.
Nella foto, Antonio Tajani
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Fino a dove può arrivare la
propaganda razziale delle Istituzioni italiane contro i Rom?
di Roberto Malini – Gruppo EveryOne
23 aprile 2008
Ci si chiede fino a dove può arrivare la propaganda razziale condotta dalle
Istituzioni italiane per continuare e magari accentuare, visti gli esiti delle
ultime elezioni politiche, la persecuzione contro il popolo Rom. La risposta,
purtroppo, è lampante: non esistono limiti, perché la propaganda - che si avvale
della complicità di alcuni fra i principali media nazionali e locali - si è
posta l'obiettivo di trasformare gli zingari, agli occhi del popolo italiano,
nel nemico pubblico numero uno. I dati del Ministero degli Interni sono chiari:
l'incidenza dei crimini violenti perpetrati da Rom in Italia è percentualmente
senza rilevanza. Assai più elevato è, al contrario, il numero di aggressioni e
omicidi compiuti da italiani nei riguardi del Rom. E allora, si chiederà chi non
è obnubilato dall'odio razziale, come è possibile che l'Italia si sia convinta
del contrario? Come è possibile che praticamente tutti gli italiani siano
terrorizzati dal "pericolo zingaro"?
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Ricordare

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Piero Terracina, sopravvissuto ad
Auschwitz: "Il Pdl ha un'anima fascista e razzista. I Rom in Italia sono una
minoranza perseguitata"
di Eleonora Martini (da Il Manifesto, 18 aprile 2008)
«Non basta mettersi la kippah davanti al Muro del pianto, per smettere di essere
fascisti. L'hanno fatto in tanti, forse l'hanno fatto in troppi. Io credo che
votare per un partito che accoglie gente come Alessandra Mussolini e Ciarrapico
dovrebbe essere impossibile per tutti, non solo per gli ebrei, ma anche per i
tanti antifascisti che ci sono nel centrodestra. Figuriamoci poi dare il voto ad
una destra estrema che si dichiara apertamente fascista. Il problema non è
l'apparentamento con Storace, il problema è Alemanno stesso, candidato a sindaco
di Roma». È lucido e non ha perso nemmeno un grammo di memoria, Piero Terracina,
classe 1928, esponente di spicco della comunità ebraica e colonna portante
dell'antifascismo italiano. Terracina aveva 15 anni quando venne arrestato dalle
Ss e deportato ad Auschwitz insieme agli altri sette membri della sua famiglia.
Tornò a Roma da solo, unico superstite. «Mi denunciarono i fascisti, loro mi
consegnarono alle Ss per prendersi il compenso di cinque mila lire. E quando
tornai, a 17 anni, senza più nessuno, la prima lettera che ricevetti fu dallo
stato italiano che reclamava le tasse arretrate di mio nonno ucciso nelle camere
a gas. E solo dopo nove anni ottenni l'aiuto economico che avevo chiesto.
Eccolo, è un assegno che non ho mai incassato e che da allora porto sempre con
me, guardi: sono 48.065 lire». Allora lo stipendio medio era di 200 mila lire.
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Italia, interrompi la campagna
razziale contro i Rom!
di Cizmic Balo e Roberto Malini
20 aprile 2008
Affermare che i Rom sono violenti sarebbe come sostenere che gli italiani sono
tutti mafiosi. E' un principio assurdo. Chi sbaglia, chi commette un reato deve
pagare per la sua responsabilità individuale, dopo le indagini delle autorità.
La legge prevede pene per chi commette i reati, pene che non devono mai essere
estese alla sua famiglia, alla sua comunità o al suo popolo. L'Italia dà un
pessimo esempio all'Europa ed espone gli italiani all'estero a un grave rischio
di ritorsioni: dopo la campagna mediatica xenofoba contro i romeni, cosa
potrebbe accadere alla comunità italiana in Romania, se un suo membro
commettesse un reato violento? Recentemente la polizia romena ha arrestato un
capomafia italiano, ma il popolo romeno non ha scatenato una caccia
all'italiano.
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Watching The Sky

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Come risolvere la "questione Rom"
di Cizmic Balo e Roberto Malini
20 aprile 2008
L'episodio riguardante Romulus Mailat fu il pretesto per scatenare una
propaganda contro la popolazione Rom in Italia. Abbiamo notato come tale
propaganda sia aumentata, da quando la Romania è entrata nell'Ue. Lo Stato
italiano commette un grave errore scatenando una guerra mediatica e politica nei
confronti dei Rom: dovrebbe invece impegnarsi con le Ong, con i rappresentanti
Rom e gli attivisti che conoscono correttamente la realtà in cui i Rom vivono
oggi. Solo una stretta collaborazione può risolvere il passaggio dalla
discriminazione all'integrazione. Non dimentichiamo che l'Italia, anche nei
periodi di maggior tolleranza, non ha mai abbandonato l'idea di segregare i Rom
in campi senza qualità, luoghi di segregazione in cui si perde la cultura Rom.
Nessuna alternativa civile - né alloggi né insediamenti di qualità - è stata mai
attuata con metodo. Come abbiamo scritto più volte e dimostrato cifre alla mano,
l'ideologia secondo cui i Rom sarebbero tutti criminali e immorali è infondata:
parliamo anzi di un popolo pacifico, che non ha mai fatto guerre e che aborrisce
la violenza. Un popolo che, al contrario, ha subito persecuzioni e massacri
attraverso i secoli. Eppure, sui giornali si legge quasi ogni giorno il
contrario. Finché le Istituzioni rifiutano un vero confronto con chi conosce dal
di dentro la cultura e la vita Rom, con chi è in grado di fornire una consulenza
corretta, con chi ha i mezzi culturali per promuovere Storia e cultura del
popolo Rom, non si compiranno passi significativi sulla via dell'integrazione.
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sezione
Watching The Sky

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E' vero che i Rom sono violenti?
di Roberto Malini
20 aprile 2008
Roma. La sera di martedì 30 ottobre 2007 il giovane romeno (di etnia
Bunjas) Romulus Mailat aggredisce e uccide Giovanna Reggiani; la notte fra
giovedì 17 e venerdì 19 aprile 2008 il romeno Ioan Rus - omonimo di un ministro
della Romania - ferisce con un coltello e violenta una studentessa del Lesotho.
Due episodi caratterizzati da un'efferatezza inquietante e dalla stessa
strumentalizzazione politico-mediatica: ambedue i casi sono stati utilizzati
dalla propaganda xenofoba per instillare nel popolo italiano odio contro gli
zingari, anche se nessuno dei due aggressori appartiene al popolo Rom.
Nonostante i media e i portavoce delle Istituzioni italiane facciano a gara per
sollevare l'allarme-sicurezza, i dati relativi a crimini violenti e in
particolar modo a omicidi volontari restano oggi in linea con quelli pubblicati
all'inizio di quest'anno sul rapporto Eures-Ansa: l'Italia resta uno dei Paesi
più sicuri d'Europa, seconda solo alla Norvegia (0,7 contro l'1,0 di Italia,
Danimarca, Germania, Spagna; 1,3 di Gran Bretagna; 1,6 della Francia; 2,6 della
Svezia; 5,6 degli Usa).

Se è vero che gli omicidi di donne sono aumentati, è anche vero che i loro
assassini sono stati individuati nel 75% dei casi all'interno della loro stessa
famiglia: è l'uomo di casa, infatti, il carnefice. La famiglia è teatro del 31,
7% degli omicidi, mentre la microcriminalità, spauracchio sbandierato dalla
propaganda, raggiunge il 12,7%. In ogni caso, le donne italiane sono più al
sicuro di quelle che vivono in Gran Bretagna (indice di rischio rispettivamente
6,6 e 7,7), Spagna (7,8), Giappone (8,1), Norvegia (8,7), Paesi Bassi (9,1),
Svizzera (9,5), Germania (10), Australia (10,9), Usa (22). Le cause di morte
delle donne tra i 15 ed i 44 anni (fascia d'età prediletta dai femminicidi)
sono, tuttavia, molto più frequentemente il tumore, gli incidenti stradali ed i
suicidi. E' cresciuto, con l'immigrazione, sia il numero di stranieri vittime
(più 19,8% nel 2006 rispetto al 2005) che quello di autori di omicidi (più 31%).
In sei casi su dieci si tratta di omicidi 'etnici' o familiari, cioè sia la
vittima che l'assassino sono stranieri. Qualcuno si sorprenderà, ma il numero di
crimini violenti e omicidi perpetrati da Rom non ha alcuna rilevanza statistica!
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UE, Gruppo EveryOne: “No alla
candidatura di Tajani e alle cariche di eurodeputati per Fiore e Romagnoli"
del Gruppo EveryOne –
www.everyonegroup.com
19 aprile 2008
Il Gruppo EveryOne esprime la più ferma protesta contro la decisione del PDL,
vincitore delle elezioni politiche 2008,di mandare al Parlamento Europeo, in
sostituzione degli eurodeputati eletti per il centrodestra, i due neofascisti,
propugnatori di ideologie razziali e negazionisti dell'Olocausto Roberto Fiore,
leader di Forza Nuova, e Luca Romagnoli (La Destra-Fiamma Tricolore).
L'ideologia xenofoba ed estremista di Roberto Fiore è nota universalmente. Ecco
alcune recenti dichiarazioni di Romagnoli: "Le camere a gas? Devo dire
francamente che non ho elementi per dire che siano esistite o no"; "Hitler? Fu
uno statista che commise degli errori". E riguardo al suo partito: "Chiamarci
fascisti è molto riduttivo. Ma del fascismo siamo portatori di alcuni valori,
come la socializzazione. Poi, se fascismo significa onestà, dirittura morale,
capacità di riconoscere prima lo Stato e poi l'individuo...".
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sezione Watching The Sky

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Agguato omofobo squadrista al
circolo di cultura omosessuale Mario Mieli
19 aprile 2008
Mercoledì pomeriggio un folto gruppo di ragazzi di età compresa tra i 20
e i 25 anni ha fatto irruzione presso la sede del Circolo di Cultura Omosessuale
Mario Mieli in via Efeso 2/a a Roma, mettendo a soqquadro l’ingresso
dell’associazione, rovesciando scrivania, estintori, divano, quadri e il
materiale informativo dell’Associazione.
Solo grazie all’intervento dei soci presenti al primo piano dell’Associazione, i
vandali si sono allontananti gridando improperi come “Froci di merda” ed
inneggiando al Duce e ai campi di sterminio.
“Temiamo che questa situazione sia collegata al clima elettorale. Se così fosse
ci verrebbe da dire, mareggiati e preoccupati, ‘cominciamo bene’” ci ha detto
Rossana Praitano, presidente del Mario Mieli.

Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli si augura che questo sia stato
solo un episodio isolato, anche se grave, e che non si tratti invece di
un’azione “programmata”, una sorta di “spedizione pilotata” che potrebbe
riproporsi in futuro e che metterebbe a rischio le attività del Circolo Mario
Mieli (che opera nella capitale da 25 anni) e l’incolumità e la sicurezza delle
persone all’interno dell’Associazione.
Anne’s Door e il Gruppo EveryOne si stringono attorno agli amici del Mario
Mieli, ed esortano le autorità e le istituzioni ad approvare al più presto una
legge contro la violenza omofobica, nonché a non commettere l’errore di
considerare l’episodio come un caso isolato. E’ necessario perseguire i
colpevoli di questa vile aggressione, nonché indirizzare le indagini verso
gruppi neo-fascisti e neo-nazisti, attivi soprattutto sul fronte di Forza Nuova,
affinché si possa fermare l’escalation di violenza razzista, omofoba e xenofoba,
in particolare nei confronti della comunità lgbt e della minoranza Rrom e Sinti,
in corso da mesi in tutta Italia e in particolare nella Capitale. M.P.
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Appello - denuncia in Europa per
combattere la discriminazione che colpisce Rom e Sinti
Caro Roberto Malini, sono al vostro fianco nell'impegno per il Casilino 900 e
gli altri campi Rom a Roma e in Italia. E' un momento terribile, per i Rom e i
Sinti che vivono sul territorio italiano e le Istituzioni rispondono con la
menzogna di fronte alle condanne internazionali. Sanno benissimo che in Italia
non esiste più il minimo rispetto per i diritti dei Rom e dei Sinti, ma
affermano che la politica repressiva è in realtà una politica per la sicurezza,
contro la criminalità. Se vogliamo sopravvivere, se vogliamo avere una speranza,
se vogliamo che i nostri bambini possano avere un futuro, è giunto il momento
che i Rom e i Sinti che vivono in Italia costituiscano una rete per difendere i
propri diritti e - come prima azione - denuncino la persecuzione alla Corte
Internazionale dei Diritti Umani. Anche noi, insieme al tuo Gruppo, presentiamo
in questi giorni un appello-denuncia alle Istituzioni europee. Cizmic Balo (ERTF
UNIRSI)
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Casilino 900: sembra il Ghetto di
Varsavia e dobbiamo mobilitarci se vogliamo evitare a tante famiglie Rom una
catastrofe umanitaria
di Roberto Malini - Gruppo EveryOne
Roma, 11 aprile 2008. Ieri abbiamo incontrato alcune famiglie al Casilino 900.
Prima di raggiungere il campo, siamo stati "messi in guardia" da alcuni
cittadini che vivono nel quartiere: "Ma vi rendete conto di che rischio correte,
a entrare in quel campo di zingari? Ma non li leggete i giornali? C'è sempre la
polizia lì, oggi per un'aggressione, domani per una rapina o per spaccio di
droga. Quelli sono come bestie: sfruttano i loro bambini e si nutrono anche di
cani e gatti". L'ultima diceria è la più recente e nasce da una notizia diffusa
da stampa e televisioni: con una "brillante azione" congiunta, la Questura, il
Corpo forestale dello Stato, il Nucleo investigativo per i reati contro gli
animali e l'Ufficio per i diritti degli animali hanno infatti confiscato ai Rom
del Casilino 66 gatti e 36 cani. "Tutti in pessime condizioni igienico-sanitarie
e quasi tutti tenuti alla catena" precisano i solerti funzionari, gonfiando il
petto di orgoglio. La verità è la ben diversa: è vero che gli animali vivevano
in pessime condizioni igienico-sanitarie, ma solo perché la politica razziale
del Comune di Roma ha ridotto il campo in condizioni di miseria tragiche.
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sezione Watching The Sky

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Cattive notizie dal "ghetto" del Casilino 900
10
aprile 2008
Il Gruppo EveryOne sta per incontrare alcuni rappresentanti del Comune di Roma.
L'invito ricevuto ci aveva indotti, in un primo momento, a credere nella
possibilità di un dialogo, nella presenza di uomini e donne - anche se pochi -
capaci di rivedere, in nome dei Diritti Umani, le posizioni cinicamente e
crudelmente razziste tenute fino a ieri. Nessuna tregua, tuttavia, è stata
concessa ai Rrom del Casilino 900, insediamento che le forze dell'ordine,
ossequienti agli attuali programmi di purga razziale, hanno trasformato in un
ghetto, un luogo di pena in cui le famiglie Rrom hanno perso lo status di
"esseri umani". Ci pervengono dal campo notizie sempre peggiori, notizie che
suscitano in noi e in tutte le persone che credono nella giustizia sociale,
nell'uguaglianza fra i popoli e nei valori della civiltà e della solidarietà
incredulità, disapprovazione, amarezza.

Domani le ruspe percorreranno ancora
il Casilino 900 e la loro opera di distruzione sarà protetta dal solito stuolo
di gendarmi e sgherri. Decine di baracche demolite provocheranno un nuovo
dramma, lasceranno altre famiglie senza casa, visto che nessuna alternativa è
stata predisposta per loro. Le demolizioni saranno come sempre accompagnate da
insulti razziali e minacce da parte degli aguzzini in divisa. Davvero, non vi è
pace per i Rrom e troppi sono i loro persecutori, animati da odio e
intolleranza. Ecco le più recenti "notizie dal Ghetto":
"Oggi 8 aprile nuovo intervento della Polizia (di stato, municipale, cinofila,
forestale) a Casilino 900. In previsione dello sgombero annunciato per maggio
sono state individuate 36 baracche da demolire, operazione che avrà luogo a
partire da domani, giorno in cui il rappresentante rom del campo Najo Adzovic
(cellul 3409756277) indice una conferenza stampa". M.B.
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8 aprile, Giornata mondiale del
popolo Rrom
A Parigi, dal 7 al 12 aprile 2008, Giornata Mondiale del Popolo Rrom e settimana
della Cultura Rrom; programma completo: http://journee-mondiale-rroms.org. L'8
aprile si celebra, a Parigi e in tutto il mondo, il Romano Dives, la Giornata
internazionale della nazione Rrom, in ricordo dell'8 aprile 1971 quando a Londra
si riunì il primo Congresso internazionale del popolo Rrom e si costituì la
Union Rromani, la prima associazione mondiale dei Rrom, riconosciuta dall'ONU
nel 1979. Le discriminazioni iniziate dal loro arrivo in Europa almeno cinque
secoli fa e culminate con il Samudaripen, l'Olocausto Rromo, in cui persero la
vita nei campi di sterminio nazisti almeno 500 mila Sinti e Rrom, non sono certo
in diminuzione. In tutta Europa assistiamo a sempre maggiori fenomeni di
intolleranza nei confronti di questa minoranza etnica. E' il caso dell'Italia
con i suoi campi nomadi fortemente lesivi dei più elementari diritti umani viste
le ubicazioni di molti campi nei pressi di discariche o condizioni ambientali
svantaggiate: una situazione da vero e proprio regime di apartheid come è stato
definito in un rapporto dell'ERRC (European Roma Rights Center).
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Club

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Casilino 900: nonostante gli
appelli, le autorità romane trasformano il campo in un ghetto dove ogni diritto
umano è violato
Un testimone della persecuzione al campo Rrom di Casilino 900 ci invia notizie
preoccupanti. Nonostante gli appelli, le Istituzioni romane mostrano un volto
disumano e stanno trasformando l'insediamento in un vero e proprio ghetto, un
luogo in cui nessuna libertà individuale, nessun diritto costituzionale è
riconosciuto. Come a Milano, le autorità di Roma non nascondono più l'ideologia
fascista, il programma razziale che sta a monte delle loro operazioni.

“Continuano le operazioni di polizia, peraltro annunciate, a Casilino 900. Da
questa mattina il campo rom alla periferia est di Roma è circondato dalle forze
dell'ordine e non si può entrare o uscire. Una signora aveva una visita medica
prenotata ma le è stato sequestrato il mezzo e non è potuta andare. I bambini
non sono andati a scuola. Ieri sono stati sequestrati i cani, anche quelli
regolarmente accuditi dagli abitanti del campo. Non si riesce ad avere
informazioni su ciò che sta accadendo, sulla data del minacciato sgombero. Una
situazione di incertezza, precarietà assoluta e paura sta tormentando la
comunità. C.P”.
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Casilino 900:
Annamaria Addante, Presidente del Municipio VIII, risponde al Gruppo EveryOne
Roma, 7 aprile 2008. Annamaria Addante, Presidente del consiglio del Municipio
VIII risponde alla "Lettera aperta" inviatale l'altro ieri da Roberto Malini a
nome del Gruppo EveryOne. Ecco il testo della risposta: "Io non mi macchio di
nessun crimine, la prego di andare a visitare il Casilino 900 prima di parlare.
I Rom sono rimasti una minoranza e non ci hanno mai dato fastidio visto che il
campo esiste da 40 anni. Solo che oggi oltre i Rom c'è di tutto, spaccio,
rapine, furti e inoltre bruciano notte e giorno materiale tossico per ricavarne
il rame e facendo respirare diossina sia a noi cittadini che a quegli innocenti
bambini che vivono in quel campo. Io mi adopererò per far trasferire il campo in
una situazione di vivibilità, chiedendo di arrestare o rimpatriare tutti coloro
che delinquono. La sua organizzazione, perché non va al campo a dire di non
bruciare, non spacciare droga, non rubare? Non tutti i poveri sono brava gente.
Inoltre mi permetta di dirle che i nuovi aguzzini sono quelli che cercano di
mettersi in pace la coscienza difendendo i Rom dai salotti buoni e si muovono
solo quando si parla di sgombrare. Ritengo che come si vive oggi nel Casilino
900 vi dovrebbe fare indignare, io ci sono andata a vedere e farò di tutto
affinché quella gente non viva più in quel modo, ma certo non difenderò né gli
spacciatori né i delinquenti. Il nostro Municipio sta facendo tutto il possibile
per aiutare i Rom e per l'inserimento scolastico: vada a vedere il campo di
Salone e non confonda chi vuole la legalità e il rispetto dei diritti umani per
tutti e non solo per i Rom, perché anche i cittadini hanno diritto a non
respirare diossina. Cordiali saluti, Annamaria Addante".
Continua nella sezione
Club

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Lettera aperta ai direttori dei
manicomi
di Antonin Artaud (1935)
Signori, le leggi e le convenzioni vi concedono il diritto di valutare lo
spirito umano. Questa giurisdizione sovrana e indiscutibile voi l'esercitate a
vostra discrezione. Lasciate che ne ridiamo. La credulità dei popoli civili, dei
sapienti, dei governanti dota la psichiatria di non si sa quali lumi
sovrannaturali. Il processo alla vostra professione ottiene il verdetto
anzitempo. Noi non intendiamo qui discutere il valore della vostra scienza, né
la dubbia esistenza delle malattie mentali. Ma per ogni cento classificazioni,
le più vaghe delle quali sono ancora le sole ad essere utilizzabili, quanti
nobili tentativi sono stati compiuti per accostare il mondo cerebrale in cui
vivono tanti dei vostri prigionieri? Per quanti di voi, ad esempio, il sogno del
demente precoce, le immagini delle quali è preda, sono altra cosa che
un'insalata di parole? Noi non ci meravigliamo di trovarvi inferiori rispetto ad
un compito per il quale non ci sono che pochi predestinati. Ma ci leviamo,
invece, contro il diritto attribuito a uomini di vedute più o meno ristrette di
sanzionare mediante l'incarcerazione a vita le loro ricerche nel campo dello
spirito umano.
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Arte e Cultura

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Casilino 900: le alternative allo
sgombero-pogrom
5 aprile 2008. Esattamente un anno fa, oltre 50 Rrom della Capitale diffusero
una lettera aperta alle Istituzioni romane e nazionali, denunciando una politica
repressiva che rendeva insopportabili le condizioni di vita nei campi. Ecco uno
stralcio di quella lettera, che è ancora drammaticamente attuale.
"Benché nei campi siano sistematicamente violati i diritti umani, tali realtà
comunque garantiscono la sopravvivenza; col tempo si attivano reti di capitale
sociale, pratiche di integrazione scolastica, sociale e lavorativa. Gravissimo
perciò è lo sgombero improvviso che ci costringe a condizioni ancora più
precarie con contemporanea, assurda e ingiustificabile distruzione dei nostri
poveri beni. Donne e bambini, spesso in tenerissima età, in seguito allo
sgombero sono lasciati in strada con i loro genitori che quindi sono costretti a
cercare ricoveri di fortuna presso altri insediamenti informali, spesso in vere
e proprie grotte oppure lungo il greto dei fiumi o in fatiscenti fabbriche
deindustrializzate; in posti comunque accomunati dall’insalubrità e che quindi
costituiscono pericoli evidenti per la salute. E difatti si registrano
preoccupanti casi di tifo, di tubercolosi ecc. Tutto il faticoso lavoro sul
piano dell’integrazione scolastica e lavorativa viene distrutto a colpi di ruspa
e di espulsioni.
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sezione Watching The Sky

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Casilino 900:
testimonianza dall'inferno
2 aprile 2008. Un sostenitore di Anne's Door e del Gruppo EveryOne si è recato
presso il Casilino 900 di Roma e ha assistito a una manifestazione nonviolenta,
tenuta per denunciare la condizione disumana cui sono costrette le famiglie Rrom
che vivono nel campo e la tragedia di uno sgombero annunciato. Sulle labbra di
molti, l'invito promosso dal Gruppo EveryOne: "Resistenza contro il pogrom
razzista".
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sezione Watching The Sky

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Citazione attuale come non mai
There is no scandal like rags, nor any crime so shameful as poverty.
"Niente è più scandaloso degli stracci e nessun crimine è vergognoso
come la povertà".

George Farquhar (1678-1707), drammaturgo irlandese
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Un appello alle Istituzioni di
Napoli: tracciamo insieme una nuova via di civiltà
3 aprile 2008
Premessa: il Gruppo EveryOne invia questa e-mail a diverse personalità politiche
di Napoli, soprattutto a quelle che si sono distinte per azioni e idee nel campo
dei Diritti Umani contrapponendosi per civiltà all'attuale deriva razzista,
xenofoba e intollerante che coinvolge ormai il nostro Paese. Come avveniva in
tempi oscuri, avviene anche ai nostri giorni: quando il potere e gli interessi
particolari prevalgono sulle istanze civili, sulla difesa delle categorie più
deboli, allora le società iniziano a combattere gli inermi, i diversi, coloro
che non hanno voce: i mendicanti, i poveri, gli zingari, gli stranieri. Sono i
capri espiatori di una comunità che ha perduto la luce, che ha rinnegato i più
alti ideali di verità e giustizia, che ha dimenticato l'ammonimento dei
testimoni di altre persecuzioni, di altri genocidi, di altro orrore.
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